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sabato 1 giugno 2019

BUONA ESTATE A TUTTI!

Questa sera si conclude un'altra avventura, quella di "Un farfallino in trappola", che vede coinvolti Claudio, Alessio e Valentina.
Vorrei ringraziare tutti coloro che mi hanno letto e seguito quest'anno, cogliendo l'occasione per augurare a voi lettori una serena estate.
Le mie storie, come lo scorso anno, riprenderanno a Settembre.
GRAZIE A TUTTI E BUONA ESTATE!

UN FARFALLINO IN TRAPPOLA - 20° E ULTIMA PUNTATA - di Ambra Tonnarelli



QUALCHE ANNO DOPO...

Valentina aprì lentamente gli occhi, il dolce risveglio cullato dal Valzer di Johann Strauss, come ogni mattina. Sbadigliò e si sedette, stiracchiandosi rilassata, grata per quanto la vita fosse stata generosa con lei. Aveva dovuto rinunciare alla ginnastica artistica da ragazzina e quello era stato il colpo più duro che il Destino le avesse mai inflitto, ma poi... Beh, tutto era cambiato. La sua vita era cambiata. Si era trasformata in una fiaba meravigliosa, in cui il vissero per sempre felici e contenti era all’ordine del giorno. Sorrise, nel vedere suo marito sulla soglia della camera, che, come ogni mattina, la fissava rapito e ammaliato. Lo sguardo da pesce lesso innamorato.
“Buongiorno, amore”, la salutò dolcemente, entrando.
“Buongiorno a te, amore”, ricambiò lei, ancora rilassata per la serena dormita.
Lui si sedette sul letto e le rubò il bacio del risveglio. Poi, le prese le mani e la tirò su di peso in maniera energica, forte e vigorosa. La strinse a sé e la trascinò con lui in un elegante e romantico valzer. Valentina rise e la sua risata innamorata ridestò la villa dal sonno della notte.
“Sei proprio uno stupidone!” scherzò lei.
“Per la mia regina, questo e altro! Mi concedereste l’onore di un altro ballo, Vostra Maestà?” replicò lui, stando allo scherzo.
“Con molto piacere, mio re!” ammiccò lei.
Danzarono allegri, sereni e indisturbati nella loro spaziosa e luminosa camera d’albero, le tende che volavano con la dolce brezza marina, in quella meravigliosa mattina di primavera, alle soglie dell’estate. Lui le rubò dapprima un bacio, poi un altro e un altro ancora, finché non finirono per ritrovarsi con le labbra incollate, senza più riuscire a trovare le forze per staccarsi l’uno dall’altra. Tutto come in un sogno. Un sogno da fiaba diventato realtà.
“BLEAH!”
Due vocine schifate l’interruppero bruscamente.
Valentina e il marito si staccarono, scambiandosi uno sguardo complice, e si voltarono.
Fine della pacchia.
“Buongiorno, adorabili pesti!” esclamò Valentina divertita, accogliendo così i suoi due bambini, un bel maschietto e una bella femminuccia.
“Ciao tesori miei!” li salutò il marito.
“Siete disgustosi! Ci fate venire da vomitare di prima mattina e non abbiamo nemmeno fatto colazione!” protestò animatamente la piccolina.
Valentina ammiccò. “Mmmm... Sono sicura che un bel giorno cambierete idea riguardo a tutte queste smancerie!”
“Giammai!” replicò la piccolina, testarda come un mulo, imitando i toni ironici del padre.
“Invece di sbaciucchiarvi, perché non ci preparate la colazione?” intervenne il maschietto, anche lui con un bel caratterino.
“E come si dice?” gli domandò Valentina, incrociando le braccia.
Le due piccole pesti sospirarono. “Per favoooore!”
“Ecco, così va meglio”, ammiccò Valentina, ironica e melliflua.
“E tanto per la cronaca”, - intervenne il marito – “la colazione è già in tavola. C’è solo da riscaldare il latte.”
“Evviva!” esclamarono i bambini entusiasti, accorrendo in cucina.
Valentina si lasciò cingere la spalla dal braccio forte e rassicurante del marito e gli sorrise dolcemente. “Fai sempre tanto per noi.”
“Perché voi siete la mia famiglia”, le disse lui, guardandola intensamente in quegli occhi verdi e profondi che tanto adorava, rubandole poi un altro bacio.
Per poi sollevarla di peso a tradimento, prendendola in braccio.
“Ehi!” protestò Valentina, ridendo divertita.
“Largo, largo!” esclamò lui. “Regina in arrivo!” aggiunse, scortandola fino alla cucina, per poi posarla sulla sedia.
Si mise ai fornelli, scaldò un bel bricco di latte e riempì le tazze della moglie, dei figli e infine la sua. Poi, si voltò, prese dal piano cottura un bel vassoio incartato e lo posò al centro della tavola.
“Che cos’è?” domandò Valentina.
Lui gesticolò teatralmente con le mani e la sua innata eleganza, come se stesse imitando un prestigiatore in procinto di fare una magia. “Et voilà!” esclamò, scartando il vassoio.
“WOOOW!” esclamarono i bambini in coro, sgranando gli occhi, increduli.
Al centro della tavola, un bel vassoio pieno di paste, cornetti e mignons assortiti, freschi-freschi di pasticceria.
Valentina spalancò la bocca incredula. “Ma, tesoro, quando sei andato a prendere tutta questa roba?”
“Mi sono alzato prima del solito!” sorrise lui, pieno di gioia di vivere.
“Ma perché? Oggi non è domenica, né una ricorrenza particolare!” gli fece notare Valentina.
Lui fece spallucce. “E allora? Deve esserci per forza una ricorrenza particolare per regalare alla mia famiglia una colazione degna di una reggia?”
Valentina sorrise, mentre i bambini fremevano affinché i genitori dessero loro il permesso di cominciare a mangiare.
“Beh? Che cosa state aspettando, marmocchi? Dateci dentro!” esclamò il padre gioioso.
I bimbi iniziarono come piovre ad allungare le mani sui mignons, mentre Valentina e il marito si servirono paste e cornetti con calma e pacatezza, scambiandosi dolci sguardi innamorati per tutto il tempo. E finendo con l’imboccarsi a vicenda.
“BLEAH!” esclamarono di nuovo i bambini, schifati come non mai.
E dal momento che tutti avevano terminato di mangiare, il padre si alzò da tavola per inseguirli.
“Aspettate, ché se vi prendo!” esclamò, mentre loro sgusciavano via in ogni angolo della casa, come anguille. Mentre il marito giocava un po’ con i bambini, iniziò col mettere le tazze a bagno nell’acqua calda, quando due mani forti e vigorose l’afferrarono per la vita, la sollevarono da terra, facendola girare verso il tavolino, per poi rimetterla giù.
“Eh, no! Non ci pensare neanche! Qui faccio io!” s’impuntò il marito, sempre cavaliere... Cavaliere per scamparsi l’incombenza di preparare le pesti per la scuola.
Valentina scosse il capo con fare rassegnato e ammiccò. “D’accordo, ho capito. Ai nostri combinaguai preferiti ci penso io! Vado a vestirli! Ti amo”, gli disse, rubandogli lei un bacio, questa volta.
“Ti amo anch’io”, ricambiò lui, rimboccandosi le maniche.
Dopo neanche un quarto d’ora, il marito aveva ripulito la cucina e Valentina accompagnò i bambini già custoditi, profumati e vestiti sulla soglia della porta.
“Buona giornata a teatro, amore”, lo salutò Valentina, baciandolo di nuovo.
“Buona giornata a te, amore mio. Ci vediamo oggi pomeriggio a scuola, per i corsi di danza”, disse lui.
“Ok. A dopo! Ciao tesori miei!” esclamò Valentina, salutando i figlioletti con un sonoro bacio sulla guancia.
“Ciao mamma!” ricambiarono loro in coro.
Valentina aprì loro la porta, quando scorsero due figure familiari al loro cancello, in procinto di suonare il campanello.
“Ciao Alessio!” lo accolse Valentina con calore. “Buongiorno, Aurora!” aggiunse poi, salutando la moglie.
“Buongiorno a voi! Ci serve un favore!” esclamò Alessio.
“Dicci pure!” li esortò il marito di Valentina.
“Abbiamo un problema con un fornitore! Potreste accompagnare voi i bambini a scuola?” spiegò Aurora, preoccupata.
Il marito di Valentina sfoggiò entusiasta un sorriso a trentaquattro denti, sempre pronto a dare una mano. “E come no? Ci penso io!”
Valentina aprì il cancello, mentre i due figli di Alessio e Aurora scendevano dall’auto dei genitori. Anche loro avevano avuto un maschietto e una femminuccia.
Il marito di Valentina li accolse con gioia, li prese in braccio e li fece girare, facendo la stessa cosa con i suoi figli. Poi, aprì a mo’ di valletto lo sportello del grosso SUV di famiglia e li fece entrare.
“Allora, ci vediamo stasera a cena!” esclamò lui.
“Sì, non vediamo l’ora di venire!” ricambiarono in coro Alessio e Aurora.
“Ci saranno anche Daniele e Michela, con i loro figli!” aggiunse Valentina.
Alessio e Aurora annuirono felici e si congedarono.
Poi, il marito di Valentina mise in moto e partì.
Valentina rimase ancora un po’ sulla soglia, per poi rientrare in casa. Mentre si preparava per raggiungere Daniele alla scuola di ballo, ripensò a quanto fosse stata fortunata.
Se quel lontano dì diversi anni prima, mentre si recava a casa di Alessio per dirgli che aveva scelto lui, non le si fosse rotta la macchina, non avrebbe mai conosciuto né il vero amore, né la felicità.
Ricordava ancora come se fosse accaduto il giorno prima la sua macchina dal cofano fumante e Raffaello che si era cavallerescamente fermato per soccorrerla. Nel momento in cui lo aveva visto con quei capelli neri e gli occhi scuri, profondi come la notte, e quel fisico statuario e quel sorriso tutto pepe pieno di gioia di vivere, non aveva capito più niente. Aveva sentito lo stomaco ribaltarsi sottosopra, le farfalle che ci svolazzavano dentro, e il cuore che martellava violentemente contro il petto. E il calore che affluiva alle guance. Non aveva mai provato nulla di simile prima di allora. Il vero, uno e unico colpo di fulmine. E per lui era stato lo stesso. Quella sera stessa, erano usciti a cena e tutte le pene di cuore di Valentina erano svanite nel nulla, perché sapeva che era lui. Che sarebbe sempre stato lui.
Si erano trasferiti ad Anzio poco dopo, sposati a tempo di record e ora eccoli lì! Prima era arrivata Raffaella, tutta suo padre, e poi Valentino, tutto sua madre. Insieme con Daniele, lei e Raffaello avevano aperto la loro scuola di danza e Raffaello continuava a lavorare a tempo pieno come ballerino classico, in tutti i teatri d’Italia e spesso anche all’estero.
L’amicizia con Alessio durava tutt’ora, nel presente. Si era trasferito ad Anzio per restare in contatto con Valentina, con la sorella e la nipotina, e lì aveva incontrato Aurora, con la quale ebbe un immediato colpo di fulmine, che gli aveva fatto dimenticare Valentina in un istante.
Insomma, tutto si era risolto per il meglio.
Per quanto riguardava Claudio, non avevano più avuto sue notizie.

Arrivò l’estate. Che cosa c’era di meglio di una bella vacanza in crociera? Valentina si godeva il sole su di un lettino a bordo piscina, mentre Raffaello era in acqua per il suo turno di “spupazzamento marmocchi”, in compagnia di Daniele e i suoi figli. Alessio conversava seduto a bordo vasca con la moglie, mentre i bambini si dilettavano a disegnare.
“Valentina!” la chiamò una voce familiare.
Lei si tirò su, sollevò gli occhiali da sole e vide una figura conosciuta che sorpresa le andava incontro.
“Ciao Claudio! Qual buon vento! Il mondo è piccolo, eh?” lo salutò Valentina.
Rivederlo non le suscitò effetto alcuno, mentre per Claudio era evidente che non era lo stesso.
“Eh già!”
“Quanto tempo! Sei sposato? O sei sempre il solito farfallino che svolazza libero come il vento?”
“Ma che? Io sposato? No, no. Ho chiuso con il farfallino che ero in passato. Sto cercando quella giusta, ma non credo che la troverò mai. Ci sei sempre tu nel mio cuore.”
Valentina scosse il capo con fare rassegnato. “Mi spiace, ma non mi sarei mai fidata di te. E non mi fiderei neanche adesso di un uomo che ha sfarfallato in giro per tutta la vita. Temerei di diventare più cornuta di un cesto di lumache!”
Claudio annuì, mogio-mogio. “A quanto pare, ogni comportamento ha la sua conseguenza.”
“Eh già”, convenne Valentina.
“E tu? Sei qui con Alessio?” Era convinto che, non avendo scelto lui, si fosse accompagnata, e forse anche sposata, con Alessio.
“Sì. Anzi, guarda! Eccolo! Sta là, a conversare con la moglie, Aurora.”
Claudio sgranò gli occhi, meravigliato. “Coooosa? Alessio non è tuo marito?”
Lei scosse il capo con fare birichino. “No. Mio marito è là! In acqua con i bambini! Aspetta, adesso lo chiamo. Raffy! Puoi venire un secondo, per favore?”
Lui annuì e affibbiò le pesti a Daniele. Fece leva sulle braccia scolpite e uscì dall’acqua, per poi raggiungere la moglie. “Dimmi, amore della mia vita!”
“Raffaello, ti presento Claudio, il mio ex-socio a Viareggio!”
“Molto piacere!” esclamò lui.
Claudio gli strinse la mano, sfoggiando un debole sorriso di circostanza. “Piacere mio.”
“A proposito, come sta andando il negozio?” gli domandò Valentina, curiosa.
“Il negozio va alla grande, come sempre. Ai clienti manchi molto. Ho assunto un ragazzo e una ragazza, dal momento che ti sei portata via anche il dipendente!” finse di scherzare con nonchalance, per nascondere l’amarezza che aveva in bocca. “E che mi dici di te? Che cosa combinate ad Anzio?”
“Io, Raffaello e Daniele abbiamo aperto la nostra scuola di danza. In più, Raffaello è anche un bravissimo e quotato ballerino di danza classica. Viaggia il mondo, oltre che l’Italia”, gli spiegò Valentina. “Per quanto riguarda Alessio, con lui siamo rimasti molto amici. La moglie ha aperto da poco un negozio di abbigliamento e lui è diventato suo socio.”
“Ah”, se ne uscì Claudio stupito. Con un certo disappunto. “E come vi siete conosciuti tu e Raffaello?”
“Un generoso regalo del Destino!” intervenne lui. “È stato il giorno più fortunato della mia vita, altro che terni al lotto!”
“Ricorderai bene quel fatidico giorno in cui dissi a te e ad Alessio che volevo partire.”
Lui annuì. Come avrebbe mai potuto dimenticarlo?
“Bene. Quella sera, io avevo fatto la mia scelta. Avevo scelto Alessio. Ma poi, lungo la strada mi si è rotta la macchina. Se ne stava lì, in mezzo alla carreggiata, col cofano fumante, che non voleva proprio saperne di ripartire. Ed è stato lì, che il Destino ha mandato Raffaello in mio soccorso. Nel momento in cui l’ho visto, mi si è ribaltato lo stomaco. Non mi ero mai sentita così e i miei problemi di cuore sono svaniti in un attimo. Perché finalmente, avevo conosciuto il colpo di fulmine e l’amore”, gli raccontò lei.
“Per me è stato lo stesso! Quando l’ho vista, ho capito che era la donna della mia vita! Ci siamo trasferiti ad Anzio e ci siamo sposati nel giro di un paio di mesi!” proseguì Raffaello.
“Già. In meno di un anno, è arrivata Raffaella e pochissimo tempo dopo, ci ha raggiunto anche Valentina. Stanno là, in acqua con zio Daniele! E ogni giorno, viviamo una fiaba!” concluse Valentina.
Claudio lanciò uno sguardo in piscina e vide due bambini meravigliosi, pieni di vita e che scoppiavano di salute. I figli di Valentina. Della donna che amava. Avrebbe tanto voluto che quella vita da fiaba di cui gli aveva parlato Valentina e quei bambini fossero i suoi, ma davanti a un amore cristallino come quello che condivideva con Raffaello, gli mancavano le parole.
“Sono proprio due bei bambini! Vi somigliano molto!” commentò Claudio, senza riuscire più a nascondere la nostalgia nei suoi occhi.
“Mamma! Papà!” lo chiamarono i bambini, mentre tentavano di affogare lo zio Daniele.
“Venite in mio soccorso, o tutte queste pesti mi butteranno in pasto ai pesci!” li supplicò Daniele, assediato come una fortezza da figli e nipotini.
Valentina e Raffaello scoppiarono a ridere di cuore.
“Non vorrei dire, ma... Credo che tuo cugino abbia bisogno di aiuto”, commentò Raffaello, con una punta di sarcasmo nella voce.
“Chissà perché, ma qualcosa mi dice che tu abbia ragione”, convenne Valentina in tono ironico.
“Sarà meglio che andiamo, se vogliamo rivederlo vivo. A presto, Claudio! È stato un piacere!” si congedò Raffaello.
“Anche per me”, disse Claudio.
“Ciao Claudio! Ci si vede in giro su questa nave!” lo salutò Valentina.
“Sì. Ciao Valentina”, disse Claudio con l’amaro in bocca.
Claudio rimase a guardarla, mentre si tuffava in acqua col marito, e sospirò rassegnato. Raffaello e Valentina erano nati per stare insieme. A vederli, sembravano gli eterni fidanzatini, sempre allegri e spensierati, invece alle spalle e alle radici, avevano un amore solido e sincero, che aveva permesso loro di farsi forza insieme e di costruirsi la vita e la famiglia che avevano sempre desiderato. Mentre lui sarebbe rimasto solo a vita.
Forse, avrebbe fatto meglio a mettersi il cuore in pace: Valentina non avrebbe mai scelto lui. Anche se non avesse mai incontrato Raffaello per caso, avrebbe comunque scelto Alessio, un porto sicuro. Molto più affidabile di lui. E di questo, poteva soltanto dare la colpa a se stesso. Nemmeno lui si sarebbe scelto, nella condizione di Valentina. Aveva ragione: vatti un po’ a fidare di uno che si concede avventure con la prima bella ragazza che incontra! Sospirò, lo sguardo pieno di nostalgia e rimpianti. Aveva sempre passato il tempo a fare lo scemo con le donne, che non aveva mai pensato che un giorno avrebbe potuto ritrovarsi da solo, la notte, al buio, in un letto vuoto e freddo, senza alcun affetto sincero accanto. Se avesse riflettuto prima sul vero significato dell’amore, forse si sarebbe comportato diversamente, Valentina avrebbe scelto lui, perché era lui che l’attraeva di più, e forse non avrebbe mai incontrato Raffaello per caso. Ma, ormai, era inutile avere rimpianti. Quel che fatto, era fatto. Poteva soltanto andare avanti e sperare che in futuro le cose cambiassero o di incontrare una donna con la quale condividere la propria vita solitaria da scapolo. Anche se era un’utopia. Quella donna era e sarebbe stata sempre Valentina, l’unica in grado di intrappolare per sempre il suo cuore sfarfallante. Infatti, era questo ciò che era.
Lui era un farfallino in trappola.
In trappola dentro un sentimento che non sarebbe mai stato ricambiato, che gli impediva d’innamorarsi ancora o di avere qualsivoglia tipo di avventura.
Ma ogni comportamento ha la sua conseguenza.
Nel caso di Claudio: chi troppo vuole, nulla stringe.
E per quanto riguarda Valentina, c’è soltanto un detto azzeccatissimo per concludere la sua vicenda: tra i due litiganti, il terzo gode.




sabato 25 maggio 2019

UN FARFALLINO IN TRAPPOLA - 19° PUNTATA - di Ambra Tonnarelli



Alessio camminava a fianco di Valentina sul bagnasciuga, l’acqua salata che rinfrescava loro i piedi accaldati e il sole che iniziava a tramontare. Alessio ascoltava Valentina, in silenzio, lasciandola parlare senza interromperla, nemmeno per fare domande. Avrebbe dovuto immaginarsi una scelta del genere da parte sua: aveva visto quanto fosse legata al cugino, pertanto era più che normale che volesse vivere il più vicina possibile a lui. Ma quella decisione gli spaccava il cuore.
“Mi dispiace tanto, Alessio. Ma stare qui senza Daniele è stata molto dura, anche se io non ho mai fatto trapelare nulla. E ora che è ripartito, mi sento un vuoto dentro”, concluse Valentina.
Alessio allungò d’istinto la mano e strinse quella di lei, intrecciando le dita alle sue. “Lo so, ti capisco. So come ti senti. Quando mia sorella si è trasferita qui, da Pienza, io non ho esitato a seguirla. Perciò, comprendo perfettamente la tua scelta, anche se mi dispiace molto.”
“Lo so, Alessio. Dispiace anche a me. Non credere che per me sia stata una decisione facile.”
“Lo immagino. Qui ti sei costruita una realtà solida con le tue mani, hai avviato un’attività tutta tua, aspettando che tuo cugino tornasse da Anzio. Posso solo immaginare come ti sia sentita, quando lui ti ha detto che sarebbe rimasto lì. Sei una ragazza coraggiosa, Valentina. Ti ammiro molto. Sei disposta a ricominciare da zero, nonostante tutto, pur di star vicina a tuo cugino, che ami come un fratello.”
Valentina abbozzò un dolce sorriso. In fondo al cuore, sapeva che Alessio avrebbe capito.
Dall’altra parte, Alessio aveva il cuore a pezzi. Valentina, la donna che amava più della sua stessa vita era in procinto di partire e non l’avrebbe mai più rivista. Ormai, doveva dirglielo. Non aveva più nulla da perdere. Chiuse gli occhi per un istante, prese un bel respiro e si buttò.
“Prima che tu parta, Valentina, c’è una cosa che devo dirti.”
“Sì, dimmi pure.”
“Io ti amo.”
Valentina non disse nulla. Colse la profondità del suo sentimento e questo la spiazzò fortemente.
“Sei la donna più straordinaria, che abbia mai incontrato. Sei intelligente, sei forte e determinata, ma sai anche essere dolce e sensibile allo stesso tempo. Non importa se ricambi o meno. Dovevo dirtelo, prima che tu partissi. Non potevo nascondertelo oltre”, proseguì lui.
Valentina sospirò, più confusa e disperata che mai. “C’è anche un altro motivo per cui ho voluto incontrarvi separatamente. Io sto per partire e forse è meglio così. Ho una gran confusione nel cuore. Tu e Claudio siete due tipi completamente opposti, eppure avete entrambi delle qualità eccezionali, non comuni a tutti. Siete due ragazzi straordinari e io voglio molto bene a entrambi. Non ci capisco più niente, Alessio. E forse è meglio che io parta senza prendere decisione alcuna. Almeno nessuno dei due soffrirà oltre.”
“Capisco, Valentina. Io non posso dirti cosa fare, né convincerti a scegliere me. Io sono felice, se tu sei felice. Perciò, non mi importa cosa sceglierai. Certo che, se dovessi renderti conto di amare me, io sarei al settimo cielo, ma ciò che più conta per me è vederti felice. L’unico consiglio che posso darti è di prenderti del tempo per capire che cosa vuoi veramente, se davvero preferisci partire per Anzio senza aver scelto nessuno di noi, o il contrario. Devi essere serena e convinta, ok?”
Valentina non sapeva cosa dire. Quali potevano essere le parole giuste per esprimere l’enorme senso di gratitudine che provava nei confronti di Alessio? “Io non so davvero cosa dirti, Alessio. Grazie di cuore per aver capito e per non avermi forzato la mano.”
“Qui non c’è nessuna mano da forzare. Sono scelte per la vita e bisogna andarci con i piedi di piombo, non so se mi spiego. Però, mi farebbe piacere, se rimanessimo in contatto da buoni amici, qualsiasi cosa tu scelga. Io non posso perderti.”
“Farebbe piacere anche a me, non perderci di vista. Sei davvero una persona speciale e ti meriti il meglio dalla vita.”
“Mai quanto te”, le disse Alessio, spassionatamente.
Valentina sorrise di nuovo, più confusa che mai.
“Comunque, sappi che, se dovessi scegliere me, io sarei disposto a seguirti ad Anzio. Senza problemi”, le disse Alessio.
“E tua sorella? E la tua nipotina?” si preoccupò Valentina.
“Capiranno. E poi, io non mi preoccuperei molto. Sarebbero benissimo capaci di seguirmi, se lo volessero!”
“Siete proprio una bella famiglia”, sorrise Valentina.
Alessio le sorrise, senza più riuscire a parlare.
“Adesso, vado”, gli disse Valentina.
Alessio sfilò via la mano dalla sua, lasciandola libera di andare. “Va bene. Ci vediamo domani al lavoro?”
Lei annuì. “Sì, certo. Lavorerò fino all’ultimo e, mentre organizzo il trasloco, mi prenderò del tempo per riflettere e per tentare di fare chiarezza nel mio cuore. Ti ringrazio, Alessio. Per aver capito.”
“Figurati. Stai serena, mi raccomando. Altrimenti, non riuscirai a trovare le risposte che cerchi”, le disse, abbracciandola.
“Grazie, Alessio. A domani.”
“A domani.”
Valentina s’incamminò di gran passo verso la strada, salì in macchina più confusa che mai. Osservò Alessio risalire lentamente la spiaggia e incamminarsi pensieroso e sconvolto verso la bici. Lo vide montare e partire. Valentina sospirò e fece per mettere in moto, ma non ci riuscì. Scese dall’auto e tornò in spiaggia. Si sedette sul bagnasciuga, ad ammirare il tramonto, che le infuse la serenità nell’anima, che tanto cercava.
Claudio era tutto ciò che lei era, “sfarfallaggine” a parte. Era intraprendente, determinato, amava lo sport e amava la vita. Alessio, invece, era l’esatto opposto. Era un tipo tranquillo, pacifico e comprensivo. Claudio era impulsivo, Alessio riflessivo. Con Claudio, la vita era movimentata e piena di pepe, mentre con Alessio fin troppo tranquilla. Claudio riusciva sempre a regalarle una risata con la sua spontanea simpatia, anche nei momenti più difficili, mentre con Alessio riusciva a parlare di tutto. Claudio le dava allegria e voglia di vivere, Alessio, la serenità e la pace interiore.
Erano due ragazzi eccezionali, ognuno con delle doti particolari, che l’altro non aveva. Scegliere non sarebbe stato facile. Forse, sarebbe stato molto meglio partire da sola, senza scegliere, lasciandoli liberi di continuare la loro vita senza ulteriori sofferenze. Ma non ci riusciva. Perché, in fondo al cuore, lei sapeva chi avrebbe dovuto scegliere. Lei già sapeva chi amava di più. Lo aveva sempre saputo. Così come aveva sempre saputo di chi e di che cosa aveva più bisogno nella sua vita.
Prese un bel respiro, risalì la spiaggia, montò in auto, accese il motore e partì.
Destinazione casa di lui.
Era finalmente pronta a fare la sua scelta.


sabato 18 maggio 2019

UN FARFALLINO IN TRAPPOLA - 18° PUNTATA - di Ambra Tonnarelli



Claudio fischiettava baldanzoso e beato, attendendo l’arrivo di Valentina. Non gli interessava l’espressione grave che aveva in volto, né quello che volesse dirgli. Qualunque cosa fosse di tanto terribile, di fronte a un’accoglienza e un corteggiamento del genere, lei avrebbe sicuramente mutato umore. Claudio portò lo champagne in terrazzo con dei gustosi e freschi stuzzichini da rinfresco che aveva preparato lui stesso per l’occasione e andò in bagno per l’ultimo ritocco al suo look. Si era messo un paio di calzoncini estivi, una camicetta bianca hawaiana e... Il papillon! Messo male, lento e tutto storto per giunta!
Quando, finalmente, il campanello strimpellò allegro.
“Eccomi, arrivo! Vale, sei tu?”
“Sì, Claudio.”
Claudio aprì la porta e l’accolse a braccia aperte. “Benvenuta a casa mia! Accomodati!”
“Grazie”, disse lei, seria e preoccupata, con ancora gli occhiali da sole che le nascondevano buona parte del viso.
“Daniele è partito?”
“Sì”, annuì lei, togliendosi gli occhiali.
Aveva gli occhi gonfi e l’espressione grave.
Claudio le lanciò uno sguardo comprensivo e dispiaciuto e, istintivamente, la strinse forte a sé. “Dai, su. Non fare così. Vi rivedrete presto, no?”
Lei annuì, si staccò dall’abbraccio e si asciugò una lacrima.
“Vieni con me. Andiamo in terrazza”, le disse Claudio, prendendola per mano.
Valentina si lasciò trascinare, senza dir nulla ancora provata per la prima, importante decisione che aveva dovuto prendere nella sua vita. Poi, avrebbe preso anche la seconda.
“Ta-dà!” esclamò Claudio, mostrandole come aveva allestito il tutto.
“Wow! Non dovevi scomodarti tanto”, gli sorrise Valentina.
“È stato un piacere! Champagne?”
“Sì, grazie!”
Valentina si servì un paio di stuzzichini, mentre Claudio le versava lo champagne nel bicchiere, poi glielo porse.
“Ma che ti sei messo?” si stupì Valentina, notando il papillon, che su quel completino fresco ed estivo stonava come un cazzotto in un occhio.
“Ah, questo? Fa chic, no?”
Valentina rise di gusto. Claudio riusciva sempre a metterla di buon umore, anche nei momenti più difficili. Valentina si alzò in piedi, posò lo spuntino e gli si avvicinò con passo felino e il viso birichino. Poi, gli aggiustò il papillon. “Sei un vero disastro. Vedi che neanche te lo sai mettere?”
“Va be’! Volevo far colpo, no?”
“Sei sempre il solito! Non cambi mai! Il lupo perde il pelo, ma non il vizio!”
“Invece, il vizio, l’ho perso! Penso sempre a te! Pensa che qualche giorno fa, avevo rimorchiato una ragazza e l’asso di bastoni m’ha fatto cilecca, perché tu mi hai fatto perdere la testa!” le confessò spontaneamente Claudio.
Valentina scoppiò a ridere, dimenticandosi persino delle brutte notizie che aveva da dargli. “Accidenti! Ti ho proprio messo il cappio al collo, senza neanche volerlo, eh?”
“Eh, già! A farlo apposta, non ci saresti riuscita! Ora, se permette, Mademoiselle, vorrei suonarle qualcosa”, le disse, tirando fuori una bella e costosa chitarra acustica.
“Wow!” si stupì Valentina. “Sai anche suonare?”
“Ovvio, no? Più che suonare, strimpello. Suonicchio, diciamo! Vuoi sentire?”
“Certo! Come no!”
Valentina si sedette accanto a lui, il bicchiere di champagne in mano, mentre Claudio accordava lo strumento. Le suonò un tenero motivetto d’amore che aveva inventato sul momento appositamente per lei, un motivetto simpatico e allegro, ma dolce al tempo stesso.
“È davvero molto graziosa”, gli disse Valentina, gli occhi velati di tristezza.
“Valentina, ma perché fai così?” le domandò, avendo visto che si asciugava una lacrima. “Io ti amo! Sul serio!” le confessò, finalmente. “Non credevo che sarebbe mai successo, né che l’avrei mai detto, eppure le cose sono andate così.”
Valentina non riuscì a dire nulla. Tutto si aspettava, meno che una dichiarazione così, a bruciapelo. Prima ancora che lei gli sganciasse la bomba. Sospirò, prima di riuscire a parlare di nuovo. “Senti, Claudio, io non so cosa dirti. So solo che ho una gran confusione in testa e nel cuore. Tu e Alessio siete due tipi completamente opposti e io voglio molto bene a entrambi”, gli confessò apertamente. “Ma non era soltanto per dirti questo che sono venuta fin qui. La stessa cosa che dirò a te, la dirò anche ad Alessio. Parto.”
Claudio risputò il sorso di champagne che stava bevendo dritto-dritto nel bicchiere, tossendo animatamente. “Come? Parti? Ma che vuoi dire? Dove vai?”
“Mi dispiace tanto, Claudio. È stata la decisione più difficile che abbia mai preso. Io ho tutto qui. Ci sono nata e cresciuta. Insieme a Daniele. Ma, qualche mese fa, Daniele ha trovato lavoro ad Anzio ed è partito. Doveva rimanere lì solo per qualche tempo, ma alla fine gli è capitata l’occasione che aspettava da tutta una vita e ha deciso di rimanere lì. Aprirà una scuola di danza. Io sono molto felice per lui, perché lui ama la danza, è un grande ballerino di modern e trasmettere la sua passione ai bambini è sempre stato il suo sogno. Ma... Io non posso rimanere qui, senza di lui. Lui è quanto ho di più caro al mondo, capisci? Quindi, presto mi trasferirò ad Anzio anch’io.”
Claudio rimase frastornato per qualche secondo. “Capisco. E il negozio?”
“Se vuoi, ti cederò la mia parte o ti troverò una nuova socia.”
Claudio sospirò. “E che cosa farai ad Anzio?”
“Ho studiato danza per molti anni, da bambina, prima di dedicarmi seriamente alla ginnastica artistica. Prenderò la qualifica per insegnare e diventerò sua socia.”
Claudio sospirò di nuovo. “E noi?”
“Noi, cosa? Claudio, ti ho già detto che non so scegliere fra te e Alessio, perciò forse è meglio così, almeno non vi ferirò ulteriormente!”
“Valentina, ma io ti amo davvero!”
“Ma potrò mai fidarmi di te, che sei sempre stato uno spirito libero?” gli domandò lei con sguardo intenso.
“Sì, che puoi. Sono cambiato per amor tuo, Valentina. Ho capito che non voglio invecchiare da solo, ma con una donna accanto. E quella donna sei tu. Sarai sempre tu”, le disse con sguardo altrettanto intenso.
Valentina sospirò. “Capisco. Ma questo non cambia le cose. Io non ci riesco a stare qui senza Daniele, non posso!”
“Verrò ad Anzio con te! Ti amo e sono disposto a seguirti ovunque!” si disperò Claudio.
“Ok, Claudio. Ci penserò. Approfitterò di questi giorni in cui organizzo il mio trasferimento ad Anzio per fare ulteriore chiarezza dentro di me.”
“Io sono meglio di lui! Lui è un tipo tranquillo, invece io sono vivace e peperino, proprio come te! Siamo fatti per stare insieme, Valentina. Ti prego, pensaci”, la supplicò, tentando in ogni modo di convincerla.
“Certo che ci penserò, Claudio. Ora devo andare. Più tardi, devo parlare di questo anche con Alessio. Ma, io rimango sempre dell’idea che non dovrei scegliere nessuno di voi. È la cosa più giusta da fare.”
“No. La cosa più giusta è stare insieme, Vale.”
“Forse. O forse no. Ci vediamo domani al lavoro”, disse, poggiando il bicchiere sul tavolo.
Uscì.
Claudio rimase lì, da solo con sé, con le sue paure, le sue ansie e i suoi spettri.
Forse, l’avrebbe persa per sempre.
Sperava solo che Alessio non riuscisse a essere più convincente di lui.

sabato 11 maggio 2019

UN FARFALLINO IN TRAPPOLA - 17° PUNTATA - di Ambra Tonnarelli


Claudio e Alessio avevano il loro bel daffare in negozio, quando Valentina fece il suo cupo ingresso, seguita da Daniele, anche lui piuttosto mogio e amareggiato, che trascinava dietro di sé una valigetta.
“Valentina! Daniele!” li accolse allegro Alessio.
Poi notò le loro facce tristi e quasi piangenti.
“Ah, ho capito”, proseguì Alessio. “Daniele sta per partire, dico bene?”
I due annuirono.
“Allora! Ma guarda un po’ qui cosa ci ha portato il vento stamattina!” li raggiunse Claudio allegro e pimpante. “Ehi, ma cosa sono quei musi lunghi?” domandò.
“Daniele sta per partire”, rispose Valentina mogia-mogia.
“MA È MERAVIGLIOSO!” esclamò Claudio all’improvviso, spalancando le braccia e lasciandosi andare a uno spontaneo attacco di felicità. E senza rendersene conto per giunta.
Poi, notò i volti basiti di Valentina, Daniele e Alessio.
“Ehm, no, volevo dire, sicuramente Daniele avrà dei progetti sensazionali, per lasciarci così presto! Anche se immagino che per la nostra Valentina sarà triste, no?” tentò di ricomporsi e rimediare Claudio.
Valentina annuì. “Tristissimo. Sai, mio cugino Daniele è tutto per me.”
Bomba sganciata.
E Claudio sgranò gli occhi, colpito, centrato in pieno. “COOOOSAAAA?” sbottò all’improvviso. “TUO CUGINOOOO?”
“Sì! Io e Daniele siamo cugini di primo grado! Siamo entrambi figli unici e siamo cresciuti insieme, perché abitavamo vicinissimi di casa! Amarsi come fratelli-gemelli è stata la cosa più naturale del mondo! Lui è il grande amore della mia vita!” esclamò Valentina, abbracciandolo.
Claudio spalancò la bocca, come se il labbro inferiore fosse stato repentinamente trascinato verso il basso da un peso insormontabile, senza riuscire a dire nulla per qualche secondo, mentre Valentina, Daniele e Alessio se la ridevano di gusto sotto i baffi. Perché anche Alessio già sapeva.
“Ma, quindi, non è il tuo fidanzato, vero?” se ne uscì Claudio, non capendoci più niente e stra-fregandosene di far altre pessime figure.
Valentina e Daniele scoppiarono a ridere come due bombe atomiche.
“Ma quale fidanzato!” esclamò Valentina. “Ti ho detto che siamo cuginiiii!” gli ripeté in tono lagnoso, da presa in giro.
“Ma veramente?” insistette Claudio, ancora incredulo.
“Sìììì!!!!” esclamarono le due canaglie in coro.
“Ma non è uno scherzo, vero?” perseverò Claudio.
“Noooo!”
“Guarda”, disse Daniele. “Ti faccio vedere la carta d’identità.”
Claudio lesse, incredulo. “Daniele Miccari. Ma guarda un po’! Hai lo stesso cognome di Valentina!” si stupì.
“Per forza!” replicò lei. “Lui è il figlio del fratello di mio padre!”
“Aaaah, ecco!” se ne uscì Claudio, finalmente convintosi, l’espressione confusa e sconvolta come se avesse appena preso una padellata dritta in faccia.
“Ma, poi, a te, cosa sarebbe importato, se fosse stato il mio fidanzato?” gli chiese Valentina.
“Niente, niente, è chiaro! Solo che così sembrava, no? Lo chiami sempre cucciolo mio!”
“Perché lui è il mio cucciolo!”
“E lei è la mia cucciola!” s’intromise Daniele, coccolandosi ancora un po’ la cugina.
Valentina scoccò all’adorato cugino un affettuoso bacio sulla guancia, per poi rivolgersi ad Alessio e Claudio. “Ora dobbiamo andare alla stazione, è tardi. Al mio ritorno, devo parlare con voi. In privato e separatamente. Si tratta di una questione molto seria e importante.”
“Va bene”, disse Claudio, preoccupato.
“D’accordo”, acconsentì anche Alessio.
“Allora, vieni a casa mia, oggi pomeriggio”, la invitò Claudio. “Ti stupirò!”
“No”, lo freddò Valentina. “Sono io che stupirò voi. In ogni caso, accetto l’invito. Mandami l’indirizzo su Whatsapp e ti raggiungo lì per le tre. Con te, Alessio, dove ci vogliamo vedere?”
“Non lo so. Vogliamo fare due passi sulla spiaggia dopo le sei, se Claudio viene a darmi un attimo il cambio qui in negozio?” propose il ragazzo.
“Per me va bene”, disse Valentina. “Se va bene anche a Claudio...”
“Nessun problema”, acconsentì lui.
“Va bene. Allora, a più tardi!”
“Ciao! E fai buon viaggio, Daniele!” lo salutò Claudio.
“Torna presto a trovarci!” aggiunse Alessio.
Osservarono per un istante Valentina partire a tutto gas con la macchina.
Claudio lanciò uno sguardo irritato ad Alessio. “Tu lo sapevi, vero?” gli domandò seccato.
“Che cosa?” replicò lui, cadendo dalle nuvole.
“Che Daniele è il cugino di Valentina!”
“Ah! Sì, lo sapevo.”
“Ma come? Lo sapevi e non mi hai detto niente? Ma io e te avevamo fatto un patto!”
“Sì, ma Valentina ha scoperto che eri tu quel giorno che l’hai seguita col cappello da donna! Ha capito tutto, Claudio! Così, ha voluto vendicarsi e farti uno scherzo. Mi ha confessato che Daniele è suo cugino e mi ha fatto giurare di non dirti nulla! O mi avrebbe licenziato!” spiegò Alessio.
“E tu le hai creduto? Non ho parole, Alessio. Davvero non ho parole.”
“Non volevo tradirla...” replicò Alessio in tono serio e intenso, pieno d’amore per lei.
Claudio sospirò, scuotendo il capo con fare rassegnato e decise di lasciar perdere. “Va be’, va’! Lasciamo stare! Piuttosto, secondo te di cosa vuole parlarci?”
“Non lo so, Claudio. Veramente non ne ho la più pallida idea. Ma sembrava una cosa piuttosto importante e seria. La sua espressione grave parlava per lei. In più, anche il fatto che vuole parlarci in privato e separatamente non promette niente di buono.”
“Già. In effetti, sembrava piuttosto seria e... Preoccupata. Speriamo bene!” esclamò Claudio, volendo essere ottimista.
“Speriamo bene”, sospirò Alessio, senza nascondere la sua preoccupazione.
I due si rimisero al lavoro e accolsero un bel gruppo di turisti che entrò in negozio a curiosare e per fare acquisti.
Di tanto in tanto, lanciavano entrambi sguardi fugaci all'orologio.
Il tempo sembrava non passare mai.
Chissà che cosa voleva dir loro Valentina?

sabato 4 maggio 2019

UN FARFALLINO IN TRAPPOLA - 16° PUNTATA - di Ambra Tonnarelli



Le finestre aperte e l’aria salmastra della sera che portava con sé un po’ di conforto, dopo l’ennesima giornata di caldo torrido estivo. Daniele e Valentina avevano appena finito di apparecchiare la tavola, a casa di lei, dove Daniele si era fermato per diversi giorni. Daniele aprì il frigorifero, tirò fuori la fresca insalata di riso che Valentina aveva preparato in gran quantità il giorno prima e la portò in tavola. Valentina si sedette senza dir nulla e si servì un bel piatto colmo, subito imitata da Daniele. Da quando la conosceva, Daniele doveva ammettere di non averla mai vista tanto silenziosa e pensierosa, come se qualcosa la tormentasse o la turbasse. Che avesse a che fare con Claudio? Forse sì, o forse no. Magari era il caso di parlarle chiaro e cercare di capire che cosa le rimuginasse il cervello. O il cuore.
“Qualcosa ti turba, cucciola mia?” le domandò con la bocca ancora piena, non riuscendo ad aspettare neanche un secondo di più.
“No. Nulla”, mentì Valentina.
Daniele abbozzò un sorriso. “Puoi darla a bere a chi non ti conosce, ma a me, non mi freghi.”
Valentina sospirò. “Perché? È così evidente?”
“Cosa? Che Qualcosa ti turba? Si vede a un chilometro di distanza, che non sei serena!”
“Vedi, Daniele, è... Complicato. Persino io stento a capirci qualcosa.”
“Raccontami tutto, cucciola mia. Forse, posso aiutarti. Essendo al di fuori della questione, ho dei punti di vista diversi dai tuoi. Di conseguenza, posso essere più obiettivo nel capire la situazione e aiutarti.”
Valentina annuì suo malgrado. In fondo, si disse, se non ne parlava con Daniele, non ne avrebbe mai potuto parlare con nessun altro. “MI sento molto confusa, cucciolo mio.”
“Confusa? In che senso? Problemi di cuore?”
“Più o meno.”
Daniele ammiccò con aria canagliesca. “Ah, ho capito! C’entra qualcosa il tuo socio col cappello da donna, Claudio?”
“In parte. E in parte, c’entra anche qualcun altro.”
“Ah, ho capito!” ripeté Daniele. “Per caso, c’entra qualcosa il timido Alessio, il tuo dipendente?”
“Touché”, ammise Valentina, portandosi poi il bicchiere alle labbra per bere.
“E che cosa ti genera tutta questa confusione che provi dentro di te?” le domandò Daniele.
Ormai, Valentina, la conosceva troppo bene. Andava un po’... “Scappellata”.
“Hai visto anche tu come mi corteggia Claudio, non è vero?”
“Direi che me ne sono accorto... Soprattutto quando si è messo quel bel cappello da donna!” scherzò Daniele nel tentativo di alleggerire la situazione e riuscendo a rubare persino un sorriso a Valentina. “E per te è lo stesso? Voglio dire, anche da parte tua c’è qualcosa?” le domandò poi Daniele.
“All’inizio, lo odiavo. Lui è il classico latin lover, non so se mi spiego.”
“Un bel... Farfallino! Che svolazza libero e spensierato come il vento, dico bene?”
“Bravo!” esclamò Valentina. “Hai trovato la parola perfetta! Un farfallino! Credevo che fosse soltanto un superficiale, irrispettoso e cafone, invece, conoscendolo meglio, ho scoperto che è un uomo pieno di risorse. È intelligente, simpatico, intraprendente e ha un carisma irresistibile tutto suo. Mi sento molto attratta da lui e non ti nascondo che molte volte mi sorprendo a immaginarmi che lui e che metta la testa a posto. Altre volte, però, non posso fare a meno di pensare che si sia intestardito con me, soltanto perché io gli ho sempre risposto picche.”
“Capisco. E Alessio?”
“Alessio... Alessio è il classico bravo ragazzo della porta accanto. È un po’ timido, ma è molto dolce, diligente, responsabile e affidabile. È tutto ciò che Claudio non è, tanto per intenderci. Ed è molto serio anche in amore. L’ho sempre visto come il mio migliore amico, quasi come un fratello, perché con lui posso aprirmi e parlare di tutto. Lui mi capisce e mi sostiene, mi aiuta a sentirmi meglio quando le cose si fanno troppo difficili. E ha quegli occhi azzurri così cristallini, che...” Sospirò. “Credo di provare qualcosa per lui e questo mi spaventa. Che razza di donna sono? Un’indecisa poco di buono?” si agitò.
Daniele allungò comprensivamente la mano a prendere la sua, accarezzandone con dolcezza il dorso con il pollice. “Valentina, tu non sei una poco di buono, né un’indecisa. Quello che provi è assolutamente normale. Così come è normale che tu sia spaventata. Hai avuto due brutte storie alle spalle, non dimenticartelo.”
“Già. Io non voglio soffrire ancora, Dany...”
“Lo so. Nemmeno io lo voglio. Non voglio più vederti soffrire. Vediamo se ho capito bene. Allora, Claudio ti attrae molto perché è affascinante, intraprendente e carismatico, mentre con Alessio al tuo fianco ti senti capita e al sicuro.”
Valentina annuì. “Già. Proprio così.”
“Senti, Vale, io non posso dirti nulla al riguardo. Non voglio influenzarti, dicendoti magari che ti vedrei meglio con l’uno o con l’altro, né posso aiutarti a capire per chi dei due batta davvero il tuo cuore. Però, posso aiutarti in questo senso: devi riflettere tra te e te. Da sola. Non devi rimuginare soltanto sul presente, ma anche pensare al futuro. Devi capire con chi dei due potresti costruirti una famiglia, chi dei due potrà renderti felice ogni giorno della tua vita, su chi dei due potrai sempre fare affidamento”, le disse Daniele.
Valentina abbozzò un sorriso. “Hai appena descritto il ritratto di Alessio.”
“Non è mica detto che Claudio non cambi. Ho visto come ti guarda. Penso che sarebbe disposto a tutto per te. E mi sembra che il modo in cui si è messo in ridicolo pur di seguirti te l’abbia già dimostrato, no?”
“Non lo so. Forse. Tu credi che possa cambiare? Che lui possa innamorarsi davvero?”
“Sì, lo credo. Anzi, io credo che si sia davvero innamorato di te. E anche piuttosto seriamente.”
Il volto di Valentina si accese di un bel sorriso.
“Oh, finalmente! È questa la Valentina che conosco! Bella e sorridente!”
“Grazie, Daniele. Poi, magari mi faccio tutti questi problemi e per Alessio sono soltanto una buona amica!”
“Mmmm... Io non credo proprio. Ha lo sguardo perso e rapito, quando ti guarda. E incantato. Lui ti ama davvero.”
“Lo credi sul serio?”
“No, non lo credo. Ne sono sicuro. E io difficilmente sbaglio su queste cose. Quindi, mia cara, hai soltanto l’imbarazzo della scelta! Hai l’affascinantissimo Claudio e il dolce Alessio. Ora devi soltanto capire con chi potrai essere felice per tutta la vita.”
“E non sarà facile.”
Daniele sorrise. “Niente è facile, nella vita. Soprattutto le decisioni importanti. Guarda bene dentro di te e cerca di capire chi ami di più e chi ti fa sentire più amata. Lasciati guidare dal cuore e dall’istinto”, le disse, facendole un simpatico occhiolino.
“Grazie, Daniele. Non so cosa farei senza di te!”
“Lo so, sono un mito!” si vantò, scherzando. “Senti, credi che ormai sia ora di dire a Claudio chi sono?”
Valentina rise di gusto. “Io direi di sì!”
“O, di questo passo, gli verrà un infarto! Certo, a quel punto, non avrai più problemi a scegliere!”
Valentina scoppiò a ridere ancora di più. “D’accordo! allora glielo diremo domani, prima della tua partenza!”
“Non vedo l’ora di vedere che faccia farà, cucciola mia! Ci sarà da morire dal ridere!”
“Già! Mi dispiace solo per Alessio che ha giurato di non dirgli nulla! Claudio gli avrà fatto il terzo grado!”
Questa volta fu Daniele a ridere di gusto. “Non credo proprio! Alessio è così cotto di te, che sopporterebbe i petulanti terzi gradi di Claudio per altri cento anni, se necessario!”
“Poverino! Dai, va, facciamo un brindisi! A noi due, cucciolo mio!”
“A noi due, cucciola mia!”
I bicchieri tintinnarono nell’aria, assieme alle dolci risate che riecheggiavano in casa.
Valentina proprio non riusciva a pensare come sarebbe riuscita ad andare ancora avanti senza Daniele...





sabato 27 aprile 2019

UN FARFALLINO IN TRAPPOLA - 15° PUNTATA - di Ambra Tonnarelli


Il telefono di Claudio continuava a squillare inesorabilmente.
Valentina lo chiamava.
E lui non si schiodava di un millimetro.
Questa non ci voleva! Accidenti! Era appena stato scoperto, non era possibile! Ma come avevano fatto a capire che era lui? Ok, calma! Doveva assolutamente rimanere immobile e impassibile, respirare e farsi venire un’idea brillante per tagliare la corda senza dare nell’occhio. Ma come? Niente panico, si ripeté a macchinetta, ma senza giungere a una vera e propria conclusione.
Sollevò appena lo sguardo per cercare di capire la prossima mossa di Valentina e Daniele e gli venne un colpo secco! Che cosa stavano facendo? Perché si alzavano? Si stavano forse...
“Oh cavolo!” urlò una vocina dentro di sé. “E adesso?”

Il telefono di Claudio continuava a squillare inesorabilmente.
“Ciao Claudio!” lo salutò Valentina a squarciagola, mentre quella canaglia di Daniele si piegava in due dalle risate.
Ma Claudio non si schiodava di un millimetro.
“Ma perché non risponde?” scherzò divertito Daniele.
“Ehm, non lo so...” rispose Valentina, corrucciando la fronte e arricciando le labbra, facendo finta di rifletterci su. “Forse perché... Lo abbiamo beccato con le mani nel sacco?” ipotizzò, scherzando.
“Noooo!” esclamò Daniele, ridendo come una iena. “Come hai fatto a indovinare?”
Valentina scoppiò a ridere e dovette asciugarsi una lacrima da risa sfuggita al suo controllo. Era davvero un bel po’ che non rideva così.
“Senti, Vale!” esordì poi Daniele, in maniera piuttosto determinata. “Lo sai adesso che facciamo?”
“No, non ne ho la più pallida idea!” esclamò lei, riprendendo fiato.
“Adesso ci alziamo e lo andiamo a salutare di persona!” disse Daniele convinto e divertito.
“Sì, mi piace! Bell’idea!” acconsentì Valentina, alzandosi dopo di lui. “Ehi Claudio! Stiamo arrivando!” gli gridò.
“Che tu sia pronto oppure no!” concluse Daniele, facendo così sfoggio della grande complicità che condivideva con Valentina.
E Claudio ancora non si muoveva.

Eccoli che si avvicinavano! Cribbio, che disastro! Erano sempre più vicini, sempre più vicini...
“Via!” gli gridò la vocina dentro di lui.
E in men che non si dica, Claudio balzò in piedi come un razzo e tagliò la corda, correndo come un ricercato con la polizia alle costole.
“Ma dove va?” disse Valentina.
“Non lo so... Inseguiamolo!” esclamò Daniele, partendo alla carica, seguito da Valentina.
Ecco! Ci mancava solo quella! Lo inseguivano pure, adesso! Certo che, povero Claudio, si era cacciato proprio in un bel guaio! E per poco, il vento non gli sfilò dalla testa il grosso cappello a falda larga da donna! Si portò una mano al centro del capo, per bloccare il cappello, correndo goffamente, mentre Daniele e Valentina accorciavano la distanza che li separava da noi.
“Ehi, Claudio!” esclamò Valentina. “Tanto lo sappiamo che sei tu!”
“E tanto non ci scappi!” concluse Daniele, accelerando ancora il passo.
Oh no! E adesso? Pur non potendosi voltare, Claudio lo sapeva che erano sempre più vicini e che prima o poi lo avrebbero acciuffato e smascherato definitivamente. E allora? Che ne sarebbe stato di lui? E della sua reputazione? Che figuraccia avrebbe fatto? Gli venne la pelle d’oca al solo pensiero.
Poi, finalmente, ecco la sua occasione!
Un autobus di linea. In procinto di partire.
Claudio accelerò l’andatura e salì su al volo, giusto un istante prima che le portiere si chiudessero.
“Accidenti!” esclamò Valentina, fermandosi di botto assieme a Daniele. “L’abbiamo perso!”
“Io non ne farei un dramma. L’autobus di linea lo porterà sicuramente lontano da qui e noi, invece, andremo al negozio. E lui non ci sarà!” disse Daniele, lo sguardo vispo da canaglia e i grandissimi occhi azzurri che brillavano di furbizia.
Valentina ammiccò. “Giusto!”
Daniele ricambiò lo sguardo, prese Valentina a braccetto e insieme saltellarono come due monelli in direzione del negozio.

Claudio si lasciò cadere stanco e stremato su uno dei posti vuoti dell’autobus, l’aria condizionata a mille che gli faceva venire la pelle d’oca. Certo che per fuggire, aveva fatto proprio una bella sudata! Senza nemmeno rendersi conto di avere ancora il cappello in testa e senza accorgersi di uno strano tipo che lo stava guardando, sfilò il telefono dalla tasca dei pantaloncini e tentò di chiamare Alessio. Che non rispose.
“Accidenti!” imprecò Claudio.
Doveva assolutamente rintracciarlo e raccontargli l’accaduto, affinché potesse coprirlo, qualora Valentina e Daniele fossero riusciti a rientrare in negozio prima di lui! Perché era lì che sarebbero andati di sicuro!
“Scusa, amore!”
Una strana voce maschile, ma altamente effeminata, attirò la sua attenzione.
Claudio si voltò e gli venne un colpo secco! Un altro!
Un uomo con i capelli scuri, lunghi, coi boccoli da donna, e con una vistosa maschera di trucco in volto gli si sedette accanto, badando bene a sistemare le pieghe del vestitino bianco da mare che indossava.
“Sì?” se ne uscì Claudio basito, spiazzato e confuso.
“Che bel cappello che hai, amore!” esclamò il tipo. “Ma l’abbigliamento proprio non va!”
“Sì... Ho... Messo su la prima cosa che ho trovato”, balbettò Claudio imbarazzato, non sapendo cosa dire.
“Ma non importa, amore! Stai bene lo stesso! Sei così bello!” replicò l’uomo, iniziando a giocherellare con le ciocche selvagge di Claudio e flirtando con lui.
“Ehm... Grazie”, farfugliò Claudio, rosso come un peperone dalla vergogna e dall'imbarazzo.
Ora ci mancava solo quello! Corteggiato da un uomo attratto dal suo cappello! Ma perché? Che cosa aveva di strano il suo cappello?
“Senti, amore...” proseguì il tipo. “Ma sei già impegnato? Che cosa fai stasera?”
“Ehm... Ecco... Io...” balbettò il poveretto, quando il suo telefono salvò la situazione, iniziando a squillare sonoramente. E per sua fortuna, era Alessio. “Pronto, Alessio?”
L’espressione dell’uomo seduto accanto a lui mutò palesemente, dipingendosi di delusione. Ammiccò, rassegnato. “Oh, amore!” esclamò. “Sei già impegnato! Peccato!” aggiunse, per poi alzarsi e allontanarsi amareggiato.
Claudio tirò un sospiro di sollievo, benedicendo in silenzio Alessio per aver chiamato al momento giusto.
“Claudio? Claudio, ma chi era?” domandò Alessio dall'altra parte del telefono, avendo sentito tutto.
“Niente, niente! Un corteggiatore!” minimizzò Claudio.
Alessio soffocò un risolino divertito. “Accidenti! Certo che adesso sei proprio nei pasticci!”
“Non ancora, caro il mio Alessio! Lo sarò se Valentina e quel Daniele rientrano in negozio e io ancora non ci sono! E se tu non mi copri, per giunta!” si agitò Claudio.
“Perché Che cosa è successo? E soprattutto, tu dove sei?” gli domandò Alessio, confuso e iniziando a preoccuparsi.
“Mi hanno scoperto!”
“Coooosa?”
“Cioè, non proprio palesemente! Mi hanno telefonato, mentre stavano mangiando un gelato! Io ero seduto su una panchina lì vicino e loro hanno sentito il mio cellulare che squillava! Così, mi sono corsi incontro e io sono scappato senza mai voltarmi! Ora, ho trovato rifugio su un autobus e non so quando potrò scendere! Se quei due tornano in negozio, tu coprimi, ok? Inventati qualcosa! Io arrivo appena posso!”
Alessio annuì. “D’accordo, ma sbrigati! E, se posso darti un consiglio, entra dalla porta sul retro.”
“Giusto! Bell’idea, Alessio!”
E Alessio sbiancò. “Oh no! Claudio, sono dall'altra parte della strada! Stanno arrivando!”
“Accidenti! Ascolta, l’autobus si sta fermando! Sono a cinque minuti da lì, tu trattienili! Io corro!” esclamò Claudio, chiudendo la chiamata.
Si catapultò fuori dall'autobus come un razzo e iniziò la folle corsa verso il negozio.
Col cappello ancora saldamente in testa.

Valentina e Daniele entrarono in negozio, saltellando ancora a braccetto come due monelli, e si fermarono con espressioni canagliesche davanti ad Alessio, poggiando comodamente le braccia sul bancone.
“Ciao Alessio!” lo salutò Valentina melliflua. “Dov'è Claudio?”
“Oh, ehm, è... È in bagno!” s’inventò, imbarazzato. Non era mai stato bravo a mentire.
“Ancora?” fece finta di stupirsi Daniele.
“Ehm, sì. Ha... Ha dei continui attacchi di dissenteria!” se ne uscì Alessio.
“Beh, allora sarà meglio andare a vedere come sta!” esclamò Daniele pimpante, avviandosi verso il bagno.
Alessio lo inseguì, lo superò e gli si parò davanti. “No! No, tranquillo! Lascia fare a me! Ti risparmio la puzza!” esclamò imbarazzato, dirigendosi verso il retro, dove si trovava il bagno.
Valentina e Daniele rimasero lì, davanti al bancone, ridendo come iene, fino a piegarsi in due.
Alessio s’infilò in un angolino nascosto del retro e inviò un messaggio su Whatsapp a Claudio, riassumendogli ciò che aveva detto a Daniele e Valentina, implorandolo di sbrigarsi.
“Tutto bene, Alessio!” lo raggiunse la voce squillante e stranamente divertita di Valentina.
“Sì, tranquilla! Tutto bene! Ha quasi fatto!” gridò lui.
Quando, finalmente, vide Claudio sbucare tutto trafelato dalla porta d’ingresso.
“Claudio” Eccoti, finalmente!” bisbigliò Alessio.
“Sì. Per fortuna, ce l’ho fatta!” sussurrò Claudio.
Entrò silenziosamente in bagno e tirò lo sciacquone.
“Ma cos'hai in testa?” gli domandò Alessio sottovoce.
Claudio afferrò il voluminoso cappello bianco a falda larga da donna, decorato con un grosso, bel fiocco nero.
“Oh no! Accidenti! Che figura che ho fatto in giro, oggi! Ecco perché quell’uomo si è messo a ronzarmi intorno!” imprecò Claudio sottovoce, accorgendosi finalmente di che cosa si era messo in testa prima di uscire in tutta fretta a spiare Valentina e Daniele.
Alessio rise sotto i baffi. Certo, non era il momento più opportuno, ma come si poteva non ridere del casino in cui Claudio si era cacciato?
Claudio non se ne accorse nemmeno e, fingendosi malato, si trascinò in negozio seguito da Alessio, verso Valentina e Daniele, che già ridevano sotto i baffi.
“Ehi, amico!” lo accolse Daniele. “Come ti senti?”
“Ehm, ecco, io...Non troppo bene. Ho avuto dei forti crampi allo stomaco e dei violenti attacchi di dissenteria!”
“Povero Claudio!” esclamò Valentina melliflua, in tono da presa in giro. “Prima lo svenimento, poi i crampi allo stomaco, ora la dissenteria! Perché non vai a casa?”
“Ma Valentina, io ti ho promesso che ti avrei sostituita! E Claudio mantiene sempre le promesse fatte!”
“Beh, in questo caso, Claudio, ti sciolgo dalla promessa fatta. Vai a casa. Resto io qui. Cucciolo mio, tu mi fai un po’ di compagnia, vero?”
Daniele ammiccò. “Con immenso piacere, cucciola mia!”
“Bene!” esultò Valentina. “A casa, Claudio! Adesso!”
“Va bene. Grazie, Valentina. Ci vediamo domani, se mi sento meglio!”
“Rimettiti presto!” lo prese in giro Valentina.
“E vedi di non andare troppo in giro! Sei malato e qualcuno potrebbe vederti!” lo freddò il bel Daniele, alludendo al fatto che l’avessero colto in flagrante.
“Ehm... Consiglio inestimabile. Grazie”, si limitò a dire Claudio, uscendo dal negozio rosso come un gambero.
Non appena non fu più in vista, Valentina e Daniele ammiccarono, pronti per fare il terzo grado ad Alessio, le braccia conserte e l’espressione furbissima.
“Allora?” esordì Valentina. “Cos'è questa storia, Alessio?”
Alessio divenne rosso come un gambero, poi sbiancò come un cencio, poi tornò di nuovo rosso come un peperone, non sapendo cosa dire, imbarazzato e spaventato.
“Dai, Alessio!” lo esortò Daniele. “Non ti mangiamo mica!”
“Daniele ha ragione! Tanto lo sappiamo che quell'uomo col cappello da donna che ci seguiva era Claudio! Su, coraggio!” gli diede man forte Valentina.
Ma Alessio non riuscì a emettere un fiato.
“Avanti, compare! Sputa il rospo, la ranocchia e tutti i rospetti!” riprese Daniele.
Ma nulla.
“Alessio, parla o ti licenzio! Questo è un ordine!” s’inviperì Valentina, abusando per la prima volta in tutta la sua vita della sua posizione da capo.
“Valentina, ti prego! Non ti arrabbiare!” esplose Alessio. “Non m’importa, se mi licenzi! M’importa di non perdere la tua amicizia!” si disperò.
“Oh, Alessio!” s’intenerì lei, dandogli un simpatico e dolce buffetto sulla guancia arrossata. “Ma io non sono arrabbiata! E neanche Daniele lo è!”
“Ma che arrabbiati!” intervenne Daniele. “Non ci siamo divertiti da matti!” esclamò, riscoppiando a ridere.
“È così!” proseguì dolce Valentina, avendo intuito che Alessio non avrebbe mai parlato, se non messo a suo agio.
“Io vorrei tanto dirtelo, Valentina, ma ho promesso a Claudio che... Insomma, abbiamo fatto un patto e già ti ho detto troppo”, esordì Alessio, non riuscendo più a mentirle. Perché oltre che essere di indole sincera, lui l’amava troppo.
“Un patto?” s’intromise Daniele col cipiglio alzato.
“Aaaah! Ho capito”, esultò Valentina. “Claudio vorrebbe delle informazioni in più sul mio cucciolo, dico bene?”
“Sì. Insomma, Claudio doveva pedinarti e io farti domande per scoprire con discrezione chi sia Daniele”, esplose Alessio.
“Avrei dovuto immaginarmelo!” esclamò Valentina, mentre Daniele, da brava canaglia quale era, se la rideva di gusto come una iena.
“Poi mi ha telefonato, dicendomi che l’avevate scoperto”, proseguì Alessio.
“E certo!” s’intromise Daniele con le lacrime agli occhi dal ridere. “Con quel cappello a falda larga da donna col fiocchetto, come si poteva non notarlo?”
“Già”, ammise Alessio. “Non si è nemmeno accorto di averlo preso. Comunque, quando mi ha telefonato era sull'autobus, dove...” Iniziò inspiegabilmente a ridacchiare. “Dove è stato corteggiato da un uomo, per via del suo cappello!” raccontò.
Inutile dire che Valentina e Daniele esplosero a ridere come due bombe atomiche, piegandosi in due, fino alle lacrime.
“Oddio, che spasso!” esclamò Daniele.
“Poi vi ho visto qui davanti al negozio, lui mi ha detto che stava rientrando e io l’ho coperto”, proseguì Alessio, tornando a essere mogio-mogio. “MI dispiace, Valentina. Spero che tu non sia arrabbiata con me. Ti prego, perdonami, se ti ho mentito.”
Valentina e Daniele smisero di ridere ed entrambi guardarono Alessio con gran tenerezza.
“Oh, Alessio! Certo che non sono arrabbiata con te! E per dimostrartelo, ora ti rivelerò un piccolo segreto. Coraggio, vieni qui!” lo esortò ad avvicinarsi con dolcezza. Poi, Valentina accostò le sensuali labbra carnose all'orecchio di Alessio e vi bisbigliò qualche parola.
Il volto di Alessio si dipinse di un tenero sorriso, che poi si trasformò in una dolce risata.
“Mi raccomando, però, eh!” esclamò Valentina. “Acqua in bocca!”
Alessio annuì, sorridendole. “Sarò muto come un pesce!"
Valentina gli fece un bell'occhiolino e si posizionò dietro il bancone, Daniele si sedette vicino a lei per tenerle compagnia e Alessio tornò al suo lavoro di sistemare e piegare le nuove magliette appena arrivate in negozio, come se nulla fosse accaduto.

Come foglie al vento - Episodio 710 (134/237) di Nunzio Palermo

è presentato da  Come foglie al vento – Episodio 710 Come foglie al vento - 71 Episode 710 Season 4...