mercoledì 19 dicembre 2018

Un medico tra i monti 3 - 15° ed ultima puntata - di Mattia Cattaneo





Franz è preoccupato per sua figlia e teme che venga delusa dal fidanzato. Elena però non ne vuole sapere. Klara dice a Franz di dar fiducia alla giovane ma i due finiscono per litigare.

La famiglia del fabbro Wieland è in crisi, ciò spaventa la moglie, Marlies. Gli affari peggiorano e Wieland si sfoga con Hans e Hanne che conosce da molto tempo. In paese giunge la figlia di Klara, Ruth che subito mette gli occhi sul ragazzo di Elena. Elena, furibonda, va da Franz e lo mette di fronte ad una scelta: o sceglie lei o Klara e Ruth.
Martin esce dal fienile e guarda le stelle: ammirandole troverà le risposte della sua vita.

FINE


martedì 18 dicembre 2018

Tempo d'amare XI - 1332° puntata - di Mattia Cattaneo





Robert porta Fritz al Seehof e li Rafaela lo vede così decide di chiamare la madre. Samuel e Christine vanno in birreria, tra i due sembra esserci una certa intesa. Doris viene a sapere che alcuni documenti sono in mano alla polizia e viene richiamata da Edmund. Mona scopre che padre August in passato ebbe una relazione clandestina.

Come foglie al vento - Episodio 644 di Nunzio Palermo



Episode
644
Season
4
Date
3/12/2013
Production Code
68/235
Creator - Writer
Nunzio Palermo

Karr’s Legal Office – 6, Monticello Road
Nancy stava rileggendo il documento che avrebbe fatto leggere e firmare a Renata. Lo diede poi a Anthony che lo lesse con attenzione. Era perfetto e lo disse a Nancy. All’esterno dell’ufficio dei Karr, Renata aveva parcheggiato non poco distante. Faceva freddo e aveva incominciato a fioccare. Chiuse la sua macchina e s’avviò verso il portone dell’ufficio dei Karr. Suonò e attese. Anthony andò ad aprire e fece accomodare Renata. Nancy la stava aspettano nel suo ufficio con David. David chiese a Renata se volesse del caffè. Renata rispose affermativamente. Poco dopo, in strada arrivarono Luke con Nick, Tom e Steven.

Cedar’s Pub – Victoria Square
Joe raccontò a Peter che era preoccupato per Jill. L’indomani avrebbe saputo la verità. Peter annuì e chiese di Patrick. Joe rispose che Judy aveva preparato Patrick e che anche lui l’indomani avrebbe saputo il nome della madre biologica. Sperava che Patrick non abbia un crollo emotivo. Peter disse che aveva detto a Judy che qualunque cosa accadesse, l’avrebbe aiutata. Joe annuì.

Karr’s Legal Office – Nancy’s Office – 6, Monticello Road
Anthony fece accomodare Luke, Nick, Tom e Steven nell’ufficio di Nancy. Luke vide sua madre. Non la salutò. Nancy li fece accomodare. David chiese se volessero del caffè. Alla risposta affermativa, David uscì. Nancy disse che non era stato facile creare una richiesta da presentare a Renata per rinunciare alla genitorialità di Luke, ma, attraverso una serie di sentenze varie, era riuscita a creare una richiesta ad hoc per la situazione. Renata annuì e disse che anche il suo legale presso la Isles & Morris aveva fatto la stessa cosa e diede a Nancy una busta. Nancy la prese e l’aprì e iniziò a leggere con attenzione il contenuto.

Porter Texiles Industry – Executive Suite – Erica’s Office
Erika era preoccupata. Le vendite dei tessuti erano calate del 20% rispetto al semestre dell’anno precedente. Prese la cornetta del telefono interno e chiamò suo fratello suo fratello David.

Karr’s Legal Office – Nancy’s Office – 6, Monticello Road
Nancy diede il documento presentato da Renata a Nick che lo lesse con attenzione e lo fece leggere anche a Tom e Steven. Luke era in ansia.

Come foglie al vento # 644
Created by Nunzio Palermo
© 2013 - WSO

il seguito a gennaio




















lunedì 17 dicembre 2018

Albadora - 153° puntata - di Mattia Cattaneo






Fabian, teso e preoccupato per quanto successo ha un primo attacco di cuore ma non va dal medico nonostante Teresa sia preoccupata. Racconta il tutto al parroco del paese e lo rende segreto confessionale.
Leonor è molto sensibile e soffre per non poter concepire un figlio, Mario non sa come aiutarla. Alfonso adotta una nuova identità. Fabian scopre, sconcertato, che Sebastian ha suo nipote.

Tempo d'amare XI - 1331° puntata- di Mattia Cattaneo





Alex va da Doris e le dice che ha causato la rottura del suo matrimonio con Jana, la sua collaborazione con il Seehof è finita. Giselle chiede a Jorg se ci sia una donna nella sua vita. Nicole riesce ad andare al riformatorio e chiede di Patrizia ma la ragazza è uscita dalla struttura circa quattro anni prima.

Come foglie al vento - Episodio 643 di Nunzio Palermo



Episode
643
Season
4
Date
2/12/2013
Production Code
67/235
Creator - Writer
Nunzio Palermo

Karr’s Legal Office – 6, Monticello Road
Anthony lesse con attenzione le altre cartelle. Lesse anche attentamente dove Nancy aveva evidenziato. Sorrise. Nancy aveva fatto centro.

Stradella’s House – Llandaff
Durante la cena Nick ricevette un sms. Era Anthony. Nick lesse ad alta voce il messaggio di Anthony. Luke sorrise. Finalmente presto si sarebbe liberato di sua madre.

Karr’s Legal Office – 6, Monticello Road
Anthony disse a Nancy che aveva fatto un ottimo lavoro. Nancy chiese a Anthony se doveva realmente occuparsi della richiesta a nome di Luke. Anthony rispose di sì. Nancy sospirò. Anthony disse che ogni tanto doveva fare l’avvocato. Nancy ripose che aveva ragione. Guardò l’orologio. Era tardi. Mancava poco alla mezzanotte.

Salford Station – Platform 1
Renata stava aspettando il treno. Era sotto la pensilina. Stava piovendo. Tra le mani aveva una busta. Era dello studio legale Isles & Morris. Cosa aveva in mente Renata?

Stradella’s House – Llandaff
Tom era preoccupato. Non crede che Renata possa accettare la proposta di Anthony. Nick sperava che non fosse l’ennesimo imbroglio da parte di Renata.

Mersey Hotel – Salford
Renata aveva tra le mani la busta dello studio legale Isles & Morris. Anche lei aveva avuto la stessa idea di Nick. L’indomani aveva un appuntamento con Nancy, la moglie di Anthony nel suo ufficio. Non vedeva l’ora che arrivasse il momento fatidico. S’avviò verso il mobile-bar e si versò da bere.

Karr’s Legal Office – 6, Monticello Road
Nancy stava rileggendo il documento che avrebbe fatto leggere e firmare a Renata. Lo diede poi a Anthony che lo lesse con attenzione. Era perfetto e lo disse a Nancy. All’esterno dell’ufficio dei Karr, Renata aveva parcheggiato non poco distante. Faceva freddo e aveva incominciato a fioccare. Chiuse la sua macchina e s’avviò verso il portone dell’ufficio dei Karr. Suonò e attese.

Come foglie al vento # 643
Created by Nunzio Palermo
© 2013 - WSO



















sabato 15 dicembre 2018

DUE BISBETICI ALLA RISCOSSA - 14° PUNTATA - di Ambra Tonnarelli

LUNA DI MIELE DA BISBETICI

Valerio stringeva a sé Chanel, dopo aver fatto l’amore con lei in maniera piuttosto appassionata e selvaggia. Finalmente era in pace con se stesso. E lei pure. Entrambi ridacchiavano sotto i baffi.
“Che c’è?” le domandò Valerio, dal momento che Chanel rideva in maniera molto più marcata di lui.
“Niente! Pensavo a quel sempliciotto di Felice! Mi sa che l’hai sconvolto!”
Le labbra di Valerio si curvarono verso l’alto a disegnare un sadico sorriso. “Era proprio quello il mio scopo!”
“Sai, non credo che conosca il secondo significato del verbo scopare”, dedusse Chanel.
“Lo credo anch’io. Ecco perché gliel’ho detto!” esclamò Valerio.
“Senti, io son stufa di star rinchiusa qui, a scambiarci tutte queste smancerie! Perché non usciamo un po’?” propose Chanel.
Valerio ci pensò su. “Sì. Sì, perché no? Anche perché in questo lettuccio si sta piuttosto stretti.”
“Perché non ti trasferisci nella mia stanza? Due letti, qui, ci stanno senza problemi! E avanza pure un sacco di spazio!”
“Già... Dal momento che questa era la mia stanza!”
Valerio e Chanel si scambiarono uno sguardo complice ed esplosero a ridere, ricordando l’aneddoto della prima serata in cui era arrivata Chanel. Quando avevano litigato per la stanza.
“A dire il vero, io l’avevo rubata a Felice!” ammise Valerio.
Chanel rise.
Era così bella, quando rideva, pensò Valerio. “Allora, vado a spostare il letto e lo porto qui”, le disse, invece.
Si alzarono e si rivestirono. Valerio fece per aprire la porta, ma Chanel lo afferrò per la mano e lo fermò, scuotendo il capo, il visetto furbo e il sorriso sadico.
“Aspetta... Facciamolo spostare a quel ciambotto di Felice”, gli propose melliflua.
Il volto di Valerio si contorse in un’espressione sadica e complice al tempo stesso. “Già... Ottima idea! Davvero ottima!”
Aprirono la porta ed entrarono nella stanza di Felice senza nemmeno bussare.
Felice sollevò il capo dai libri, gli occhiali a culo di bottiglia perennemente incollati alla faccia, e li guardò terrorizzato e confuso. Quei due si stavano tenendo per mano! Oh no! Che guaio! Si erano fidanzati e si sarebbero sicuramente coalizzati contro di lui! Oh no! Cercò di mantenere la calma per quanto gli fosse possibile.
“S-sì?” balbettò il poveretto, simulando a stento una calma che in realtà non aveva.
“Vieni con noi, Felice”, gli ordinò Chanel, melliflua e sdolcinata, il sorriso sadico che accendeva i suoi occhietti vispi di furbizia.
Il povero Felice si alzò e obbedì, deglutendo, temendo il peggio. Il trio si fermò davanti alla stanza di Valerio.
“Prendi il letto di Valerio e spostalo in camera mia. Adesso”, gli ordinò con il medesimo tono di poc’anzi, mentre Valerio si godeva la scenetta, ridendo sotto i baffi.
“M-ma peeeerché?” le domandò il malcapitato Felice.
“Perché Valerio è il mio ragazzo. E dorme con me”, specificò Chanel.
“C-coooome? Fi-fino a i-iiiiiiii-eri v-vi oooodivaaaate e, e ora v-vi sieeeete f-fidanzaaaati?”
“Non sono affari che ti riguardano”, lo freddò Chanel.
“Ma voi non siete fatti per stare insieme! Siete e sarete sempre come cane e gatto!” esplose il povero Felice. A suo rischio e pericolo.
Valerio sbottò. “Come ti ha detto la mia ragazza, non sono affari che ti riguardano!” esclamò, per poi dargli un bel calcio nel sedere, facendolo cadere sul letto a pancia in giù, come uno straccio. “E ora sposta quel letto! Altrimenti ti prendo a calci in culo e di sbatto fuori casa! Una bella dormitina all’aperto in pieno inverno tempra il corpo e rinfresca la mente, caro Felice...” gli disse sadico.
“E senza cappotto”, aggiunse Chanel, con sguardo complice.
Felice incassò il colpo e si sbrigò ad alzarsi. Iniziò a spostare il letto, lamentandosi di continuo perché era un lavoro troppo pesante per lui, mentre Valerio e Chanel lo deridevano spudoratamente, dicendogli che non era neanche degno di essere considerato un uomo. Il povero Felice impiegò diversi minuti per adempiere all’impresa, sudando sette camicie come se si fosse allenato in sala pesi per più di due ore consecutive.
“Così ti vengono un po’ di muscoli, no?” lo prese in giro Chanel. “Bene. Adesso andiamo!” esclamò, strizzando l’occhietto a Valerio, che le sorrise sadicamente.
Avevano in serbo una bella sorpresa per Felice.
“Dove?” domandò Felice.
“Andiamo a cena fuori, no? Sei invitato, Felice! Dobbiamo festeggiare il nostro fidanzamento, no?” disse Chanel, mentre Valerio s’infilava il cappotto.
“Non fare il maleducato”, incalzò Chanel. “Che fai? Rifiuti un invito a cena fuori dei tuoi coinquilini?”
“No, no! V-vengo subito!” esclamò Felice.
Indossati i cappotti, uscirono e Valerio e Chanel, lo caricarono in macchina e Chanel guidò alla James Hunt fino a Pesaro, caricando di adrenalina Valerio e facendo morire d’infarto il povero Felice, che era già in preda a una crisi di panico piuttosto marcata. Andarono in un ristorante di lusso in centro e ordinarono una cena a base di pesce. Tutto sembrava andare bene. Valerio e Chanel conversavano tranquillamente del più e del meno, come persone normali, coinvolgendo persino Felice di tanto in tanto, a tal punto che Felice si rilassò e sembrò volersi godere la serata. Magari, il fidanzamento li aveva rincitrulliti e li avrebbe pian piano trasformati in persone normali.
Che illusione! A fine cena, Valerio e Chanel si alzarono all’unisono.
“Noi andiamo. Ciao-ciao, Felice!” esclamarono in coro, prendendolo in giro.
“Ma, ma, ma, ma...” balbettò, vedendosi piantato in asso. “E qui chi paga?”
“Arrivaci, testa di rapa, zucca vuota che non sei altro! Tu, no?” disse Valerio con nonchalance, prendendo Chanel per mano, già sulla soglia dell’uscita del ristorante.
“E io come torno a casa?”
“Coi mezzi pubblici, no?” rispose Chanel, richiudendo la porta del ristorante alle sue spalle.
Non passarono neanche dieci secondi, che giunse il cameriere a chiedere il conto. Ma Felice, in tasca, non aveva un soldo. Non aveva fatto neanche in tempo a prendere il portafoglio, a dire il vero! Così, il cameriere chiamò il direttore, che di vide costretto a chiamare a sua volta la polizia.
Il povero Felice, sudando freddo e sentendosi mancare per il grosso guaio in cui quei due bisbetici disgraziati lo avevano cacciato, dovette balbettò con il direttore e le forze dell’ordine, cercando di spiegare come meglio poteva la situazione, e, alla fine, ottenne di poter chiamare il padre. Il pover’uomo, furibondo con il figlio per essere sempre uno spilorcio, riuscì a convincere la polizia a non arrestarlo e il proprietario a ritirare la denuncia, in quanto avrebbe fatto lui stesso un bonifico al ristorante il mattino seguente. Alla fine, dopo diverse ore, il povero Felice fu scagionato e, non avendo nemmeno i soldi per i mezzi pubblici, venne riaccompagnato a Urbino da due poliziotti.
Lo sapeva che il fidanzamento di quei due non gli avrebbe portato nulla di buono!

Valerio e Chanel erano tornati a casa nel giro di venti minuti. Non fecero altro che ridere e scherzare sullo scherzo che avevano fatto a quel deficiente di Felice. Però, dopo poco giunse la noia. Così Chanel propose di andare prima al cinema e poi a ballare, lei che era sempre festaiola e nottambula, e Valerio, per la prima volta, si lasciò andare al divertimento sfrenato proposto da Chanel e la seguì a ruota. Al cinema, scelsero una commedia e risero a crepapelle, lanciando persino i pop-corn diverse file più in giù, disturbando così la visione a diverse persone e senza mai essere beccati per giunta! Dopo il cinema, andarono a ballare in discoteca, dove si cimentarono in sensuali balli alla Dirty Dancing, baciandosi di continuo, scambiandosi effusioni molto più che appassionate, dando così sfogo a tutta l’attrazione represse che fin da subito avevano provato l’uno verso l’altra. Finalmente, non dovevano più mentire agli altri, né a loro stessi e, proprio mentre ballavano, vennero interrotti da due persone dall’aria vagamente familiare. Valerio si staccò da Chanel, l’aria truce e seccata, pronto a inveire contro l’essere che aveva osato tanto, ma...
“Anna?” si sbigottì Valerio.
“Riccardo?” gli fece eco Chanel.
“Già, proprio così. Siamo qui con un gruppo di amici”, spiegò Riccardo. “Ma che cosa diavolo state facendo? Voi due non vi odiavate?”
“Hai mai sentito parlare di convivenza tra amore e odio?”
Riccardo annuì col cipiglio alzato.
“Direi che ti sei risposto da solo”, disse Valerio.
“Ma Chanel, perché mi hai fatto quel dispetto?” le domandò Anna, ancora turbata da quel brutto pomeriggio di poche ore prima.
“Per vendetta contro Valerio, dal momento che è stato proprio lui a farmi rompere con Riccardo, e per gelosia”, ammise finalmente Chanel.
“Vale lo stesso anche per me. Ero geloso. Molto geloso”, confessò Valerio a Riccardo.
“Beh, che dire?” disse Riccardo. “Dio li fa, poi li accoppia, no?”
“Comunque, finché siamo stati insieme, Riccardo, io non ti ho mai tradito”, lo rassicurò Chanel.
“Idem, Anna”, aggiunse Valerio.
Riccardo e Anna annuirono.
“Forse”, esordì Anna. “Era destino che le cose andassero così. Vi auguro ogni bene.”
“Anch’io. Magari, non so, potremmo restare tutti amici, no?” propose Riccardo.
“Sì, perché no?” se ne uscirono in coro Valerio e Chanel.
Il quartetto fece un cenno di assenso di circostanza e rimase per qualche istante in silenzio, mentre l’imbarazzo aleggiava intorno a loro.
“Beh, allora? Cosa aspettiamo? Andiamo a divertirci!” esclamò Chanel, riprendendo a ballare.
Valerio la seguì in pista e lo stesso fecero Riccardo e Anna. Mentre ballavano, Chanel e Valerio si scambiarono uno sguardo complice. Che Riccardo e Anna sarebbero finiti col mettersi insieme? In fondo, avevano lo stesso carattere!
“Tutto è bene quel che finisce bene”, le urlò Valerio nell’orecchio per sovrastare il gran frastuono della musica assordante.
“Già, ma non per Felice!” gridò Chanel, altrettanto forte per farsi sentire.
Entrambi esplosero a ridere e si godettero la serata di divertimento sfrenato proposta da Chanel.
Quando rientrarono a casa, alle due e mezza passate, Felice dormiva come un angioletto già da un po’, estremamente provato da quel brutto colpo basso che gli avevano tirato qualche ora prima. Non appena varcarono la soglia di casa, Chanel sbatté sonoramente la porta di casa per dispetto. Lei e Valerio si fiondarono in camera, urlando, ridendo e scherzando. Fecero a cuscinate, si rincorsero giocando per tutta casa, giusto per svegliare il povero Felice. E ci riuscirono! Il poveretto dovette sorbettarsi tutto il loro baccano in silenzio, senza fiatare, altrimenti chissà che cosa gli sarebbe successo! Non ne poteva più! Sarebbe arrivato a fine anno con un marcato esaurimento nervoso!
La serata si concluse con Valerio e Chanel che finirono nuovamente a letto. In maniera molto sonora e rumorosa. E il povero, malcapitato Felice rimase sveglio ancora per un bel po’. La mattina, staccò la sveglia, impossibilitato dallo svegliarsi, si alzò alle dieci con una crisi di panico per aver saltato le lezioni e, come ciliegina sulla torta, sia Valerio, che Chanel erano a casa, per fargli dispetto, gli occuparono il bagno a turno per più di un’ora, tanto che alla fine Felice fu costretto ad andare a lezione senza nemmeno lavarsi faccia e denti. Senza nemmeno aver la possibilità di andar di corpo.
Dalla padella, era passato alla brace.
Non aveva scampo.
E giugno era ancora moooolto lontano...




Come foglie al vento - Episodio 713 (137/237) di Nunzio Palermo

                è presentato da  Come foglie al vento # 713 Episode 713 Season 4 Origi...