lunedì 23 settembre 2019

Corndale - 5° puntata








Cornpub:
Landon si avvicina a Tracy e cerca di confortarla. Margareth entra nel pub e aiuta il suo fidanzato con l’anziana violinista.

Green’s House:
John riceve la visita di Charles: secondo lui alcuni artigiani della zona si sono messi d’accordo per appiccare il fuoco al suo fienile. Ipotesi remota pensa John ma Charles ne è convinto.

Hospital:
Isla sta curando Emily, la figlia di Noah, che è caduta dalle scale del distretto. La donna ha modo di parlare anche con Jinny e di scoprire che da tempo le due abitano in Cornovaglia. Ethan intanto viene scoperto a fumare dalla sorella.
John arriva al fienile di Charles e nota una spilla poco fuori dalla porta. Su di essa vi è la lettera A.

Green’s House:
Amelia ha da poco terminato di  cucinare la cena, si mette in poltrona quando sente il telefono squillare: appare una voce disturbata e la donna non riesce a capire di chi si tratta. Margareth rincasa e trova la nonna confusa.

Come foglie al vento - Episodio 659 di Nunzio Palermo


Come foglie al vento

Episode
659
Season
4
Original Date
23/12/2013
Production Code
S4E83/237
Creator - Writer
Nunzio Palermo

St. Patrick’s Church – Cemetery
La cerimonia stava volgendo al termine. Padre James disse qualche frase di circostanza, qualche preghiera e ringraziò i partecipanti. Peter ringraziò padre James. Poco lontano, qualcuno stava osservando la scena. Facendo finta di pregare davanti a una tomba, l’uomo osservava tutto con attenzione. Poi si voltò avviandosi verso l’uscita del cimitero. Peter e gli altri fecero altrettanto.

Rebecca’s House – 2, Cedar Street
Rebecca aveva preparato il tè da bere con Roger. Fuori aveva iniziato a nevicare. Roger aggiornò Rebecca su quanto avesse intenzione di fare con Anthony per risolvere la questione con Myrna, ma cominciava a rendersi conto che sarebbe stata un’impresa ardua. Rebecca chiese cosa ne pensasse Myrna. Roger rispose che Myrna era irremovibile e anche Erica lo era. La donna era intenzionata a fare quadrato davanti la sua famiglia. Marlena, invece, continuava a non voler vedere Myrna. Rebecca chiese se ci fossero notizie di Vanessa. Roger rispose che era rientrata a Londra per risolvere alcuni problemi in ufficio. Rebecca sperò che stesse il più lontano possibile da Cedarfarm.

Cedar’s Pub – Victoria Square
Peter aveva riaperto il pub. C’era poca gente. Eileen stava servendo alcuni clienti ai tavoli. Nick e Tom erano seduti al loro tavolo. Nick fece leggere un SMS a Tom. Era di Victor. Tom sorrise e disse che non era una cattiva idea. Poco dopo li raggiunse Jason. Anche lui aveva ricevuto lo stesso SMS da Victor.

Karr’s Legal Office – 6, Monticello Road
Nancy ricevette una telefonata da Manchester. La sua richiesta di affidare Luke in maniera definitiva a Nick e Tom, era stata accolta. A gennaio ci sarebbe stata l’udienza con il giudice. Anthony chiese a Nancy se avesse avvisato Nick. Nancy rispose che l’avrebbe fatto fra poco. Anthony notò che Nancy era preoccupata. Anthony chiese se ci fossero problemi. Nancy rispose di sì. Fece un nome: Arthur Simms.

Come foglie al vento # 659
Created by Nunzio Palermo
© 2013 - WSO










sabato 21 settembre 2019

NON TI AZZARDARE AD APRIRE QUEL FRIGO! - 2° PUNTATA - di Ambra Tonnarelli


La prima settimana a Firenze volò in un lampo per Enrico. Aveva trascorso ogni singolo giorno a fare provviste e soprattutto a mangiare, mangiare e ancora mangiare. Aveva ingurgitato molto più cibo rispetto a quando si trovava a casa sua e questo lo appagava più di qualsiasi altra cosa. Niente era come il cibo. Pizze, pasta, pasta all’uovo, dolci di ogni genere, cibo da fast-food... Che bella la vita universitaria! Ovviamente, aveva rifilato ai suoi genitori un sacco di balle, dicendo loro che le lezioni erano già cominciate (cosa non vera perché lui si era presentato a Firenze con una settimana d’anticipo col solo scopo di fare provviste e mangiare) e che stava seguendo rigorosamente la dieta. E quegli imbecilli ci credevano. Era troppo facile dargliela a bere! Erano così ingenui!
Purtroppo, però, era già trascorsa una settimana e le lezioni sarebbero davvero iniziate l’indomani. Era domenica sera ed Enrico ancora si godeva la solitudine della casa. I suoi coinquilini non si erano ancora visti e non c’era nulla di più bello! Mangiare indisturbato! Ma chissà perché non era ancora arrivato nessuno? Pazienza e poco male! Sperava solo di poter finire la cena in santa pace prima del loro imminente arrivo. Odiava essere interrotto mentre gustava il suo amato cibo, qualunque esso fosse. Purtroppo per lui, però, le cose non andarono esattamente come aveva sperato: infatti, sentì una chiave infilarsi e rigirarsi nella porta. Enrico alzò gli occhi al cielo e si sporse appena dalla cucina per vedere chi stesse entrando, ma dalla posizione in cui era non ci riuscì. E dare una spintarella all’indietro alla sedia era fin troppo faticoso. Era fuori discussione!
“Chi è?” bofonchiò ad alta voce col boccone fra le fauci fameliche.
“Sono Marco”, rispose freddamente una voce altrettanto fredda e inespressiva.
Enrico alzò gli occhi al cielo. Era appena arrivato mister Sorriso in persona. Marco non rideva quasi mai. Era un ragazzo tutto d’un pezzo, composto e gelido come un blocco di ghiaccio. Ed era uno che andava puntando tutto ciò che di storto aleggiava nell’aria. In compenso, però, era un amico fidato e sincero. E certo che era sincero! Diceva tutto quello pensava senza mezzi termini! Non parlava quasi mai, ma quando lo faceva, beh, sapeva come zittirti. Rimaneva comunque un bravo ragazzo, con la testa sulle spalle, molto vige al dovere. Anche fin troppo vige. Non aveva mai conosciuto nessuno tanto meticoloso e rigido nell’organizzazione della propria vita.
Marco portò le valigie in camera sua, quella che aveva già scelto, e raggiunse Enrico in cucina.
“Ciao Enrico.”
“Ciao”, bofonchiò, sempre con la bocca stracolma di cibo.
Marco aprì distrattamente il frigorifero, senza badare minimamente a Enrico, stanco del lunghissimo viaggio in auto che aveva dovuto affrontare. “Cristina e Leonida?”
“Non sono ancora arrivati.”
Marco scosse il capo con fare rassegnato, mentre cercava qualcosa di sano e nutriente nel frigorifero. “Sono sempre in ritardo, quei due. Non si smentiscono mai”, commentò quasi disgustato, lui che era sempre più puntuale di un orologio svizzero.
Enrico infilò in bocca un hamburger all'americana, pieno di ketchup e salse varie. “Beh, anche tu non è che sia arrivato con largo anticipo.”
“Sono venuto qui direttamente da Dresda. Sono andato a trovare i nonni con i miei genitori.”
“Ah. E come stanno?”
“Sempre in perfetta forma. Sembrano ancora dei ragazzini.” Marco sospirò. “Vedo che hai fatto la spesa, come d’accordo, ma non è che tu abbia comprato molte cose salutari. Sai che io non mangio tutte queste schifezze. Lo sapevo che sarei dovuto partire prima da Dresda e pensarci io stesso.”
Finalmente, finita in un angolino in fondo al frigo come se fosse in punizione, Marco trovò una confezione sana di uova. Chiuse il frigo e la poggiò sul tavolo. E finalmente notò l’enorme quantità di cibo e cibo spazzatura che invadeva praticamente tutta la tavola. Non c’era posto nemmeno per un’altra persona che volesse accomodarsi a tavola.
“Cos'è tutta quella roba? Hai forse invitato degli amici a cena?” gli domandò Marco con sguardo truce e indagatore.
“No. Questa roba è tuuuutta per me!” esclamò Enrico soddisfatto.
“Ma sei impazzito?” lo seccò gelidamente Marco. “Non lo sai che quella è la quantità di cibo per cinque persone? Cinque buone forchette, per giunta!”
“Ma io mangio sempre così!”
“Già. Si vede. Dovresti vergognarti. Questo non è affatto un buon modo per condurre uno stile di vita sano ed equilibrato. Dovresti seriamente prendere in considerazione l’idea di metterti a fare sport come si deve e a mangiare come un atleta dovrebbe mangiare. Hai mai pensato di rimetterti in riga?”
“Ma io conduco uno stile di vita attivissimo! Cammino molto durante il giorno! Io sono così grosso, perché ho delle gravissime disfunzioni metaboliche! Ma cammino così tanto, che devo mangiare così tanto! Altrimenti svengo.”
“Piantala di dire stupidaggini!” tuonò gelidamente Marco. “Potrai anche ingannare quei fessacchiotti dei tuoi genitori, ma non me. Perché non ammetti almeno con i tuoi amici di lunga data che sei così grasso perché sei un pigrone e un mangione?”
“Ma io non sono pigro! Io cammino tanto”, esclamò Enrico, convinto che quei due passi al giorno che faceva dentro casa e dentro il super-mercato fossero camminare tanto.
Marco sospirò e lo fulminò con lo sguardo. “Tanto non me la dai a bere. Se vuoi morire, fai pure come ti pare.” Detto questo, prese una padella e iniziò a cuocersi le uova. Se ne preparò ben quattro, le cosse a occhio di bue e le insaporì con sale e pepe nero. Figurati se quel grassone non aveva comprato le spezie, pensò.
Enrico fece spallucce, fregandosene altamente delle continue ramanzine di Marco e continuò a mangiare indisturbato. Guardò con aria menefreghista l’amico che si cuoceva quattro misere uova e mettersi seduto. I lineamenti marcati, i capelli biondo platino, gli occhi azzurro ghiaccio e la carnagione lattea, quasi albina, tradivano visibilmente le sue origini nordiche. Sua madre era tedesca, il padre italiano, ma di quel pover uomo non aveva ereditato proprio niente. Il nonno materno aveva prestato addirittura servizio militare da giovane, pertanto Marco aveva ricevuto dalla madre la stessa educazione rigida dell’esercito. Fin da bambino, era stato tirato su con la vecchia filosofia hitleriana riguardo l’attività fisica, secondo la quale il corpo va mantenuto in ottima salute e temprato a qualsivoglia tipo d’intemperia e sofferenza. Poveraccio!, pensava sempre Enrico. Già da bambino era stato costretto a sottoporsi ad attività fisiche e sportive estenuanti e massacranti, venendo continuamente spinto a dare il massimo, il meglio di sé in ogni occasione. Il carattere già introverso e perfezionista per natura, sommato alla rigida educazione della madre, avevano fatto di lui una specie di nazista dell’età moderna, epurato ovviamente di qualsivoglia ideologia razziale. Marco era il genere di ragazzo che avrebbe potuto arruolarsi nel corpo speciale dei Navy Seal americani e superare selezioni e addestramento senza il minimo sforzo. Era abituato a tutto, quel ragazzo. Non sentiva la fatica, né soffriva il caldo o il freddo. Era peggio di una macchina da guerra.
Enrico, però, doveva riconoscere che fosse uno dei migliori amici che aveva, nonostante fosse freddo come un blocco di ghiaccio e perfezionista da far paura. Marco era stato uno dei pochi che, se pur con qualche frecciatina, l’aveva sempre accettato così com'era. Non l’aveva mai bullizzato o escluso. Era davvero un buon amico. Anche se “un po’ fissato” con l’attività fisica. Aveva un fisico invidiabile, vero, dal momento che era alto un metro e novanta abbondante e aveva tutti i muscoli al posto giusto. Enrico, però, si chiedeva se valesse davvero la pena fare tutti quei sacrifici per avere un bel corpo. Per quanto ne sapeva, Marco si allenava due volte a settimana in piscina, due in palestra, una alla corsa e una al ciclismo. E non disdegnava mai di sciare o fare snowboard ogni qualvolta andasse in Germania dai nonni o in vacanza in montagna. Per non parlare della rigida alimentazione a cui si sottoponeva per rendere al massimo durante gli allenamenti e avere quel corpo impeccabile. Secondo Enrico, Marco era pazzo da legare! Era da rinchiudere in una stanza al manicomio con una camicia di forza addosso, buttando via la chiave. Non sapeva che cosa si stesse perdendo.
Dal canto suo, Marco continuava a guardare Enrico con fare disgustato, commiserandolo con tutto se stesso. Ma come era possibile ridursi in quello stato? Grasso, gravemente obeso, a tal punto che a momenti si sarebbe allettato! A occhio e croce, Marco stimò il suo peso attorno ai 200kg abbondanti. Ma era forse impazzito? Mangiare senza freni tutte quelle schifezze! Arricciò le labbra in una smorfia di disgusto, guardando la tavola imbandita davanti a sé. Pizze a parte che cibo spazzatura non sono, il resto era un vero e proprio schifo. Hamburger all'americana pieni di salse, patatine fritte, pollo fritto preso al fast-food, salsicce, würstel... Ma come si riusciva a mangiare tanto in un solo pasto? Lo stesso Marco era una buona forchetta, ma quelle quantità di cibo lì erano... Da extraterrestre. Purtroppo, non poteva fare a meno di chiedersi dove Enrico avesse la testa. Per lui inconcepibile che non tenesse per niente alla cura del corpo e della salute, lui che era stato cresciuto credendo nei benefici dell’attività fisica e in un’alimentazione adeguata allo stile di vita che ognuno conduce. Quel grassone aveva proprio bisogno di rimettersi in riga. Fosse stato per lui, lo avrebbe messo a dieta ferrea seduta stante, a verdura e acqua, peggio dei carcerati, e lo avrebbe sottoposto a sedute di allenamento che i comuni mortali non immaginano nemmeno. Sarebbe stato un vero spasso ridurlo a uno straccio e fargli passare la voglia di trattarsi così male. Anzi, Enrico non si stava solo trattando male... Si stava uccidendo! Se avesse continuato così...
Meglio non pensarci, si disse Marco.
Ne avrebbe parlato con Cristina e Leonida, sempre che si fossero decisi ad arrivare! Mai una volta nella loro vita che fossero stati puntuali. MAI! Marco scosse il capo e sospirò.
“Scommetto che non hai comprato la verdura”, esordì Marco, lanciando un’occhiataccia all'amico seduto di fronte a sé.
Enrico scosse il capo, avendo le fauci così piene, da non riuscire neppure più a parlare. Aveva il viso soddisfatto e appagato.
“Avrei dovuto immaginarmelo. Ringrazia che io non sia tuo padre. Col cavolo che ti avrei permesso di ridurti così.”
Enrico fece spallucce e continuò a ingozzarsi, ignorandolo. Stava cercando di godersi il cibo in santa pace e Marco gli faceva le ramanzine! Bah! Doveva ignorarlo e concentrarsi solo sul gusto impagabile della pizza e del pollo fritto.
Ma gustarsi il cibo sarebbe diventata un’impresa sempre più ardua quella sera.
Perché la serratura della porta d’ingresso scattò di nuovo e grida e schiamazzi di ogni genere invasero ogni angolo della casa.
Ecco, pensò Enrico. Fine totale della pace.
Erano arrivati loro.
I terrori dei sette mari.
I sovrani del caos e della confusione.
Gli imperatori assoluti dei dispetti e delle canagliate.
Erano arrivati i gemelli.
Erano arrivati Cristina e Leonida.

Come foglie al vento – Prossima settimana (Ep. 659 – 663)



Come foglie al vento – Prossima settimana (Ep. 659 – 663)

Myrna continua a non voler dire la verità a Marlena.
Nancy è preoccupata per la causa di adozione.
Nick riceve un sms da suo padre Victor.
Cedarfarm si prepara a festeggiare il Natale.

Weekdays: 7:30 p.m

venerdì 20 settembre 2019

On Air - In Onda - Ep. 22 - 23 by Nunzio Palermo



Episode
22 - 23
Season
3
Original Date
20/09/2019
Production Code
S3 E1/2 - 10
Writer
Nunzio Palermo

Episodio 22 - 23

Chicago Memorial Hospital. Le condizioni di Van Morris erano critiche. Jonathan era sotto shock per quanto era successo. Al primo sparo s’era preoccupato di mettere in salvo Susan. Poi vide Martha con una pistola in mano e mentre fece fuoco Van Morris si mise tra Susan e Jonathan venendo colpito. Il panico serpeggiava in chiesa. Uno degli ospiti riuscì a disarmare Martha che inveiva come una matta. Jonathan era preoccupato. Nella stanza accanto era ricoverata Susan che veniva visitata dal medico di turno. Accanto a Susan c’era Sandra. Luke, invece stava raccontando, come testimone, cosa fosse successo a Monticello. Martha era stata rinchiusa in cella in stato di fermo per tentato omicidio ai danni di Van Morris e degli sposi. I medici parlarono con Jonathan i quali consigliarono di tenere sotto controllo Susan per la notte. Jonathan chiese se fosse stata ferita. Il medico rispose di no e che era sotto shock e che l’avevano sedata. Nel frattempo Lois era impaziente di avere notizie di Martha. Al Distretto, nel frattempo, il tenente Parker stava iniziando a interrogare Martha la quale aveva rifiutato di essere assistita da un avvocato. Le accuse a suo carico erano pesanti. Negli studi della KZN, il mattino dopo, regnava era il caos. Jonathan cercava di tranquillizzare il personale e disse di continuare il loro lavoro e che li avrebbe aggiornati su quanto accaduto a Monticello. Luke e Sandra accompagnarono Susan a casa. Era ancora scossa. Il tenente Parker cercava ad ogni modo di ottenere da Martha spiegazioni per il suo folle gesto. Negli studi della KZN, Jonathan chiese a Steven di occuparsi delle soap che da lì a poco sarebbero andate in onda e che sarebbe passato alla centrale di polizia per capire il folle gesto di Martha. Steven disse che se ne sarebbe occupato lui. Di quanto accaduto a Monticello, era giunto anche in carcere, soprattutto alle orecchie di Lois la quale sperava che Martha avesse avuto successo contro Jonathan. Le notizie erano frammentarie e Lois fremeva di sapere se Jonathan finalmente fosse morto oppure no. Il silenzio di Martha era sconcertante e Parker uscì dalla sala interrogatorio. Davanti si trovò il Capitano Pollock e Jonathan Smith. Parker disse che la donna si rifiutava di rispondere. Jonathan chiese se potesse provarci lui stesso a farla confessare. Parker non obiettò ed entrò con Jonathan. Martha ebbe un sussulto. Jonathan era ancora vivo.


On Air – In Onda # 22 - 23 ©2019 by Nunzio Palermo for WSO



Come foglie al vento - Episodio 658 di Nunzio Palermo


Come foglie al vento

Episode
658
Season
4
Original Date
20/12/2013
Production Code
S4E82/237
Creator - Writer
Nunzio Palermo

St. Patrick’s Church – Father James’s Office
Padre George, rientrato presto da Manchester, disse a padre James che tutto era pronto. Padre James lo ringraziò e chiese a padre George se conoscesse la signora Manning. Padre George rispose che l’unica notizia che avesse saputo che Donna Manning era stata uccisa da un serial killer. Padre James lo ringraziò e chiese se sapesse altro. Padre George rispose che l’assassino, un certo Patrick Rossi, era in carcere e che doveva scontare una lunga condanna. Padre James annuì. Padre George uscì dall’ufficio e padre James alzò la cornetta del telefono e compose un numero e aspettò che qualcuno dall’altro capo del telefono rispondesse. Padre James disse che aveva avuto altre informazioni e che potevano incontrarsi al solito posto dopo le sei del pomeriggio.

Tom’s Bookstore – Victoria Square
La vetrina era quasi addobbata con festoni natalizi. Il corriere era arrivato durante la pausa pranzo e Maura aveva iniziato ad abbellire il negozio. Verso le tre del pomeriggio era tutto a posto, Nick si presentò al negozio. Era l’ora di andare alla funzione in memoria di Donna.

Cedar’s Pub – Victoria Square
Jennifer e David avevano chiuso il pub mettendo l’avviso della riapertura verso le 18. Il cielo era nuvoloso. David disse che sperava che non si mettesse a piovere. Jennifer annuì e disse che cominciava a sentire freddo. Assieme si avviarono verso la chiesa.

St. Patrick’s Church – Cemetery
Padre James era pronto. Padre George era già giunto al cimitero situato dietro la chiesa. Peter e Eileen erano arrivati da poco. Adrian e Eleonor erano vicini a Peter e Eileen. Eileen guardò la tomba di Donna con una sua foto. Era una bella donna, disse Eileen. Peter confermò, dicendo che la bellezza di Donna era solo esteriore. Poco dopo arrivò Judy. Con lei c’era David. Arrivarono anche Nick e Tom. Poco dopo anche padre James.

Stradella’s House – Llandaff
Frances guardò fuori dalla finestra. Pioveva. Guardò l’orologio. Era preoccupata. Victor se ne accorse e la rassicurò. Frances sorrise.

St. Patrick’s Church – Cemetery
La cerimonia stava volgendo al termine. Padre James disse qualche frase di circostanza, qualche preghiera e ringraziò i partecipanti. Peter ringraziò padre James. Poco lontano, qualcuno stava osservando la scena.

Come foglie al vento # 658
Created by Nunzio Palermo
© 2013 - WSO









giovedì 19 settembre 2019

Come foglie al vento - Episodio 657 di Nunzio Palermo


Come foglie al vento

Episode
657
Season
4
Original Date
19/12/2013
Production Code
S4E81/237
Creator - Writer
Nunzio Palermo

Suarez’s House – 7, Cedar Street
Maria aveva finito di pulire la cucina e Martin era pronto ad andare alla stazione di polizia. Martin chiese a Maria se i ragazzi si trovassero bene nella nuova casa e nella nuova scuola. Maria rispose di dì anche sé, aveva notato qualcosa di strano in Peter. Martin chiese cosa stesse succedendo a Peter. Maria ipotizzò che Pedro, forse, non s’era abituato al cambiamento ad anno scolastico iniziato e che forse il trasferimento non era stata una buona idea. Martin diede ragione a Maria.

Steven’s House – Glasgow
La macchina era stata caricata. Steven era pronto per partire. Stava per iniziare una nuova vita. Guardò la sua ex casa. Poi salì in macchina. L’accese e iniziò a lasciarsi Glasgow alle spalle.

Tom’s Bookstore – Victoria Square
Maura aveva consegnato un fax a Tom. La merce prevista in settimana sarebbe arrivata in giornata. Maura disse che era pronta a fare lo straordinario anche di notte. Tom sorrise e disse che non sarebbe stata da sola.

Stradella’s House – Llandaff
Frances di buon mattino s’era alzata per preparare la colazione. Victor stava accendendo il camino in sala. Fuori faceva freddo. L’inverno era alle porte. Frances aveva finito di apparecchiare la tavola e chiamò Victor.

St. Patrick’s Church – Father James’s Office
Padre George, rientrato presto da Manchester, disse a padre James che tutto era pronto. Padre James lo ringraziò e chiese a padre George se conoscesse la signora Manning. Padre George rispose che l’unica notizia che avesse saputo che Donna Manning era stata uccisa da un serial killer. Padre James lo ringraziò e chiese se sapesse altro. Padre George rispose che l’assassino, un certo Patrick Rossi, era in carcere e che doveva scontare una lunga condanna. Padre James annuì. Padre George uscì dall’ufficio e padre James alzò la cornetta del telefono e compose un numero e aspettò…

Come foglie al vento # 657
Created by Nunzio Palermo
© 2013 - WSO








Come foglie al vento - Episodio 713 (137/237) di Nunzio Palermo

                è presentato da  Come foglie al vento # 713 Episode 713 Season 4 Origi...