sabato 3 febbraio 2018

UN MANIGOLDO PER GENERO - 2° STAGIONE - 4° PUNTATA - di Ambra Tonnarelli


Albert se ne stava in ufficio, zitto-zitto, a fissare il cielo soleggiato fuori dalla finestra, ad attendere il testimone chiave, forse un complice in una rapina manoarmata, che avrebbe dovuto a momenti interrogare. Stava già pensando a quale tecnica adottare per far crollare quel vile farabutto, trasgressore della legge, che aveva derubato un negozio e spaventato decine di persone. Ne aveva sbattuti dentro tanti come lui. Era pronto a fare il suo dovere, ciò che gli riusciva meglio. Catturare e far confessare i malviventi. Qualcuno bussò.
Era il suo momento di gloria.
“Avanti!” gridò autoritario, sperando di incutere terrore al malvivente che si accingeva a far confessare.
“Salve capo!”
Una voce familiare, canzonatoria e strafottente gli giunse all’orecchio.
Albert si girò di scatto, sobbalzando per via della terribile sorpresa che i suoi colleghi gli stavano portando. Alex, ammanettato e scortato da due agenti, fece il suo irruento ingresso nell’ufficio di Albert.
“Ancora tu? Che ha fatto questa volta, agente?” chiese Albert, già stizzito.
“Violazione di domicilio e danneggiamento di proprietà privata, Commissario.”
“Bene, questa volta ti sbatto dentro, caro il mio Alex!” sghignazzò Albert con la gioia stampata in volto, sfregandosi le mani dalla soddisfazione. “Grazie, agenti. Potete andare. Ora lo interrogo io, questo manigoldo! Barney! Barney!” chiamò Albert.
Il fedelissimo Barney si catapultò nel suo ufficio in quattro e quattro otto. “Eccomi, Commissario!” entrò, prendendo posto di fianco ad Albert.
“Bene, ora possiamo cominciare! Che hai combinato questa volta, Alex?”
Alex, che fino a quel momento se ne era rimasto in silenzio, sfoggiò il solito ghigno di scherno. “Ma niente di che, Capo! Stavo giocando a pallone con i miei amici e ci è finito oltre un cancello. Così ho scavalcato e sono andato a riprenderlo!”
“E che cosa mi dici del danneggiamento di proprietà privata?”
“Che paroloni, Capo! Per qualche siepe rovinata, qualche zolletta sollevata e qualche ramo spezzato!”
“Ramo spezzato?” si sbigottì Albert, sobbalzando sulla sedia.
“Sì, Capo. Sono dovuto salire sull’albero della nonna per riprendermi il pallone!”
“Ma non potevi suonare il campanello, eh, manigoldo? Io sto aspettando un testimone chiave da interrogare e tu arrivi col pallone e mi fai perdere tempo! Intanto ti sbatto dentro, poi procederò con la burocrazia. Barney, arrestalo e portalo via!” ordinò perentorio e risoluto.
“Su via, Capo! Per una siepe!”
“E’ reato! Violazione di domicilio e danneggiamento di proprietà privata. Questa volta ho davvero gli estremi per sbatterti dentro e per tenertici un bel po’!” sghignazzò Albert in preda ad un attacco di sadica soddisfazione e malsana gioia, mentre Barney già gli metteva le manette ai polsi.
“Commissario!” interruppe un agente. “Commissario, mi scusi, ma dobbiamo rilasciarlo.”
Albert balzò in piedi, furibondo, fuori di sé dalla rabbia. Aveva appena ottenuto la gioia più grande della sua vita e già vedeva sfumarla come vino in padella.
“Mi dispiace, Commissario, ma l’anziana signora non ha nessuna intenzione di sporgere denuncia. L’abbiamo appena interrogata e dice che, passato il primo momento di spavento per essersi trovata un intruso in giardino, in fondo è stata solo una ragazzata e...” si interruppe titubante, avendo paura della reazione di Albert, se avesse rivelato il seguito.
“Continui, agente. Continui pure”, lo esortò Albert.
“Non le farà piacere, Commissario, ma ha detto che il ragazzo è così bello e sexy che assolutamente dietro le sbarre per colpa sua non ci può stare!”
Le guance di Albert iniziarono a mutar colore. Bolliva e si preparava alla carica come un toro inferocito. Il fumo dalle narici e dalle orecchie.
“Hai capito, la nonna?!” intervenne Alex, esultando trionfante e soddisfatto di sé.
“Gli tolgo le manette, Commissario?” chiese Barney con una certa esitazione.
“Barney! Ancora parli? Parli, parli, parli a vuoto! Levagli quelle manette e toglimelo dalla vista, prima che io lo ammazzi! Bello e sexy, tz! Ma che cosa mi tocca sentire?! Mandalo via! VIAAAA!” esplose, prendendosela per l’ennesima volta col povero Barney, che sempre doveva per forza star zitto e incassare il colpo.
Alex si alzò trionfante, sfoggiando il suo strafottente ghigno da canzonatura e alzando il solito dito ad Albert, prima di uscire dal suo ufficio.
“Arrivederci, Capo!”
Albert si buttò giù di peso sulla sedia, spezzando in due tutte le matite che aveva nel portapenne, immaginando che fosse il collo di Alex.
Ma l’episodio non si concluse lì. Dalla porta del suo ufficio aperta, Albert udì la vecchina tentare di flirtare con Alex.
“Ah, eccolo qui, quel bel giovanotto che ha rimodernato il mio giardino!” esclamò la signora, felice di vederlo.
“Mi dispiace, nonna! Io volevo solo riprendermi in fretta il pallone!”
“Oh, non fa niente giovanotto! Sei così bello e attraente, che ti perdonerei tutto! Certo che se avessi qualche anno in meno, ci farei proprio un bel pensierino su di te!”
Alex e gli agenti, compreso Barney, non potevano far altro che ridersela di gusto sotti i baffi. Mentre Albert, nel suo ufficio, non avrebbe chiesto niente di meglio che sparare in testa ad Alex e tagliar la lingua alla signora.
“Mi dispiace, nonna, ma anche se avesse avuto qualche anno in meno, io non mi concederei mai. Sono fidanzato con una dolce fatina dei boschi e sono innamorato pazzo di lei! Non la tradirei mai!”
Le parole di Alex toccarono la signora nel suo io più profondo, inducendola istintivamente a portarsi una mano al cuore. “Che nobile cavaliere che sei! Sei un bravo ragazzo e serio anche! Vieni a trovarmi qualche volta con questa bella fanciulla. Vi preparerò una merenda coi fiocchi. Come si chiama la principessa fortunata?”
“Eh, nonna questo non glielo posso proprio dire!”
“E perché no?”
“Perché c’è una persona qui dentro, anzi nell’altra stanza, che vorrebbe sapere chi è solo per metterci i bastoni fra le ruote! Gliela presenterò, quando verremo a trovarla”, spiegò Alex in tono irriverente, alzando un po’ la voce, in modo da far sentire anche ad Albert. “La saluto nonna!”
“Ciao! Vi aspetto, allora! Che adorabile canaglia!” commentò la signora.
Prima di andarsene, la vecchina fece irruzione nell’ufficio di Albert e sembrava anche piuttosto alterata. “Si vergogni, Commissario. Prendersela con un così bravo figliolo, invece di dar la caccia ai mascalzoni! Si vergogni!” grido, prima di uscire sbattendo la porta.
Albert ringhiò, in preda a un crollo nervoso molto più pesante del solito. Fuori da ogni controllo umano, si alzò di scatto e ribaltò violentemente la scrivania.
Col computer.

Poco meno di un paio d’ore dopo, Elizabeth s’incontrò con Alex e lasciò che lui le raccontasse la disavventura della giornata col suo solito modo di fare da canaglia, che tanto le faceva girare la testa. Di quel passo, Alex non sarebbe mai e poi mai riuscito a entrare almeno nel Limbo della lista d’attesa per le difficili grazie di Albert.
“Alex! Ma sei sempre il solito! Non potevi suonare il campanello?” gli chiese Elizabeth, rassegnata all’idea che Alex non sarebbe mai riuscito a rimetter la testa a posto. E ciò la rese in un certo modo felice.
“Amore, avevo fretta di riprendere il pallone!” protestò Alex, molto più che divertito.
Elizabeth scosse la testa con fare rassegnato e si strinse a lui, in cerca delle sue passionali e dolci coccole. “Alex, Alex! Che farei senza di te!”
“Ti devo salutare ora, amore. Mi spiace.”
Elizabeth sollevò lo sguardo per posarlo nel suo, come se avesse voluto dirgli “non te ne andare”, pur sapendo che quel pomeriggio avrebbe dovuto.
“No, amore, no! Non guardarmi così! Devo assolutamente trovare un nuovo manager per la band. Non riusciamo più a tirare avanti da soli.”
“Lo so, Alex. Sentirò la tua mancanza oggi, ma devi andare. Vai! E torna con un bravo manager! Col migliore di tutti!”
Alex la baciò con passione, prima di salire in macchina. “Mi farò perdonare molto presto, amore mio!”
I due si scambiarono un’occhiata complice alquanto birbante e loquace, prima che Alex si infilasse dei fantastici occhiali da sole molto stile rock anni ’80, dalla classica forma a goccia.
“Non vedo l’ora, mio Alex! Ti aspetterò con ansia!”
Alex le sorrise e sgommò via. “Ciao mia dolce fatina!” le gridò già in corsia di marcia. E già con l’acceleratore pesantemente abbassato.
Tanto che un poliziotto dall’aria alquanto familiare lo fermò non molto più lontano. E Alex accostò solo per poterlo sfottere.
“Patente e libretto di circolazione! Stiamo andando un po’ troppo allegri, qui per i miei gusti”, lo ammonì il poliziotto.
Alex abbassò il finestrino. “Ancora lei, Capo? Ma perché deve sempre rompermi le palle? Io sto ancora cercando un manager! Non ha nessun altro da importunare?”
Albert iniziò a picchettare la testa contro lo sportello della macchina di Alex. “No! No! Ma perché sempre a me!” piagnucolò, già sotto esaurimento nervoso. Alex si era trasformato in un incubo fin troppo reale per lui.
“Capo, la smetta di sbattere la zucca sulla mia auto, prima che mi incolpi anche di aggressione a pubblico ufficiale!”
Albert si bloccò e lentamente si appoggiò al finestrino a guardare il suo riflesso esasperato negli occhiali da sole di Alex. “Alex, ma che perché tu proprio a me dovevi capitare! Che colpe ho, io, da espiare? Che cosa ho fatto di male per AVERTI SEMPRE TRA I PIEDI, MANIGOLDO!” si lamentò, trasformando il piagnucolio in un grido di isteria nervosa.
“Eh, Capo, Capo! Caro il mio capo, mi sa che presto io e lei ci ritroveremo a passare molto tempo insieme, quindi ci faccia l’abitudine!” constatò Alex, alludendo al fatto che fosse il fidanzato di Elizabeth. Fatto di cui Albert era completamente oscuro.
“Che cosa? Io? Passare tempo con te? Ma per carità! Che ho fatto di male?” si disperò Albert. “Guarda, pur di non passare altro tempo insieme, ti lascio andare e non ti faccio neanche la multa! Fingerò di non averti mai fermato. Basta che te tu ne vada!”
Il solito sorrisetto di scherno prese forma nel carismatico volto di Alex. “Molto generoso, Capo. Davvero molto generoso!”
“SPARISCI, MANIGOLDO O T’AMMAZZO!” gridò Albert.
Com'è facile da immaginare, Alex non smentì neanche in quell'occasione in cui Albert si era dimostrato così particolarmente magnanimo. Lo salutò col solito piro e si rimise in carreggiata, sgommando a più non posso, alla ricerca di un manager dalla testa fuori del comune.

Alta quota - 4° puntata - di Mattia Cattaneo




Andreas va dal padre e dalla zia che stanno rimettendo in sesto una vecchia trattoria. Gli elementi per riaprirla ci sono tutti.
Peter e Manfred sono due vecchi amici che stanno per effettuare una arrampicata. I due sono piuttosto nervosi e parlano di affari dei loro rispettivi alberghi. Peter è risentito da Manfred e parla di amare bugie. Manfred dice che è lui ad aver mentito su una cosa molto importante. I due iniziano cosi a litigare e uno di loro si ferisce ad una mano che inizia a sanguinare. Andreas e il soccorso alpino si leva in volo per prestare aiuto.
Emilie si accorge che il raccoglitore del fienile si è rotto e la pioggia  sta usurando anche parte della costruzione. Ripensa così all’offerta di Brechter, forse vendere è la soluzione miglior ma lasciare il terreno al sindaco per costruire un nuovo albergo sarebbe un ostacolo per il padre e la zia di Andreas.

Sarah intanto cerca di far leva sugli interessi reciproci che  con il sindaco. Andreas però sente una loro conversazione e va su tutte le furie. Sarah prende l’auto e se ne va ma Andreas la richiama. Sarah è in lacrime, loro avevano un progetto in Canada e lo ha distrutto. Andreas tenta di spiegare ma la giovane è molto arrabbiata. Ad un certo punto Andreas sente una brutta frenata e il vuoto. Ha assistito all’incidente della sua ragazza per telefono..

WSO Daytime Focus di Gennaio by Nunzio Palermo



WSO Daytime Focus di Gennaio by Nunzio Palermo

Sul lago dorato © 2018 – Weekdays: 6.30 pm
Nuovi intrighi a Golden Lake:
Quanto accaduto il giorno di Natale ha destabilizzato la cittadina. Tutti sono conviti che i sermoni di padre Cavendish hanno attirato uno psicopatico. A Bay City la dottoressa Madison cerca di scoprire l’identità di John Doe. Continuano le indagini della strage di Natale. Padre Cavendish nel frattempo…

Like leaves in the wind © 2014 (2018)  – weekdays 7.00 pm
Nuovi intrighi a Cedarfarm:
Vanessa durante una visita rivela a Marlena chi sia la vera madre. Tra lo sconcerto dei presenti, nel pub, Liam e Rita irrompono nel locale con le armi in pugno (cliffhanger ep. 576 – 577)
David, accompagna Judy a conoscere suo nipote Patrick Rossi ignari di quanto sta accadendo al Cedar’s Pub. Rita ha un odio viscerale nei confronti di Rebecca rea di aver ostacolato i suoi piani per il tesoro della rapina alla banca di Londra di molti anni fa ed è pronta a far fuoco. Il Cedars Hospital viene allertato su quanto stia accadendo al Cedar’s Pub. La polizia circonda il pub.

Love of Life ©2018 - Mondays –Wednesday (Fridays): 7.30 pm
Nuovi intrighi a Cornwall Cove:
La morte di Carole Campbell fa terminare il terrore creato nella piccola cittadina della Cornovaglia. Mah la sa morte ha portato morte e distruzione il girono di Natale. Claudia, sopravvissuta alla strage, riprende il suo lavoro ma scopre che qualcuno sta cercando appropriarsi della miniera. Che ci sia suo fratello Dirk dietro?

Rural Green ©2018 – Fridays: 8.30 pm
Nuovi intrighi a Drunken Cow:
La scomparsa di Belle porta scompiglio a Drunken Cow. E’il giorno di Natale e qualcuno mette uno strano liquido nelle riserve idriche della cittadina. La popolazione si sveglia dopo qualche giorno e scoprono con orrore che mancano delle persone. Cosa sta succedendo a Drunken Cow?

The Writer and The Reader © 1987 (2018) – Fridays: 9 pm
Nuovi intrighi a Miami Beach:
La stagione 3, si apre con l’annuncio da parte degli alieni di invadere la Terra.
In 18 episodi conosceremo nuovi personaggi che si affiancheranno ai vecchi per evitare un disastro mondiale. È veramente la fine della Terra? La caccia al tesoro, ossia, alla favolosa eredità di Anthony MacEditors continua senza esclusione di colpi. Sarà mai trovata la favolosa eredità di Anthony? La serie festeggia l’episodio n. 50 in cui Luna è accusata di aver ucciso Giulia Librix e pertanto viene arrestata. Pochi credono nella sua innocenza…. Chi l’aiuterà?

On Air – In Onda © 2018: Sundays 9.00 pm
Prossimamente a Marzo……

© Nunzio Palermo

venerdì 2 febbraio 2018

Tempo d'amare - 1150° puntata - di Mattia Cattaneo




Helmut rivisita la piccola Marlene quando arriva la zia della piccola, Liliana Holtlerof che chiede al dottore se ha le qualifiche adeguate. Monika chiede ad Oskar la verità e l’uomo è costretto a confidarle  che vuole metter in cattive acque la birreria, Monika è basita. Jonas intanto dice alla sorella che Oskar non è il compagno perfetto per la loro madre.

giovedì 1 febbraio 2018

Venti di verità - 19^ puntata - di Mauro Bertoli






Daniele non se lo fece ripetere. Riuscì con un pizzico di fortuna a dribblare un paio di difensori avversari e il terzo tentò troppo presto un tackle; lo scavalcò con un piccolo pallonetto e si lanciò nuovamente verso la porta. Prima che potesse pensare al tiro o al passaggio il portiere lo aveva raggiunto e ora faceva il disperato tentativo di chiudergli la visuale. Non ebbe molti secondi per pensarci, colpì il pallone sperando che finisse nuovamente alla sua destra: Riuscì nell’intento.
Il pallone scavalcò il portiere che lo sfiorò appena ma colpì nuovamente il palo. Stavolta percorse per oltre un metro la linea di porta prima di essere spazzato via da un terzo difensore.
Gli ululati di disapprovazione salirono ancora più forti della precedente azione.
Daniele fissò l’arbitro nella speranza che la sfera avesse oltrepassato la linea e lui convalidato il goal, inutilmente.
Gli avversari ricevettero l’ordine ben preciso di marcare strettamente Daniele e il risultato si notò fin da subito. Non appena Daniele intercettava o raccoglieva il pallone venne circondato immediatamente da almeno due avversari che non gli permettevano un minimo di manovra e doveva sempre scaricare la sfera prima di perderla.
Il primo tempo si concluse con un pareggio senza gol, molto stretto per la Selinese ma il Mister sorrideva molto compiaciuto.
« Grandissimo Daniele, sei tornato più affamato di goal che mai! Mi sei piaciuto moltissimo, manca solo la rete ma non perderti d’animo, se pure Raffy ti segue nelle azioni è solo questione di minuti» lo incoraggiò il Mister.
Raffaele passò davanti a Daniele e gli diede un cinque; il suo amico d’attacco, Cerri, era stato messo in panchina per lui e non l’aveva presa bene. Al loro “cinque” rispose con un occhiata poco amichevole.
« Come avrai notato, ora han capito che tu vuoi tentare di far goal, ti hanno circondato e ti impediscono di far un solo passo…» riprese a spiegare il Mister. « Dovete far triangolazioni più rapide e precise. Raffy, stai più vicino a Dany e cerca di liberarlo dalle marcature; tu Dany segui le sue triangolazioni e tenta più inserimenti dal lato destro. Il loro numero 10 è troppo lento per starvi dietro e potreste sfruttare questo vantaggio. Forza, possiamo vincere, ormai ci mancano solo due partite ed è importante vincerle entrambe».
Il sole brillava ancora quando fecero il loro rientro in campo per il secondo tempo.
Fin da subito lo accerchiarono ma lui seguì a lettera le parole dell’allenatore. Si spostò verso l’angolo destro e si mosse in cerca del pallone. Raffy gli fece il segno di seguirlo ed eseguì.
Un “uno-due” perfetto che permise a Daniele di scrollarsi i suoi marcatori ma, appena altri due lo raggiunsero, riconsegnò il pallone a Raffy. Il passaggio andò a buon fine e Raffaele potè preparare il tiro. Daniele andò verso il primo palo e non si aspetto l’ennesimo passaggio verso di lui. Il fischio del fuorigioco risuonò e il pallone venne consegnato agli avversari verde-rossi.
« Stai attento Dany!» gridò il Mister dalla panchina.
« Non mi aspettavo il pallone di ritorno… era in buona posizione per tentare il tiro» si giustificò.
Stette ben attento ad ogni azione ma il Vertosano aveva alzato il baricentro di gioco ed ora premeva in attacco, costringendo gli attaccanti ad aiutare la difesa.
Passarono molti minuti prima che il centrocampo riuscisse nuovamente a conquistare il pallone; Antonio lo consegnò a Raffaele che a sua volta vide smarcato il compagno d’attacco.
Daniele scattò appena in tempo per raccogliere il passaggio filtrato e si ritrovò una prateria davanti, fino al portiere.

Corse, senza guardare se i difensori lo avrebbero raggiunto; Raffaele era più indietro e avrebbe rallentato il contropiede se glie l’avesse passata nuovamente. Ormai era a pochi metri dal portiere che tentò l’ennesima uscita; stavolta non tentò di anticiparlo ma di dribblarlo ma il portiere non cascò nel tranello e riuscì a toccare il pallone, ancora inchiodato tra le sue gambe. 

Epoca - 19° puntata - di Mattia Cattaneo






Ero molto agitato in questi giorni dato che molte persone cominciavano a partire per evitare l’avanzata tedesca, io e Federico collaborammo assieme ad altra gente e i pochi soldati rimasti per chiudere le porte ai tedeschi in arrivo da sud;
Karl arrivò alla pensione e chiese di Rosaria:”Forza..”-”la signora ha chiesto di non essere disturbata”-”Mettersi contro di me è sempre un pericolo..se non vuole che la faccia deportare..”-”Subito subito salga..al secondo piano..”-”Danke..”;-”Tu che ci fai qui?”-”Rosaria..sono venuto per starti accanto..”-”No..no Karl..tu mi hai lasciata per tornare in Germania..”-”Senti..ora qui sta diventando pericoloso..i soldati tedeschi..la Wermacht sta raggiungendo Roma..”-”Oddio..un’altra guerra..”-”Tu devi rimanere qui..al sicuro..anzi..credo che questa pensione possa essere chiaramente utilizzata per tutte le questioni burocratiche..un quartier generale..resta qui..”;

Andrè lesse il giornale che il suo compare venne fucilato; però non lesse la presenza di un altro evaso…ma nella pagina accanto dell’avanzata nazista verso Roma; prese il telefono e chiamò un amico di vecchia data che aveva lavorato al partito”:Ciao sono io..senti..tu che hai amicizie..volevo capire se..ah..questa è un ottima notizia..mio padre ha pagato per farsì che non si rivelasse il mio nome da evaso..mi hai cercato?..beh sono in un posto che non si può dire..un nascondiglio bravo..sei diventato collaborazionista..dimmi dove sei e mi presenterò anche io..voglio collaborare con l’unico che è rimasto..il Fuhrer..”;
Una forte lotta contro l’avanzata tedesca era in atto a Roma; molti del borgo si rinchiudevano nelle case, anche Fausto e Maria:”Oh mio Dio..pensare che Marco è la a combattere..”-”Ci mancava solo l’avanzata dei nazisti..oh quando finirà tutto questo!”; Giulia e Daniela erano con Rosa nel podere e speravano che io o Federico tornasse per dar loro una buona notizia; da lontano mi videro arrivare:”Ecco
Marco!”-”Marco!!..amore!!”-”Non c’è niente da fare..”-”Cosa vuoi dire??”-”I tedeschi sono entrati in Roma..Federico è al bar..ti aspetta là”-dissi rivolto a Daniela che corse immediatamente-”ma come sono entrati che cosa vuol dire??”-chiese agitata Rosa-”Come punizione per il tradimento con l’armistizio di Badoglio..i nazisti occupano Roma..anzi l’hanno già occupata..devo avvertire Paolo..ebrei e sovversivi verrano fucilati sul posto o deportati in Germania”; Rosa e Giulia erano terrorizzate;

Alcuni reduci del fascismo si presentarono al comando tedesco del generale Kappler per essere collaborazionisti; altri costituirono delle formazioni, cosidette partigiane, e si riunirono o in case ben nascoste o per di più sulle montagne o colli; Federico assieme all’amico Giulio e ad altri formarono le GAP (gruppo azione patriottico), ma altre ne sorsero per una liberazione dell’Italia dal nazismo che aveva invaso e occupato Roma.

Andrè e il suo amico Fiorenzo si presentarono al comando di Karl:”Danke..voi chi siete?”-”Fiorenzo Sanna..e voglio essere collaborazionista!”-”Scusate…voi laggiù,..venite”-”Dite a me?”-chiese Andrè”-”Ja..”-”Eccomi..”-”anche voi volete essere collaborazionista?”-”Di più..voglio eliminare i nemici..”-”Voi fermatevi..voi Sanna..sarete mandato al Nord..a breve capirete perché..”-”André ..buona fortuna”-”Grazie Fiorenzo..di tutto..buona fortuna anche a te..”; “André La Rocca…sapete..grazie al denaro di vostro padre ho stracciato la vostra pratica..merito fedeltà..”-”Ovvio..e io sono qui ai vostri ordini ufficiale Gutemberg..-”Da oggi sarete il mio braccio destro..!”; André sorrise…

Tempo d'amare - 1149° puntata - di Mattia Cattaneo




William minaccia Katharina, non può far saltare i loro accordi così. Frederik intanto accetta di far celebrare il matrimonio tra Maxim e Terese. Monika segue Oskar mentre Heinrich chiede al figlio di prender in mano l’azienda. Marisol confida a Jorge che il bambino che aspetta è suo..

Come foglie al vento - Episodio 713 (137/237) di Nunzio Palermo

                è presentato da  Come foglie al vento # 713 Episode 713 Season 4 Origi...