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sabato 24 marzo 2018

Romantiche tradizioni di famiglia. 11° e ultima puntata di Silvia Bucchi.





Il mattino dopo la terribile scoperta Andrea stava caricando le sue valigie nella vecchia Punto dei genitori di Valerio, mentre l’amico lo osservava scuotendo la testa. Non riusciva a comprendere l’ostinazione del suo amico a non chiarire con il padre e con la ragazza di cui si era innamorato.
Quando però il giovane aveva provato a intavolare il discorso con Andrea aveva ricevuto in risposta solamente dei grugniti.
Maria corse per tutto Viale delle Vittorie come mai aveva fatto prima e imboccò Via Roma fino a raggiungere il portone dello stabile dove abitavano Andrea e suo padre.
Andrea” urlò mentre il giovane Moretti stava per salire sull’automobile del suo amico. Valerio trattenne il fiato e incrociò le dita mentre Andrea usciva dalla Punto e affrontava Maria a viso aperto.
Che cosa ci fai qui, Maria?” grugnì furioso. Quella ragazza gli aveva fatto male e non l’avrebbe mai perdonata.
Tuo padre ha informato mia madre della tua partenza. Ti prego, ripensaci” lo supplicò Maria afferrandosi al braccio di lui.
Il fatto che siano stati proprio i nostri genitori ad informarti della mia decisione mi fa comprendere che ti abbiano nuovamente costretta ad occuparti di me. Fammi indovinare, questa volta ti hanno chiesto di convincermi a restare qui? Beh, fatica sprecata. Loro possono mettersi il cuore in pace e tu smetterla con la tua commedia.” Il tono di Andrea era duro e Maria si rese conto che lui non l’aveva mai trattata tanto crudelmente.
Ma vuoi metterti in testa che io ti amo?” urlò Maria esausta davanti a tanta ostinazione. La giovane si rese conto che nella trafficata Via Roma, parecchi passanti si erano fermati ad osservare quella scena da cinematografo. La ragazza arrossì ma finse di non farci caso.
Chi mi assicura che tu non stia fingendo ancora?” le parole rabbiose di Andrea raggiunsero Maria come delle coltellate. Il giovane Moretti chiese a Valerio di mettere in moto la Punto.
Maria rimase sola sul marciapiede a fissare l’automobile che si allontanava. Una anziana signora che aveva osservato la scena, le offrì un fazzoletto e qualche parola di conforto.


I giorni che seguirono furono terribili. Matteo partì per Roma e tentò in tutti i modi di parlare con il figlio. Tutto fu invano. Tiziana invece decise di restare a Terracina con sua figlia Maria. La donna sperava che il mare e tutte le attività in cui tentava di coinvolgere la ragazza, riuscissero a far dimenticare a Maria la delusione amorosa che aveva ricevuto. Ogni volta che Tiziana vedeva sua figlia china sui libri e con lo sguardo triste, si sentiva in colpa per averla costretta a far parte di un gioco più grande dei suoi diciotto anni. I libri divennero i più grandi confidenti di Maria. La ragazza provò a ricordarsi che aveva un obiettivo e che avrebbe dovuto darsi da fare per entrare nella facoltà di Medicina. Quando al mattino si svegliava e voleva restare a letto sotto il lenzuolo, osservava la foto di suo padre sul comodino e trovava la forza di alzarsi. Si vestiva, faceva colazione e poi accompagnava la madre in spiaggia. Con una sorta di masochismo passava le sue giornate sul prato dello stabilimento balneare a studiare. Compieva esattamente gli stessi gesti di quando, in quello stesso luogo, preparava il suo esame di ammissione con Andrea. In quel momento però lei si sentiva vuota, perché lui non sarebbe tornato e non avrebbe perdonato lei e nemmeno suo padre. Tiziana e Maria erano così prese dai loro dispiaceri che non si resero conto che qualcosa stava cambiando nella dolce nonna Sandra, che diventava ogni giorno più debole, che era sempre più stanca. Con una forza enorme l’anziana signora quotidianamente si sforzava di sorridere, di essere forte per il bene di Maria e di Tiziana. Sandra pregava ogni sera la Madonna affinché desse al suo cuore la forza di resistere alla malattia fino al momento in cui le vite di sua figlia e di sua nipote non avessero ripreso a scorrere sui giusti binari. Solo allora Sandra avrebbe potuto accettare l’idea di morire.
Nemmeno Andrea era il ragazzo solare di una volta e Valerio aveva usato tutti i mezzi che conosceva per tentare di sollevare lo stato d’animo del suo amico. Non furono sufficienti nemmeno i manicaretti di Donatella e i paterni consigli di Eusebio, che lo aveva visto nascere, per far tornare il buonumore ad Andrea, per riuscire di nuovo ad avvicinarlo a suo padre e a Maria.
Diana osservava suo figlio e tentava di convincerlo ad incontrare Matteo, che si era trasferito in una nuova casa, a rispondere alle telefonate del padre ma tutto senza successo. La donna passava intere serate a cercare strategie comuni con il suo ex marito ma con scarsi risultati. L’unica cosa positiva fu che il ragazzo aveva preso seriamente in considerazione l’idea di studiare per i test di ammissione alla facoltà di Ingegneria. Nello studio Maria era stata una grande maestra. Il giovane moriva dalla voglia di dimostrare a tutti quanto fosse in gamba, voleva far comprendere a coloro che gli avevano mentito che lui non era un fallito, anzi. Era un ragazzo con un avvenire molto promettente davanti.
Quando finalmente agosto giunse al termine Tiziana, Maria e Sandra lasciarono Terracina e tornarono alla loro quotidianità romana. La fine delle vacanze fu un sollievo per Maria. Lei e sua madre potevano finalmente smettere di far finta di divertirsi. Era chiaro che stavano soffrendo e che le ultime settimane erano state per tutte e due un tormento. Tiziana e Matteo ripresero la loro storia e stavano già progettando di andare a vivere insieme a Maria nella nuova casa di Moretti.
Stiamo facendo finta che l’assenza di Andrea non ci faccia soffrire” pensò Maria quando la madre le parlò dell’eventualità di andare a vivere con Matteo. Maria non si oppose a questo nuovo programma di vita. Aveva imparato ad apprezzare il padre di Andrea e pensava che Matteo e Tiziana stessero già pagando il prezzo alto del disprezzo del figlio di lui.
L’otto settembre era il compleanno di Maria e le sue amiche la costrinsero a festeggiare con un aperitivo in un bar del centro.
Mamma mia, che mortorio. Maria sorridi, ti prego. E’ il tuo compleanno.” La spronò Cecilia, ma Delia le fece segno di tacere. Amanda finì di bere il suo succo e guardò con dolcezza in direzione di Maria. “Tesoro, vuoi dirci che cosa è successo? So che sei giù ma oggi è anche peggio del solito.” Le fece notare la sua amica.
Mi aspettavo una sua telefonata. Un augurio. So che è sciocco ma in cuor mio ho sperato che fosse proprio lui il primo a farmi gli auguri oggi.” Si sfogò la giovane, scolando il suo Spritz.
Se non altro Andrea ti ha insegnato a bere alcolici. Per essere una che fino a luglio era astemia, reggi benissimo l’alcol.” Si complimentò Cecilia prima che le altre amiche la fulminassero con lo sguardo.
Maria, non avresti dovuto aspettarti una sua telefonata e nemmeno un suo messaggio. Mi pare che in queste settimane non abbia mostrato il minimo interesse per riallacciare i rapporti con te. Io cercherei di godermi il compleanno e non penserei a quell’idiota. Ricordati tutte le battute che ha rivolto contro di te al liceo ed in un baleno lo odierai di nuovo” suggerì Benedetta.
Maria addentò una patatina e pensò che magari fosse stato così facile. Non riusciva più ad odiare Andrea, nonostante tutte le sofferenze che le stava causando.
Le settimane passarono e settembre stava per lasciare posto ad ottobre. Maria ed Andrea pur presi dai loro dispiaceri, superarono brillantemente i loro test di ingresso alle facoltà che avevano scelto.
Anche Matteo e Tiziana, nonostante il dispiacere per i silenzi di Andrea, stavano progettando il loro futuro e tra un paio di settimane, Maria e sua madre si sarebbero trasferite nella nuova casa.
Una sera di fine settembre però la giovane De Luca tornò a casa dopo un pomeriggio di shopping con Cecilia e trovò sua madre piuttosto alterata. “Sono preoccupata per nonna Sandra. Non mi risponde al cellulare da questa mattina. Forse dovrei andare a casa sua.” Tiziana sospirò poiché aveva un bruttissimo presentimento. Sandra abitava dall’altro lato della città e sua figlia sapeva che avrebbe impiegato più di un’ora a raggiungere l’abitazione della madre.
Mamma, vuoi che ti accompagni? Sono sicura che la nonna starà benissimo. Potremmo quindi ordinare delle pizze e restare a cena da lei.” Propose Maria.
Il brutto presagio però si era impadronito di Tiziana che desiderò fino all’ultimo proteggere la sua piccola Maria, anche se di fatto non era più una bambina.
Tesoro, lasciami andare sola. Passerò io la serata con la nonna. Tu potresti restare qui ed invitare a cena Benedetta.” Propose Tiziana che quella sera non desiderava che sua figlia restasse sola. Quel cattivo presagio infatti non abbandonava la De Luca.
Maria annuì, salutò sua madre con un bacio sulla guancia e si avvio verso la sua stanza da letto per telefonare alla sua amica.
Un’ora e mezza più tardi, mentre Benedetta e Maria stavano guardando in televisione un film strappalacrime con un attore che adoravano, suonò il telefono. Maria si avvicinò all’apparecchio posto accanto al divano dove era sdraiata.
Era Tiziana ma sua figlia faticò in un primo momento a riconoscere quella voce debole e stanca. “La nonna è morta” annunciò quella voce, senza il minimo preambolo e Maria scoppio in lacrime.
Benedetta si avvicinò alla sua amica e la strinse tra le braccia mentre singhiozzava.
Maria viveva il suo secondo lutto importante anni dopo la scomparsa del padre e si sentiva vuota. Sua nonna era stata stroncata da un infarto e lei e sua madre non si erano accorte dei problemi al cuore che Sandra aveva avuto per tutta l’estate.
Erano state egoiste e si erano preoccupate solo di loro stesse. Maria ricordò tutti i gesti di amore che sua nonna le aveva rivolto, tutti i tentativi che aveva fatto per aiutarla a risollevarsi dalla morte del padre, prima e dalle prese in giro dei compagni, in seguito. Nonna Sandra era sempre stata presente sia nel bene che nel male e lei e sua madre l’avevano lasciata morire da sola. Maria non sapeva se lei e Tiziana sarebbero mai riuscite a perdonarselo.
I giorni precedenti al funerale Tiziana li trascorse tra le braccia di Matteo che si era trasformato nella sua roccia. Lo scoglio al quale invece si aggrappò Maria furono le sue amiche. “Anche noi siamo parte della tua famiglia” le dissero ed in effetti era la verità. Per Amanda, Benedetta, Cecilia e Delia, Sandra era stata una sorta di seconda nonna sempre pronta a dispensare consigli e sorrisi e a preparare dolci. Il minimo che ora potevano fare per ricambiare la sua gentilezza, era occuparsi della sua nipotina, che loro amavano come una sorella.
Maria però sapeva che l’unico che avrebbe potuto tirare su il morale all’intera famiglia era Andrea.
Eppure dubitava che sarebbe venuto al funerale, che si sarebbe svolto quello stesso pomeriggio.
Della cerimonia funebre Maria ricordò poco. Sapeva solo che dentro quella bara posta davanti all’altare c’era sua nonna e che non l’avrebbe mai più rivista, almeno non in questa vita. Una parte della sua infanzia se ne era andata per sempre insieme a Sandra. Maria afferrò la mano di sua madre Tiziana, che a sua volta si stava facendo sorreggere da Matteo, e la strinse con forza. Era l’unico modo che avevano per infondersi coraggio.
Quando uscirono dalla chiesa la giovane a stento riconobbe le sue amiche e quelle di Sandra, che insieme ai parenti si accalcavano per rinnovare le loro condoglianze. Il dolore era troppo per poter prestare attenzione al loro prossimo. In quel momento c’era spazio solo per le lacrime.
Una figura però riuscì ad imporsi davanti a tanta sofferenza, ovvero quella di Andrea, che avanzava con un enorme mazzo di fiori, quelli che sua nonna preferiva, nella loro direzione.
Maria si fece avanti per raggiungerlo, per andargli incontro. La ragazza provò a pronunciare qualche parola ma le mancarono la forza e il fiato. Andrea allora la strinse forte tra le sue braccia. Non ci fu bisogno di parole. Lei sapeva che il giovane l’aveva perdonata. Dopo un attimo che ad entrambi sembrò infinito, sciolsero il loro abbraccio. Andrea prese Maria per mano ed entrambi si diressero verso Tiziana e Matteo, che erano nei pressi del carro funebre.
Andrea depose il mazzo di fiori sulla bara di nonna Sandra e la ringraziò per tutto quello che aveva fatto per lui e per suo padre. Matteo si avvicinò a suoi figlio e finalmente i due si strinsero in un lungo, caldo abbraccio. Era giunto il momento del perdono.
Davanti a questa tenera scenetta famigliare, Maria alzò gli occhi fino al cielo e sorrise.
La ragazza sapeva che nonna Sandra avrebbe desiderato che sua figlia e Matteo fossero riusciti a costruirsi un futuro insieme ai loro figli. Maria era consapevole che ovunque fosse, in quel momento, Sandra stesse sorridendo al pensiero di saperli tutti e quattro insieme.





Un anno dopo. Terracina. Agosto 2017.


Quante cose erano cambiate in un solo anno. Matteo ed Andrea si erano ritrovati e il ragazzo aveva perdonato sia al padre che a Maria le loro bugie.
Andrea e Tiziana avevano scoperto di avere molto in comune: affrontavano la vita sempre con un sorriso sulle labbra e donavano gioia anche ai tipi un po’ tetri come Matteo e Maria, che invece condividevano uno smisurato amore per i libri.
Maria aveva scoperto che era piacevole vivere con sua madre e Matteo nella nuova casa e i momenti che preferiva erano concentrati nel fine settimana, quando anche Andrea passava la notte nel nuovo appartamento della famiglia Moretti – Costa – De Luca, anche se Matteo faceva in modo che i due fidanzatini non restassero troppo a lungo soli nella stessa stanza. “L’occasione rende l’uomo ladro” sosteneva il Moretti Senior.
Agosto tornò e con lui arrivò anche il momento delle vacanze a Terracina. L’appartamento di Via Roma fu lasciato alla simpatica nonna Wanda, che aveva iniziato ad amare la figlia di Tiziana come una vera nipote, e la grande famiglia allargata si stabilì nella casa di Viale delle Vittorie.
Entrare in quell’appartamento e non trovare la dolce e materna figura di Sandra, fu un duro colpo per Maria. La presenza di Sandra si percepiva in ogni angolo di quella casa, in ogni singola stanza ma Maria e Tiziana furono confortate dalla presenza dei due nuovi membri della famiglia, Andrea e Matteo.
Un giorno di metà agosto nel solito stabilimento balneare frequentato dalla famiglia Moretti – De Luca, Maria e Andrea stavano studiando per i loro esami. Il ragazzo era stufo di disegnare automi per l’esame di ingegneria informatica e preferiva baciare la sua fidanzata.
Andrea, Anatomia la devo studiare, non darne una dimostrazione in pubblico.” Sorrise la giovane scrollandosi le mani da polipo del fidanzato dalla schiena.
Per un bacino non daremo scandalo. Inoltre speravo di aiutare in questo modo i tuoi studi sull’anatomia del corpo umano. Noto però i miei sforzi non sono stati apprezzati.” Andrea tornò a concentrarsi sui suoi automi. Maria invece guardò in lontananza, verso la riva. Sua madre e Matteo stavano passeggiando e di tanto in tanto lui posava una mano sul ventre ormai rigonfio di Tiziana.
Maria stava per avere un fratellino o una sorellina, una nuova vita stava per sbocciare e avrebbe portato a tutti loro nuove gioie ed infinite speranze.


Fine.





















































































sabato 17 marzo 2018

Romantiche tradizioni di famiglia. 10° puntata di Silvia Bucchi.




La voce furiosa di Cecilia fece sobbalzare Maria che allontanò lo smarthphone dal suo orecchio. Aveva telefonato alla sua amica per raccontarle le novità nella sua storia con Andrea, come faceva di solito ma l’argomento che aveva provocato la reazione di Cecilia era ovviamente la mancata prima volta della coppia.
Ma tu sei completamente matta. Eri sola con il ragazzo più bello della scuola e in riva al mare, con le stelle sopra di voi, lui chiaramente voleva fare l’amore con te e tu lo respingi. Chi ha il pane non ha i denti.” Si lamentò Cecilia.
Io non sono come te. Non sono pronta per questo. Andrea ed io abbiamo tutto il tempo di questo mondo.” Si difese Maria.
Dai per scontate un po’ troppe cose, amica mia. Non è detto che ci sia sempre tutto quel tempo di cui tu parli. Carpe diem, ovvero cogli l’attimo.” Replicò Cecilia.
Il viaggio ad Ibiza ti ha reso ancor più disinibita di prima.” Constatò Maria.
Maria tesoro mio, svegliati. Sei adulta ormai e se farai scappare tutti i ragazzi che hai accanto resterai sola.” Il tono tragico di Cecilia irritò Maria che desiderava ricordarle che doveva ancora compiere diciannove anni e che aveva tutta la vita davanti, ma invece sospirò: “ Il problema è che mi sento in colpa, Cecilia. Io gli sto mentendo. Lo farò anche a fin di bene ma il risultato non cambia. Gli ho raccontato una marea di bugie sui nostri genitori.”
Suonò il citofono e Sandra andò ad aprire la porta, permettendo ad Andrea di entrare in casa.
La donna invitò il ragazzo, che aveva iniziato ad apprezzare come un nipote, a raggiungere la stanza di Maria, per farle una sorpresa. Ma quando Andrea giunse in corridoio, le parole che sentì pronunciare da Maria al telefono lo bloccarono.
Mi sento in colpa per non aver raccontato ad Andrea che i nostri genitori avevano una relazione clandestina da circa due anni, Cecilia. Mi sento male al pensiero che lui non sappia che queste vacanze a Terracina erano state organizzate dai nostri genitori con il solo scopro di formare questa nuova grande famiglia allargata. E se solo sapesse che mia madre mi ha chiesto inizialmente di essere gentile con lui per favorire la sua storia con Matteo, Andrea mi lascerebbe. Ecco perché per me non è tanto facile fare l’amore con lui.” La spiegazione di Maria rivolta a Cecilia raggiunse Andrea come una pugnalata. Si sentì preso in giro da due delle persone che più amava al mondo: suo padre e Maria. Con furia aprì la porta della stanza di Maria, che richiuse immediatamente alle sue spalle.
La ragazza fu sorpresa di vederlo ed immediatamente interruppe la telefonata. Lo sguardo furioso di Andrea fece comprendere alla giovane che il fidanzato aveva ascoltato ogni cosa.
Mi hai preso in giro fin dall’inizio” protestò lui in preda all’ira.
Lascia che io ti spieghi.” Maria tentò di prendere la parola ma Andrea non sembrava disposto ad ascoltare nessuna spiegazione.
Mi sono sempre sentito io quello in torto verso di te, per l’inferno che ti avevo fatto passare negli ultimi cinque anni. Ti avevo messo su di un piedistallo e mi ero sentito così fortunato al pensiero che tu avessi deciso di stare con me. Invece mi stavi mentendo e hai deciso di metterti con me solo per aiutare quel bugiardo di mio padre a formare una famiglia con tua madre. Il problema è che ora io ti disprezzo. Mi fai schifo.” Singhiozzò lui.
Maria tentò di fermarlo ma lui uscì dalla stanza. Lei lo inseguì fino al corridoio, urlando il suo nome. Nonna Sandra osservava triste l’intera scena: i suoi timori e le sue preoccupazioni avevano preso forma, purtroppo. Quando Andrea uscì dall’appartamento, Maria si toccò gli occhi con una mano e comprese di essere in lacrime. Si girò verso la porta della cucina e si avvicinò alla nonna, che l’attendeva a braccia aperte sulla soglia. Da quelle braccia Maria si lasciò stringere.
Matteo sobbalzò quando suo figlio con ira entrò nella sua stanza da letto, nell’appartamento di Via Roma. Andrea era chiaramente fuori di sé perché urlò contro il padre un rabbioso “Sei un bugiardo”. Matteo si risentì: “Come ti permetti di rivolgerti così a tuo padre, ragazzino?”
Ho scoperto tutto, papà. Ho saputo della tua storia di vecchia data con Tiziana, di come hai tradito con lei la mamma per due anni. E soprattutto ho saputo quale sia stato il ruolo portato avanti da Maria in questa pantomima. Ci avete condotti in vacanza per usarci a vostro piacere. Hai praticamente costretto la ragazza che amo a fingersi interessata a me.” Si sfogò Andrea tra le lacrime.
Matteo tentò di avvicinarsi al figlio ma il giovane gli fece segno di stare lontano.
Mi dispiace di aver tradito tua madre, credimi. Ho amato Tiziana sin dal IV ginnasio e pensavo di averla dimenticata quando incontrai Diana. Il matrimonio con tua madre è stato molto felice …” Moretti Senior stava tentando di giustificarsi ma il figlio gli impedì di proseguire.
Ho sempre saputo dei tuoi tradimenti, papà. Ignoravo chi fosse la fortunata perché hai sempre mostrato un grande disinteresse per Tiziana, ogni volta che menzionavo la madre di Maria. Che sciocco, pensavo che fosse solo una tua vecchia compagna di scuola la cui figlia, per caso stava studiando nella mia stessa classe. Mi fanno soffrire le bugie che mi hai raccontato negli ultimi mesi, il modo in cui mi hai trascinato qui fingendo di innamorarti giorno per giorno di Tiziana. Non ti perdono queste menzogne papà e il fatto di aver costretto a mentire anche Maria.” Si sfogò il giovane.
Non credo che Maria ti abbia mentito riguardo ai sentimenti che prova per te, figliolo.” Spiegò Matteo. “Ha iniziato a frequentarti perché glielo abbiamo chiesto noi ma poi si è innamorata sul serio di te. Non ti ha detto nulla sulla vecchia relazione tra me e Tiziana perché siamo stati noi a costringerla a farlo. Non è colpa sua. Sono io quello che ha le maggiori responsabilità e ti chiedo scusa, figliolo.” Matteo chinò la testa in attesa di gesto di comprensione da parte del figlio, ma fu invano.
Chiamerò Valerio e gli chiederò di venirmi a prendere con la vecchia utilitaria dei suoi. Poi andrò a stare con la mamma. Non voglio sapere più nulla né di te, né di Tiziana e nemmeno di Maria.” Annunciò il ragazzo, stranamente calmo, uscendo dalla stanza.
Rimasto solo e sconfitto Matteo si lasciò andare ai ricordi di due anni prima, quando aveva rivisto Tiziana dopo decenni.


Roma. Complesso del Vittoriano. 2 anni prima. Settembre 2014
Renato, un vecchio compagno di classe, un vero artista, aveva invitato Matteo alla sua mostra ospitata in una delle sale del Vittoriano. In effetti le opere d’arte di Renato erano veramente straordinarie e stavano sempre più acquistando valore agli occhi della critica ma quella per Matteo sarebbe stata l’ennesima mostra d’arte senza un particolare significato, se non avesse rivisto lei.
Non incontrava Tiziana Costa da molti anni, ovvero da quel lontano agosto del 1989 quando si erano scambiati quell’unico indimenticabile bacio durante la festa in piscina a San Felice Circeo.
Lei era partita per Berlino ed era tornata a Roma per frequentare l’Università. Dopo l’estate del 1989 Tiziana non aveva più raggiunto i genitori a Terracina, dove invece fino alle nozze con Diana (che non amava particolarmente quella piccola ma affascinante località balneare piena di storia) lui aveva trascorso tutte le sue vacanze. Non aveva più saputo nulla di lei, fino a qualche anno prima, quando il suo migliore amico Massimo gli aveva detto che aveva saputo che Tiziana aveva sposato Marco De Luca, che purtroppo era morto in seguito ad un brutto incidente, lasciando la sua giovane vedova sola con una bambina da crescere. Matteo soffriva molto per quanto successo a Tiziana ma era certo che se la sarebbe cavata: era una donna molto forte. Gli dispiaceva anche per la sorte di Marco: era un uomo buono e generoso che si faceva in quattro per aiutare gli altri e non era certo stata colpa sua se Tiziana lo aveva scelto.
Quando qualche anno dopo aveva scoperto che Andrea e Maria, la figlia di Tiziana, avevano iniziato a frequentare la stessa classe, rimase sconvolto. In un certo senso temeva che l’ombra della madre della compagna di scuola del figlio, rischiasse di mettere in crisi un matrimonio, quello con Diana, che era felice ma basato su mille compromessi. Per questo decise di evitare Tiziana nonostante i continui riferimenti di Andrea a quella lontana compagna di scuola del padre, che era anche la madre di una stimata alunna della sua classe. Ma il destino aveva ci aveva messo lo zampino grazie alla vena artistica di Renato e Tiziana era proprio lì, davanti a lui.
Era bella come sempre ed indossava un tubino nero molto elegante. I capelli ora erano completamente lisci e gli occhi gentili e dolci come li ricordava. Era ancora la donna più bella dell’intera sala e Matteo si scoprì a guardarla con gli occhi di un adolescente goffo e non dell’uomo affascinante e realizzato che era diventato.
Matteo” Tiziana lo riconobbe e si avvicinò a lui, oltrepassando i pochi metri che li separavano.
Tiziana Costa, sei sempre uno splendore” sorrise lui baciando la guancia della donna.
Grazie. E’ bello rivederti qui. Ti noto così cambiato. Non sei più il ragazzino timido di tanti anni fa, sei diventato un uomo sicuro di te. Mia figlia mi ha detto che il tuo ragazzo è nella sua classe. Sembra proprio che nel nostro liceo si stiano creando delle dinastie famigliari.” Esclamò lei, poco consapevole del turbine di emozioni che aveva scatenato nell’uomo.
Mi dispiace molto per tuo marito. Marco era un uomo meraviglioso.” Commentò sincero Matteo, che non aveva mai odiato quel rivale che era riuscito a sposare la donna della sua vita.
Si, lo era veramente. Era disposto ad aiutare chiunque e ha salvato molte vite. Purtroppo non sono riusciti a salvare la sua. Mia figlia Maria però me lo ricorda in ogni singolo istante. Lei gli assomiglia sia nell’aspetto che nel carattere. Da grande vorrebbe fare il medico” Lo sguardo di Tiziana si illuminò mentre parlava di sua figlia ovvero dell’unico vero e vivo ricordo del marito defunto.
Matteo sorrise e Tiziana proseguì: “Ho incontrato qualche volta tua moglie durante i ricevimenti con i professori dei nostri ragazzi. E’ una donna molto affascinante e credo che tu sia stato molto felice in questi anni.”
Moretti annuì e poi lodò tutti i pregi di sua moglie Diana. La coppia si allontanò dalla mostra dopo aver salutato Renato. Tiziana e Matteo corsero a bere un caffè al bar del centro. E così iniziò tutto.



sabato 10 marzo 2018

Romantiche tradizioni di famiglia. 9° puntata di Silvia Bucchi.




Andrea era in cucina e canticchiava allegramente mentre preparava la colazione per sé e per suo padre. La tavola era munita di tutto il necessario per una ricca abbuffata, degna del miglior buffet della colazione di un hotel a cinque stelle. Ancora assonnato Matteo raggiunse il figlio in cucina.
Buongiorno, papà. Siediti. Oggi ho preparato tutto io.” Andrea indicò il piccolo tavolo della cucina strapieno di marmellate e dolci. Matteo fu soddisfatto di vedere suo figlio così allegro ed eseguì l’ordine sedendosi.
Poco dopo padre e figlio stavano bevendo del caffè e mangiando delle ottime bombe calde che Andrea aveva comprato la sera prima, tornando a casa dopo il suo appuntamento con Maria.
Devo dirti una cosa” affermò Matteo deciso, per poi proseguire, “so che è passato poco tempo dalla mia separazione da tua madre però mi è successo qualcosa di inaspettato. Mi sono innamorato di nuovo e credo che avrai capito di chi. Tiziana è una donna meravigliosa e penso che con lei potrebbe nascere qualcosa di serio.”
Andrea sorrise e diede una pacca sulle spalle del padre: “Pensi che io sia un tonto? Lo avevo capito sin dai vostri primi incontri in spiaggia che tra di voi stava succedendo qualcosa. Ne sono felice. Tiziana è una tipa tosta, mi piace molto. Poi saranno delle romantiche tradizioni di famiglia perché anche io ho perso la testa per sua figlia Maria e alla fine abbiamo deciso di stare insieme.”
Il volto di Matteo si illuminò: “Ora capisco perché hai preparato questa meravigliosa colazione. Sei innamorato.” Padre e figlio iniziarono a prendersi in giro.
Maria entrò in cucina e trovò sua madre intenta a bere del caffè. Si sedette al suo fianco e versò del latte con del caffè in una ciotola. Il viso sorridente e felice della figlia non sfuggì a Tiziana che senza preamboli domandò: “Per caso ti sei messa con Andrea? Non c’è bisogno che tu mi dia una risposta. Si legge nei tuoi occhi. Sono felice per te.”
Maria abbracciò sua madre e poi le raccontò tutto quello che era successo la sera prima al Foro Emiliano. “Mamma, non voglio più essere costretta a mentire ad Andrea. Non gli racconterò mai tutta la verità su di te e su Matteo però non dirò più altre bugie.” Il tono di Maria non ammetteva repliche.
Sua madre però la baciò sulla fronte e la tranquillizzò: “Proprio questa mattina Matteo aveva intenzione di dire ad Andrea che si era innamorato di me. Da oggi in poi potremo frequentarci alla luce del sole e fare dei progetti insieme. Non è però il momento di parlare di me e del mio fidanzato. Mi interessa di più sapere cosa è successo ieri sera tra te e il mio figliastro.” Commentò Tiziana.
Le settimane passarono tra cene, uscite, bagni al mare e giornate di studio e le due coppie erano assai felici e molto più serene. Era una notte stellata ed Andrea e Maria erano nella spiaggia libera dove si erano rifugiati dopo il loro primo appuntamento e stavano osservando le stelle. Andrea aveva portato con sé una coperta e un termos pieno di caffè. Maria gli aveva indicato tutte le costellazioni e gli aveva spiegato nei minimi dettagli la teoria delle stelle cadenti. In effetti tra i due era stata solo lei quella attenta durante lezioni di Geografia astronomica. Andrea però era giovane e la tentazione provocata dall’avere Maria ad un passo da sé diventava molto forte.
I baci lasciarono il posto alle carezze e quando una delle mani di Andrea si posò sul suo seno e l’altra tentò di sfilargli il maglioncino di cotone, Maria si rese conto che era giunto il momento di fermarlo. “Non sono ancora pronta. Non mi piacerebbe se succedesse qui. Magari potrebbe entrare qualcuno. Siamo in una spiaggia pubblica. E se un gruppo di ubriachi ci raggiungesse? Mi sembra un po’ pericoloso. Inoltre sarebbe la mia prima volta e credo di non essere ancora preparata per affrontarla.
Andrea lasciò perdere le sue tentazioni e abbracciò Maria, restando con lei in silenzio ad osservare le stelle.

sabato 3 marzo 2018

Romantiche tradizioni di famiglia 8° puntata di Silvia Bucchi.




Il giorno dopo Maria si svegliò con un enorme mal di testa mentre qualcuno bussava alla sua porta.
Era nonna Sandra che la informava della presenza in cucina di un bel giovanotto con delle bombe calde che la stava aspettando per andare al mare.
La giovane De Luca si trascinò fuori dalla stanza e raggiunse la cucina dove trovò Andrea tranquillamente seduto davanti ad una fumante tazza di caffè mentre parlava amabilmente con Tiziana della musica anni’80. Maria li raggiunse e si vergognò per la camicia da notte rosa con la sagoma di Hello Kitty che indossava. La prima frase che avrebbe voluto pronunciare sarebbe stato un: “Ma con quale coraggio ti presenti la mattina a casa della gente, senza alcun preavviso?” poi pensò che non solo per sua madre sarebbe stato importante costruire un rapporto con il suo futuro fratellastro ma che anche lei ora stava iniziando a vedere Andrea con occhi diversi. “Non è un cattivo ragazzo” pensò. E in quel momento capì che gli perdonava anni di prese in giro. La sera prima le era stato accanto come un vero cavaliere e a diciannove anni non si può portare rancore a qualcuno per sempre.
Siediti con noi” le propose Andrea come se quella fosse casa sua. Maria obbedì e si sedette accanto al ragazzo e difronte a sua madre, che le sorrideva grata.
Che cosa ci fai a casa mia così presto?” domandò lei al rampollo del fidanzato di sua madre.
Non faccio nulla di speciale. Mi limito a seguire il consiglio di mio padre sul mattino che ha l’oro in bocca. Ho anche deciso di studiare per l’esame di ammissione al numero chiuso dell’università. Ho informato mio padre del fatto che sei una studentessa modello e a lui farebbe piacere se tu mi aiutassi a studiare, senza togliere tempo alla tua preparazione per l’esame di ammissione a Medicina, si intende.” Sorrise Andrea offrendole una delle bombe fritte che aveva comprato. Terracina era famosa per quei dolci. Le bombe fritte di quella città pontina erano per molti le più buone. In altre circostante Maria avrebbe pensato che quella offerta di dolci fosse dovuta ad una presa in giro ovvero mostrare la compagna sovrappeso mentre si ingozzava. Però lo sguardo di Andrea era così tenero mentre le offriva quei dolci che Maria non ebbe più alcun dubbio.
Quando ebbe bevuto l’ultimo sorso di cappuccino e ebbe divorato anche l’ultima briciola della bomba calda, Maria si rilassò sulla sedia mentre Tiziana e sua madre spicciavano la tavola.
Ehi, non crogiolarti nella tua pigrizia. Dobbiamo correre in spiaggia a studiare. Tra dieci minuti devi essere pronta e in costume.” La stuzzicò Andrea con un sorriso irresistibile. Poi scrutò il volto della ragazza e sorrise afferrando il tovagliolo e pulendo delicatamente la crema pasticcera che si era depositata ai lati della bocca di Maria. “Ti sporchi proprio come una bambina piccola.” La schermi con un enorme sorriso.
Borbottando qualche insulto Maria uscì dalla cucina in direzione del bagno. Dieci minuti dopo era accanto al giovane Moretti e stava percorrendo Viale delle Vittorie in direzione del lungomare.


Tiziana e Matteo stavano tranquillamente sorseggiando una granita al caffè seduti ai tavolini del bar dello stabilimento balneare. La coppia di innamorati sorrideva mentre osservava i figli studiare sotto ad una palma, sdraiati sul prato che il gestore dello stabilimento balneare aveva fatto costruire.
Sembra che il rapporto tra quei due stia migliorando” sospirò Moretti sollevato.
In effetti mia figlia sembra decisamente più felice e meno scorbutica da quando frequenta Andrea.” Sorrise Tiziana assaporando la sua granita.
Mio figlio non fa che lodare davanti a me Maria. Per lui non esiste ragazza migliore di lei. Mi ricorda me alla sua età, quando ero innamorato follemente di te.” Spiegò con naturalezza guardandola con amore.
Quando parleremo ad Andrea di noi?” gli domandò la De Luca.
Credo che sospetti qualcosa. Non sa del nostro passato e penso che non dovrà mai scoprirlo. Sta semplicemente iniziando a sospettare che io mi stia innamorando di te e questo è un bene perché finirà per approvare ogni nostra decisione.” Rispose lui. Quei giorni a Terracina si stavano rivelando assai fruttuosi.
Andrea osservava con interesse Maria mentre la ragazza sottolineava le pagine del manuale.
Era così assorta da sembrare ancor più bella. Come avevano potuto i loro compagni di classe essere stati tanto ciechi davanti ad una ragazza tanto straordinaria? Andrea non poteva credere di aver fatto parte del gregge che si era divertito ad umiliare Maria per tutti quegli anni.
Se continuerai a fissarmi così non riuscirò a studiare. Inoltre tuo padre potrebbe anche uccidermi se dovessi distrarti dai tuoi esercizi per l’ammissione.” Maria sorrise nonostante fingesse di avere un tono severo.
Andrea fu tentato di baciare quella rompiscatole ma resistette: non era ancora giunto il momento per trasformare il loro rapporto di amicizia in amore.
Che ne dici di andare a fare un bagno?” le propose. Maria anni felice.
Era sera e Maria era appena uscita con Andrea. Tiziana si stava preparando per andare a cena con Matteo, che questa volta aveva informato il figlio della sua intenzione di invitare la madre di Maria a mangiare qualcosa fuori. Sandra stava riempiendo la lavastoviglie quando sua figlia Tiziana apparve sulla soglia della porta della cucina. Voleva salutare sua madre prima di raggiungere Matteo al porto.
Tesoro mio, potresti fermarti un momento qui con me?” le domandò l’anziana signora, che abbandonò i piatti e si sedette davanti al grosso tavolo della cucina.
Ma io…” protestò Tiziana che non voleva far aspettare Matteo al ristorante.
Non ci vorrà molto. Mi stavo solo preoccupando per Maria ed Andrea. Hai reso tua figlia complice di un gioco più grande di lei. Se Andrea dovesse scoprire che suo padre ha lasciato sua madre per te e che Maria era al corrente di tutto, quei due ragazzi soffrirebbero e noi non lo vogliamo, vero?” domandò Sandra.
Mamma, per quanto mi riguarda Andrea non saprà mai che io e suo padre siamo stati amanti per più di due anni. Non glielo diremo. E presto parleremo con i nostri figli e diremo ad Andrea che durante questa vacanza a Terracina ci siamo innamorati. Non devi preoccuparti.” Tiziana si era seduta accanto a sua madre e le stringeva le mani per rassicurarla.
Facile a dirsi, figlia mia. Con quel ragazzo Matteo ha combinato un macello e sarà costretto a tenere un grande segreto per il resto della sua vita. Voi due siete adulti ma Maria e Andrea sono solo due ragazzi e dovrete pensare prima a loro che a tutto il resto, chiaro?” il discorso di nonna Sandra non permetteva repliche.
Hai ragione come sempre, mamma.” Tiziana la baciò e poi afferrata la borsa uscì.
A pochi metri dall’appartamento di Sandra e Tiziana c’era una gelateria artigianale tra le migliori del luogo e Maria ed Andrea erano seduti ad uno dei tavoli.
Possibile che tu non riesca a mangiare qualcosa senza sporcarti” la prese in giro il ragazzo, ridendo. Maria sapeva che la prossima mossa di Andrea sarebbe stata quella di prendere un fazzoletto e di pulirle le labbra e lo lasciò fare.
Restarono in silenzio per un po’ e poi Andrea commentò: “Hai saputo che questa sera i nostri genitori ceneranno insieme al porto? Tu cosa ne pensi?” Il giovane era felice che il viaggio a Terracina avesse permesso a suo padre di conoscere una donna come Tiziana ma temeva la reazione di Maria. Non gli sarebbe piaciuto se a causa dei loro genitori l’atmosfera serena che li avvolgeva si fosse infranta.
Mi sembra una cosa fantastica. Tuo padre mi sembra una bravissima persona e la mamma in questi giorni sembra tornata adolescente. Io credo che si siano innamorati.” Maria tentò di sondare il terreno. Andrea avrebbe accettato la relazione dei loro genitori?
Si credo che ormai abbiano perso la testa l’uno per l’altra.” Ribatté Andrea rendendo Maria più tranquilla. La storia dei loro genitori non avrebbe mai potuto distruggere il rapporto che stava costruendo con Andrea.
Se continuerò a mangiare così credo che non riuscirò a dimagrire. Diventerò ancor più grassa di quello che già sono.” Si lamentò Maria dopo aver terminato la sua coppa di gelato alle creme.
Sei bellissima” le sussurrò Andrea all’orecchio tentato di baciarla. Maria pensò che fosse pazzo o quanto meno assai esagerato. In altri tempi l’aveva mortalmente offesa per i suoi chili di troppo.
Ti propongo una gita al centro storico. Di notte è favoloso. Possiamo prendere il caffè in piazza Duomo e passeggiare tra le antichità. E’ vicino ma la salita che bisogna percorrere per raggiungerlo è così ripida che brucerai le calorie del gelato in un secondo.” Maria annuì felice. Amava il centro storico di Terracina, con i suoi resti romani ma non lo aveva mai, in tutti quegli anni, visitato di notte.


Così tua madre è preoccupata.” Esclamò Matteo mettendo in bocca un calamaro fritto. Lui e Tiziana erano in un ristorantino nei pressi del porto di Terracina e stavano mangiando del pesce.
E ha ragione. Devi parlare con tuo figlio e dirgli almeno che ci siamo innamorati e abbiamo intenzione di stare insieme. Più rimanderemo e peggio sarà anche perché temo che tra Andrea e Maria stia nascendo l’amore.” Tiziana stava gustando un meraviglioso risotto alla pescatora ma il suo pensiero era rivolto ai loro figli. Lei condivideva le paure di Sandra e si sentiva una egoista ad aver coinvolto sua figlia.
Gli parlerò domani, mia cara.” Acconsentì lui, prendendo la mano di Tiziana tra le sue.
Dopo aver percorso una salita ripidissima e aver osservato i resti dell’Appia Antica, Maria ed Andrea si ritrovarono nell’enorme piazza intorno alla quale sorgeva il vero centro storico di Terracina, il famoso Foro Emiliano. Maria respirò soddisfatta: tutti gli anni la visita al Foro, che però faceva di giorno, era per lei il momento più magico della sua vacanza. Trascorrere l’inverno a tradurre brani di latino e a studiare la cultura dell’Antica Roma, le faceva apprezzare ancor di più quelle antichità romane. Di notte però l’atmosfera era magica e indimenticabile. Maria prese Andrea per mano e lo trascinò verso l’estremità opposta della piazza. Dopo aver varcato un arco, i due giovani si ritrovarono davanti alla imponente struttura del Capitolium. Maria non lasciò la mano di Andrea nemmeno per un secondo mentre iniziava la sua spiegazione: “Il Capitolium era una struttura politica e religiosa molto importante, sai? Era dedicato a Giove, Giunone e Minerva. Mi emoziona sempre pensare che risale al I secolo avanti Cristo. Mi sento così piccola davanti alla vastità della storia.” Andrea la osservava incantato: il volto di Maria alla luce della luna e della suggestiva illuminazione del foro era ancora più splendente. Inoltre parlare di argomenti che tanto la entusiasmavano rendeva i suoi occhi ancor più brillanti.
Sembri proprio una professoressa come tua madre.” La schernì lui senza cattiveria. Maria ricambiò il suo sorriso e l’inevitabile accadde. Andrea non seppe resistere e prese tra le mani il volto della giovane, Maria allora si fece coraggio e avvicinò le sue labbra a quelle di lui. Fu un bacio lungo e molto intenso. Quella sera stessa, seduti ai tavolini del bar situato nel Foro Emiliano, Andrea le confessò di averla amata sin dalla prima volta che i suoi occhi si erano posati su di lei. Maria comprese che quei pochi giorni a Terracina erano riusciti a farla innamorare perdutamente di lui.

sabato 24 febbraio 2018

Romantiche tradizioni di famiglia. 7° puntata. Di Silvia Bucchi.




La giovane De Luca e il suo ex compagno di scuola percorsero in silenzio l’intero tragitto che li conduceva verso lo stabilimento balneare che di sera si trasformava in un meraviglioso locale. Il colore bianco era predominante e a Maria trasmetteva un forte senso di eleganza. I due presero posto su un divanetto che era separato solo da una tenda dalla spiaggia e dal mare. La musica che si diffondeva nel locale però rese difficile a Maria ascoltare il rumore delle onde.
Visto che era un lunedì nel locale c’era poca gente, una giovane cameriera si precipitò verso di loro per prendere le loro ordinazioni.
Con educazione Andrea diede la precedenza a Maria che sussurrò: “Una Coca Cola, per favore.”
Cosa? Sei nel locale dove si preparano i migliori alcolici di Terracina e ti accontenti di una banale Coca Cola che potremmo acquistare anche nel bar sotto casa tua? Ti credevo più coraggiosa, signorina!” sorrise Andrea.
Maria voleva spiegargli che lei era astemia e che non voleva di certo ubriacarsi proprio davanti a lui per rendersi ulteriormente ridicola. Quel ragazzo era un vero tormento e mai gli avrebbe dato la soddisfazione di mostrarsi codarda.
Ok, sei tu l’esperto. Che cosa mi consigli?” lo sfidò con una audacia che non credeva di possedere.
Due caipiroske alla fragola.” Ordinò con sicurezza Moretti alla cameriera che aveva osservato con divertimento il siparietto offerto dalla coppia.
Esce con un ragazzo da copertina e fa anche la schizzinosa” pensò la cameriera allontanandosi dal loro tavolo per avviarsi al bancone.
Tiziana e Matteo avevano approfittato dell’assenza dei figli per andare a cena a San Felice Circeo. Era un locale tranquillo e pieno di turisti. I due speravano di non dare molto nell’occhio per quanto con la separazione di lui da Diana, ormai non ci fossero più motivi di nascondersi.
I due stavano aspettando il cameriere per la loro ordinazione quando Tiziana sospirò.
Spero che mia figlia si stia divertendo. Mi sento un po’ in colpa. Mi duole dirtelo ma lei ha in antipatia il tuo ragazzo. A quanto pare per cinque anni hanno giocato a cane e gatto.”
Tesoro, sono diciannovenni. Noi sappiamo benissimo cosa comporta avere quella età. I nostri figli sono scombussolati e credo dipenda dagli ormoni. Vedrai che passeranno una bellissima serata, mio figlio è un ragazzo molto simpatico, che sa divertirsi. Non devi preoccuparti di nulla.” Commentò Matteo addentando un grissino.
Spero che mia figlia impari a divertirsi. E’ sempre così seria, così lugubre. Non commette mai sciocchezze.” Sospirò Tiziana.
Il mio giovanotto invece ha collezionato cavolate a dozzine. Io ti invidio la tua Maria. A proposito qui vicino dovrebbe esserci la casa al mare di Davide. Ti ricordi, amore mio?” sussurrò Matteo guardando Tiziana negli occhi e abbandonandosi con lei alle rimembranze della giovinezza.
San Felice Circeo estate del 1989.
Quando nella primavera del 1989, sua madre Wanda gli aveva annunciato la sua intenzione di comprare una casa a Terracina, nei pressi di Via Roma, Matteo ne era stato felice poiché sapeva che Sandra, la madre di Tiziana era originaria di quella cittadina pontina e che la ragazza del suo cuore trascorreva le sue estati lì. In effetti in quel caldo agosto del 1989 Matteo e Tiziana si erano incontrati varie volte al bar, in libreria, dal giornalaio e sempre per caso. Purtroppo però non erano mai andati oltre un banale “Ciao” o un educato “Come stai?”.
Stava per giungere ferragosto e anche Massimo giunse a Terracina perché Wanda lo trovava molto simpatico e aveva deciso di ospitarlo per due settimane, credendo opportuno che il miglior amico di suo figlio facesse compagnia a Matteo, che era figlio unico, in quei caldi giorni di metà estate. Agli occhi attenti di mamma non erano sfuggite le occhiaie del figlio e il suo malumore. La donna sapeva che di mezzo c’era una ragazza e sperava con tutto il cuore che la sofferenza del figlio avesse fine. La donna era certa che Massimo sarebbe riuscito a scuotere Matteo dal torpore nel quale era caduto.
In effetti il giovane Moretti si rese conto che il suo migliore amico aveva ottime capacità di socializzazione. Quella stessa mattina infatti Massimo aveva conosciuto il giovane Davide, uno spensierato figlio di papà con una villa a San Felice Circeo, che lo aveva invitato ad una festa nella sua “modesta” casa al mare, con piscina annessa.
Non possiamo non andare, Matteo. E’ ferragosto e noi siamo chiusi in casa come mummie. Le cose sono due: o ti dichiari a Tiziana Miss Augusto e poi continui a vivere, oppure ti dimentichi di quella ragazza e continui a vivere ugualmente. Così sembri un vegetale” commentò Massimo.
Fu così che Matteo si lasciò convincere a raggiungere San Felice Circeo a bordo della modesta Panda dei suoi genitori, rendendosi conto che una parte degli invitati alla festa possedeva delle preziose Ferrari e qualche Porche.
I festeggiamenti si sarebbero svolti in giardino e Davide accolse con calore Massimo e fu molto gentile anche con Matteo, che si guardò intorno. Il prato era molto curato e i fiori meravigliosi. La piscina era grandissima e occupava gran parte del giardino. Per un attimo Matteo si pentì di non aver dato retta a Massimo e di aver rinunciato a portare con sé un costume da bagno ma ormai era troppo tardi. Il bordo della piscina era illuminato con delle candele che donavano all’intero giardino un’area romantica.
Il dj proprio in quel momento decise di inserire il disco di Gioca Jouer. Massimo che adorava quella canzone ormai datata ma che piaceva ancora ai giovani, corse in pista per scalmanarsi in mezzo al fiume di gente che si muoveva a ritmo di musica.
Matteo si diresse verso il buffet, aprì una bottiglia di Coca Cola e la versò una parte del suo contenuto su un bicchiere. Stava per riempire un piatto di plastica di salatini, quando una voce dolcissima, che lui conosceva benissimo, lo raggiunse. Tiziana Costa con un top rosa e dei pantaloni attillati sempre dello stesso colore, era davanti a lui e scuoteva la sua deliziosa chioma con permanente annessa, legata in una coda di cavallo da un nastrino rosa come il resto del suo abbigliamento, orecchini a cerchio compresi.
Ciao Matteo.” Lo salutò con il sorriso più luminoso delle stelle che brillavano in cielo.
Sai il mio nome?” domandò lui stupito.
Avrei dovuto essere sorda per non conoscerlo, dopo cinque anni di appelli in classe, no? Il sorriso di Tiziana divenne ancora più luminoso.
Hai ragione.” Arrossì lui. La sua scarsa autostima spesso gli faceva fare la figura del tonto e di questo si rammaricava molto.
In quel momento il Dj decise di cambiare canzone e Gioca Jouer lasciò spazio ad un lento.
Le note di Settembre di Antonello Venditti si diffusero nell’aria.
Tiziana prese per mano Matteo e lo costrinse a seguirla in pista. I due si abbracciarono stretti al punto che il giovane poteva sentire il battito del cuore di lei, il respiro di Tiziana a pochi centimetri dal suo viso. Pochi attimi dopo i due ragazzi si stavano baciando, circondati da tante coppiette che stavano facendo lo stesso. Matteo era più che certo che non avrebbe mai dimenticato quel suo primo bacio, nemmeno se fossero passati mille anni. Quando le sue labbra abbandonarono quelle di Tiziana domandò: “E Marco?”. Lei scosse la testa facendo oscillare i suoi ricci biondi trattenuti dalla coda di cavallo. “Pausa di riflessione” rispose con semplicità.
In quel momento si manifestò Paola, la migliore amica di Tiziana. “Dobbiamo andare” disse la nuova arrivata alla Costa. “Sai che abbiamo il coprifuoco.”
Tiziana avvicinò le sue labbra alla guancia di Matteo e lo baciò. Lo salutò con un “Ciao” e scomparve nella notte seguita dalla sua amica prima che lui potesse avere qualunque reazione.
Il giorno dopo Matteo cercò Tiziana per tutta Terracina ma la ragazza era partita per Berlino con le sue amiche.








Ehi, vai piano! Non puoi risucchiare la caipiroska come se fosse Coca Cola. E’ un alcolico e rischi sul serio di ubriacarti.” Andrea ammonì Maria che prese gusto nell’assaggiare quella nuova bibita. Il sapore della fragola era una delizia anche se ad un certo punto fu assalita da un calore intenso che le bruciava le guance e da una voglia enorme di ridere. Si sentiva allegra come non mai e la sua avversione verso Andrea, le sue preoccupazioni per l’ammissione alla facoltà di Medicina, sembravano così lontane.
Mamma mia, come sei pesante!” commentò lei con un tono di voce che denotava come l’alcolico stesse facendo il suo effetto. “Poi ero io la secchiona che non sapeva divertirsi! Ne voglio un’altra.” Maria stava richiamando l’attenzione della cameriera e Andrea pensò che fosse giunto il momento di trascinarla via.
Andrea riuscì a condurre una traballante Maria fino ad una spiaggia libera nelle vicinanze. Si misero a sedere su un muretto mentre la brezza del mare li accarezzava.
Il ragazzo tentò di coprire Maria con la sua giacca perché l’aria era fresca anche se piacevole ma lei rifiutò. L’alcolico che aveva bevuto le procurava un enorme calore.
Ma non hai caldo?” domandò la giovane. “Io devo spogliarmi” la ragazza tentò di sfilarsi il tubino ma Andrea la fermò.
Certo che sei proprio noioso. Qui si muore per il caldo.” Maria barcollava mentre tentava di alzarsi e Andrea la tenne saldamente tra le sue braccia.
Hai bevuto ed è normale che tu senta un po’ caldo.” Le spiegò
In quel momento Maria mormorò un: “Mi sento malissimo” e vomitò. Andrea si occupò di lei con amore, tenendole la fronte e cercando di calmarla. Quando la situazione migliorò l’accompagnò a casa.



sabato 17 febbraio 2018

Romantiche tradizioni di famiglia. 6 ° puntata di Silvia Bucchi.




Nonostante la sua inclinazione a recludersi, Maria amava il mare, trascorrere intere giornate dentro l’acqua, leggere un romanzo sotto l’ombrellone e sentire tra le dita il calore della sabbia. La sua autostima però aveva la peggio davanti ai difetti fisici che credeva di avere: in costume si sentiva come un elefante, sapeva che la salsedine rendeva, nonostante i colpi di spazzola, i suoi capelli crespi ancor più ingestibili e disordinati e che le mancavano la bellezza e l’eleganza delle altre ragazze presenti in spiaggia. Tutto questo unito alla voglia che aveva di prepararsi per l’ammissione alla facoltà di medicina, l’avevano tenuta lontano dal mare. Quel giorno invece era scesa in spiaggia con sua madre e stava leggendo un interessante saggio di Freud sotto l’ombrellone. Era una giornata come le altre fino a quando una voce non urlò: “Tiziana! Da quanto tempo! Ti ricordi di me? Sono Matteo, il tuo vecchio compagno di scuola.” Maria alzò lo sguardo dal romanzo e osservò l’uomo ed il ragazzo che ora erano sotto il suo ombrellone. Andrea Moretti e suo padre erano lì, dove non avrebbero dovuto essere. Matteo aveva abbracciato Tiziana come se si fosse trattato semplicemente di una vecchia amica che non vedeva da anni. Il giovane Moretti invece non riusciva a credere ai suoi occhi, dietro quel mattone di psicoanalisi vi era la ragazza che gli piaceva e che quindi non era stata la semplice visione del giorno prima.
Andrea pensò inoltre che suo padre si mostrasse un po’ troppo espansivo con la madre di Maria, non che ci fosse nulla di male ma cinque anni prima, quando lo aveva informato della presenza nella sua classe della figlia di una sua vecchia compagna di scuola, Matteo non aveva mostrato particolare interesse per la De Luca senior, anzi. Aveva semplicemente scosso le spalle e mormorato un “Ah” ricco di disinteresse.
Nella mente di Maria invece si stavano completando i puzzle che mancavano per comprendere lo strano comportamento della madre. Era inutile che Tiziana e Matteo fingessero di rivedersi dopo anni, lei sapeva e sua anche sua madre era a conoscenza del fatto che la figlia lo sapesse, che la donna aveva avuto una storia con il signor Moretti, padre di Andrea e suo vecchio compagno di classe.
Intanto Tiziana e Matteo si erano avviati verso la riva per parlare e per fare una passeggiata. “Che pantomima inutile. Si saranno visti come minimo ieri sera.” Pensò Maria.
Andiamo al bar a bere qualcosa?” la voce di Andrea la riscosse dai suoi pensieri. In effetti erano rimasti da soli sotto l’ombrellone. La prima tentazione di Maria fu coprire il proprio corpo con un pareo o un copricostume: non voleva mostrare i suoi chili di troppo davanti al suo peggiore aguzzino. Un solo attimo di esitazione perché poi cambiò idea: non avrebbe dato soddisfazione a quello sciocco. Non poteva certo immaginare che in quello stesso istante Andrea stesse ringraziando il destino che gliela aveva fatta incontrare nuovamente.
No, grazie. Il fatto che tuo padre e mia madre siano stati compagni di liceo tanti anni fa, non significa che ora io e te siamo diventati amici. Non dimentico tutte le prese in giro che mi hai rivolto.” Mormorò piena di ira Maria, alzandosi dal suo lettino, posando dentro una borsa il suo saggio, e avviandosi verso la riva. In quel momento la ragazza sentiva solo il bisogno di fare un bagno.
Nel pomeriggio, una volta tornate nell’appartamento di nonna Sandra, situato nel centrale Viale delle Vittorie, Maria entrò nella stanza della madre che si stava preparando per fare la doccia. La ragazza chiuse la porta con veemenza e si posizionò davanti a Tiziana che si stava spogliando.
Ora ho capito tutto, mamma. Siamo qui perché tu e Matteo avete ripreso la vostra relazione e volete che i vostri figli vi diano la loro approvazione. Mi domando solo che fine abbia fatto sua moglie. Io ho sempre saputo di voi anche quando ti eri ridotta a svolgere il ruolo dell’amante.” Urlò Maria, gettandosi sul letto della madre con le braccia incrociate. Tiziana si sdraiò accanto a lei desiderosa di consolarla. La figlia si lasciò abbracciare e baciare.
Matteo ha lasciato Diana. Si stanno separando. Il problema è però Andrea. Il ragazzo non sa nulla. Non sappiamo come dirglielo. Vorremmo che non sapesse del nostro passato di amanti e che iniziasse pian piano ad accettare noi due. Non dire nulla ad Andrea. Per ora io e suo padre fingeremo di esserci incontrati per caso. Pensavo che anche voi due dovreste legare. Matteo mi ha mandato un sms nel quale mi spiegava che dopo il nostro incontro di questa mattina suo figlio è molto depresso. Ti sei comportata male con Andrea? Ti prego, cerca di tirarlo su. E’ in gioco la mia felicità.” Spiegò Tiziana baciando la figlia sulla fronte.
Maria pensò che la situazione stava diventando davvero insostenibile. Non aveva nulla contro Matteo, anzi. Lei considerava il signor Moretti una bravissima persona ma non gli perdonava le sofferenze che aveva fatto vivere a sua madre negli ultimi due anni, costringendola al ruolo dell’amante, tra innumerevoli tira e molla, appuntamenti rimandati e delusioni cocenti. Tiziana inoltre aveva fatto in modo che negli ultimi mesi sua figlia credesse terminata la sua relazione con Matteo ma a quanto pare era stata solo una menzogna. Se i genitori di Andrea si fossero lasciati, molto probabilmente sua madre e il padre del ragazzo che tanto l’aveva offesa si sarebbero sposati. Il solo pensiero di diventare la sorellastra di Andrea la faceva soffrire. La sua vita rischiava di diventare un inferno. Immaginava che il tormento degli innumerevoli insulti sarebbe continuato a dismisura. Inoltre lei avrebbe dovuto ingannare a sua volta il suo vecchio compagno di scuola, non parlandogli del vero motivo per il quale erano in vacanza sul litorale pontino e sulla natura del rapporto tra i loro genitori.
Che cosa vuoi che faccia, mamma?” chiese Maria osservando il volto perfetto di Tiziana da vicino. Amava sua madre e pensava che meritasse di essere felice.
Credo che dovresti telefonare ad Andrea ed invitarlo a bere qualcosa. C’è quel meraviglioso locale sulla spiaggia che è semplicemente fantastico.” Propose Tiziana.
Ma io non ho mai avuto il numero di telefono di Andrea.” Ribatté Maria.
Non preoccuparti per questo. Matteo me lo ha dato affinché tu potessi chiamarlo.” Ora Tiziana era radiosa e Maria comprese di essere stata usata per l’ennesima volta. Matteo e sua madre desideravano che lei tirasse su l’umore di Andrea per poter uscire insieme e preparare il terreno alla importante rivelazione che dovevano fare al giovane.
Va bene, mamma. Dammi il suo numero.” Sospirò la ragazza, alzandosi dal letto per andare nella sua stanza a prendere il cellulare.
Matteo osservava suo figlio sospirare e fissare il vuoto sdraiato sul divano dove solo la sera prima lui e Tiziana avevano fatto l’amore. Pensò di aver fatto bene a chiamare la sua fidanzata e chiederle aiuto coinvolgendo la figlia di lei. L’uomo si allontanò dal salotto ed entrò in cucina dove aprì il frigorifero e prese una bottiglia d’acqua. In quel momento il cellulare di Andrea iniziò a squillare. Matteo allora si avviò nuovamente verso il soggiorno e spiò il figlio mentre il ragazzo si rianimava e mormorava al suo interlocutore: “Maria, sei proprio tu? Ma come hai fatto ad avere il mio numero?”. Il Moretti senior sorrise e si avviò verso la sua stanza per lasciare al figlio un po’ di privacy.
L’ho chiesto alla mia amica Cecilia. Volevo scusarmi per il modo maleducato in cui ti ho trattato. Ho molti difetti ma sono una ragazza educata.” Mentì Maria che non sentiva da due giorni la sua amica. Per amore di sua madre era costretta ad una pantomima difficile che non avrebbe portato a nulla di buono, lo sapeva.
Non c’è bisogno di scusarsi. Sono io quello che dovrebbe chiederti perdono. Ammetto di essere stato assai crudele con te negli ultimi cinque anni.” Il sospiro di Andrea la raggiunse e la giovane De Luca pensò che senza il suo gregge di seguaci quel bullo non era nessuno. Scacciò quel pensiero e portò avanti la sua missione: “Pensavo che visto che il destino ci ha riuniti in questa piccola cittadina e che ci conosciamo praticamente da cinque anni, potremmo anche uscire insieme questa sera, come compagni di scuola, si intende.” Chiarì Maria che non poteva certo rivelare al ragazzo che il destino aveva i nomi e i cognomi dei loro genitori.
Se questo idiota mi umilierà di nuovo e mi dirà di no per poi ridere di me con i suoi amici, ucciderò mia madre e il suo fidanzato con le mie stesse mani” pensò lei.
Però con un sospiro Andrea accettò e i due decisero di vedersi sotto casa di Maria.
Matteo rimase stupito nel costatare come una semplice telefonata avesse ridato animo al suo pargolo. Andrea infatti si precipitò verso il bagno canticchiando e continuò a stonare canzoni anche sotto il getto della doccia. Doveva essere pulito e profumato per il suo incontro con il destino.
Fosse dipeso da Maria avrebbe indossato semplicemente un paio di jeans e una maglietta. Non si sarebbe disturbata di certo per quell’idiota più del dovuto. Tiziana però la pensava diversamente.
La costrinse a indossare un tubino color Tiffany che le aveva comprato a Roma prima della partenza e decise di truccare e pettinare sua figlia personalmente. In effetti il risultato non era malvagio: l’abito la faceva sembrare più magra e le magie di sua madre con la piastra avevano reso i suoi capelli disordinati, lisci e luminosi come la seta. L’unica cosa che non era chiara a Maria era il perché di tanto disturbo. Perché tormentarsi, truccarsi e pettinarsi per un incontro che era stata la sua stessa mamma ad imporle.
Cerca di divertirti e ricordati che sei una diciannovenne e non una anziana, per quanto nonna Sandra sappia godersi la vita più di te.” Sorrise Tiziana, proprio in quel momento Sandra entrò nella stanza per annunciare alla nipote che il giovanotto era arrivato.

Spero che tu sappia che cosa stai combinando” commentò la madre di Tiziana quando Maria uscì dall’appartamento per raggiungere Andrea.

Come foglie al vento - Episodio 710 (134/237) di Nunzio Palermo

è presentato da  Come foglie al vento – Episodio 710 Come foglie al vento - 71 Episode 710 Season 4...