Emozioni ieri, oggi, domani…. Le storie di una vita... Tutte da leggere...
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martedì 29 maggio 2018
Signorina. 19° puntata di Silvia Bucchi.
"Vuoi guadagnarti qualche soldino?" domandò Laura al bambino che aveva reclutato nel parco.
"Si, signorina." rispose il piccino che, visto il suo abbigliamento, doveva appartenere a una famiglia piuttosto povera.
Laura gli spiegò il piano.
Ilaria osservava soddisfatta la torta che aveva realizzato per il compleanno del conte. Detestava quell'uomo ma era pur sempre una ordinazione e lei era decisamente responsabile quando si trattava del suo lavoro. Rosa si era sicuramente nascosta da qualche parte ma Ilaria decise di lasciarla libera di godersi un po' di tranquillità. Elisa entrò nella cucina della pasticceria proprio in quel momento e annunciò alla sua amica che un bambino la stava cercando e aveva bisogno del suo aiuto.
Laura entrò nella cucina della pasticceria con passo felpato. Ingannare quella sciocca della pasticcera era stato più facile del previsto. La giovane osservò la torta e pensò che era un peccato rovinarla, visto che aveva l'aria di essere buonissima. Poi tirò fuori la filetta con il veleno e fece in modo che alcune gocce del liquido cadessero nell'impasto per le decorazioni della torta. Poi andò via in silenzio come era arrivata. La contessina non si accorse che un paio dio occhi la stavano osservando pieni di terrore.
Il conte Montedoro si abbandonò alla gioia. Sua figlia si era dimostrata un angelo e aveva organizzato una festa di compleanno solo per loro due . Forse aveva accettato quelle decisioni che il padre aveva preso solo per renderla felice. Assaggiò con piacere la fetta di torta che Laura gli porse. Qualche minuto dopo l'uomo era agonizzante a terra mentre sua figlia lo osservava con gli occhi carichi d'odio. La casa era deserta perché Laura aveva dato il giorno libero al maggiordomo e alle cameriere. La signorina osservò il padre soffrire fino a quanto il cuore del conte non smise di battere.
In pasticceria la signora Paola, Guido, Elisa, Luca e Ilaria erano scossi per la morte del conte, mentre preparavano qualcosa da mangiare e da bere per la veglia funebre che Laura aveva organizzato. Il Capitano Fontana entrò nella stanza all'improvviso. Si avvicinò a Ilaria e dichiarò. "Signorina Moretti, vi dichiaro in arresto per l'omicidio del Conte Montedoro."
Fine 1° stagione.
A settembre con la seconda stagione di Signorina.
martedì 22 maggio 2018
Signorina si prende una piccola pausa.
Signorina si prende una piccola pausa e tornerà martedì prossimo con una mega puntata che concluderà la prima stagione.
Cosa avrà intenzione di fare Laura e quali saranno le conseguenze per Ilaria? Lo scopriremo martedì prossimo.
A presto.
Silvia.
martedì 15 maggio 2018
Signorina . 18° puntata di Silvia Bucchi.
Ilaria e Rosa stavano sorseggiando insieme della cioccolata. Agli occhi della pasticcera non sfuggì una cicatrice che la sua aiutante aveva sul braccio. Timidamente Rosa le rivelò che era stato suo padre a procurargliela, insieme a molte altre. L'uomo spendeva nell'acquisto di alcolici il poco denaro che guadagnava e per distrarsi si accaniva sui figli e su sua moglie, lasciando sui loro corpi dei segni indelebili. Per questo la ragazza aveva imparato a muoversi come un topino, senza fare rumore, cercando di passare inosservata. La loro conversazione fu interrotta dall'arrivo di Elisa, che aveva un messaggio per Ilaria.
"La signorina Laura desidera vederti. Ti aspetta per l'ora del tè nell'appartamento dei Montedoro." la cameriera riferì alla sua amica.
"Ci sarò. Vieni, bevi un po' di cioccolata con noi. Rosa mi ha aiutato a fare questa deliziosa torta con le mele." Ilaria porse il vassoio con il dolce a Elisa che però si rivolse alla sua amica pasticcera piena di preoccupazione.
"Non fidarti di quella vipera." le disse.
Laura osservò con attenzione per l'ultima volta il libro dei veleni. In un certo senso l'uomo che l'aveva scritto era stato una delle tante vittime del conte Montedoro, il suo stimato padre. Sarebbe stata una delle tante vittime a cui lei avrebbe fatto ottenere giustizia. Anche la sorella della ragazza della pasticceria sarebbe stata vendicata. Ma il prezzo più alto l'avrebbe pagato Ilaria.
Laura desiderava solamente due cose: liberarsi del conte e ottenere l'amore del maggiordomo. Per ottenere quello che voleva aveva bisogno dell'aiuto inconsapevole di una sola persona: Ilaria.
Quando il campanello di casa Montedoro suonò, Luca si precipitò ad aprire. Rimase stupito notando che l'ospite era proprio la sua Ilaria.
"Che cosa ci fai qui?" le domandò preoccupato, lasciando da un lato la solita aria austera e rigida che utilizzava a lavoro. "Non sai che è pericoloso per te stare a contatto con il conte?" le domandò.
"Lo so. Ma la mia presenza è stata richiesta dalla signorina. Portami da lei" lo pregò la fidanzata.
Ilaria seguì il maggiordomo fino all'ampio salone di casa Montedoro, dove ad attenderli vi era Laura.
"Benvenuta cara." l'accolse la signorina Montedoro. "Prego, accomodati. Signor Catalano, potrebbe lasciarci sole?" domandò con cortesia al maggiordomo, che con un "Certamente, signorina" sparì.
"Ti chiederai perché ti ho mandata a chiamare. Nonostante tutto quello che è successo, sei una delle pasticcere migliori della zona e tra un paio di giorni sarà il compleanno di mio padre. Vorrei festeggiare da sola con lui e avrei bisogno di una torta. So di essere stata molto scortese con te e che mio padre non è certo una delle persone a cui faresti un favore ma..." Il tono dolce e cortese di Laura convinse Ilaria a fidarsi della signorina e ad accettare il suo ordine. Del resto era proprio per soddisfare i desideri dei clienti che la signora Paola le versava un salario.
Quando Ilaria abbandonò l'appartamento dei Montedoro per tornare in pasticceria, Laura corse nella propria stanza e da un nascondiglio tirò fuori la famosa boccettina, che accarezzò con delicatezza.
"Mia cara Ilaria, se solo sapessi in quale guaio stai per cacciarti..."
Fine 18° puntata.
martedì 8 maggio 2018
Signorina. 17 ° puntata di Silvia Bucchi.
"Posso offrirle un dolce?" domandò Ilaria, mentre il Capitano la osservava con uno sguardo serio. La giovane poteva comprendere lo spavento di Rosa, che era ancora rinchiusa in cucina.
"Certamente, signorina. Accetto volentieri un biscotto." affermò l'uomo prendendone uno e tenendolo tra le mani. "Però prima vorrei passare ad argomenti meno piacevoli. Nel quartiere girano delle voci su di lei e è chiaro che in passato ha tentato di far del male al conte Montedoro. La vittima non ha sporto denuncia e non ha nessuna intenzione di farlo. Lei si trovava in uno stato emozionale particolare. Però se dovesse ripetersi qualcosa del genere, se dovesse accadere qualcosa di grave al Conte Montedoro, lei potrebbe passare dei guai. Non si può sempre chiudere un occhio. Quindi le consiglio vivamente di non prendere delle iniziative contro il conte e di tenersi a distanza da lui. Non vorrà trascorrere gli anni più belli dietro le sbarre di una prigione, vero?" le fece notare il Carabiniere, prima di andarsene, addentando il biscotto.
Laura era decisamente stufa di aspettare. Più leggeva il libro sui veleni che nascondeva nella sua stanza e più aveva ben chiaro cosa fare. Non poteva però trasformare la propria camera in un laboratorio chimico senza destare l'attenzione di suo padre e dei domestici. Quell'adorabile ficcanaso di Luca l'avrebbe subito scoperta. La soluzione dei suoi problemi era come sempre Elena.
In poco tempo convinse la sua amica a consegnarle di nascosto le chiavi di un'appartamento in disuso della sua famiglia. In quel luogo Laura diede vita al suo laboratorio di morte.
2 mesi dopo.
Elisa stava bevendo una cioccolata calda durante una piccola pausa. La pasticceria era di nuovo piena di clienti: prima o poi tutti i pettegolezzi venivano dimenticati e il fatto che la signora Paola avesse il miglior locale della zona aveva aiutato i clienti a tornare prima del previsto.
"Quella Rosa è una brava ragazza però è così taciturna. Sembra avere paura della sua stessa ombra." notò Elisa rivolgendosi a Ilaria.
"Però è davvero brava e in cucina è molto utile. Soprattutto ora che tutte le signore sono tornate a mangiare qui."
"Ilaria, la mia padroncina e la signorina Laura confabulano su qualcosa. Ho una brutta sensazione a tal proposito. Elena non è cattiva e si limita a essere ingenua ma l'altra..."
"Non credo che Laura sia pericolosa. Mi sembra una giovane moderna che verrà costretta a sposare un uomo che non ama. Preferisco essere povera e poter vivere con chi desidero." le fece notare Ilaria.
"Non essere ingenua. Quella lì sta tramando qualcosa perché ha tutta l'intenzione di vivere proprio con colui che tu desideri. Apri gli occhi e non fidarti." Elisa a volte si domandava come una ragazza furba e intelligente come Ilaria potesse essere tanto sprovveduta.
L'uomo con il quale suo padre aveva intenzione di farla fidanzare metteva i brividi. Era un uomo di quasi cinquanta anni e per Laura era davvero troppo anziano. Inoltre era un collega di suo padre e amava giocare con dei poveri malati per ridurli in vegetali. Si chiamava Guglielmo ed era talmente ingenuo da non essersi accorto di quanto lei potesse essere pericolosa. In realtà anche la pasticcera da tempo la stava sottovalutando. Persino il conte non si era reso conto che la sua figlioletta non era poi così docile.
Laura scalpitava perché non vedeva l'ora di entrare in azione. E un bel giorno nell'appartamento della famiglia di Elisa, la soluzione a tutti i suoi problemi fu pronta.
Tra le mani della bionda contessina vi era una fialetta carica di morte e pericoli.
martedì 1 maggio 2018
Signorina va in pausa in occasione del 1 maggio.
In occasione del 1 maggio la serie Signorina si prende una piccola pausa. Le avventure di Ilaria, del maggiordomo Luca e della perfida Laura torneranno martedì prossimo.
Buon 1 maggio a tutti voi.
Silvia.
martedì 24 aprile 2018
Signorina. 16° puntata di Silvia Bucchi.
Luca la condusse in un vicolo isolato.
" Non puoi condannarmi prima di avermi ascoltata." Il tono di Ilaria era glaciale mentre pronunciava quelle parole.
"Hai tentato di uccidere una persona e non hai avuto nemmeno il coraggio di essere sincera. Ho dovuto scoprire tutto da quella che fino a ieri consideravo una bambina viziata. Dovevi vedere con quanta soddisfazione mi dimostrava che non conoscevo affatto la persona di cui mi ero innamorato. La verità è solo questa: ignoro chi tu sia davvero." Il maggiordomo aveva decisamente perso la sua glaciale calma, a dimostrazione che nel suo corpo scorreva anche del sangue e non era solo l'umile servitore, spesso invisibile, del conte e delle sue ospiti.
"Ero solamente una sorella disperata, che aveva assistito per settimane all'agonia di una delle persone che più amava al mondo, dell'unico membro della sua famiglia che ancora le restava. Il tuo padrone è il responsabile di quanto è accaduto a mia sorella. E la cosa peggiore è che la società e la scienza lo difendono. Ho compreso il motivo per il quale hai deciso di non combattere per la nostra Patria. Lo hai fatto per tua madre. Quando si ama qualcuno si farebbe qualsiasi cosa per lui." Ilaria stava per andarsene, quando la voce del maggiordomo la fermò.
"Raccontami la storia di tua sorella." le chiese, con un tono leggermente più dolce, guidandola verso una panchina situata nelle vicinanze.
"I nostri genitori erano piuttosto benestanti: mio padre era un insegnante e mia madre una pasticcera. Io avevo seguito entrambe le loro passioni. Ero una maestra e aiutavo mia madre nel suo mestiere, quando avevo del tempo libero. Ero anche fidanzata, come ben sai. Ma la situazione di mia sorella Angela era decisamente diversa. Lei era speciale e spesso sembrava una bambina. Parlava con amici immaginari, viveva in un mondo tutto suo. In paese tutti si erano accorti di questo ma lo tolleravano, limitandosi a definirla solamente una persona stramba. Fino a quando non si trasferì vicino a noi una famiglia borghese, i Ferrari, che aveva un legame di amicizia con i Montedoro. Angela si conquistò rapidamente la loro antipatia. Ebbe un lieve litigio con il rampollo di quella famiglia, che era un bambino. Il destino volle che rimanessimo sole: una febbre ci privò dei nostri genitori. Persi il mio lavoro da maestra a causa dell'influenza dei Ferrari. Riuscirono a ridurre il numero dei clienti della pasticceria di mia madre e infine fecero rinchiudere Angela nel sanatorio mentale del loro amico Montedoro. Ci misero davvero poco a convincere i nostri compaesani del fatto che mia sorella fosse un pericolo per la collettività. Lei però era sempre stata innocua e parecchio dolce. Era capace di regalare piccoli frutti o dei fiori al fornaio o alla signora dell'emporio. Queste sue stranezze però furono tutte prove che Montedoro usò contro di lei per internarla. La sua vita divenne un vero inferno. In quel manicomio i malati venivano seviziati, legati, immersi prima in acqua gelida e poi in quella calda. Angela entrò in quella struttura piena di vita e finì per diventare una larva che vegetava su di una sedia a rotelle, con lo sguardo spento e perso nel vuoto. Al dolore di vederla in quello stato si aggiungeva anche la beffa del conte che mi spiegava i miglioramenti di Angela, che ogni giorno diventava più debole. Un anno dopo il suo ingresso in manicomio mia sorella morì. Montedoro definì la sua morte un effetto imprevisto della sua cura, che comunque aveva dato, a suo dire, degli ottimi risultati su mia sorella. Ho provato l'impulso di ucciderlo ma non ho premuto quel grilletto. Non sono come il conte. Non sono un'assassina." Gli occhi di Ilaria si riempirono di lacrime e Luca la abbracciò con forza. "Ti credo" le disse.
Il giorno dopo la pasticceria era quasi deserta e Ilaria ne approfittò per osservare con attenzione Rosa, la nuova aiutante. La ragazza era taciturna e sembrava sempre spaventata. Sembrava sempre alla ricerca di un posto dove rintanarsi e con il suo passo felpato, spesso riusciva a passare inosservata. La giovane però era sempre gentile con Ilaria, alla quale rivolgeva sempre un sorriso.
In quel momento in negozio entrò un uomo in uniforme. Era un Capitano dei Carabinieri. Si avvicinò a Ilaria e le rivolse la parola con una durezza che fece sussultare Rosa, che corse a nascondersi in cucina. "Signorina Moretti, sono il Capitano Fontana e vorrei scambiare qualche parola con lei."
martedì 17 aprile 2018
Signorina. 15° puntata di Silvia Bucchi.
"Non vorrete licenziare Ilaria, madre?" domandò Guido scandalizzato.
" Mi conosci, figliolo. Sai come la penso. Non manderei via mai nessuno dal mio negozio. Almeno non senza aver sentito anche la sua versione dei fatti. Ilaria, puoi raccontarmi cosa è accaduto con il conte? Cosa ha fatto quell'uomo a tua sorella?"
Così Ilaria raccontò per filo e per segno alla signora Paola quanto era avvenuto.
Laura credeva che pochi esseri umani fossero più sciocchi della sua amica Elena. Però era un dato di fatto: quella ragazza era una pettegola e confessarle un segreto era come diffonderlo con una radio per l'intera città. In poco tempo tutta piazza Alessandria era venuta a conoscenza del piccolo problema che Ilaria aveva avuto con suo padre. Il conte Montedoro aveva rimproverato la figlia e le aveva annunciato che presto l'avrebbe affidata al promesso sposo, un altro strizzacervelli, che aveva scelto per lei.
Ora stava confidando proprio questo ultimo dettaglio della sua vita ad Elena, che però non sembrava condividere i suoi timori. Per carità, il conte non avrebbe vissuto a lungo, almeno non fino alle nozze che aveva programmato per lei. Però sentire Elena affermare : "Come vorrei che anche mio padre mi organizzasse un matrimonio al più presto", faceva fremere l'animo di Laura, che avrebbe desiderato infilare un potentissimo veleno anche nel tè della sua amica.
"Dovresti smetterla di indossare quei pantaloni da uomo. Non è da signorina di buona famiglia. Sei una contessa e non una volgare pescivendola." le fece notare Elena.
"Dubito, mia cara Elena, che una pescivendola avrebbe abbastanza denaro per acquistare un paio di pantaloni. Di alta sartoria per essere precise. Un biscotto?" Laura porse il vassoio, che conteneva quello che, almeno per un periodo di tempo, sarebbe stato il loro ultimo acquisto in pasticceria.
Ilaria non era riuscita a chiudere occhio per tutta la notte e inoltre non aveva potuto nemmeno chiarire con Luca. Non era riuscita a incontrare il maggiordomo nemmeno alla pensione. Sembrava che il ragazzo fosse stato inghiottito dalla terra. "Sono così sfortunata" pensò la ragazza, "Nonostante io tenti in tutti i modi di risalire a galla, il mio passato mi trascina nuovamente in acqua ogni volta."
E stava trascinando con sé anche la signora Paola e Guido.
Quando la ragazza giunse in pasticceria, il giorno dopo, la trovò deserta, fatta eccezione per Guido e una ragazza, fragile e minuta, che annuiva a ogni parola pronunciata dal giovanotto. Sembrava una giovane ancor più provata di lei dalla vita. Le ricordava Angela, anche se sua sorella aveva una maggiore vitalità, dovuta alla malattia mentale che l'affliggeva.
"Benvenuta Ilaria. Lei è Rosa e ti aiuterà in cucina." La pasticcera sorrise alla sua nuova aiutante, che si rifugiò nella dispensa.
Rimasto solo con Ilaria, Guido notò con preoccupazione : "Credo che oggi avremo pochi clienti e anche nei prossimi giorni. Non potevamo permetterci una nuova aiutante ma mia madre ha incontrato Rosa in parrocchia, mentre il parroco tentava di aiutarla a sfamarsi e a trovare lavoro. Conosci la mamma. Ha avuto pena di lei e l'ha portata qui. Chissà però per quanto tempo le dame non si faranno vedere in pasticceria e non compreranno nemmeno un biscotto da noi." Il tono di voce di Guido era preoccupato. Lui e sua madre non avevano problemi economici. Il denaro non mancava loro però non potevano sapere quanto grave sarebbe stato il boicottaggio dei clienti facoltosi.
Però non avevano accettato le dimissioni di Ilaria perché non volevano lasciare senza una lira una ragazza tanto in gamba e nemmeno dare soddisfazione al conte e alla sua "deliziosa" figlia.
"Si risolverà tutto. Sanno benissimo che siamo la migliore pasticceria della città." lo consolò Ilaria.Quel giorno però ebbero come clienti solamente le cameriere e nemmeno una delle loro padrone. I guadagni furono scarsi.
Luca non poteva fuggire in eterno; Ilaria non glielo avrebbe permesso. Quella sera lo aspettò quindi all'uscita del palazzo e lo affrontò.
"Non credi che dovremmo chiarire la situazione?" affermò la giovane con un tono deciso.
martedì 10 aprile 2018
Signorina. 14 puntata di Silvia Bucchi.
Luca fissava sconvolto Laura. "Non posso credere che Ilaria sia una criminale." le disse.
"Mio padre è vivo per miracolo. Forse dovresti chiedere conferma a lui, se non riesci a credermi. So di essere stata gelosa e molto possessiva nei tuoi confronti, però non mentirei su una cosa del genere. Non potrei mai sopportare di saperti in pericolo." il tono di Laura era talmente triste, che con il cuore a pezzi il maggiordomo si fidò della sua versione dei fatti. Si scusò con la signorina e tornò in cucina.
"Sono felice per te." Guido sorrise a Ilaria, mentre lei sparecchiava uno dei tavoli. "Per te e per il freddo maggiordomo." spiegò.
"Le notizie volano." sorrise Ilaria mentre lottava per mantenere in equilibrio una tazzina.
"Lavori in Piazza Alessandria e qui tutti sono a conoscenza della vita privata del loro prossimo. Le peggiori pettegole sono proprio le dame. Basta un piccolo pettegolezzo e rischi di finire nella loro lista nera, dopo essere stata la loro cameriera preferita. Fai attenzione" le spiegò il ragazzo.
"Durante la pausa pranzo Luca farà in modo di passare a prendermi per portarmi al parco." annunciò la giovane. Sapeva che era giunto il momento di raccontare al maggiordomo tutta la verità sui suoi rapporti con il conte e la storia di Angela. Era certa che lui avrebbe compreso ogni cosa.
Laura si recò in visita dalla sua migliore amica Elena, per la cui famiglia lavorava Elisa.
"Devo confessarti una cosa, mia cara amica. Ho scoperto che la nuova pasticcera di Piazza Alessandria..." Era giunto il momento di dare spazio alla seconda parte del proprio piano.
"Ilaria, vero? Una ragazza molto simpatica e sempre così gentile. Io e la mamma amiamo i suoi dolci. Sta persino insegnando qualche ricetta a Elisa, la nostra cameriera. Amo il tiramisù di Ilaria, è persino più buono di quello della signora Paola." l'entusiasmo della sua amica nei confronti di quella pezzente, irritò ancor di più la contessina Montedoro.
"Ha ingannato tutti con la sua aria da santarellina e invece ha tentato di uccidere mio padre qualche anno fa. Non è terribile? Non ha voluto denunciarla però è chiaro che quella ragazza è mentalmente disturbata, un pericolo per l'intero quartiere oltre che per la mia famiglia." E fu così che Laura raccontò a Elena tutta la verità su Ilaria.
La pasticcera era in attesa del suo innamorato che però non si presentò durante la pausa pranzo, come le aveva promesso. La spiegazione le fu fornita da Elisa, che si precipitò dalla sua amica in pasticceria. In effetti qualcosa di strano era accaduto. Alcune clienti avevano rifiutato di farsi servire da lei, preferendo le sapienti mani della signora Paola e di Guido.
"Ilaria, gira una brutta voce su di te. Dicono che tu abbia tentato di uccidere il Conte Montedoro qualche tempo fa. La signorina Laura l'ha riferito alla mia padroncina e ora ne è a conoscenza l'intero quartiere. Mi dispiace molto." Elisa le rivolse un sorriso triste, mentre Guido diventava pallido come un lenzuolo.
Il ragazzo aveva avuto ragione. Bastava davvero poco per finire nella lista nera delle dame del quartiere. E il tentato omicidio era qualcosa di davvero grave.
"Devo raccontarvi la storia di mia sorella." disse ai suoi due amici, che la osservavano pieni di apprensione.
La storia di Angela aveva commosso sia Guido che Elisa, che avevano compreso le motivazioni di Ilaria.
"Non credo che avrei mai premuto quel grilletto. Non sono un'assassina. Provavo così tanto dolore e una rabbia tanto forte da impedirmi di ragionare con lucidità. Non farei mai più una cosa simile, credetemi." Ilaria aveva le lacrime agli occhi, mentre si rivolgeva ai suoi amici, che in effetti le concessero la loro fiducia e le promisero che l'avrebbero aiutata.
Per tutto il pomeriggio furono pochissime le persone che ebbero il coraggio di entrare in pasticceria, anche solo per un caffè. Nemmeno Luca era ancora arrivato e Ilaria stava pensando a come affrontare la questione con lui. Avrebbe compreso le motivazioni che l'avevano spinta a quel folle gesto contro Montedoro?
Verso le sei della sera giunse la signora Paola, che era pallida come un lenzuolo. La donna si rivolse al figlio e alla sua aiutante.
"Mi hanno ricattata. Quelle quattro oche con la puzza sotto il naso pretendono di insegnarmi a gestire il mio locale e i miei dipendenti. Desiderano che io mandi via Ilaria o in caso contrario non metteranno più un piede nella nostra pasticceria."
Decisamente al peggio non c'era mai fine.
martedì 3 aprile 2018
Signorina. 13#puntata di Silvia Bucchi.
"Ilaria aveva una sorella minore. Si chiamava Angela ed era una bellissima ragazza, anche se molto malata. Viveva in un mondo tutto suo, popolato da amici e persone immaginarie. I suoi problemi mentali richiesero le mie cure e fu ricoverata nel mio istituto. Un vicino si lamentò di lei e fummo costretti a internarla. Ilaria non si è mai rassegnata e quando sua sorella morì, mentre era sottoposta alle mie cure, che iniziavano anche a farle effetto, la pasticcera perse completamente la testa. Si presentò in istituto armata di una pistola e me la puntò contro, minacciando di uccidermi. Due infermieri riuscirono a disarmarla." il tono del conte era calmo, mentre rievocava l'accaduto.
"E voi non l'avete denunciata, padre? Quella ragazza è più pazza di sua sorella." Laura avrebbe desiderato fare le capriole per la gioia. Ilaria era forse l'unica persona che desiderava suo padre morto più di quanto non lo facesse lei e agli occhi del mondo avrebbe avuto un movente e anche un precedente. Inoltre Luca era anche un uomo onesto e non avrebbe mai desiderato accanto a sé una potenziale assassina.
"Ho provato molta pena per quella ragazza. Lei e Angela erano orfane e era da poco deceduto anche il fidanzato di Ilaria, che stava combattendo in trincea. Perdendo sua sorella, quella giovane era rimasta sola al mondo. Non capiva che i miei trattamenti erano necessari anche se dolorosi per Angela e che non avevo alcuna colpa per il decesso di sua sorella. Pensavo che in vista del nostro trasferimento a Roma, Ilaria non sarebbe stata più una minaccia, che le nostre strade non si sarebbero più incrociate ma sbagliavo. La signora Paola non ha intenzione di licenziarla e non voglio che i nostri vicini sappiano quello che è accaduto." il tono del conte era preoccupato. Poteva fidarsi di sua figlia?
"Padre, pensate che quella ragazza possa essere pericolosa per la nostra sicurezza?" domandò con finta preoccupazione la contessina.
"No, Ilaria ha agito solo spinta dalla rabbia che provava in quel momento. Non è un'assassina. Puoi stare tranquilla." la rassicurò il padre.
Laura sorrise. Ilaria non era un pericolo per loro ma lei lo sarebbe stata per quella stupida pasticcera.
Luca accompagnò Ilaria in pasticceria e quando la ragazza rimase sola, fu raggiunta da Elisa.
"Così sei l'unica che sia davvero riuscita a sciogliere il gelido maggiordomo. Vi ho visti insieme." il tono di Elisa era allegro. Era davvero felice per la sua amica.
"Pensi che dovrei parlarne apertamente con Guido?" domandò la pasticcera, in cerca di un consiglio.
"Non credo che dovresti farlo. Lo metteresti solamente in imbarazzo. Ha capito tutto ieri sera, vedendovi insieme. Guido è un ragazzo sveglio e anche parecchio onesto. Non si metterà tra di voi. Guardati però dalla signorina Montedoro. Quella è davvero pericolosa. Ho i brividi ogni volta che la incrocio in piazza." In effetti Elisa fu scossa da un brivido e non aveva tutti i torti. La signorina infatti stava mettendo a punto un piano parecchio elaborato.
Luca stava lucidando come di consueto l'argenteria nel salotto dei Montedoro quando fu raggiunto dalla signorina.
"Devo parlarti. Ho scoperto qualcosa di cui devi essere assolutamente messo a conoscenza. Si tratta di Ilaria." sussurrò Laura, fingendo una preoccupazione che non provava.
Fine 13° puntata.
martedì 27 marzo 2018
Signorina. 12 ° puntata di Silvia Bucchi.
"Laura, cosa ci fai qui? ripeté la voce e la ragazza si voltò, fissando suo padre. Il conte Montedoro si avvicinò alla vetrina della pasticceria e osservò il quadretto che si presentava davanti ai suoi occhi. Ilaria stava ballando con il maggiordomo mentre Elisa cercava di trascinare in una danza sfrenata Guido.
"Non credo che quella pasticcera sia la compagnia adeguata per un bravo ragazzo come Catalano" il tono che il padre aveva usato era carico di disprezzo e Laura si stupì. Che cosa aveva il conte contro la insignificante Ilaria? Per caso la conosceva?
Montedoro si rivolse alla figlia e le offrì il braccio.
" Torniamo a casa. Sembra proprio che sia giunta l'ora di andare a letto." le disse scortandola fino al portone.
"Siete in arresto per l'omicidio del conte Montedoro." annunciò la voce di un carabiniere mentre ammanettava i polsi di Ilaria, che cercava di proclamare la propria innocenza. La pasticcera si svegliò di scatto e si diede da fare per accendere una candela. Era solo un sogno. Nessuno voleva arrestarla e molto probabilmente quel bastardo del conte Montedoro era vivo e vegeto nel suo comodo ed elegante letto. Sentiva ancora il corpo scosso dai brividi e quindi la ragazza decise di scendere in cucina per bere del latte caldo. Sperò anche di non imbattersi nella scortese proprietaria della pensione.
Era in cucina a sorseggiare il latte caldo illuminata solo dalla debole luce della candela, quando un rumore la fece sobbalzare. "Non temere, sono io." le disse una voce, che apparteneva chiaramente al miglior maggiordomo di Roma, ovvero a Luca Catalano.
"Non mi hai spaventata. Ci vuole ben altro per incutermi timore." Cercava di fare la forte ma il suo animo era ancora scosso a causa dell'incubo.
Lui non le prestò attenzione e si versò una tazza di latte caldo.
"Cosa ti è accaduto? In pasticceria sembravi serena e anche quando siamo tornati alla pensione eri tranquilla mentre scherzavi con me e Elisa. Per caso è successo qualcosa? Ora sei turbata." Il tono amichevole del ragazzo stava per far cedere la ragazza, che però tacque. "Non posso fuggire a lungo ai fantasmi del mio passato.Mi tormentano persino in sogno." pensò lei.
"Non è nulla di grave. Ogni tanto ho problemi a prendere sonno. Con un po' di latte caldo però mi sento subito più tranquilla. Mi accadeva anche da bambina." rispose lei.
Ilaria notò che il maggiordomo le stava fissando le labbra e arrossì.
Lui si accorse del turbamento della pasticcera e si giustificò. "Ti sei sporcata il labbro con il latte." le spiegò, mentre Ilaria afferrava un tovagliolo di stoffa e lo usava per pulirsi.
"Sei ancora sporca" le fece notare il maggiordomo, prendendole il tovagliolo dalle mani e pulendo le labbra di lei con la stessa meticolosità con la quale si occupava dell'argenteria del conte.
I loro volti erano ormai pericolosamente vicini e all'improvviso accadde quello che non sarebbe mai dovuto succedere, almeno secondo il punto di vista di Ilaria. La pasticcera e il maggiordomo si baciarono. La coppia fu fortunata perché la padrona della pensione non si accorse di nulla.
"Credo proprio di essermi innamorato" sussurrò il maggiordomo, che non ricordava in nulla il gelido dipendente dei Montedoro. Aveva palesemente dimenticato le regole dell'etichetta.
"Anche io." rispose Ilaria, temendo il momento in cui avrebbe dovuto prendere in considerazione l'idea di raccontare tutta la verità a Luca sul suo passato.
Laura non aveva chiuso occhio per tutta la notte perché voleva sapere ogni cosa su suo padre e Ilaria. Non era una sciocca e aveva compreso che il conte conosceva benissimo quella ragazza e aveva una pessima opinione di lei.
Luca non era ancora arrivato a Piazza Alessandria e quindi era proprio quello un momento propizio per affrontare il discorso con suo padre, senza essere intercettati dal maggiordomo.
La ragazza raggiunse Montedoro in salotto e dopo avergli augurato il buongiorno con un bacio, chiese a bruciapelo: "Padre, ciò che avete detto ieri davanti alla porta della pasticceria mi ha impedito di chiudere occhio per tutta la notte. Per quale motivo non credete che Ilaria possa essere una buona compagnia per il signor Catalano?"
Il conte sapeva benissimo che quando sua figlia si metteva qualcosa in testa, perseguiva il suo obiettivo senza fermarsi. Non poteva più tacere la verità.
"Ti prego di essere discreta. Non voglio che il maggiordomo lo sappia e nemmeno gli altri abitanti della piazza. Ilaria ha tentato di uccidermi." rivelò a sua figlia, lasciandola senza parole.
martedì 20 marzo 2018
Signorina. 11° puntata di Silvia Bucchi.
"Non guardatemi così, signor Catalano. Non ho intenzione di fare una scenata ma solo di andare a salutarli. Seguitemi." Elisa invitò Luca a entrare in pasticceria dietro di lei, mentre il maggiordomo si lasciò scappare un sospiro di vero sollievo. A quanto pare la simpatica domestica sapeva come controllare la situazione senza far scorrere del sangue.
"Disturbiamo?" domandò Elisa, rivolgendosi con un sorriso a Ilaria e Guido, che per tutta risposta procurarono dei piatti e alcuni dolci per i loro amici.
"Volevate mangiare tutte le prelibatezze della signora Paola da soli?" domandò Luca, con un tono ironico che non aveva mai usato prima. Non era solito lasciarsi andare al divertimento e era sempre stato un uomo serio e ligio al suo dovere. Eppure quella sera non notò che i piatti erano disposti male, che le forchette non erano quelle adeguate. Pensò solamente a godersi il momento, lasciando il maggiordomo che era in lui fuori dalla pasticceria.
"Ci stavamo occupando dei conti del negozio." spiegò Ilaria.
"Ma non abbiamo resistito al richiamo dei dolci preparati da mia madre." continuò Guido con un sorriso.
Il figlio della pasticcera era una persona speciale e decisamente pura. Aveva sperato di poter trascorrere la serata solo con Ilaria ma le cose non erano andate come lui aveva previsto. Invece di incupirsi e lamentarsi però aveva deciso di reagire con una buona dose di solarità, come era nella sua indole.
"Vado a prendere il grammofono di mia madre." annunciò con un largo sorriso il figlio della signora Paola, tra le esclamazioni di assenso degli amici presenti.
Laura stava studiando con attenzione il libro sui veleni che nascondeva nella propria stanza mentre meditava vendetta contro suo padre. Presto avrebbe dovuto conoscere il suo futuro marito e si sentiva soffocare. Nella sua stanza il giradischi diffondeva le note adatte a un charleston e lei avrebbe voluto trovarsi altrove, magari in compagnia di un bel ragazzo come il suo maggiordomo. Ma per fare tutto questo avrebbe prima dovuto liberarsi di quel padre opprimente e folle. Chiuse di scatto il prezioso volume, che nascose nuovamente. Poi afferrò la sua giacca e uscì nella notte, facendo in modo di non essere sorpresa dal conte.
La signorina Montedoro si fermò davanti alla vetrina della pasticceria. Dalla vetrata poteva osservare Luca che si divertiva con i suoi amici, mentre si udiva in strada la meravigliosa voce di Milly, diffusa dal grammofono.
"Se avessi saputo che impiegavate il tempo a divertirsi invece di tornare subito alla sua pensione, vi avrei impedito di uscire prima e vi avrei costretto a servire la cena, signor Catalano." Questo era il discorso che Laura aveva preparato nella sua mente e avrebbe voluto pronunciare appena varcata la soglia del negozio di dolciumi. Stava per entrare in pasticceria ma una voce tuonante la fermò.
"Laura, che cosa ci fai qui?" domandò il nuovo arrivato.
Fine 11° puntata.
martedì 13 marzo 2018
Signorina. 10° puntata di Silvia Bucchi.
10° Puntata.
"Volevo chiederti scusa" sussurrò Ilaria.
"Credo che tu abbia ragione. Sono un vigliacco." il tono di Luca divenne triste.
"Non hai agito bene. Questo è chiaro però posso arrivare a capire. A volte ci troviamo davanti a scelte difficili e siamo disposti a tutto pur di aiutare chi amiamo. Credimi, so di cosa sto parlando." Il sorriso di Ilaria velava una profonda tristezza.
"Siamo esseri umani ..." Luca iniziò a parlare.
"E commettiamo errori" concluse Ilaria per lui, ricordando le circostanze che qualche tempo prima l'avevano spinta ad impugnare un'arma e a puntarla contro il conte Montedoro.
Lei era l'ultima persona in diritto di giudicare il maggiordomo.
"Vieni, torniamo insieme alla pensione." le propose il giovane Catalano.
Il mattino dopo Guido osservava con profondo interesse Ilaria mentre serviva una cliente burbera. La vedova Buonsanti era una vera brontolona ma aveva finito per innamorarsi di Ilaria, come quasi tutti i clienti, escluso il conte Montedoro, ovviamente.
Guido era sempre più attratto dalla nuova pasticciera perché possedeva tutto quello che cercava in una donna: intelligenza, eleganza, dolcezza, coraggio e anche una buona dose di cultura, nonostante le umili origini. Le ricordava molto sua madre perché come lei era una donna forte.
Poteva passare le sue giornate a guardarla servire le clienti oppure poteva agire: a lui la scelta. Guido decise di entrare in azione.
"Che ne dici di aiutarmi a fare i conti del mese questa sera? Sarà un piccolo straordinario. Il lavoro è tanto e io ho bisogno di aiuto." propose il giovane a Ilaria.
Lei accettò con un sorriso.
La giornata per il maggiordomo Luca Catalano era stata davvero stancante. I capricci della signorina Laura e le manie di grandezza del signor Conte l'avevano ridotto allo stremo. Quando finì di dare ordini per servire la cena alle cameriere di casa Montedoro, poté finalmente uscire dall'appartamento del conte. Attraversò la strada e raggiunse la vetrina della pasticceria, ormai chiusa. Sperava che Ilaria si fosse trattenuta fino a tardi e che potessero tornare alla pensione insieme. Invece spiando dalla vetrina, notò che la ragazza rideva per qualche simpatica battuta di Guido, mangiando con un lui dei dolci.
Sentì una fitta di gelosia scuoterlo e si diede dello stupido.
"Sembra che si stiano divertendo molto." notò una voce alle sue spalle. Il maggiordomo si voltò e notò che era arrivata Elisa, che come lui osservava sconvolta Guido ridere con Ilaria.
"Non sono fatti nostri" le fece notare Luca.
"Eppure li stavi spiando anche tu" ribatté la cameriera per poi aggiungere "Ho un'idea."
Fine 10° puntata.
martedì 6 marzo 2018
Signorina . 9° puntata di Silvia Bucchi.
Ilaria si sentì in dovere di chiarire immediatamente la situazione. "Il mio fidanzato è morto durante la Grande Guerra. Era un soldato e la trincea è stata la sua tomba." spiegò con uno sguardo triste.
Poi iniziò a raccontare a Luca la storia del suo fidanzato e di come Italo fosse giunto per consegnarle l'ultima lettera di Francesco.
"Ora comprendo" sospirò il maggiordomo dandosi dello stupido."Doveva essere un uomo molto coraggioso" aggiunse riferendosi al defunto fidanzato della pasticcera.
Ilaria annuì e domandò: "Anche tu hai combattuto in trincea?" domando piena di interesse.
"No, sono stato riformato" il tono di voce di Luca divenne improvvisamente serio.
"Eri malato?" La curiosità si era impadronita di Ilaria.
"No, sono rimasto a casa per mia madre. Era la domestica del mio precedente padrone, che io servivo come maggiordomo. Ero bravissimo nel mio lavoro e il mio padrone non desiderava perdermi. Mia madre era malata e aveva solamente me su cui fare affidamento. Il duca, il mio vecchio padrone, ha fatto in modo che fossi riformato per tenermi al suo servizio e io ho accettato per mia madre." le spiegò. Il maggiordomo generalmente mentiva riguardo ai motivi che lo avevano tenuto lontano dalla guerra ma con la pasticcera aveva deciso di essere sincero. Lei era una ragazza speciale e non desiderava mentirle.
"Siete un codardo." Lo aggredì Ilaria. Mentre il suo fidanzato dava la vita per la Patria, quel rigido maggiordomo, che fino a pochi minuti prima aveva trovato simpatico, serviva la zuppa al suo padrone. Luca le rivolse uno sguardo triste e poi andò via.
Per evitare di pensare alle parole di Ilaria, il maggiordomo si dedicò anima a corpo alla preparazione della tavola per i conti. Prese una sorta di metro e iniziò a osservare la distanza tra posate, piatti, bicchieri e il bordo del tavolo. Era tutto perfetto e almeno questo sembrava rassicurarlo, visto che era riuscito ad irritare una persona a cui teneva molto.
Laura sapeva essere una grande osservatrice e lo raggiunse.
"Sei in questo stato a causa della nuova pasticcera?" domandò.
"Non capisco di cosa stiate parlando, signorina." le ripose senza degnarla di uno sguardo, e osservando con interesse i piatti di porcellana del conte.
"Quando eri in mia compagnia non eri preoccupato. Ti rendevo sereno. La pasticcera invece è per te solo una fonte di problemi. Quella ragazza è così strana." aggiunse, guardandolo con apprensione.
"Sono qui solamente per servire voi e vostro padre, signorina." Il maggiordomo si ritirò in cucina.
Per tutto il giorno Ilaria fu di pessimo umore e visto che aveva raccontato ai suoi amici la storia di Francesco e di Italo, Guido e Elisa pensarono che la tristezza della loro amica fosse dovuta alla morte del fidanzato. Invece Ilaria non faceva altro che pensare a Luca e al modo in cui l'aveva trattato.
La madre di lui era ammalata e poteva contare solo su suo figlio così' come Angela aveva potuto contare solo su di lei. Quando era scoppiata la guerra e Francesco era partito, Ilaria avrebbe desiderato andare al fronte come infermiera volontaria ma non avrebbe mai potuto abbandonare sua sorella nelle mani di quel sadico del conte Montedoro. Così' era rimasta in disparte a osservare quell'orrore e ad occuparsi di una delle persone che più aveva amato al mondo. Il comportamento di Luca non era moralmente corretto ma chi era lei per giudicare, se al suo posto avrebbe fatto lo stesso per sua sorella?
"Sono stata arrogante" pensò.
Così quando quella sera, dopo aver chiuso la pasticceria vide Luca uscire dal palazzo e raggiungere la via di fronte alla pasticceria, Ilaria si precipitò da lui.
"Possiamo parlare?" domandò al maggiordomo, sperando che lui potesse perdonarla.
Poi iniziò a raccontare a Luca la storia del suo fidanzato e di come Italo fosse giunto per consegnarle l'ultima lettera di Francesco.
"Ora comprendo" sospirò il maggiordomo dandosi dello stupido."Doveva essere un uomo molto coraggioso" aggiunse riferendosi al defunto fidanzato della pasticcera.
Ilaria annuì e domandò: "Anche tu hai combattuto in trincea?" domando piena di interesse.
"No, sono stato riformato" il tono di voce di Luca divenne improvvisamente serio.
"Eri malato?" La curiosità si era impadronita di Ilaria.
"No, sono rimasto a casa per mia madre. Era la domestica del mio precedente padrone, che io servivo come maggiordomo. Ero bravissimo nel mio lavoro e il mio padrone non desiderava perdermi. Mia madre era malata e aveva solamente me su cui fare affidamento. Il duca, il mio vecchio padrone, ha fatto in modo che fossi riformato per tenermi al suo servizio e io ho accettato per mia madre." le spiegò. Il maggiordomo generalmente mentiva riguardo ai motivi che lo avevano tenuto lontano dalla guerra ma con la pasticcera aveva deciso di essere sincero. Lei era una ragazza speciale e non desiderava mentirle.
"Siete un codardo." Lo aggredì Ilaria. Mentre il suo fidanzato dava la vita per la Patria, quel rigido maggiordomo, che fino a pochi minuti prima aveva trovato simpatico, serviva la zuppa al suo padrone. Luca le rivolse uno sguardo triste e poi andò via.
Per evitare di pensare alle parole di Ilaria, il maggiordomo si dedicò anima a corpo alla preparazione della tavola per i conti. Prese una sorta di metro e iniziò a osservare la distanza tra posate, piatti, bicchieri e il bordo del tavolo. Era tutto perfetto e almeno questo sembrava rassicurarlo, visto che era riuscito ad irritare una persona a cui teneva molto.
Laura sapeva essere una grande osservatrice e lo raggiunse.
"Sei in questo stato a causa della nuova pasticcera?" domandò.
"Non capisco di cosa stiate parlando, signorina." le ripose senza degnarla di uno sguardo, e osservando con interesse i piatti di porcellana del conte.
"Quando eri in mia compagnia non eri preoccupato. Ti rendevo sereno. La pasticcera invece è per te solo una fonte di problemi. Quella ragazza è così strana." aggiunse, guardandolo con apprensione.
"Sono qui solamente per servire voi e vostro padre, signorina." Il maggiordomo si ritirò in cucina.
Per tutto il giorno Ilaria fu di pessimo umore e visto che aveva raccontato ai suoi amici la storia di Francesco e di Italo, Guido e Elisa pensarono che la tristezza della loro amica fosse dovuta alla morte del fidanzato. Invece Ilaria non faceva altro che pensare a Luca e al modo in cui l'aveva trattato.
La madre di lui era ammalata e poteva contare solo su suo figlio così' come Angela aveva potuto contare solo su di lei. Quando era scoppiata la guerra e Francesco era partito, Ilaria avrebbe desiderato andare al fronte come infermiera volontaria ma non avrebbe mai potuto abbandonare sua sorella nelle mani di quel sadico del conte Montedoro. Così' era rimasta in disparte a osservare quell'orrore e ad occuparsi di una delle persone che più aveva amato al mondo. Il comportamento di Luca non era moralmente corretto ma chi era lei per giudicare, se al suo posto avrebbe fatto lo stesso per sua sorella?
"Sono stata arrogante" pensò.
Così quando quella sera, dopo aver chiuso la pasticceria vide Luca uscire dal palazzo e raggiungere la via di fronte alla pasticceria, Ilaria si precipitò da lui.
"Possiamo parlare?" domandò al maggiordomo, sperando che lui potesse perdonarla.
martedì 27 febbraio 2018
Signorina . 8° puntata di Silvia Bucchi.
Luca cercò di convincere se stesso del fatto che a parlare non fosse assolutamente la gelosia. Non era decoroso che a tarda sera una signorina come Ilaria, che per lui era piena di virtù, si intrattenesse con un uomo, che sicuramente non era suo fratello.
Rischiando l'ira della padrona della pensione, che teneva moltissimo alla decenza.
Il maggiordomo decise di porre fine alla propria agonia raggiungendo la sua stanza da letto.
"Questa è la lettera che il vostro fidanzato, Francesco, mi ha dato per voi. Nel caso non fosse riuscito a sopravvivere a quella maledetta battaglia. " Ilaria prese la missiva che le porgeva Italo, un amico del suo fidanzato. Francesco ed Ilaria erano stati vicini alle nozze qualche anno prima e si conoscevano sin da bambini. Poi i loro piani di matrimonio erano stati turbati dalla guerra e lui era stato richiamato. La Prima Guerra Mondiale aveva distrutto i loro sogni e in trincea Francesco aveva conosciuto Italo, un simpatico ragazzo abruzzese, con il quale aveva stretto amicizia e al quale aveva affidato una lettera per la sua Ilaria, nel caso non fosse riuscito a sopravvivere a tutto quell'orrore.
"Non vorrei avervi turbato." le disse Italo, accarezzandole il braccio come se fosse una sorella.
"No, anzi. Credo che in questa lettera riuscirò a trovare conforto." La pasticcera si forzò di sorridere tra le lacrime, ricordando la bontà di Francesco, che aveva accettato Angela per quello che era, e l'aveva amata come una sorella. Era stato un ottimo compagno e non sarebbe mai più tornato a casa.
Il mattino dopo Elisa incontrò Guido mentre apriva la pasticceria. Con la solita gentilezza lui la invitò a raggiungerlo in negozio dove le porse un caffè e le offrì un dolce preparato da Ilaria.
"Come sono andate le tue lezioni ieri sera?" le domandò mentre lei addentava con voracità la ciambella.
"Male. Ilaria ha ricevuto una visita e è tornata nella sua stanza tremendamente triste. Non ha voluto parlarmi di quanto accaduto e io non ho insistito. Però era sconvolta dopo aver ricevuto la visita di un uomo." spiegò, mandando giù l'ultimo pezzo di ciambella.
"Credi che dovremmo preoccuparci per lei?" domandò Guido alla cameriera che ricambiò il suo sguardo carico di preoccupazione.
Luca si tenne lontano dalla pasticceria per tutto il giorno, ma dovette recarsi nel tardo pomeriggio nel negozio della signora Paola, sperando di essere servito da Guido o da sua madre.
La signorina Laura aveva richiesto un dolce particolare che aveva ordinato e lui doveva andare a ritirarlo, visto che le altre cameriere erano impegnate.
Non fu fortunato perché incontrò Ilaria da sola in negozio.
Lei gli sorrise e gli porse immediatamente il pacchetto con l'ordinazione della contessina, che aveva già segnato sul conto dei Montedoro.
"Mi stai evitando per caso?" gli domandò Ilaria, notando il suo strano comportamento. Oggi non sei passato in pasticceria."
"Ho avuto molti impegni. La signorina Laura mi ha tenuto occupato con mille commissioni." le rispose lui con freddezza, felice di poter nascondere la sua volontà di tenere la pasticcera a distanza con la verità.
"Non capisco per quale motivo il tuo tono sia così duro. Non ti ho insultato. Noto solo che il tuo comportamento è bizzarro oggi." Ilaria era scossa per quanto accaduto la sera precedente e non aveva alcuna intenzione di mettersi a discutere con il maggiordomo.
"Ieri sera ti ho visto alla pensione. Mentre abbracciavi un ragazzo. Non trovi che sia inappropriato agire in questo modo? Sai quanto possa essere di vedute ristrette la nostra padrona di casa." si giustificò Luca.
"Credo che quello dotato di vedute ristrette sia tu, mio caro. Comunque ero in compagnia di Italo, che è stato un grande amico del mio fidanzato." spiegò lei, pur sapendo di non doversi giustificare.
Luca la fissò con la bocca spalancata. La pasticcera aveva un fidanzato?
martedì 20 febbraio 2018
Signorina. 7° puntata di Silvia Bucchi.
Ilaria era certa di essere stata vittima di un colpo basso. Per quale motivo la ragazza aveva ordinato della cioccolata bollente in una calda giornata di fine settembre. “Per gettarmela addosso” pensò.
Il liquido caldo le stava ustionando la gamba e lanciò un breve urlo mentre Elisa e Luca si avvicinavano a lei per aiutarla.
Laura era dispiaciuta. “Vieni a casa mia. Ho dei vestiti da prestarti.” Si offrì . Guido promise ad Ilaria che l'avrebbe sostituita in pasticceria e Elisa corse a cercare un intruglio alle erbe, che alleviava il fastidio causato dalle scottature.
La stanza della signorina era così elegante da lasciare Ilaria senza fiato. Era piena di abiti moderni e di pantaloni. La pasticcera iniziò ad ammirare la contessina. Era una ragazza coraggiosa perché non doveva essere facile sentirsi una giovane moderna con un padre come il conte.
“ Non accetterà mai di sposare uno sconosciuto” pensò Ilaria, che si augurò che la ragazza fosse abbastanza forte da opporsi al genitore. La cameriera prese l'abito usato che la signorina le aveva offerto e lo indossò in silenzio.
Laura in realtà aveva deciso di opposi al padre nel più crudele dei modi. Non si sarebbe limitata alle parole o a non accettare la realtà. Si sarebbe davvero liberata del conte e del marito che le aveva trovato. Quando Ilaria la lasciò sola riprese a leggere un vecchio libro dedicato ai veleni, che teneva nascosto in un posto sicuro. Era in realtà un manoscritto, un misero taccuino appartenuto a un assassino seriale che aveva curato suo padre in manicomio anni prima. La piccola Laura lo aveva sottratto dalla scrivania del conte senza che lui lo notasse. E da allora era diventata davvero esperta nella produzione di veleni. Sapeva che un giorno tali conoscenze le sarebbero tornate utili.
“ Quella strega ti ha gettato di proposito la cioccolata sulla gamba, lo sai benissimo. “ fece notare Elisa a Ilaria, quella sera nella stanza della pasticcera alla pensione.
“ Credo di averla giudicata male. Abbiamo davanti solamente una ragazza moderna che indossa dei pantaloni. Vorrei indossarli anche io. “ fantasticò Ilaria.
“ Non farti ingannare. La contessina è pericolosa. Stai alla larga da lei. Quanto ai pantaloni, non credo che la signora Manuela approverebbe. “
E fu proprio la proprietaria della pensione ad interromperle. La donna si rivolse ad Ilaria e la informò che un uomo la stava aspettando in soggiorno.
“Ricordati che la decenza è la regola principale di questa casa” disse Manuela alla pasticcera mentre scendevano le scale per raggiungere il salotto.
E quando Luca tornò a casa quella sera, pensò davvero di avere davanti una scena poco decente, perché Ilaria stava abbracciando un giovane sconosciuto. E la cosa infastidì molto il maggiordomo.
martedì 13 febbraio 2018
Signorina. 6° puntata di Silvia Bucchi.
Luca si stupì
perché la signorina rimase decisamente calma. Non replicò a suo
padre, ma si limitò a sorridere e a continuare la sua colazione,
come se nulla fosse, come se in gioco non fosse stato messo il suo
futuro. Era così poco da lei restare in silenzio. Qualcosa stava
tramando e in effetti quando il conte si alzò, per prepararsi per
andare al circolo, la signorina si avvicinò al maggiordomo, tentando
come sempre di provocarlo.
“Siete rimasto
stupito dalla mia totale indifferenza verso le nozze che mio padre
sta pianificando, vero?” domandò.
“Non sono fatti
miei, signorina. Sono qui per servire la colazione e per sistemare i
vestiti di vostro padre.” rispose Luca, prendendo un vassoio
d’argento da una vetrina e iniziando a lucidarlo.
“Se pensi che
resterò in silenzio, sbagli. Le parole non servono, sono necessari i
fatti e alla fine riuscirò a non sposarmi. Se mio padre pensa che
accetterò di sposare un uomo scelto da lui, mi crede ancor più
pazza dei suoi pazienti. I metodi che utilizza con loro non
funzioneranno su di me.” Laura osservò con sfida il maggiordomo,
che la fissava preoccupato. Il conte non sapeva che sua figlia era
pericolosa, in effetti. Non che provasse pena per quell’uomo, che
trattava la ragazza come un oggetto da vendere al miglior partito. Ma
del resto non erano davvero fatti suoi.
Quando il conte
tornò in soggiorno, Laura si mostrò calma come sempre. La giovane
si avvicinò a suo padre e gli diede un bacio sulla guancia,
augurandogli una splendida giornata.
“Catalano, quando
avrà finito di lucidare l’argenteria, avrà un paio di ore libere.
Laura uscirà a passeggio con la figlia dei nostri vicini.” Il
conte sorrise al maggiordomo. Ora che la sua problematica figliola
stava per diventare il difficile problema di un altro uomo, lui si
sentiva talmente sollevato, da non badare più alle differenze
sociali.
Luca lo ringraziò,
domandandosi se il suo padrone non fosse da considerare un ingenuo,
vista la fiducia che riponeva nella signorina Laura.
Guido amava
particolarmente la novità della pasticceria di sua madre, perché
raramente aveva visto una giovane in gamba come Ilaria. Non solo era
aggraziata e bellissima ma anche molto simpatica. Sapeva cucinare,
era gentile con i clienti e persino la signora più scorbutica di
Piazza Alessandria sembrava averla presa in simpatia. Quando sua
madre gliela aveva presentata, lui aveva provato il forte desiderio
di impressionarla. Ora erano stati raggiunti da Elisa, che aveva
ricevuto una breve tregua dai suoi padroni. “Guido, sai che la
nostra Ilaria ha deciso di darmi delle lezioni. Mi insegnerà a
leggere e a scrivere.” annunciò la simpatica cameriera.
“Potrei darti
alcuni libri che possiedo. Ti aiuteranno , professoressa.” Guido
rivolse uno sguardo adorante a Ilaria.
Luca aveva deciso di
trascorrere la mattinata libera che il conte gli aveva concesso, in
pasticceria. Ilaria infatti era una compagnia davvero simpatica e i
problemi dei Montedoro lo avevano turbato, per quanto avesse tentato
di non farsi coinvolgere. La giovane pasticcera era per lui una sorta
di scacciapensieri.
La trovò in
compagnia di Elisa e di un giovanotto davvero affascinante e
simpatico, che si presentò come il figlio della signora Paola. I tre
stavano parlando di libri e di insegnamento. A quanto pare Elisa
avrebbe preso lezioni da Ilaria.
“Potrei portarvi
dei libri che ho con me.” si offrì Luca.
“A quanto sembra
non ci mancheranno i testi per studiare” intervenne Elisa,
ricordando l’offerta di Guido. Perché il figlio della pasticcera
era così interessato ad Ilaria? Forse perché in effetti la sua
amica possedeva tutte quelle caratteristiche che a Guido piacevano, e
che a lei invece mancavano. “Chi nasce tondo non può morire
quadrato” pensò la ragazza.
Non riusciva però
ad avercela con la sua amica. Non aveva colpa se aveva fatto perdere
la testa sia a Guido che al maggiordomo.
La pasticceria quel
giorno era davvero affollata, perché anche Laura e la sua amica
entrarono per bere qualcosa di caldo. La Montedoro non era una
sciocca. Non appena aveva visto Luca sorridere per qualcosa che le
aveva detto l’apprendista della signora Paola, lei aveva compreso
che in quella ragazza si nascondeva una rivale. Un uomo freddo come
il suo maggiordomo, non era solito sorridere in quel modo.
Ilaria prese la sua
ordinazione e Laura si mostrò amabile e gentile. Quando però la
giovane pasticcera si avvicinò al tavolo con le due cioccolate
calde, che la Montedoro e la sua amica avevano ordinato, Laura mosse
il proprio gomito in un modo volutamente maldestro, facendo cadere il
bollente contenuto sulla sventurata cameriera…
martedì 6 febbraio 2018
Signorina. 5° puntata di Silvia Bucchi.
Guido era tornato. E
il cuore di Elisa iniziò a fare mille capriole. Si era innamorata di
lui sin dalla prima volta che l’aveva visto, un anno prima, quando
aveva iniziato a servire una famiglia di Piazza Alessandria, e lui in
vacanza dagli impegni universitari, aiutava la madre a gestire la
pasticceria. Arrossendo la cameriera ricordò la gentilezza con cui
lui le aveva offerto una cioccolata calda e un dolcetto per la prima
volta, anche se lei non aveva i soldi per pagare.
“Sono proprio una
illusa. Lui mi considera solamente una amica e nulla di più. Del
resto, come diceva il conte ai miei padroni, sono solo una povera
ignorante. Non saprei nemmeno come inviargli una lettera. Se al mio
posto invece ci fosse Ilaria.” pensò Elisa con tristezza. Non era
però il tipo da deprimersi a lungo. La sua natura era solare e non
si nutriva di autocommiserazione. Con un grosso sorriso sulle labbra,
attraversò la piazza e si avvicinò a Guido e alla signora Paola. Ma
il modo con il quale il figlio della pasticcera l’abbracciò, le
fece comprendere che per lui lei era davvero solamente una amica. Era
stato un abbraccio fraterno e nulla di più.
Ilaria e Luca si
sedettero su di una panchina del parco e restarono in silenzio. La
quiete però fu turbata dalla ragazza che dopo averci pensato
attentamente decise di mettere in guardia il maggiordomo dalle
persone che si ostinava a servire con tanta devozione.
“Non credo che
avere una relazione con la figlia di Montedoro vi convenga.”
“Siete per caso
gelosa?” insinuò lui, con un sorriso luminoso.
“Non affronterei
un discorso simile, così poco adatto ad una donna per bene, se non
fosse per la mia preoccupazione. Non si tratta di gelosia ma non
desidero che vi accada nulla di male. Il conte è una persona
pericolosa. Non accetterebbe mai che un maggiordomo, e lo dico senza
intenzione di offendervi, si fidanzasse con sua figlia.” il tono di
Ilaria divenne piuttosto agitato.
“Strano, sembra
proprio che voi conosciate il signor conte molto bene. Eppure siete
arrivata da poco nel nostro quartiere.” Luca iniziava a nutrire dei
dubbi, che Ilaria cercò di dissipare, fingendo una tranquillità che
non possedeva, mentre rispondeva.
“Non conosco il
signor conte però credo che appartenga ad una categoria ben
identificabile di individui. Conosciuto uno puoi ben catalogare anche
tutti gli altri.” si difese lei, tentando di nascondere la sua
profonda conoscenza di Montedoro, una conoscenza che mai avrebbe
voluto approfondire.
“Mi sembra una
brava persona, che per anni ha cercato di aiutare il prossimo. Non è
colpa sua se ha una figlia viziata. Sono state le governanti a
renderla tale.” Luca sentì che era giunto il momento di difendere
il suo padrone.
“Vi ho solamente
messo in guardia. Siete libero di comportarvi come credete meglio. Si
è fatto tardi, è ora di tornare alla pensione.” Il tono di Ilaria
era diventato gelido e Luca decise di non fare obiezioni.
Il mattino dopo
Laura si presentò a colazione in vestaglia e camicia da notte,
provocando l’imbarazzo del suo maggiordomo, e una bonaria ira da
parte di suo padre, che non riusciva a essere particolarmente duro
con la sua bambina, per quanto tentasse di darle delle regole. Era
troppo tardi per imporre a quella ragazza delle norme di
comportamento adeguate, pensò Luca.
“Laura cara, ti
sembra questo il modo di presentarti a tavola per la colazione?” le
domandò il conte, alzando lo sguardo dal quotidiano che stava
leggendo.
“Padre, sono
sicura che abbiate visto in vita vostra persone decisamente più
folli e inappropriate di me.” si difese lei, dandogli un bacio
sulla guancia. Le labbra del conte si addolcirono in un sorriso. Luca
sapeva che il suo padrone aveva diretto per molti anni un sanatorio
per malati mentali, una sorta di manicomio dove il conte aveva
eseguito delle cure sperimentali. Era chiaro quindi il riferimento
di sua figlia.
“Ho visto
parecchie persone folli, in effetti. Ho però tentato di guarirle
tutte. Mi sembra evidente che tutti i miei tentativi di darti una
buona educazione siano falliti. Per questo motivo ho trovato una
soluzione.” annunciò il conte, senza alzare lo sguardo dal suo
giornale.
“Quale? Vuoi
rinchiudermi?” domandò Laura addentando un dolce, con aria
birichina. Il suo sguardo però si rabbuiò quando suo padre le
annunciò, sempre con il volto nascosto dal quotidiano.
“Ho semplicemente
deciso di trovarti un marito. Credo sia giunto per te il momento di
sposarti.”
Fine quinta puntata.
martedì 30 gennaio 2018
Signorina . 4° puntata di Silvia Bucchi.
Quarta puntata.
Ilaria era molto
preoccupata perché temeva davvero di perdere il suo lavoro. La
signora Paola era uscita da qualche minuto per recarsi dal Conte e
sapeva benissimo di cosa avrebbe desiderato parlarle quel vigliacco.
In quel momento
entrò in pasticceria Elisa, anche lei con il volto trasformato dalla
preoccupazione.
“Ti offro una
cioccolata calda. Ho il permesso della signora Paola. Quella donna ti
stima molto.” le disse Ilaria, cercando di mandare via i propri
timori, accollandosi quelli della sua nuova amica.
“Almeno lei mi
stima.” si lamentò Elisa, lasciandosi cadere su di uno sgabello,
posto vicino al bancone.
“Tutti ti stimano
in questa via. Lo so perché sento dire meraviglie di te.” la
rassicurò Ilaria.
“Di me sono
soddisfatti il fruttivendolo, le mie colleghe cameriere, la signora
Paola e tutte le persone umili e senza grilli per la testa. Ma temo
che il Signor Conte voglia convincere i miei padroni a mandarmi via.”
il tono triste della sua amica colpì Ilaria.
“E per quale
motivo il Conte Montedoro farebbe qualcosa del genere?” le domandò
la sua amica, sapendo però che l’uomo era capace di crudeltà ben
peggiori e che il suo stesso posto di lavoro era in pericolo.
“Perché lui ha
una persona come Luca, ovvero istruita, capace di leggere e scrivere,
esperta nel protocollo. Il signor Catalano conosce tre lingue e ha
viaggiato. Il Conte Montedoro diceva ai miei padroni che una
domestica ignorante come me non era adeguata per persone di rilievo
come loro. In effetti tutte le cameriere di casa Montedoro sanno
leggere e scrivere alla perfezione. Luca le ha selezionate secondo
criteri rigidi, imposti dal conte stesso e dalla contessina.” Il
tono avvilito di Elisa, colpì Ilaria.
“Credo che tu sia
una delle lavoratrici più instancabili della piazza e i tuoi padroni
ne siano consapevoli. Non penso proprio che per preparare una buona
minestra e rifare la stanza ci sia bisogno di una laurea. È
necessaria tanta buona volontà.” la consolò la giovane
pasticcera.
“Inoltre bisogna
essere delle pie donne secondo il conte. La condotta morale dovrebbe
essere irreprensibile. E dopo i discorsi sui baci che abbiamo fatto
ieri… Non sono cose da persone decenti, Ilaria. Se lo sapessero il
Conte e i miei padroni...” le fece notare Elisa, quasi in un
sussurro, per non farsi udire dagli altri clienti.
Anche il tono di
voce di Ilaria divenne basso. “Noi non abbiamo fatto nulla di male.
Sono stati il maggiordomo e la figlia del conte a agire in un modo
che farebbe crollare i principi morali e di classe di Montedoro. Mi
chiedo come Luca possa essere tanto sciocco da mettersi in pericolo
per una ragazzina viziata come quella.” si lasciò sfuggire Ilaria,
con un sospiro.
“Provi interesse
per il maggiordomo, deduco. Ti sei piuttosto agitata al solo pensiero
di saperlo con la signorina Laura. Come vorrei essere istruita come
lei.”sospirò Elisa.
“Non sono
interessata al maggiordomo. Ho parecchie problemi e sono legati
sempre al Conte. Anche il mio posto di lavoro è in pericolo e per
colpa di quell’uomo. Posso solo consigliarti di stare attenta. Mi
sembra una persona pericolosa. Mia madre mi ha sempre insegnato che
bisogna concentrarsi sulle cose che è in nostro potere cambiare e
non sugli eventi che non dipendono da noi. Posso fare qualcosa per la
tua istruzione. Mio padre era un maestro. Sono disposta a darti delle
lezioni a partire da questa sera alla pensione.” Ilaria pensò che
aiutare Elisa sarebbe stato per lei un ottimo diversivo.
Almeno l’umore
della cameriera cambiò drasticamente e tornò la ragazza allegra di
sempre.
“Non ho nessuna
intenzione di licenziare Ilaria. Ho trovato una ragazza che sa
servire ai tavoli e preparare i dolci. Perché dovrei rinunciarvi?”
chiese la signora Paola a Montedoro.
“Perché non mi
sembra un ottimo acquisto per il quartiere. Diciamo che da quello che
ho capito nella sua famiglia alcuni membri hanno sofferto di malattie
mentali. Vista la professione di medico che ho svolto per anni,
curando proprio persone affette da simili patologie, questo argomento
mi sta parecchio a cuore, signora mia.” rispose lui. Paola sentì
il proprio sangue diventare di ghiaccio davanti al tono gelido che
usava Montedoro per riferirsi a quegli ammalati che per anni il conte
aveva seguito e curato. “Chissà con quali metodi.” pensò la
donna.
“Non mi
interessano i fatti personali di Ilaria, perché per il momento mi è
sembrata una bravissima ragazza e una mia cara amica ha garantito per
lei. Signor Montedoro, io non intervengo nella gestione della sua
casa. Non le consiglio quali domestiche assumere e non ho mai
espresso un parere sul suo maggiordomo. La prego di non suggerirmi
chi assumere in pasticceria. So valutare bene il prossimo. E spero
che non ricorra a miseri mezzucci per liberarsi di Ilaria, perché
me ne accorgerei e farei di tutto per difendere quella ragazza.” Il
tono duro di Paola fece comprendere a Montedoro di aver perso. La
pasticcera era l’unica a tenergli testa in tutto il quartiere.
Ilaria stava
chiudendo il locale quando la raggiunse Luca, sorridente. Era come
trovarsi davanti a due distinte persone. Da un lato vi era il rigido
maggiordomo che compiaceva i suoi signori, e con la padroncina
evidentemente si era concesso anche qualche extra e dall’altra il
ragazzo solare che emergeva a fine turno.
Lei poteva fidarsi
di colui che lucidava le scarpe e l’argenteria del suo peggior
nemico?
La risposta al
saluto cordiale di Luca fu parecchio fredda da parte della
pasticcera. E il maggiordomo, che non era uno stupido se ne accorse.
“Perché siete
così distante oggi?” le domandò.
“Non volendo ho
ascoltato la conversazione tra di voi e la signorina Laura alla
pensione. La cosa mi riempie di imbarazzo.” Non era il turbamento
per aver ascoltato una conversazione privata a irrigidire Ilaria, ma
il pensiero del maggiordomo con un’altra, anche se non lo avrebbe
mai ammesso.
“Se volete
possiamo tornare a casa insieme e fermarci al parco per parlare un
po’ dell’accaduto. Lo desiderate?” le domandò lui.
Ilaria annuì con un
sorriso.
Elisa uscì tardi
dal palazzo signorile di Piazza Alessandria. Aveva trascorso l’intera
giornata dietro alle manie della sua capricciosa padrona, e con
ancora più zelo del solito, visto che percepiva il suo impiego in
pericolo.
Era stanca e triste
ma il sorriso tornò sul suo volto quando vide davanti alla
pasticceria, la signora Paola abbracciare un giovanotto alto e
aitante.
“Guido è tornato”
pensò la cameriera con il batticuore.
Fine quarta puntata.
martedì 23 gennaio 2018
Signorina. 3° puntata di Silvia Bucchi.
3° puntata.
Se non fosse stato
per il fatto che Luca si era rivolto alla bionda visitatrice con
l’appellativo “Signorina Montedoro”, Ilaria non avrebbe mai
pensato che la giovane fosse proprio la figlia dell’uomo che più
odiava, la ragazza per la quale aveva preparato il dolce.
Laura Montedoro
infatti aveva deciso di camuffarsi indossando un grigio e comune
mantello che copriva abiti meno eleganti di quelli che era solita
indossare ogni giorno.
“Non sono gelosa”
pensò Ilaria che osservava la ragazza mentre tentava di abbracciare
il maggiordomo.
“So che anche tu
provi qualcosa per me. Lo so dopo il bacio che ci siamo scambiati.”
sussurrò Laura con un tono di voce che fece venire i brividi alla
involontaria ascoltatrice.
Ilaria pensò che il
maggiordomo fosse meno ligio al dovere di quanto sembrasse, visto
che aveva baciato la sua padrona, e che fosse anche decisamente
stupido, visto che ignorava le crudeltà che avrebbe potuto
commettere nei suoi confronti il conte, se avesse soltanto immaginato
il bacio tra sua figlia e un servitore.
“Si è trattato di
un errore e lo sapete. Non accadrà mai più. Vi prego di andare via,
prima che ci veda la proprietaria.” la pregò lui, allontanandola.
“ Me ne vado ma
non rinuncerò a te.” lo salutò lei, con un bacio sulla guancia.
Una volta che la
contessina ebbe lasciato la pensione, Luca tornò nella propria
stanza senza notare Ilaria.
Ma una voce distolse
la pasticcera dai suoi pensieri.
“Probabilmente la
proprietaria non direbbe nulla. La signorina è ricca e potrebbe
darle una buona ricompensa per il suo silenzio. Inoltre il
maggiordomo è un uomo e agli uomini è concesso portare con
discrezione delle signorine perfino in camera. Ovviamente con molta
discrezione per non nuocere al buon nome della pensione. Non portare
nessun uomo in stanza, nemmeno per errore. La proprietaria di
sbatterebbe fuori in un battito di ciglia.” le spiegò una ragazza
alta, mora e simpatica che era apparsa alle sue spalle e che
sembrava aver assistito all’intera scena tra il maggiordomo e la
signorina.
“ Non sono il tipo
da portare gli uomini in stanza.” le fece notare Ilaria, con un
sorriso.
La sconosciuta la
squadrò con attenzione e poi annui. “Vero. Non mi sembri il tipo
da disubbidire alle ferree regole morali della proprietaria. Io sono
Elisa e lavoro come cameriera a Piazza Alessandria. Servo dai vicini
dei Montedoro per la precisione.”
“Sono Ilaria e
lavoro in pasticceria.”
“Lo so, ti ho
vista da dietro la vetrina. Ma ero carica di secchi pieni d’acqua
da trasportare fino in cucina e non potevo entrare in negozio a
salutarti. Ora però ho approfittato della losca relazione di Luca
per parlarti. In questa pensione sono poche le persone simpatiche con
cui fare amicizia.” le spiegò Elisa con un sorriso radioso.
“Quello sciocco
non ha idea del guaio in cui si sta cacciando. Non credo che il Conte
gli darà mai la benedizione per una relazione con sua figlia.” il
tono carico di ira di Ilaria, stupì la sua nuova amica.
“Sembri gelosa.
Non te la starai prendendo troppo per quel maggiordomo? Infondo è
uno sconosciuto. Inoltre si sono solamente baciati. Non credo che
voglia aver a che fare con quella vipera.” Elisa proseguì
raccontandole tutti i pettegolezzi sui modi crudeli con i quali Laura
trattava le cameriere.
Poco dopo le due
ragazze si salutarono e tornarono nelle rispettive stanze.
Il mattino seguente
la signora Paola aprì il negozio felice. Aveva ricevuto una lettera
di suo figlio Guido, che stava studiando in Francia, nella quale
annunciava il suo definitivo ritorno a Roma a breve.
“Non sei tenuta a
servire le signorine viziate dopo l’orario di chiusura. Quindi la
prossima volta potrai rifiutarti. Laura Montedoro potrà aspettare un
giorno per il suo tiramisù o prepararselo con le sue stesse mani.”
la donne si rivolse con un sorriso ad Ilaria.
“Ho voluto
solamente aiutare il suo maggiordomo. Sarebbe stato costretto a
cercare in tutte le altre pasticcerie della città e con scarsi
risultati.” rispose lei con un sorriso.
“Sono molto
contenta del tuo lavoro per me, ragazza. I tuoi dolci sono squisiti
e sei svelta nel servire ai tavoli. Le clienti mi hanno parlato
benissimo di te e del tuo lavoro.” le fece notare la donna,
sorridendole.
Ma ogni ombra di
sorriso sparì dai loro volti quando nel locale entrò il Conte
Montedoro, con i suoi soliti modi autoritari. Non degnò di uno
sguardo Ilaria ma si concentrò sulla proprietaria del negozio.
“Buongiorno,signora
Paola. Vorrei parlarle in privato. Potrebbe raggiungermi alle undici
nel mio studio?” le domandò.
“Non sono solita
accettare inviti fatti con un tono tanto autoritario. Non sono una
sua sottoposta e nemmeno una sua cameriera. Però mi incuriosisce
molto sapere l’argomento della nostra conversazione.” Il tono
duro della signora Paola stupì Ilaria. Nessuno aveva mai trattato
Montedoro in quel modo a parte lei e ora la proprietaria della
pasticceria.
“Lo saprà quando
verrà a trovarmi. Arrivederci” e così , con la stessa rapidità
con la quale era apparso, il conto scomparve.
“Sarò licenziata”
pensò Ilaria con preoccupazione.
Fine terza puntata.
martedì 16 gennaio 2018
Signorina. 2 puntata di Silvia Bucchi.
Seconda puntata.
Il peggiore dei suoi
incubi l’aveva riconosciuta a sua volta perché ebbe un sussulto ma
immediatamente tornò indifferente, freddo e rigido. Anche Luca era
una statua di marmo, rispetto al ragazzo più rilassato che aveva
conosciuto prima. Era quello il modo in cui i maggiordomi entravano
in azione? Annullando le loro emozioni? Lei non ci riusciva tanto
facilmente ed era certa che dal suo sguardo trasparisse tutto l’odio
che le suscitava quell’uomo al quale Luca riservata tante
attenzioni.
Cercò di celare i
suoi sentimenti proprio mentre Luca spiegava al nuovo arrivato: “La
signorina è stata davvero gentile da preparare un tiramisù per
vostra figlia, Signor Conte.” E così la giovane viziata che
desiderava il dolce era proprio l’erede dell’uomo che le aveva
distrutto la vita.
“Siete sempre così
preparato, Signor Catalano. Il miglior maggiordomo che io abbia mai
avuto.” Il tono di di Montedoro era finto perché non era
tranquillo come voleva mostrare. L’uomo l’aveva riconosciuta e
questo lo intimoriva, del resto Ilaria conosceva benissimo la sua
vera natura e l’avrebbe urlata all’intera piazza, o alla città
nella sua totalità, se fosse servito. Ma sarebbe stato tutto
inutile. “Avrei dovuto ucciderlo quando ne ho avuto l’occasione”
pensò la ragazza con uno sguardo carico d’odio che non sfuggì al
suo amico maggiordomo, che come era sua abitudine, non si mostrò
però turbato.
“Vi ringrazio,
signorina. Prenderò io il dolce e lo porterò alla mia amata
figliola. Voi potete tornare a casa, Catalano. Avete già fatto tanto
per la mia famiglia oggi.” Il conte prese dalle mani di Ilaria
l’incarto con il dolce, attraversò la strada e si diresse verso il
portone. In quel tragitto ricevette i saluti di tutti i suoi ricchi
vicini, che lo trattavano con deferenza. Se solo avessero saputo…
Luca la distolse dai
suoi pensieri. “State bene? Volete che vi faccia compagnia?” le
chiese.
“No, devo
riordinare la cucina e soprattutto i miei pensieri. Voglio stare
sola. Grazie” rispose lei notando di aver usato un tono di voce
decisamente scortese.
“Allora io tornerò
a casa. Siete stata molto gentile oggi. Non lo dimenticherò. Se
avrete bisogno potrete sempre contare su di me.” le fece notare
lui.
Ilaria cercò di
calmarsi e pulì la cucina della signora Paola alla perfezione. Aveva
appena finito di sistemare ogni cosa e si affettava a chiudere il
negozio, quando la ragazza si ritrovò davanti al Conte Montedoro.
“Cosa sei venuta a
fare qui?” le domandò, afferrandole il polso. Ogni forma di
gentilezza che l’uomo aveva finto nei suoi confronti era scomparsa.
“Non sapevo che vi
avrei incontrato qui, altrimenti non sarei mai arrivata in questo
posto. Che mi crediate o meno, desideravo iniziare una nuova vita. Ed
invece ho trovato voi.” Ilaria riuscì a sfuggire alla stretta
dell’uomo e afferrò una pentola, da utilizzare contro il conte se
necessario.
“Non mi fido molto
delle tue parole, Ilaria. Hai cercato di uccidermi e sei
potenzialmente pericolosa.” le fece notare Montedoro.
“Mi dispiace solo
di aver fallito nell’intento.” Il tono di Ilaria era carico
d’odio.
“Non so cosa tu
abbia in mente ma se proverai a metterti di nuovo sulla mia strada,
ti riserverò la stessa sorte di tua sorella.” La ragazza balzò in
avanti, intenzionata a colpirlo con la sua padella ma il conte fu più
svelto e le bloccò la mano.
“Piano, signorina.
Sai che legalmente ho agito come ci si aspetta da un medico titolato?
Nessun giudice mi condannerebbe. Invece ci sono alcuni testimoni che
potrebbero giurare che voi avete tentato di uccidermi. A chi
crederebbero? Ad un conte che ha svolto la professione medica con
totale dedizione oppure ad una ragazzina chiaramente pazza, proprio
come ...” Il conte sapeva bene come ferire e Ilaria lo pregò di
non continuare.
Ma l’uomo
proseguì. “Ti conosco, non vorresti mai fare la fine di tua
sorella perché dovresti rinunciare per sempre alla speranza di farmi
pagare tutto il male che vi ho fatto. Sai che non otterrai mai la tua
vendetta però non perdi la speranza. Per questo continueremo le
nostre vite come se nulla fosse successo.” Le parole dell’uomo
colpirono Ilaria perché erano terribilmente vere.
“Come se nulla
fosse successo!” esclamò disgustata.
“In ogni caso non
durerà molto. Presto ti libererai della mia presenza perché ho
intenzione di discutere con Donna Paola riguardo al tuo posto di
lavoro.”
Poi in silenzio,
proprio come un fantasma, l’uomo scomparve.
Per tutto il
tragitto verso la pensione, la ragazza pensò alla discussione con
Montedoro. Era chiaro che l’uomo avrebbe spinto la signora Paola a
licenziarla. Ilaria si chiese se non dovesse essere lei a prevenire
il conte, abbandonando Piazza Alessandria il prima possibile. Però
ricordò a se stessa che non era una vigliacca.
Quando raggiunse la
sua pensione e entrò nel salotto che la signora Manuela aveva
adibito a sala comune , fece due scoperte che la turbarono. Luca
abitava nella sua stessa pensione e avrebbe avuto l’opportunità di
conoscerlo più profondamente, non che lei avesse tempo da perdere
con le sciocchezze romantiche. Però capì anche che non era la sola
a desiderare di conoscere meglio il maggiordomo, perché a quanto
pare anche la figlia di Montedoro voleva la stessa cosa. Laura
infatti era in salotto con Luca e sembrava non voler lasciare al
giovane una via di fuga.
Fine seconda
puntata.
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