Visualizzazione post con etichetta venti di verità. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta venti di verità. Mostra tutti i post

giovedì 29 marzo 2018

Venti di verità - 26^ e ultima puntata - di Mauro Bertoli


I due ascoltarono meravigliati i dettagli della conversazione e, pian piano, arrivò sera.

Daniele salutò l'amico e chiese alla fidanzata di cenare a casa sua.

« Dobbiamo festeggiare» disse, mentre si incamminarono verso casa.

Meno di un'ora dopo raccontarono tutto a mamma Serena che sussultò di gioia mentre suo figlio le raccontò, come aveva appena fatto al bar, tutti i dettagli dell'accordo.

« Non riesco a crederci... loro due hanno risolto il problema con quei maledetti e tu, nel frattempo, allo stadio discutevi con il presidente del Ponteranio. Cosa pensi di fare ora, tesoro, pensi di accettare? Vorrai trasferirti a Ponteranio con lei?» Chiese lei, eccitata.

« Per accettare accetto eccome... mi dispiace per la Selinese ma questo occasioni capitano una volta nella vita e potrà offrirmi una vera e propria carriera da calciatore. Per il resto devo ancora pensarci, lavorare non lavorerò più ma ho intenzione di concludere gli studi... rifletterò con Simo e vedremo come procedere.

Le due donne non commentarono, ma lo fissarono appena, con la gioia sul volto.

Festeggiarono fino a tarda sera poi Daniele decise che il giorno seguente avrebbe chiamato il Mister per dichiarare che avrebbe accettato l'accordo e avrebbero potuto parlarne di persona, se necessario.

La mattina seguente, si svegliò presto; aveva dormito poco ma era troppo eccitato per la mattinata che lo attendeva. Simonetta gli diede il bacio del buongiorno appena si sedette per fare la colazione.

« Quando lo chiami?» chiese lei mentre mangiavano.

« Finito di far colazione. Non voglio attendere oltre» rispose Daniele.

Quella mezz'ora durò un'eternità, per entrambi.

Mentre Daniele fece per posare le tazze quando entrò in cucina di tutta corsa sua madre.

« Dany, chiama un'ambulanza, presto! Federico, tuo zio, è in terra davanti all'entrata e ha perso i sensi» gridò e andò subito di corsa, fuori.

Federico era il fratello di sua madre e abitava nella villa a fianco. Daniele era molto affezionato a suo zio perché fu proprio lui aver infuso al nipote la passione per il calcio.

I soccorsi vennero rapidamente e trasportarono suo zio all'ospedale più vicino.

Daniele andò subito con sua madre in ospedale e Simonetta volle accompagnarli.

Dopo due ore di attesa un dottore li fece chiamare.

« Signora, suo fratello è stato aggredito. Ha un forte trauma cranico e sulla parte anteriore del cranio abbiamo riscontrato una ferita causata da un corpo contundente. Suo fratello è tutt'ora privo di sensi e possono volerci ore prima che possa svegliarsi. Contatteremo i carabinieri e faremo partire una denuncia per aggressione. Voi se volete, potete pure tornare a casa. Vi dobbiamo chiedere solamente il recapito telefonico, i vostri dati e l'indirizzo e i carabinieri verranno direttamente a casa vostra»

« Ma mio fratello è grave?» chiese mamma Serena, preoccupata.

« Dobbiamo ancora fare degli esami, che faremo nelle prossime ore, ma possiamo escludere danni fisici oltre al trauma toracico. Dovrebbe risvegliarsi a breve, tornate pure a casa, la contatteremo in caso si svegliasse».

Tornarono a casa e i ragazzi salirono il vialetto mentre mamma portò l'auto in garage.

Appena arrivarono sulla soglia d'ingresso trovarono una busta con scritto al posto del destinatario “Daniele Frettoli” e lui la aprì.

La busta conteneva un foglio con lettere di ritagli di giornale che recitavano:

Ti avevamo già avvertito, Daniele, di smetterla di giocare a calcio. Se non l'hai capita subendo su te stesso le conseguenze la capirai se toccheremo i tuoi cari! O rinunci l'offerta della nuova squadra o faremo del male ai tuoi cari. Uno ha già assaggiato la nostra rabbia. Fai la scelta giusta”.



Daniele fissò la lettera e guardò la fidanzata, sconcertati.

« Ma cosa diavolo sta succedendo?» chiese, ma sapeva che nessuno dei due aveva una risposta.

FINE PRIMA STAGIONE

giovedì 22 marzo 2018

Venti di verità - 25^ puntata - di Mauro Bertoli


Intanto il presidente Tergesano stava continuando a parlare.

« Poi ho avuto la notizia che il Cruzzano aveva cambiato obiettivo e non riuscivo a crederci. Ho deciso di aspettare per vedere come avresti reagito ma nel frattempo ho mandato la mia offerta al presidente della Selinese che mi ha riferito che ne avrebbe discusso con il tuo allenatore. Sono stato aggiornato del fatto che sei riuscito a raggiungere il tuo obiettivo, quota quindici gol e ti sei scatenato in quest'ultima partita. Daniele... come ho già proposto al presidente Gianpirelli, sono pronto a mettere sul piatto 50000 euro per te e a te ho deciso di cambiare l'ingaggio. Prima di oggi ti avrei offerto 20000 euro annui netti con l'aggiunta di bonus, ora sono pronto a proporti 25000 euro e un bonus esclusivo per il raggiungimento di 20 gol. Sono convinto che tu hai del talento per riuscirci. Ti voglio a tutti i costi, Daniele, e mi auguro che tu non rifiuta... anche se posso capire che tu tieni molto alla Selinese. Pensaci, aspetto una tua risposta entro una settimana. Ripassami, per cortesia, il tuo allenatore».

Daniele, come durante la conversata con il Mister, era pietrificato e non sapeva cosa dire, ma fece uno sforzo per rimanere lucido.

« Certo... grazie signor presidente, salve» e riconsegnò l'apparecchio telefonico al Mister.

I due conclusero la chiamata poi Mister Sinfonelli riprese a parlare con lui.

« Ok, Daniele, ti lascio il tempo opportuno per prendere la tua decisione ma attenzione, tra una settimana devi accettare o rifiutare. Lo sai che certe occasioni accadono una volta nella vita».

Daniele non aveva affatto intenzione di pensarci ma prima di dar la conferma decise di discuterne con sua madre.

Nelle ore successive ricevette una chiamata che aspettava da giorni.

« Dimmi Ste, ciao».

« Possiamo incontrarci al bar fuori lo stadio? Dobbiamo parlarti io e Simo»

« Certo, sono già qui, vi aspetto!».

Stefano e Simonetta non si fecero attendere e poco dopo sedevano in un tavolo vicino a quello a cui Daniele era seduto con il Mister poco prima.

«Ditemi tutto» disse Daniele appena si sedettero.

« Abbiamo incastrato la banda. Ora ti raccontiamo tutto ma per ora ti anticipo che il tuo amico Cirro era stato agganciato per farti il fallo... Marco e Celeste, colti a parlare con Simonetta, hanno dovuto ammettere il tutto... hanno ammesso una vera e propria macchinazione per stroncare la tua carriera da calciatore. Non hai più da temere, ti lasceranno stare, li abbiamo minacciati per bene! E Simonetta... a dir poco fantastica, ha fatto credere come una vera e propria attrice di aver rotto con te e che voleva fartela pagare. Non appena gli hanno riferito metà sono sbucato io e hanno dovuto dire il resto. Ma tu, perchè sorridi in quel modo?».

Daniele fissava Stefano mentre raccontava i fatti ma osservava i due con un sorriso da sognatore.

Daniele non si fece attendere e raccontò il suo pomeriggio assieme l'allenatore.

« Vi ho detto che quel presidente era molto determinato a volermi a tutti i costi, ma non vi ho detto di che squadra fa il presidente...»

« Di quale?» chiesero in coro Stefano e Simonetta.

« Tergesano è il presidente del... Ponteranio!».

Simonetta fece un gridolino e si portò le mani sulla faccia.

« Ma cosa... cos'hai Simo?» chiese sul momento, poi pensò e osservò Simonetta.

« Un momento... ma Ponteranio non è...»

« Non posso crederci! Ponteranio è il mio paese d'origine, è il paese dove abito! Dimmi che non è un sogno!» disse tenendo ancora le mani ai lati della testa.

« No amore... non è un sogno, è tutta realtà!» confermò Daniele e la baciò.

« Non stai scherzando vero, “D”?» chiese Stefano, mentre loro si scambiarono il bacio.

« No Ste, non lo è. Il loro presidente è disposto a sborsare ben 50000 euro per me e darmi un ingaggio di ben 25000 euro annui. Mi vi rendete conto! Non riuscivo a crederci... ero pietrificato!».

giovedì 15 marzo 2018

Venti di verità - 24^ puntata - di Mauro Bertoli


Alle fine, quando tutti ormai erano usciti Mister Sinfonelli lo fermò.

« Carissimo Dany, alla fine ci sei riuscito... hai raggiunto il tuo obiettivo prefissato da mesi: hai raggiunto quota 15 reti in tutto il campionato! Peccato per l'infortunio... avresti saputo rompere il tetto dei 20» si complimentò con lui il Mister terminati i festeggiamenti nello spogliatoio. « Sei un grande campione e ti auguro solo il meglio per la tua carriera» gli augurò mentre risalirono il vialetto che portava al cancello fuori dallo stadio.

Daniele avrebbe voluto dire qualcosa, scaricare quell'euforia e gioia che stava provando il quel momento ma quelle parole suonavano da addio.

« Ora te lo dico. Ho avuto modo di fare due conversazioni molto speciali due giorni fa».

Due conversazioni... il cuore cominciò a pompare frenetico.

« Devo dirti che ho parlato con il presidente del Cruzzano che mi ha confermato di aver rinunciato definitivamente a te...».

Si sentì gelare. Il cuore manco qualche colpo per lo shock ma, facendo finta di niente, continuò a camminare, ascoltando.

« Mi dispiace Dany... lo so che ci tenevi molto ad andare in quella squadra... ma non ho potuto niente contro la sua convinzione. Poi pochi minuti dopo ho ricevuto una chiamata da Ponteranio» proseguì il signor Sinfonelli, e Daniele si bloccò, paralizzato. Ponteranio era il paese dove abitava Simonetta.

« Si, Dany, quel Ponteranio, so che è il paese di Simonetta, me l'ha detto Raffy. Il loro presidente mi ha chiesto di te». Daniele non riusciva a spiccicare parola e il Mister continuò. Ormai erano arrivati al bar adiacente allo stadio e si sedettero al primo tavolino libero.

« Non voglio farti impazzire, caro ragazzo. Il signor Tergesano mi ha chiesto il prezzo del tuo cartellino. È pronto a sganciare i 50000 euro che offriva il Cruzzano. Non solo, è disposto anche a darti 20000 euro annui e aggiungere dei bonus, uno dei quali il raggiungimento di 15-18 gol a stagione. E' una squadra molto forte, milita in promozione ma sono intenzionati ad avanzare ulteriormente di livello acquistando te e altri rinforzi. Caro Dany... io ti terrei volentieri, grazie a te siamo arrivati al nostro scopo, ma non voglio più legarti le ali. Gli ho chiesto di aspettare una mia chiamata, e parlerò io direttamente con lui».

Tirò fuori di tasca un cellulare e lo mostrò a Daniele. Il ragazzo era completamente bloccato e solo l'arrivo di una barista stemperò la tensione creatasi.

« Un bicchiere di spumante a entrambi, dobbiamo festeggiare, grazie»

 La ragazza barista prese appunto su un blocchetto e rientrò nel bar.

« Questo è il numero e devo solo chiamare per accordarci per vederci di persona. Devi decidere tu. Ho sentito voci di spogliatoio che... tra te e Simonetta... se hai rotto con la tua fidanzata potrà essere un modo per cambiare vita».

A Daniele batteva il cuore all'impazzata. Buttava occhiate al suo allenatore e al cellulare poi guardò nuovamente il Mister e disse « chiami, Mister».

Mister Sinfonelli prese il cellulare in mano e, senza dire una parola ma con il sorriso sulle labbra, poco dopo lo portò all'orecchio.

« Buon giorno, potrei parlare con il signor Tergesano, per cortesia? Sono il signor Sinfonelli, l'allenatore delle giovanili della Selinese». Attese qualche secondo poi riprese. « Grazie, molto gentile. Salve signor Tergesano, le avevo riferito che avrei parlato con Daniele riguardo la sua proposta, e lui mi ha chiesto di chiamarla. Certo... è qui a fianco a me... come vuole. Tieni vuole parlare con te».

Daniele prese in mano il cellulare e se lo portò all'orecchio. Il cuore impazzì.

« Ciao Daniele, sono il presidente del Ponteranio, posso parlarti?».

Daniele riuscì a malapena a dire un leggero « certo» e il presidente Tergesano proseguì.

« Ti ho fatto seguire da un uomo ma, avendo sentito che eri già seguito da un'altra squadra, ho preferito guardarmi altrove» stava dicendo il presidente ma Daniele stava ragionando. Un altro osservatore lo stava guardando? In quanti lo osservavano?

giovedì 8 marzo 2018

Venti di verità - 23^ puntata - di Mauro Bertoli


Come aveva chiesto il Mister, ogni occasione era buona perchè i suoi compagni tentassero il passaggio filtrato. Da ogni posizione appena accennava allo scatto vedeva partire il passaggio. Raffaele e i compagni di centrocampo lo supportarono perfettamente in questa tattica.

Per oltre quindici minuti tentò i triangoli con Raffy ma ormai i difensori disinnescavano ogni genere di pericolosa verticalizzazione.

Alla metà della ripresa le squadre si allungarono e Daniele si ritrovò dei spazi enormi da solo in attacco e colse le occasioni createsi. Il pallone, per l'ennesima volta, filtrò tra due centrocampisti avversari ormai stremati; Prese facilmente il pallone e corse verso la porta. La difesa avversaria cominciò a circondarlo ma lui ormai era arrivato al limite dell'area. Nuovamente, senza guardarsi attorno, tentò il tiro dalla distanza; il pallone, con grande precisione, sfiorò il palo e si insaccò.

La panchina si scatenò; I tifosi sugli spalti lo acclamavano sempre più esultanti ma lui, mantenendo bassa l'esultanza, un po' per paura di farsi male nella calca e in parte pure per prudenza, preferì fermarli e tornare a concentrarsi per la partita.

Quell'1-2 creò enormi buchi in attacco e grande timore dei difensori avversari. Daniele non perse la lucidità e riprese a percorrere l'area in attesa del primo pallone buono, che arrivò subito dopo.

Raffaele colpì il pallone in modo perfettamente preciso che, filtrando per l'ennesima volta nella difesa ormai completamente allo sfascio, arrivò ai suoi piedi. Sfrecciò senza guardarsi dietro e in pochi secondi si ritrovò nuovamente a pochi metri dalla porta; entrò in area, osservò la porta e...

Si ritrovò a terra.

Un difensore era riuscito a raggiungerlo e, senza andare troppo per il sottile, lo aveva atterrato in area. Il fischio del penalty arrivò subito.

« Pensaci tu, Dany» gridò il Mister.

Nessun compagno ebbe da ridire e lui prese il pallone.

Fissò il portiere e, subito dopo il suono del fischietto, freddo calciò: il pallone andò in rete spiazzando il portiere che si era tuffato dalla parte opposta.

Ora si tuffò lui stesso nella mischia; Un mucchio di amici lo abbracciò ed esultò per il punteggio ma lui andò ad abbracciare il suo allenatore.

« Grazie Mister!» gli gridò.

« Grazie a te, campione!» rispose Mister Sinfonelli nell'abbraccio.

Dopo alcuni secondi concitati si riposizionò verso il centro del campo per concludere la sfida. Dovevano stare ben attenti perchè la Strinense avrebbe provato a riprendere il pareggio.

Si accorse quasi subito che la squadra avversaria non aveva più le forze per tentare di correggere il risultato.

Daniele riavviò l'ennesima azione di contropiede che si concluse con un cross dalla bandierina sinistra.

Raffy andò subito per eseguirlo e Daniele si posizionò puntualmente sul secondo palo. Il pallone piovve sul primo sul quale Simo, un centrocampista, fu pronto per allungarla; non fece a tempo di toccare terra che Daniele la colpì con precisione e di nuovo si insaccò.

Fu un trionfo. L'arbitro sancì la fine della partita e Daniele ebbe modo di festeggiare la vittoria e non solo.

Cominciarono i festeggiamenti per la vittoria del campionato e, dopo aver fatto il giro dello stadio raccogliendo gli applausi dei tifosi, levato in trionfo il Mister e abbracciatisi a vincenda, rientrarono negli spogliatoi dove proseguirono i festeggiamenti e tanti brindisi.

La Selinese aveva finalmente conquistato la promozione e lui, Daniele, era stato il protagonista di quella cavalcata trionfale. L’euforia è talmente grande che per qualche minuto non pensò più a quel che aveva passato per colpa di Cerry e gli altri. La festa si prolungò per oltre un’ora e alcuni amici di squadra prima di uscire lo presero dal dietro e lo levarono da terra.

« DANIELE! DANIELE! DANIELE!» gridarono tutti all’unisono, compreso il Mister, visibilmente felice e soddisfatto.

giovedì 1 marzo 2018

Venti di verità - 22^ puntata - di Mauro Bertoli


Cerry si presentò sul dischetto e posò il pallone.

Dopo il fischiò corse e colpì la sfera. Battè il rigore talmente male che il portiere non dovette far altro che guardare la palla finire oltre la traversa.

Il nervosismo dilagò quando, passata la mezz'ora, dal tiro di un calcio d'angolo, Cerry causò un involontario contropiede che venne concretizzato dalla squadra avversaria.

I due amici presero a discutere ogni minuto in campo e ci volle una seria presa di posizione del Mister, dalla panchina, per separarli.

« Basta! Ora effettuerà i cross Raffy e tu, Cerry, vai in area» provò, ma il risultato peggiorò.

 Al primo cross dalla bandierina Raffaele prese bruscamente la sfera dai piedi di Cerry che, a suo dire involontariamente, gli diede un calcio in faccia.

« Volevo calciare la palla per buttarla verso la bandierina, non volevo colpirti» si giustificò, ma non bastò per calmare la lite.

« Ora basta!» li zittì esasperato Mister Sinfonelli, fissato malamente dall’arbitro. « Eseguite il calcio d'angolo, poi entrerà Daniele! Esci tu Cerry» decretò, chiamando a riscaldarsi, Daniele.

Raffaele effettuò il cross del calcio d'angolo e, sull'ennesimo contropiede fatale, Il portiere venne scartato e il pallone depositato in rete per il raddoppio.

Mancavano dieci minuti alla fine del primo tempo quando Daniele si spogliò della pettorina e si preparò per entrare in campo.

Un'ovazione accolse la sua entrata.

« Fai quel che puoi Dany! Tu Raffy crea spazio per gli inserimenti di Daniele ed effettua i cross dalla bandierina. Tu Daniele... cerca di cambiare il risultato, ti voglio cinico in area! Se sentì fitte o dolori alla schiena avvisami subito!».

Ma questo, fortunatamente, non avvenne e Daniele, carico e molto motivato, divenne un vero problema per la difesa avversaria. Si muoveva e si smarcava talmente rapidamente che non riuscivano a marcarlo.

In pochi minuti riuscì a scatenare il pubblico con la sua voglia di far goal.

Ogni volta che gli arrivava il pallone ai piedi osservava la posizione e tentava il tiro, quasi sempre rimpallato. Raffy gli urlò di lasciare a lui il compito di creare spazi e così fece. Raffaele, con grande abilità, saltava spesso i difensori avversari e passava palloni filtrati a Daniele che tentava spesso e volentieri di liberare il tiro. Sfruttando lo scompiglio creato dai suoi compagni di squadra, filtrava tra i difensori e si faceva sempre più pericoloso davanti all'estremo avversario. Dopo più tentativi di passaggi corti mai riusciti, Raffy optò per un passaggio aereo.

Daniele, vedendo il bellissimo passaggio sul secondo palo, si divincolò e, senza pensarci due volte, colpì dolcemente il pallone; ne uscì un pallonetto perfetto che scavalcò il portiere e finì in rete.

Esultarono tutti in panchina ed entrarono in campo per complimentarsi con lui.

Lui, sapendo che non bastava un goal per riuscire a raddrizzare il risultato, rimase a sorpresa molto tranquillo.

Il primo tempo si concluse con solo un goal da parte della Selinese ma con l'entusiasmo alle stelle.

« Tutto bene, Dany? Ti fa male la schiena?» chiese il Mister, serio.

« Stia tranquillo, Mister, non sono mai stato meglio» rispose sorridente, e pure stavolta non mentiva affatto.

Si sedette e si godette l'euforia che si respirava in spogliatoio, finchè, dopo una manciata di minuti, vennero richiamati dall'allenatore.

« Ragazzi, come vedete quelli sono diventati matti da quando è entrato Daniele in campo. Dovete aiutarlo a creare spazi. Da fuori area, da centrocampo, da dentro l'area... ovunque dovete far si che Raffy e Dany riescano a portarsi davanti al portiere della Strinense. Possiamo ribaltarla questa partita e con un Daniele così motivato... sarà un secondo tempo veramente scatenato! FORZA RAGA!» li incitò Mister Sinfonelli e i ragazzi risposero a coro « FORZA RAGA!».

giovedì 22 febbraio 2018

Avviso - Venti di verità

Si avvisa che "VENTI DI VERITA" tornerà da Giovedì 1 Marzo 2018 alle ore 21:00.
Ci scusiamo per il ripetersi del problema.

giovedì 15 febbraio 2018

Venti di verità - 21^ puntata - di Mauro Bertoli




« Riesci ad alzarti, Daniele? Anche piano...» chiese, ma davanti alle smorfie di dolore lo fece subito stendere nuovamente.

Fece chiamare immediatamente l'ambulanza, che lo trasportò all'ospedale più vicino.

Gli fecero fare dalle radiografie e, dopo aver atteso impazientemente i risultati su un lettino, il medico gli diede la buona notizia.

« Non hai nulla, ragazzo. Non sono evidenti fratture alla colonna vertebrale o alle coste, è stata solamente una forte contusione e un conseguente shock traumatico... dovrai rimanere disteso finché non riprenderai almeno ad alzarsi. Ti teniamo in osservazione per alcune ore».

Quelle parole suonarono come una sentenza. La settimana seguente avrebbe dovuto giocare l'ultima partita di campionato.

« Ma per quanto dovrò rimanere qui? Settimana prossima ho l'ultima di campionato»

« Dovrai rimanere qui solamente finche non riprenderai almeno parzialmente a muoverti. Solitamente questi traumi da contusione non durano mai tante ore ma anche per i prossimi giorni devi essere cauto... potrebbe essere una cosa da nulla come durare anche dei giorni. Non ci sono danni quindi il tuo corpo deve solo riprendersi dal trauma. Torno tra qualche ora per vedere come stai».

La Preoccupazione di Daniele si sciolse in poche ore, come il dolore. Quattro ore dopo, al secondo controllo del dottore, Daniele riusciva già a sedersi, se pur ancora un po' dolorante.

« Come vedo stai già riprendendosi. Tra poco potrai uscire ma ti consiglio di rimanere a riposo a casa almeno per un paio di giorni».

Dovette accettare questo compromesso e sua madre lo riportò a casa.

Il dolore in due giorni sparì e salì l'ansia per l'ultima di campionato, ma il Mister smorzò il suo entusiasmo.

« Dany, potrai entrare solo per il secondo tempo... non hai fatto i primi due allenamenti e non voglio rischiare...»

« Ma devo fare almeno 4...»

« Mi dispiace Dany... Cerry, cominci tu dall'inizio!».

Il giorno seguente si presentò nello spogliatoio e, all'uscita sul campo di gioco, andò e si sedette controvoglia in panchina.

« Lo so che hai voglia di entrare ora, Daniele, ma la salute è più importante e non voglio creare ulteriori problemi alla tua schiena. Stai bene?»

« Certo che stò bene, non mi fa più male la schiena. Era solo una forte contusione, mi è passata in un paio di giorni».

Il Mister lo fissò come per cercar di capire se gli mentiva o dicesse la verità ma lui sapeva di non mentire.

Si sentiva benissimo e pure quel poco di dolore che continuava a insistere fino a tre giorni prima, con qualche ora di riposo era svanito.

« Ok... ti inserirò per il secondo tempo, va bene?» domandò.

« Va benissimo».

Ma il programma del Mister venne scombussolato in pochi minuti.

L'attacco era completamente scoordinato e in pochissimo tempo Cerry e Raffaele si misero a litigare.

Mister Sinfonelli dovette richiamare entrambi.

I minuti passarono ma le incomprensioni tra i due amici di reparto non si placarono e un fallo in area, che decretò il rigore per la Selinese, accese ulteriormente gli animi.

« Han fatto il fallo a me, non a te. Voglio calciarlo io il rigore!» disse Raffaele.

« Ma Mister... sono io il rigorista tra noi due!» protestò Cerry.

L'allenatore osservò i due e chiese « Sei sicuro di voler eseguire tu il rigore, Cerry?» chiese dubbioso al ragazzo.

Cerry rispose con un forte « sicurissimo!» e il Mister gli consegnò il pallone.

giovedì 8 febbraio 2018

Venti di verità - 20^ puntata - di Mauro Bertoli




Barcollò e, prima di cadere a terra, tentò di calciare il pallone. Da terra vide la sfera colpire la traversa e tornare in campo, ripreso da un difensore.
Porca miseria che sfortuna… due pali e una traversa in una sola partita… ma non doveva arrendersi, aveva un obiettivo da raggiungere.
Le squadre si allungarono man mano che la partita arrivò ai minuti finali.
« Stammi dietro nelle azioni, volevo passartela ma eri troppo indietro» chiese a Raffaele, che con un movimento del pollice gli fece capire d’aver capito.
La stanchezza iniziò a farsi sentire e pure il caldo, quasi estivo. Il loro estremo difensore dovette impegnarsi per bloccare due azioni molto pericolose ma appena tentò il lancio per Daniele la sfera veniva immediatamente intercettata.
Con un segno di mano l’arbitro indicò i quattro minuti di recupero che partirono da li a trenta secondi.
Daniele si dimenava nella speranza di riuscire a liberarsi dalla morsa dei difensori, cosa piuttosto difficile dato che quelli manco guardavano l'azione per non perdere il loro avversario.
Raffaele lo raggiunse rapidamente e, nella corsa gli sentì dire « filtra per il centro, ti libero la strada. Rimaniamo uniti fino all'arrivo del pallone!» e si fermò poco dietro di lui, a pochi metri dalla bandierina.
Gli avversari fissarono confusi i due mentre nell'altra metà dell'attacco si scatenava la guerra per la conquista del pallone.
In difesa facevano di tutto per tentare un'azione d'attacco ma il centrocampo avversario ora attaccava aggressivo fin dal portiere, causando errori gravissimi.
Sentì alcuni “OOOH” poi il pallone volò fino alla trequarti.
Daniele non ci pensò due volte e corse per prenderla; vide due avversari tallonarlo strettamente. Era quel che voleva.
Il pallone gli venne incontrò e lui, senza guardare, lo colpì di tacco. Un altro “OOOOH” si sollevò, e grida di incitazione verso il suo amico di reparto gli fecero capire che il passaggio era andato a buon fine.
Si voltò e scartò in velocità i due marcatori e vide il pallone subito tornargli incontro. Aveva tutto il campo fino al limite dell'area di rigore.
La stanchezza non gli impedì di correre con più velocità possibile; arrivò al limite e vide buona parte del secondo palo libera: Raffy stava tenendo occupati due dei tre difensori e il centrocampo correva nel disperato tentativo di riposizionarsi.
Nuovamente, senza pensarci, tentò il tiro in direzione dell'incrocio dei pali.
Il portiere, capendo probabilmente la sua intenzione, era già volato verso la sua destra e intercettò con la punta delle dita la sfera; quest'ultima sfiorò l'esterno della traversa e uscì.
In quel momento osservò il cartellone e notò che precedentemente l'arbitro aveva comandato quattro minuti di recupero, di cui due e mezzo già giocati.
Si posizionò al centro dell'area, e attese il passaggio di Raffaele. Il cross fu lungo e forte, corse verso l'angolo e colpì il pallone ad occhi chiusi.
Cadde a terra rovinosamente, sbilanciato per la corsa, e si sentì subito i compagni di squadra andargli addosso.
Le grida dagli spalti erano assordanti e pure la panchina venne a gioire.
Provò a rialzarsi, convinto di aver segnato ma un forte dolore alla schiena lo costrinse a star fermo a terra.
Gridò per il dolore e i compagni si rialzarono.
« Mi fa male la schiena... non riesco ad alzarmi» gridò, gesticolando dolorante.

Venne portato fuori in barella e il medico lo guardò, immediatamente.

giovedì 1 febbraio 2018

Venti di verità - 19^ puntata - di Mauro Bertoli






Daniele non se lo fece ripetere. Riuscì con un pizzico di fortuna a dribblare un paio di difensori avversari e il terzo tentò troppo presto un tackle; lo scavalcò con un piccolo pallonetto e si lanciò nuovamente verso la porta. Prima che potesse pensare al tiro o al passaggio il portiere lo aveva raggiunto e ora faceva il disperato tentativo di chiudergli la visuale. Non ebbe molti secondi per pensarci, colpì il pallone sperando che finisse nuovamente alla sua destra: Riuscì nell’intento.
Il pallone scavalcò il portiere che lo sfiorò appena ma colpì nuovamente il palo. Stavolta percorse per oltre un metro la linea di porta prima di essere spazzato via da un terzo difensore.
Gli ululati di disapprovazione salirono ancora più forti della precedente azione.
Daniele fissò l’arbitro nella speranza che la sfera avesse oltrepassato la linea e lui convalidato il goal, inutilmente.
Gli avversari ricevettero l’ordine ben preciso di marcare strettamente Daniele e il risultato si notò fin da subito. Non appena Daniele intercettava o raccoglieva il pallone venne circondato immediatamente da almeno due avversari che non gli permettevano un minimo di manovra e doveva sempre scaricare la sfera prima di perderla.
Il primo tempo si concluse con un pareggio senza gol, molto stretto per la Selinese ma il Mister sorrideva molto compiaciuto.
« Grandissimo Daniele, sei tornato più affamato di goal che mai! Mi sei piaciuto moltissimo, manca solo la rete ma non perderti d’animo, se pure Raffy ti segue nelle azioni è solo questione di minuti» lo incoraggiò il Mister.
Raffaele passò davanti a Daniele e gli diede un cinque; il suo amico d’attacco, Cerri, era stato messo in panchina per lui e non l’aveva presa bene. Al loro “cinque” rispose con un occhiata poco amichevole.
« Come avrai notato, ora han capito che tu vuoi tentare di far goal, ti hanno circondato e ti impediscono di far un solo passo…» riprese a spiegare il Mister. « Dovete far triangolazioni più rapide e precise. Raffy, stai più vicino a Dany e cerca di liberarlo dalle marcature; tu Dany segui le sue triangolazioni e tenta più inserimenti dal lato destro. Il loro numero 10 è troppo lento per starvi dietro e potreste sfruttare questo vantaggio. Forza, possiamo vincere, ormai ci mancano solo due partite ed è importante vincerle entrambe».
Il sole brillava ancora quando fecero il loro rientro in campo per il secondo tempo.
Fin da subito lo accerchiarono ma lui seguì a lettera le parole dell’allenatore. Si spostò verso l’angolo destro e si mosse in cerca del pallone. Raffy gli fece il segno di seguirlo ed eseguì.
Un “uno-due” perfetto che permise a Daniele di scrollarsi i suoi marcatori ma, appena altri due lo raggiunsero, riconsegnò il pallone a Raffy. Il passaggio andò a buon fine e Raffaele potè preparare il tiro. Daniele andò verso il primo palo e non si aspetto l’ennesimo passaggio verso di lui. Il fischio del fuorigioco risuonò e il pallone venne consegnato agli avversari verde-rossi.
« Stai attento Dany!» gridò il Mister dalla panchina.
« Non mi aspettavo il pallone di ritorno… era in buona posizione per tentare il tiro» si giustificò.
Stette ben attento ad ogni azione ma il Vertosano aveva alzato il baricentro di gioco ed ora premeva in attacco, costringendo gli attaccanti ad aiutare la difesa.
Passarono molti minuti prima che il centrocampo riuscisse nuovamente a conquistare il pallone; Antonio lo consegnò a Raffaele che a sua volta vide smarcato il compagno d’attacco.
Daniele scattò appena in tempo per raccogliere il passaggio filtrato e si ritrovò una prateria davanti, fino al portiere.

Corse, senza guardare se i difensori lo avrebbero raggiunto; Raffaele era più indietro e avrebbe rallentato il contropiede se glie l’avesse passata nuovamente. Ormai era a pochi metri dal portiere che tentò l’ennesima uscita; stavolta non tentò di anticiparlo ma di dribblarlo ma il portiere non cascò nel tranello e riuscì a toccare il pallone, ancora inchiodato tra le sue gambe. 

giovedì 25 gennaio 2018

Venti di verità - 18^ puntata - di Mauro Bertoli

« Daniele… o stai calmo o dovrò prendere provvedimenti… che sia l’ultimo episodio. Non voglio rovinarti la carriera da calciatore, specialmente ora»
« Mi scusi prof., non succederà più...» si scusò Daniele.
« Ma perché questa rabbia, questo nervoso? Non stavate bene tu e Simonetta assieme?» chiese il professor Tarni, portando in disparte il ragazzo.
« Andavamo più che d’accordo, ma in questo periodo sembra che la sua amica… Turchese… sia diventata amica di Marco, sa… quel ragazzo che l’ha baciata, e a Simonetta va pure bene! Sono due stupide oche, danno del traditore a me quando la sua stessa amica lo è… che vadano al diavolo. Per colpa loro ho rischiato il posto da titolare in squadra».
« Mi dispiace, veramente, ma devi pensare allo studio ora. Sei riuscito a recuperare in due materie scolastiche e te ne manca solo una, la mia. Io ti voglio aiutare ma devi rimanere concentrato. A riguardo la squadra… tifo per te, ragazzo. Ho sentito grandi progetti per te e potrebbe aprirsi un futuro molto buono… pensa a far bene e a nient’altro. Trasforma questa rabbia in energia e determinazione e torna a giocare con più cattiveria di prima» gli consigliò il professore.
Il professor Tarni aveva ragione, doveva trasformare quella rabbia e inglobarla nel corpo nel modo giusto. Era il momento di riprendere la sua vita, era il momento di concludere la stagione e l’anno scolastico nel modo corretto.
Durante la settimana il Mister fu lieto di vedere che Daniele era tornato ad allenarsi con grande grinta.
« Lo sai ragazzo che domenica dovrai mostrare che Daniele Frettoli è tornato? Ci mancano solamente due partite e ti mancano solamente cinque goal ai quindici. Io personalmente non pretendo che tu ne faccia cinque in due partite ma che tu riprenda il tuo posto in attacco da titolare. Sei il mio attaccante migliore… ho sentito dai tuoi amici che hai nuovamente litigato con la tua ragazza… mi auguro che questo non ti distrugga come è capitato mesi fa… stavolta non avrai altre chance, ricordatelo».
« A sentire il nome di Simonetta non gli venne tristezza, solo una rabbia tanto forte che si fece male colpendo i due pugni uno con l’altro.
Le grida esterne divennero sempre più forti. Da quanto aspettava quel momento?
Buttò un’occhiataccia alla sua destra; Cirro lo stava fissando molto intensamente, quasi per captare le sue emozioni e intenzioni. Lui gli sorrise beffardo e gli sussurrò « non distruggerai la mia carriera, non te lo permetto» e senza guardare la reazione del difensore, corse in campo.
« In tribuna i suoi amici esclamarono al suo ritorno in campo; Simonetta, presente tra loro con Turchese, non si unì alle grida. A Daniele ribollì il sangue notare che al suo fianco vi era Marco.
Dopo il fischio d’inizio Daniele corse in attacco e corse da una parte all’altra in cerca di filtrare verso l’area.
Il pallone rimase per diversi minuti in centrocampo con un continuo batti e ribatti, poi un suo amico la spazzò via sparandola proprio verso di lui.
Fitrò tra due difensori e agganciò al limite dell’area di rigore il pallone. Non c’era molto spazio per il tiro ma non ci pensò due volte; prese la mira verso l’angolo destro e con tutta la rabbia che gli circolava in corpo la colpì violentemente.
Il pallone sferzò l’aria e passò sotto le gambe di un centrocampista avversario, passò tra due difensori e puntò verso il punto cercato da Daniele.
«Uuuuuuh» urlarono dagli spalti. Il pallone era saettato dritto verso l’angolo ma, avendo preso una traiettoria a giro, si stampò con un colpo secco sul palo ed uscì.
Fece una smorfia di rabbia ma era ancora presto, aveva ancora tutto il tempo per far goal.

Solo pochi istanti dopo il suo amico d’attacco intercettò il pallone e con un « vai» lo invitò a lanciarsi nuovamente verso l’area.

giovedì 18 gennaio 2018

Venti di verità - 17^ puntata - di Mauro Bertoli

Marco grugnì di dolore e si coprì la testa con le mani.
« Non siamo più amici io e te, stronzo!» gli mollò un calcio sulla caviglia, sbottò « così ora sai come fa male un colpo alla caviglia» e si allontanò verso il centro della tribuna, in cerca di Simonetta.
« Complimenti amico, gran bel colpo» si complimentò Stefano dandogli un cinque.
« Dany!» lo chiamò una voce familiare.
Osservò la parte dei tifosi più in alto e inquadrò Simonetta che lo stava richiamando verso di lei con la mano aperta.
« Sei in ritardo!» gli gridò quando si sedettero a suo fianco.
« Si, hai ragione, poi ti spiego.
Nonostante la rabbia che ribolliva ancora in lui, si godettero la partita; dopo circa mezz'ora l’arbitro suonò la fine del primo tempo con le squadre ancora in parità.
« Antonello è in combutta con Marco, Celeste e gli altri» le sussurrò nell’orecchio, mentre le squadre rientravano negli spogliatoi.
« Si… l’ho intuito quando ho visto quel coso assieme ad Antonello… ma cos’è successo?» chiese lei.
« Poi ti spiego, vi spiego» disse Daniele, rivolgendosi a Simonetta e Stefano.
Durante il secondo tempo riprese a piovere fortemente, tanto che dopo venti minuti dovettero fermare il gioco, temporaneamente.
In attesa della ripresa della partita Daniele raccontò quel che aveva sentito dirsi Marco e Antonello.
« Quel maledetto… provarci lui con me… se ci provava riceveva pure uno sberlone» commentò Simonetta, irritata.
« A Marco però lo schiaffo non l’hai dato...» puntualizzò Daniele.
« Solo perché mi ha preso in contropiede… mi ha preso e baciato, senza preavviso. Come Celeste con te» ricordò Simonetta, abbassando lo sguardo.
« Che cosa facciamo ora? Dobbiamo pur capire perché vi hanno preso di mira» irruppe Stefano.
« Come “cosa facciamo”? Scusami la freddezza ma… cosa centri tu?» chiese schietta lei.
« Dopo un amico che ci ha traditi, direi che un amico che ci aiuti a scoprire che razza di complotto c’è dietro ci serve» ammise Daniele, osservando una volta la fidanzata e una volta l’amico.
« Ottimo… scusami… allora che cosa avete in mente?» disse Simonetta.
« Io un’idea ce l’avrei ma dovrete fidarmi di me. Poi vi racconto» disse Stefano.
I due fidanzati si guardarono e accettarono. Nel frattempo aveva smesso di piovere e la partita era ripresa, con la Selinese in possesso palla in attacco.
Il match si conclude con l’ennesima vittoria della Selinese che, grazie ad un rigore, finì con il risultato di 2-1. Daniele sapeva che, con partita seguente in trasferta, avrebbe visto il suo ritorno in campo.
Quella settimana a scuola si appesantì molto l’aria; ormai gli esami stavano facendosi sentire tra i ragazzi delle quinte e l’aria divenne tanto densa che alcuni ragazzi prendevano molto seriamente battute scherzose e spiritose.
« Ma dai… gli ho detto solamente che un pochino di tensione le avrebbe fatto bene… sembra una balena, un grammo di meno non le farebbe male!» gridava Daniele dal corridoio.
« È LA MIA MIGLIORE AMICA, SEI UNO SCEMO. Solo settimane fa ti ha aiutato ed ora…? La offendi? CHE RAZZA DI AMICO SEI?» sbottò Simonetta.
« Ogni poco litighiamo, pure quando non capite le battute… che poi tanto battuta non è… e quella stupida ti segue come un cagnolino… ma andate a farvi friggere, stupide oche» rispose con le rime.
« Se ripaghi così gli amici com’è che fai con la fidanzata? Tanto vale chiudere qui, SUL SERIO STAVOLTA» sbottò e corse verso i bagni delle femmine con Turchese a suo fianco, lacrimante.

Daniele diede un calcio alla porta dell’aula per la rabbia e si rimediò una strigliata dal professor Tarni.  

giovedì 11 gennaio 2018

Venti di verità - 16^ puntata - di Mauro Bertoli

Daniele incominciò ad irritarsi per l’insistenza.
« Ci sono persone che non voglio vedere, mi spiace…» bofonchiò voltandosi.
« Ma cosa ci vedrai in quella troietta...» lo istigò lei ma lui non reagì.
« Ha molto più di te» aggiunse e uscì.
Buttando l’occhio all’orologio fece un sussulto. Aveva visto male l’orario, non erano le 18 ma le 19! Gli mancava solo un’ora prima di arrivare allo stadio e sperò che Simonetta gli avesse tenuto il posto.
Guidò il più velocemente possibile sulla strada scivolosa a causa della pioggia battente.
La moto ondeggiava minacciando di cadere su ogni curva che faceva; la pioggia batteva sempre più forte sul casco, tanto che dovette rallentare perché stava rischiando di causare un incidente.
Metro dopo metro che si avvicinava vide le luci dello stadio accese in lontananza.
La pioggia cominciò a calmarsi quando parcheggiò nel primo posto libero, vicino all’entrata delle tribune.
Tirò giù il casco e le grida dei tifosi gli aggredirono le orecchie: la partita era già cominciata.
Corse rapidamente verso la scalinata che conduceva verso la parte della tribuna occupata dai tifosi della Selinese.
Fece due scalini alla volta e prima di accorgersi era già all’angolo che lo separava dai tifosi.
« E’ evidente che quei due sono riusciti a fermarlo la, alla festa» sentì dire da una voce maschile dietro la colonna.
« Si, infatti… dovevano solo bloccarlo la per perdersi la partita e lasciar via libera a Salmo a riprovarci» concordò un’altra voce maschile.
« Ma perché non hanno lasciato a me provarci con la Simo? Cavolo, è così carina»
« Perchè...» ma si interruppe. Senza farsi vedere Daniele cercò di avvicinarsi per vedere cosa fosse successo e quasi sussultò quando dall’altra parte gridarono all’unisono « dai… dai… gooooooool».
La Selinese aveva segnato!
Si trattenne dal gridare cercando di concentrarsi nell’ascoltare quel che i ragazzi dietro il muro stavano dicendo ma non riuscì a farlo.
« Ah, ciao Dany, sei in ritardo oggi!».
Stefano, un altro dei suoi grandi amici tifante sempre in tribuna, stava risalendo rapidamente la scalinata.
« Si, hai ragione, mi sono perso i primi minuti, ma la Selinese ha appena segnato. Sono in vantaggio? » chiese, staccandosi dal muro.
« No, ha segnato il Centri ora… stanno pareggiando, la Selinese ha segnato in avvio di partita. Avresti dovuto vedere che lancio di Cirro, da brividi!».
Si… venivano a lui i brividi a sentire quel nome, ma per un altro motivo.
Girò l’angolo assieme all’amico e guardò chi fosse seduto nei posti più vicini al muro.
Un gruppetto di ragazzi intenti a guardare il campo lo salutarono appena lo videro e due ragazzi rimasero ipnotizzati appena incrociarono il suo sguardo.
« Sei in ritardo, “D”, ti sei perso il gol di Genny proprio al primo minuto. E indovina chi gli ha pennellato il pallone» disse un ragazzo a fianco di Marco. Non ci poteva credere… Anche Antonello, suo amico compaesano, lo aveva tradito. Rimase li a fissarlo.
« Come puoi essere ancora amico di questo ragazzo? Anto… siamo amici da anni… ci conosciamo dai tempi delle elementari...» chiese ad Antonello, freddo.
Antonello rimase fermo, senza dire una parola, al suo posto parlò Marco.
« Su dai, scusami, amico… è così bella la Simo… è stato un momento di debolezza...»

Daniele non ci vide più. Si avvicinò a Marco, i nervi delle mani tirati dalla rabbia. Si posò davanti a Marco e lo colpì con un pugno, più forte che potè.

giovedì 21 dicembre 2017

Venti di verità - 15^ puntata - di Mauro Bertoli

Si voltò a guardare alla sua sinistra. Paolo, suo compagno, appena si voltò, gli lanciò un bigliettino.
Lo srotolò e lesse.
TI DEVO PARLARE. ALL’USCITA, FUORI DAL CANCELLO“
Daniele fece l’ok con la mano poi si concentrò di nuovo per il compito scritto.
« Amore, Paolo mi ha chiesto di incontrarci fuori dai cancelli. Voglio vedere cos’ha da dirmi» le riferì appena fu fuori dall’aula e la incontrò in corridoio.
« Ok, vediamo cosa vuole dirti» accettò lei, uscendo a braccetto con lui.
Fuori dal cancello li aspettava Paolo, che appena li vide gli andò incontro.
« Dany, volevo invitarti alla mia festa di compleanno, Sabato prossimo».
« No, mi dispiace Paolo… ti ringrazio per l’invito ma Sabato ho l’anticipo della Selinese e sarà l’ultima partita prima del ritorno in rosa. Mi spiace» dovette rifiutare Daniele ma Paolo non mollò.
« A che ora è la partita?»
« Alle 20»
« La festa è alle tre di pomeriggio, faresti ancora a tempo ad andare a vedere la partita» insistette. « È invitata pure lei, ovviamente» aggiunse, guardando Simonetta.
« No, io devo andare con mia madre a Sprinno, per riordinare casa. Ma riuscirò ad arrivare in tempo per la partita» rispose lei.
« Va bene, va bene.. ci sarò, però devo uscire per le sei» confermò Daniele.
« Ok, grazie» disse e si allontanò.
« Va bene, ti ricorderò io della partita in caso tu ti perda nei festeggiamenti» gli assicurò lei.
« Nessuno mi farà dimenticare quella partita» garantì Daniele.
Daniele non si sarebbe perso quella partita per nulla al mondo, essendo la squadra avversaria la terza in classifica e, la successiva – precisamente la terzultima – quella stessa squadra avrebbe dovuto affrontare il Frantinate, la seconda.
Quel fine settimana si preannunciò piovoso e difatti la mattina di Sabato incominciò a diluviare.
Daniele si presentò come detto alla festa e Paolo gli diede il benvenuto.
« Dany, grazie per essere venuto» lo salutò, dandogli un colpetto amichevole sulla spalla.
« Grazie a te, Paolo. Quella è Celeste» chiese, notando una figura bionda dalla parte opposta della stanza.
« Si, ma se non vuoi parlagli ignorala pure. So che avete discusso ma non devi per forza parlarle».
Daniele incominciò a parlare con Luca.
« Anche tu sei stato invitato? Andrea?» chiese, guardandosi intorno.
« No, Andrea ha dovuto rifiutare, ma pensavo di farlo pure io… non mi è mai stato simpatico Paolo».
La festa cominciò tra canti di auguri e grida ma Daniele non si immerse mai completamente nella festa. La sua memoria navigava ai giorni in cui Celeste l’aveva baciato.
La osservava mentre sbraitava e festeggiava allegra con gli altri amici e si chiese se veramente Celeste e Marco, e pure Cirro, avessero organizzato un vero e proprio complotto contro di lui e la sua fidanzata.
Le tre ore scivolarono, per sua fortuna, molto velocemente e tra una coca cola e un’aranciata e tanti pasticcini decise di andarsene.
« Bevi una birra, “D”… non hai bevuto nulla…» gli offrì Paolo, notando che stava per andarsene.
« No, scusa Paolo… sono in moto e non posso bere» declinò lui.
« Non starai andandotene per me, spero» si intromise Celeste, spuntata da dietro Paolo. « Non ce l’ho più con te per il rifiuto dopo il bacio»
« Tu non ce l’avrai più con me… ma io ce l’ho con te» controbatté Daniele.

« Ma su, dai… goditi la festa… sei ancora in tempo per la partita» insistette Paolo.

giovedì 14 dicembre 2017

Venti di verità - 14^ puntata - di Mauro Bertoli

« Dai Daniele, perdonala e chiudete la faccenda… lei ha capito il tuo bacio, tu scusa il suo con Marco» provò Roberto, più che convinto a mettere il sereno tra i due.
Ma Daniele non pareva intenzionato a spiccicare parola. Guardava Simonetta aggrottando la fronte, arrabbiato.
Ad un tratto Simonetta si avvicinò a piccoli passi a Daniele e alzò la testa. Solo allora si notarono piccole lacrime rigare le guance.
Daniele non fece un passo, ne parlò. Lei si attaccò a lui, appoggiò la sua faccia a quella del suo fidanzato e lo abbracciò.
« Perdonami amore mio… non ho scusanti, lo so… ma non voglio perderti nuovamente, dopo aver dato retta al rancore… non allontanarmi tu, ti prego».
Non allontanarmi tu...” quelle parole echeggiarono nella sua testa e finirono nel suo cuore, sciogliendo definitivamente lo sdegno che stava regnando.
La abbracciò anche lui, stringendola forte, come avendo paura che potesse scappare, poi…
« Ti amo Simo… basta baci con altri, entrambi, noi due siamo fatti per stare insieme. Non voglio perderti» le soffiò nell’orecchio, rimanendo ancora stretto a lei.
Si separarono e lui prese il borsone ai suoi piedi.
« Grazie Roby, ciao» fece Daniele al suo amico. Lui sorrise e rispose: « figurati, ciao belli».
Daniele e Simonetta discussero ancora dei due baci mentre si incamminarono verso la casa di lui.
« Sai “D”, dubito che quei due baci non siano casuali… secondo me Celeste e Marco erano d’accordo. Mi sono reso conto subito della stupidata che ho fatto lasciandomi baciare… ma Roby ha ragione… ero confusa e stordita… Marco e Celeste avevano l’obiettivo di separarci del tutto… e forse ci riproveranno ancora» osservò Simonetta.
« Si, comincio a pensare che quei due abbiano un piano ben preciso. Ti dirò di più, Marco e Cirro sono amici di vecchia data e Cirro conosce Celeste, comincio a pensare che quel fallaccio non sia accidentale» temette lui, ormai a pochi metri da casa.
Simonetta non parlò ma fece un cenno di accordo.
Quella sera Simonetta cenò a casa di Daniele e sua madre, ed ebbero tutto il tempo per commentare i diverbi appena accantonati e del sospetto appena dubitato.
« Vuoi dirmi che Cirro, si… quel Cirillo… ti ha fatto fallo apposta per metterti fuori uso per un po'?» chiese indignata mamma Serena.
« È solo un nostro dubbio, mamma, stai calma» disse a sua madre, vedendo che si stava scaldando.
« Le sente su quel ragazzo. Vado a parlargli a casa e le sente con sua madre presente» stava minacciando sua madre, ignorando completamente il tentativo di calmarla del figlio e di Simonetta.
« Mamma, lascia fare a noi… tu stai calma. Ci pensiamo io e Simonetta. Scopriremo la verità» ritentò di farla ragionare, Daniele.
A quelle parole sua madre non poté far altro che sedersi e fidarsi di loro.
Il giorno seguente si incontrarono a pochi metri fuori dal liceo.
« Allora, siamo d’accordo, tu ne parli con Turchese e le chiedi aiuto. Io intanto vedrò di scoprire qualcosa direttamente da Celeste. Se sa qualcosa dovrà dirmela. Non son sicuro che mi dirà anche solo una parola, specialmente dopo quel che è accaduto… ma devo provarci» riepilogò appena fuori dai cancelli. « Ti amo Simo, non scordartelo» disse salutandola, e la baciò.
Si avvicinava l’estate e con ciò anche le verifiche più importanti.
All’ultima ora di quella mattina doveva assolutamente fare una buona prova di pedagogia, una delle materie in cui faceva più fatica.
A mezz’ora, mentre stava cercando di riflettere su una domanda più complicata, sentì un sussurro.

« ps, Dany»

Come foglie al vento - Episodio 710 (134/237) di Nunzio Palermo

è presentato da  Come foglie al vento – Episodio 710 Come foglie al vento - 71 Episode 710 Season 4...