mercoledì 5 dicembre 2018

Un medico tra i monti 3 -13° puntata - di Mattia Cattaneo





Anna incolpa Jorg del suo incidente e della morte del bambino e non accetta nemmeno l’aiuto di Martin.
Alla fattoria, Elena si è innamorata ma Franz non è d’accordo e Martin cerca di mediare: Elena reputa ancora Franz il padre che l’ha cresciuta e Martin come uno zio; Martin soffre un po’ per questo ma ora deve mediare tra i due.
L’undicenne Christina Lohmann sviene improvvisamente in gita scolastica. Dopo aver scoperto la malattia ereditaria di Christina, scopre che la madre di Christina, Sophie non è la sua madre naturale…

Come foglie al vento - Episodi 638 di Nunzio Palermo


Come foglie al vento
Episode
638
Season
4
Date
25/11/2013
Production Code
62/235
Creator - Writer
Nunzio Palermo

Marlena’s House – 2, Windsor Street
Marlena fece accomodare Myrna che la ringraziò. Marlena chiese a Myrna a cosa doveva questa visita. Myrna chiese a Marlena di dimenticare la famiglia Porter. Marlena chiese quale fosse il motivo. Myrna rispose che non poteva rivelarlo. Marlena non credeva alle proprie orecchie. Poi chiese come mai ha dovuto sapere, che lei fosse sua madre tramite Vanessa e con quale coraggio, in passato, l’avesse accusata di essere l’amante di Stuart. Le ricordò che dietro alle maldicenze c’era sempre Vanessa. Myrna prese atto di quanto accaduto in passato. Marlena chiese a Myrna come avesse fatto a scoprire la verità. Myrna non seppe rispondere. Marlena era sconcertata nel vedere Myrna reticente nel rispondere e la pregò di uscire da casa sua per quanto riguardava i Poter, sarà lei a decidere la modalità quando conoscere suo padre. Myrna le disse di non farlo. Marlena rispose che non accettava nessun ordine da una donna che l’ha rifiutata come figlia mai trattata come sorella. Marlena pregò Myrna di uscire da casa sua e di uscire dalla sua vita. Non l’avrebbe mai  Myrna di casa, Marlena prese il cellulare e chiamò Roger.

Cedar’s Pub – Victoria Square
Nick mise al corrente Frances che Anthony avrebbe fatto la richiesta a Renata di rinunciare in maniera definitiva alla genitorialità di Luke. Frances s’augurò che Renata non facesse ostruzionismo. Steven disse che non poteva permettersi il lusso di rifiutare. Rischia una denuncia per calunnia poiché lei stessa aveva raccontato del falso stupro a diversi testimoni. Tom disse che Anthony sapeva come muoversi e sicuramente riuscirà a mettere Renata con le spalle al muro. Nel frattempo. Roger ascoltava con attenzione quanto accaduto a Marlena con Myrna. Roger disse che non riusciva a capire l’atteggiamento di sua madre Myrna.

Vanderbilt’s Attic - 25, Waterloo Street
Myrna sperava di esser riuscita a convincere Marlena, ma aveva i suoi dubbi. Era nervosa. Non s’accorse che Stuart era rincasato. Stuart chiese cosa avesse. Myrna non sapeva se raccontare del suo incontro con Marlena. Poi decise di farlo. Roger sicuramente l’avrebbe informato.

Nick and Tom’s House – 10, Cedar Street
Luke chiese a Nick quando suo nonno venisse dimesso dall’ospedale. Nick rispose che forse domani potrebbe uscire dall’ospedale. Steven chiese se fosse prematuro farlo ritornare a Llandaff così presto. Nick disse che aveva parlato con David per far alloggiare Victor al Cedars Hotel. Luke propose di far restare ancora Victor a Cedarfarm. Tom chiese a Luke cosa stesse tramando. Luke voleva che Nick rifesteggiasse il suo compleanno assieme ai suoi genitori.

Come foglie al vento
Come foglie al vento # 638
Created by Nunzio Palermo
© 2013 - WSO














martedì 4 dicembre 2018

Come foglie al vento - Episodio 637 di Nunzio Palermo



Come foglie al vento
Episode
637
Season
4
Date
22/11/2013
Production Code
61/235
Creator - Writer
Nunzio Palermo

Marlena’s House – 2, Windsor Street
Marlena era arrivata davanti casa. Poco dopo, davanti alla sua macchina, parcheggiò un’altra macchina. Marlena scese dalla sua e vide che si trattava di Myrna. Marlena era senza parola. Myrna s’era degnata dopo tanti mesi di venirla a trovare. Marlena la salutò cordialmente. Myrna rispose al suo saluto. Marlena chiese a cosa dovesse la visita. Myrna chiese se potevano parlare in casa. Marlena la invitò a seguirla a casa.

Karr’s Office – 6, Monticello Road
Adrian disse che aveva bisogno di qualche giorno per preparare la richiesta da presentare al tribunale. Nick disse che non c’erano problemi. Luke non vedeva l’ora di liberarsi di sua madre. Per sempre.

Cedars Hospital – Surgery Ward – Victor’s Room
Frances vide che Victor era pensieroso. Francese chiese a cosa stesse pensando. Victor stava riflettendo sulla richiesta che Luke avrebbe fatta a Renata. Frances chiese se Renata accetterà mai di rinunciare a Luke. Victor sperava di sì. Renata non aveva diritto a essere la madre biologica di Luke.

Marlena’s House – 2, Windsor Street
Marlena fece accomodare Myrna che la ringraziò. Marlena chiese a Myrna a cosa doveva questa visita. Myrna chiese a Marlena di dimenticare la famiglia Porter. Marlena chiese quale fosse il motivo. Myrna rispose che non poteva rivelarlo. Marlena non credeva alle proprie orecchie. Poi chiese come mai ha dovuto sapere, che lei fosse sua madre tramite Vanessa e con quale coraggio, in passato, l’avesse accusata di essere l’amante di Stuart. Le ricordò che dietro alle maldicenze c’era sempre Vanessa. Myrna prese atto di quanto accaduto in passato. Marlena chiese a Myrna come avesse fatto a scoprire la verità. Myrna non seppe rispondere. Marlena era sconcertata nel vedere Myrna reticente nel rispondere e la pregò di uscire da casa sua per quanto riguardava i Poter, sarà lei a decidere la modalità quando conoscere suo padre. Myrna le disse di non farlo. Marlena rispose che non accettava nessun ordine da una donna che l’ha rifiutata come figlia mai trattatta come sorella.

Come foglie al vento
Come foglie al vento # 637
Created by Nunzio Palermo
© 2013 - WSO













lunedì 3 dicembre 2018

Tempo d'amare XI - 1321° puntata -di Mattia Cattaneo





Ruah cerca Sarah mentre la polizia avverte Alex che Ruah è evaso. Jana risponde al sms di Johannes dicendogli che non verrà a Berlino lui ama suo marito e la sua famiglia. Padre August rincasa al Seehof e trova Mona: cosa sta nascondendo?

Albadora - 149° puntata - di Mattia Cattaneo






Un auto della polizia arriva nella piazza: da li scende Sebastian, ora vice commissario e inizia a recuperare dati su Fabian.
Dopo l’aborto,. il medico spiega a Leonor che ha difficoltà a concepire e che tra lei e suo marito deve esserci un periodo di astinenza. Isidro e Pura sono ormai innamorati più che mai.

Come foglie al vento - Episodio 636 di Nunzio Palermo



Come foglie al vento
Episode
636
Season
4
Date
21/11/2013
Production Code
60/235
Creator - Writer
Nunzio Palermo

Karr’s Office – 6, Monticello Road
Nancy fece accomodare Nick, Tom, Steven e Luke nell’ufficio di Anthony che li accolse salutandoli. Luke era nervoso. Anthony lo mise a suo agio dicendogli di vederlo come il padre di Mike e non come avvocato. Luke annuì. Anthony gli chiese se sapesse perché fosse lì. Luke annuì.

Cedars Hospital – Surgery Ward – Victor’s Room
Peter raccontò a Judy sulla richiesta di Joe. Judy chiese cosa avesse deciso di fare. Peter disse che avrebbe accompagnato Joe da Jill quando gli avrebbe raccontato la verità su Patrick. Judy non invidiò la situazione di Peter. Peter disse che quanto stava accadendo, gli sembrava assurdo. Quanto emerso dal passato di Donna, lo aveva sconcertato e capì, forse, il perché il suo matrimonio fosse naufragato. Non solo per la gelosia di Donna, ma anche nell’aver perso suo figlio, adottato illegalmente.

Karr’s Office - 6, Monticello Road
Anthony chiese a Luke, in base a quanto gli era stato suggerimento, disse cosa avesse intenzione di fare. Luke, senza esitazione, disse che voleva Renata fuori dalla sua vita. Nick sorrise. Luke chiese se fosse possibile affinché Renata non possa avvicinarsi a lui e a qualsiasi componente della sua famiglia, incluso Steven. Anthony rispose che si poteva e che il tribunale, non avrebbe avuto alcuna obiezione. Luke si sentì sollevato.

Marlena’s House – 2, Windsor Street
Marlena era arrivata davanti casa. Poco dopo, davanti alla sua macchina, parcheggiò un’altra macchina. Marlena scese dalla sua e vide che si trattava di Myrna.


Come foglie al vento
Come foglie al vento # 636
Created by Nunzio Palermo
© 2013 - WSO












sabato 1 dicembre 2018

DUE BISBETICI ALLA RISCOSSA!!!! - 12° PUNTATA - di Ambra Tonnarelli

VENDETTA.

Chanel rientrò a casa e si fiondò in camera, furiosa come non mai. Era chiaro che era stata tutta una messinscena ben organizzata da qualcuno per farle definitivamente rompere con Riccardo. Poco male, pensò. Tanto non era di lui che era innamorata. Riccardo era solo... Un diversivo per nascondere a se stessa la verità, una verità che le faceva più che male ammettere. Però stava di fatto che era furiosa, perché nessuno, nessuno trattava Chanel in quel modo! Chiunque fosse stato, lei l’avrebbe scoperto in un modo nell’altra e gliel’avrebbe fatta pagare cara. Molto cara. Nessuno poteva umiliarla così. Ci rifletté su e scorse tutti i numeri che aveva in rubrica e tutti i suoi contatti Facebook, ma non le veniva in mente nessuno che avrebbe mai potuto farle uno scherzo del genere, se non... Valerio! Ma perché mai avrebbe dovuto farlo? Logico, no? Per farle un dispetto! Altro che tregua! Gliela faceva vedere lei, la tregua! Avrebbe aspettato un po’ per vendicarsi. Avrebbe fatto finta di nulla e avrebbe continuato la sua vita serena e spensierata come se non fosse accaduto niente, così da non dargli alcuna soddisfazione e poi, al momento opportuno, si sarebbe vendicata! Giusto il tempo che lui abbassasse la guardia e non ci pensasse più. Sì. Avrebbe fatto proprio così. Sorrise sadicamente, s’infilò il pigiama e andò in bagno a lavarsi i denti. Non appena uscì, mentre era in corridoio, sentì Valerio rientrare e lo incrociò.
“Buonasera Nanerottolo! Fatto due passi?” esordì con voce smielata, simulando bontà infinita e innocenza.
“Sì. E tu? Che ci fai già qui? Credevo che fossi con Riccardo!”
“Un imbecille si è presentato, dicendo di essere il mio ragazzo e quel cretino deficiente di Riccardo ci ha creduto. Così mi ha piantata. Poco male. Se non si fida ciecamente di me, vuol dire che non è quello giusto”, gli spiegò tranquilla.
Valerio rimase imperscrutabile. “Un tipo si è presentato e ha detto di essere il tuo ragazzo? Ma chi?”
“Ah, non ne ho la più pallida idea! E chi lo conosce! Non sapevo nemmeno che esistesse!” esclamò Chanel, facendo la finta tonta. Aveva capito benissimo che quel tipo era un amico di un amico di un amico di un amico di Valerio, un ragazzo insospettabile che lei non poteva conoscere.
“Evidentemente ti ha scambiata per qualcun’altra e, preso dalla collera, non ti ha dato nemmeno il tempo di spiegare”, buttò lì Valerio, per gettarle il fumo negli occhi.
“No, non credo. Mi ha chiamata per nome e sapeva troppe cose su di me. No. Sono più propensa a pensare che fosse stato mandato da qualcuno che voleva farmi un dispetto”, disse Chanel, non gradendo passare per stupida.
“Un piano ingegnoso. Ideato da chi?” le domandò Valerio.
“Qualche supposizione, Nanerottolo?” ribatté lei.
“No, cara la mia Lentiggine”, mentì Valerio.
“Ci rifletterò su e ti farò sapere”, concluse Chanel, facendo per rientrare in camera.
“Magari è stato Felice. Ce l’ha con noi, ne sono sicuro. Non mi stupirei, se capitasse qualcosa anche a me, nei prossimi giorni”, buttò lì Valerio per depistarla.
Chanel fece finta di rifletterci su con grande maestria, tanto da sembrare autentica. “Forse hai ragione. Teniamolo d’occhio. Se davvero è stato lui, lo farò pentire di essere nato. Non tanto per Riccardo, ma per avermi pestato i piedi”, disse, sadica e melliflua.
“Che non provi a pestare i miei”, replicò Valerio con sguardo assassino.
Si scambiarono un’occhiata complice ed entrarono nelle rispettive camere.
Chanel sorrise sadicamente. Tutto andava secondo i piani, anzi meglio del previsto. Il fatto che Valerio avesse accusato quel ciambotto di Felice le rendeva tutto molto più facile. Mentre lei fingeva di tenere d’occhio quel sempliciotto di Felice, avrebbe potuto sorvegliare Valerio indisturbata e attendere il momento giusto per mettere in pratica il diabolico piano che avrebbe ideato per lui e lui soltanto. Col sorriso sadico stampato in volto, s’infilò sotto le coperte e spense la luce.
Era ora di riposare un po’.

Valerio era in camera a rimuginare. Non era certo che Chanel l’avesse bevuta, perché quella strega maledetta era maestra di magia nera e non era affatto stupida. A dir la verità, era la ragazza più sveglia e intelligente, che avesse mai incontrato. Peccato che fosse così stronza! Comunque, non poteva soffermarsi su dettagli al momento irrilevanti. Chanel sospettava di lui, ne era certo. Era sicuro che non avesse affatto creduto alla colpevolezza di Felice, ma il fatto che non lo avesse affrontato apertamente era già un passo per prevedere la sua prossima mossa. Chanel covava sicuramente vendetta e probabilmente l’avrebbe ripagato con la stessa moneta. Doveva avvertire Anna. Lei era un ottimo diversivo per tenere la testa e il cuore lontano da quella strega maledetta e non poteva perderla nel modo più assoluto. Inoltre, era una ragazza così buona, che non si meritava di essere vittima delle vendette di Chanel per colpa sua. Le scrisse un messaggio in cui faceva la vittima, dicendole che Chanel aveva rotto con Riccardo e riteneva lui responsabile soltanto perché non erano mai andati d’accordo. Anna gli telefonò e parlando fitto-fitto le raccontò quanto accaduto, esprimendole i suoi timori. Le disse che probabilmente Chanel, per vendicarsi, avrebbe mandato una ragazza a dirle di essere la sua fidanzata, così da farli litigare. Anna lo rassicurò, dicendogli che, ora che lo sapeva, non ci avrebbe mai creduto per niente al mondo. Valerio si era fatto sentire così disperato, che era stato fin da subito convincente. Chiuse la chiamata e si mise a dormire, sapendo però che avrebbe dovuto comunque tenere la guardia alta.
Non poteva sapere che Chanel aveva origliato ogni cosa. Avendo sentito un lieve vociare nella stanza di Valerio, aveva riacceso la luce e si era alzata. Tornò in camera con la silenziosità di una gatta e si chiuse dentro. Lasciò trascorrere un paio di settimane abbondanti e una sera come tante, rimase sveglia fino a tardi. Attese. Attese ancora e ancora. Quando ebbe la certezza che Valerio dormiva come un ghiro e che nulla avrebbe potuto svegliarlo, a luci spente, con solo il fievole lumicino remoto proveniente dalla cucina, s’intrufolò nella sua stanza nel cuore della notte...

Valerio era in giro con Anna già da un po’. Era uscito prima da lezione, stufo di sentire il professore di fisica che ripeteva per l’ennesima volta l’argomento per coloro ai quali non era ancora entrato in testa, e le aveva scritto un messaggino su Whatsapp, chiedendole di vedersi. Chanel era stata la solita Chanel senza nulla d’invariato e sembrava aver archiviato la faccenda Riccardo. Valerio aveva saputo tramite Anna gli ultimi avvenimenti nella tormentata storia sentimentale dei due, ma non aveva dato loro un gran peso. Anna gli aveva detto di aver parlato con Riccardo riguardo alla conversazione che Valerio e Chanel avevano avuto quella famosa sera del litigio. Riccardo aveva pensato che, se Chanel si era sfogata con Valerio, raccontandogli l’accaduto, forse aveva detto la verità. Altrimenti, non ne avrebbe parlato così apertamente col suo acerrimo rivale. Anzi, gli aveva anche fatto intendere che sospettava di lui. Pertanto, grazie ad Anna, Riccardo si era convinto dell’innocenza di Chanel e l’aveva richiamata. Ma Chanel non gli aveva mai risposto. Si era semplicemente limitata a liquidarlo con quattro misere righe su Whatsapp, scrivendogli che, se davvero si fosse fidato di lei, le avrebbe creduto. La stessa cosa che aveva detto a Valerio. Pertanto, offesa dalla sua stupida malafede, ci aggiunse anche che non ci teneva proprio a rivederlo. Anzi, gli scrisse chiaramente che non voleva rivederlo mai più.
“Farà come vuole, non sono affari miei”, disse Valerio ad Anna, commentando la vicenda, facendo l’indifferente. Ma dentro di sé, si contorceva dalla soddisfazione e dalla felicità. “Tu l’avevi avvertito, Riccardo, su mio consiglio, e lui non ti ha dato ascolto, credendo alle parole di quella strega maledetta. Ha avuto quel che si merita. La prossima volta impara ad ascoltarla, un’amica come te”, concluse.
Anna gli sorrise e, insieme, mano nella mano, si sedettero a uno dei tavoli all’aperto, sotto i portici, della pasticceria in piazza. Valerio andò a farsi dare delle leccornie dal bancone e ordinarono qualcosa di caldo da bere. Stavano conversando piacevolmente, quando Anna ricevette una chiamata da una sua amica e coinquilina. Proprio nel bel mezzo della telefonata, lo smartphone di Anna si scaricò.
“Accidenti!” esclamò. “Questa non ci voleva!”
“Tieni!” le disse Valerio, porgendole il suo. “Prendi il mio.”
“Ti ringrazio. So il numero a memoria. Le mando un messaggio su Whatsapp, se per te non è un problema che lei veda il tuo numero.”
Valerio annuì. “Nessun problema. Tu scrivi pure, intanto io vado un momento al bagno”, le disse, alzandosi da tavola.
“Grazie mille! Vai pure, ci mancherebbe!” gli sorrise Anna.
Anna iniziò a scrivere col telefono di Valerio e inviò il messaggio alla sua coinquilina. E successe quello che successe. Nel giro di un paio di minuti, il Whatsapp di Valerio squillò. Certa che fosse la sua amica e coinquilina, lo aprì senza nemmeno leggere chi fosse lo scrivente, o meglio la scrivente. Il suo cuore si frantumò.
“Non dimenticherò facilmente la notte scorsa, caro Valerio. Spero ne trascorreremo altre insieme come quella di ieri. Sei stato eccezionale!” diceva il messaggio di una certa Sandra.
La foto del profilo Whatsapp era sexy e provocante e... Valerio l’aveva tradita. Aveva tradito quel sentimento così carino e genuino che si era instaurato tra loro nel peggiore dei modi. Sentì il freddo gelarle le lacrime negli occhi.
“Anna!” esclamò Valerio, accorrendo preoccupato, vedendole il volto rigato di lacrime. “Anna, che succede?” le domandò, tornando dal bagno.
Anna non rispose e gli porse il telefono.
Valerio lesse il messaggio, sconcertato. “E chi è questa? Ma chi la conosce? Deve essere sicuramente un trucco di quella strega maledetta!” esclamò Valerio furibondo.
“Bugiardo!” tuonò Anna, alzandosi in piedi. “Non puoi dare sempre la colpa a lei! Tu hai il numero e il contatto di quella ragazza e ho letto tutti i messaggi che vi siete scambiati un paio di sere fa! Questa è una cosa che Chanel non avrebbe mai potuto fare!” esclamò, esplodendo come una bomba a orologeria.
“Tu non la conosci! Quella è capace di tutto! Io sono certo che si nasconda lei dietro tutta questa storia! Io non conosco nessuna Sandra! Devi credermi!” protestò Valerio, sconcertato.
“No, che non ti credo! Tu sei un bugiardo, un mostro senza cuore! Tu la conosci e come una certa Sandra! Ti ha mandato anche diverse foto piuttosto spinte le ho viste! So che non avrei dovuto, ma quando Whatsapp ha squillato, credevo che fosse la mia coinquilina che mi rispondeva e ho aperto quel messaggio per sbaglio! E poi li ho letti tutti! Come avrebbe fatto Chanel a fare questo al tuo telefono, eh? Sentiamo che scusa t’inventi stavolta!”
“I-io...” balbettò Valerio, non avendo più la risposta pronta. Non aveva ancora riflettuto sul modo in cui Chanel rientrava in tutta quella storia, ma era certo che ci entrasse!
Ma la mancanza di parole al momento giusto, gli fece perdere Anna per sempre.
“Vedi che non lo sai nemmeno tu? Basta, con te ho chiuso! Tu mi hai spezzato il cuore! Io mi ero innamorata di te e tu, invece, con me volevi solo giocare! Sei uno sporco doppiogiochista! Frequentavi me e un’altra allo stesso tempo! Già ce l’hai, la tua bomba sexy! Che cosa vuoi da me? Eh? Che cosa vuoi?” urlò, ferita nell’orgoglio e nell’anima, come se fosse impazzita, attirando così l’attenzione di un sacco di gente.
Gli tirò un forte schiaffone sulla guancia e corse via tra le lacrime, lasciando Valerio lì, imbambolato su due piedi.
“E voi che avete da guardare, massa informe di caproni pettegoli?” domandò con aria fredda e truce al mucchietto di folla che lo stava fissando.
Impauriti da quello sguardo perfido e infuriato, tutti ripresero le loro attività mogi-mogi, senza dirgli nulla.
Valerio si lasciò cadere sulla sedia, tamburellando le dita sul tavolino. Aveva bisogno di riflettere, lui! Non che gli importasse molto di Anna, ma nessuno pestava i piedi a Valerio in quel modo! Nessuno! Nessuno poteva fargli fare simili figure in giro! Anna era solo un diversivo per tenere Chanel lontana dal suo cuore in tormento, ma, da una parte, gli dispiaceva che dovesse soffrire così. Dopotutto, era una brava ragazza, buona oltremisura e gentile, che non si meritava una simile pugnalata alle spalle. Ma, al momento, quella non era una cosa importante. Valerio era certo che fosse tutta una manovra di Chanel per fargliela pagare del suo sabotaggio con Riccardo, ma non riusciva proprio a capire come. Cercò di riflettere con calma e pacatezza, con la mente lucida, senza farsi prendere la mano dalla collera che gli infuocava l’animo, e di mettersi nei panni di Chanel, o meglio cercò di pensare con la sua mente. Per tirargli un tale colpo basso, doveva per forza avergli soffiato il telefono, inserendoci il contatto di questa Sandra, che magari nemmeno esisteva, e creando le chat. Ma certo! Il numero doveva senz’altro essere di Chanel! Tutto tornava! Chanel attendeva un paio di settimana. Si prendeva in segreto una nuova scheda con un nuovo numero, gli rubava il telefono, memorizzava quel nuovo numero e con i due cellulari in mano scriveva le chat a botta e risposta. Sì. Così i conti tornavano. Ma c’era ancora qualcosa che non gli quadrava. Quando diavolo gliel’avrebbe rubato, il cellulare, se lui se lo teneva sempre con sé, portandoselo anche in bagno, quando doveva andare di corpo? Rifletté e rifletté.
“Ci sono!” esclamò in silenzio, fra sé e sé. “Deve avermelo soffiato a notte fonda, un paio di sere fa, mentre dormivo come un ghiro! E poi me l’ha riportato una volta creato il corpo del reato! Sì. Deve essere per forza andata così! La mia, però, è un’accusa pesante. Come faccio a dimostrare che è stata proprio lei? Che prove ho?”
Guardò meglio le foto di quella Sandra fantasma e inesistente e si focalizzò sui lineamenti del viso e della struttura fisica. Aveva quegli occhietti vispi e furbi, se pur truccati in maniera vistosa e marcata...
“Chanel!” esclamò trionfante a bassa voce.
Era Chanel travestita. Aveva una parrucca nera, i vestiti sexy e il trucco ben fatto, ma era lei.
“Beccata! Touchée, cara la mia Lentiggine!” borbottò, sfregandosi le mani soddisfatto.
Inoltrò le foto ad Anna, scrivendole due righe. “Guardala bene, idiota! È Chanel travestita! Te l’avevo detto io, che c’era lei dietro tutta questa storia! Comunque, non voglio più vederti. Tu non mi ha creduto e non ti sei fidata di me. Non ho bisogno di una credulona malfidata come te nella mia vita. Addio!”
Spense il telefono, perché non voleva saperne niente di nessuno. Si alzò dal tavolo, pagò il conto e s’incamminò impettito verso casa sua. Era stufo di quei stupidi giochetti.
Era ora della resa dei conti.
Non si era nemmeno accorto che una ragazza dai capelli lunghi, biondo platino l’aveva tenuto sotto stretto controllo per tutto il tempo, sorridendo sadicamente compiaciuta e soddisfatta. Non l’aveva nemmeno vista alzarsi e andar via, dopo la fuga disperata di Anna.
In ogni caso, era giunta la resa dei conti.



Come foglie al vento - Episodio 713 (137/237) di Nunzio Palermo

                è presentato da  Come foglie al vento # 713 Episode 713 Season 4 Origi...