sabato 19 ottobre 2019

NON TI AZZARDARE AD APRIRE QUEL FRIGO - 6° PUNTATA - di Ambra Tonnarelli


Il disgusto di Marco per quella creatura, per quell’insulso essere pieno di lardo si tramutò ben presto in un ghigno sadico e perfido, che gli increspò le labbra.
Prese bene la mira e, con grande soddisfazione, gli tirò un bel calcio in culo, svegliandolo di soprassalto.
Enrico sobbalzò, cercando di capire che cosa fosse appena successo.
“In piedi, lurido grassone! Forza!” gridò Marco, come se fosse il comandante di un esercito, che va a svegliare i suoi cadetti.
“Ehi!” protestò Enrico, indignato. Si girò a stento, faticando come uno schiavo per via della mole. “Ti pare questo il modo di svegliare la gente?”
Marco fece per replicare, quando notò quei baffetti idioti disegnati malamente sotto il naso di Enrico. Scoppiò a ridere a crepapelle, come se non avesse mai riso in vita sua, piegandosi in due e indicando i baffetti con il dito puntato avanti. I gemelli Guaiotti avevano colpito ancora!
“Ma che hai da ridere?” Enrico si portò poi una mano proprio dove puntava l’indice da cecchino di Marco e non notò nulla. Afferrò allora il telefono e aprì la fotocamera per i selfie. “Coooosa? Pretendo di sapere chi è stato? Chi ha osato?”
“Sveglia, sveglia, creaturina, perché fuori è già mattina!” canticchiò Cristina a squarciagola. Teneva il ritmo, battendo un cucchiaio in legno sul retro di una padella.
Seguita, ovviamente, dall’immancabile Leonida. Che proseguì la canzoncina da lei iniziata.
“Scendi giù dal letto, lurido grassone, o ti prenderai un bel calcio nel culone!”
Enrico si mise a sedere, stropicciandosi gli occhi, basito e confuso. Stava ancora sognando, forse? Aveva le allucinazioni? Che ci facevano lì Marco e i gemelli? In camera sua? Lui aveva chiuso a chiave e... Si guardò intorno con fare disperato.
“Che fine ha fatto tutto il mio cibo?” domandò istericamente con voce stridula.
“Ce lo siamo diviso e ti abbiamo lasciato sul tavolo della cucina i soldi della spesa”, spiegò Cristina con nonchalance.
“Coooosa? Ma come vi siete permessi? E che ci fate voi, qui? Questa è camera mia e io avevo chiuso a chiave!”
Sul volto di Leonida si allargò un sorriso sadico e compiaciuto al tempo stesso. “Non c’è porta che tenga con il grande Leonida.”
“Adesso basta farneticare! Bando alle ciance!” ci mise un freno Marco in tono perentorio e autoritario, da esercito come al suo solito. “Adesso, alzati, lurido grassone. E vieni in cucina! Di corsa! Noi quattro dobbiamo fare un discorsetto.”
Alzò i tacchi e si diresse verso la cucina, marciando come un militare.
Cristina e Leonida si scambiarono un’occhiata complice, annuendosi a vicenda, poi si voltarono verso Enrico e ammiccarono canagliescamente. Infine, se ne andarono, raggiungendo Marco in cucina.
Enrico rimase lì, imbambolato, come un cretino, cercando di capire che cosa e soprattutto come fosse successo. Il suo cibo, il suo amato, adorato cibo... Sparito! La porta della sua stanza... Forzata! Che fine aveva fatto la privacy? E ora, che cosa avrebbe mangiato. Lanciò frenetici sguardi in giro, cercando il portafoglio, ma non lo trovò.
“Muoviti, Enrico!” tuonò Marco dalla cucina. “Devo farti venire a prendere da un carroattrezzi o da una gru, lurido grassone?”
La voce gelida e tuonante di Marco scosse Enrico dal suo stato di smarrimento, “balzò” in piedi e cercò di affrettarsi freneticamente verso la cucina, dove i tre coinquilini lo attendevano a braccia conserte, i visi contrariati e sadici al tempo stesso.
“Ah, ce l’hai fatta ad arrivare! Sua maestà se la prende comoda e fa aspettare i suoi sudditi, vedo”, commentò acidamente Marco. “Dunque”, proseguì, poi, iniziando a camminare avanti e indietro davanti a Enrico. “Solo per questa volta, sorvolerò sul tuo gesto così carino di lasciare i tuoi amici di vecchia data senza colazione, quando la casa è piena di cibo, da sfamare un intero esercito. E questo perché abbiamo una questione ben più importante da affrontare.” Si fermò davanti a Enrico, la schiena dritta, la testa alta e il petto in fuori, lo sguardo gelido e trucido, da far accapponare la pelle. Le mani dietro la schiena. “Ci risulta, caro il mio grassone, che il dottor Bartolini, grande uomo di scienza e luminare della chirurgia bariatrica in ambito nazionale, ti abbia preso sotto le sue cure e che ti abbia prescritto una dieta da 1200 calorie al giorno, con lo scopo di perdere peso e di imparare a controllare le tue abitudini alimentari in vista dell’intervento di bypass gastrico, che subirai, qualora perdessi trenta chili nei prossimi due mesi. Ho tralasciato qualcosa?”
“Ehm... Sì!” intervenne Cristina. “Vorrei ricordare al qui presente paziente che se non cambia subito stile di vita, potrebbe non arrivare vivo ai trent’anni. Forse, non arriverà nemmeno ai venticinque!”
“Sono tutte stronzate!” sbottò Enrico. “Siete uccelli del malaugurio e portate sfiga! Questa è una possibilità molto remota, perché faccio tanto movimento! Io mangio quello che mi pare e non seguirò nessuna dieta! Fanculo il dottore, i miei genitori che mi ci hanno portato e voi che gli date retta!”
Marco si fiondò in avanti con la furia di una pantera e, anche se con un po’ di fatica, lo afferrò per il colletto e lo inchiodò al muro. “Modera il linguaggio, lurido grassone. Non ti azzardare mai più a parlare in questo modo e a mancare di rispetto a un grande uomo di scienza, come il dottor Bartolini, ai tuoi genitori, che ti hanno messo al mondo e non ti hanno fatto mancare mai niente, e a noi, i tuoi amici di sempre. O ti cambio i connotati. Sono stato chiaro?” tuonò alla fine.
Enrico deglutì, iniziando a sudare freddo. Marco sapeva davvero essere terrificante, a volte. Ed era dotato una forza fisica... Quasi sovrumana.
“S-sì”, balbettò Enrico, terrorizzato.
“Non ti ho sentito. Che hai detto?” incalzò Marco.
“C-chiaro, chiarissimo, addirittura cristallino!” si sbrigò a rispondere Enrico freneticamente.
Marco allentò la presa e lo lasciò. “Sarà meglio per te.”
“Dunque, caro amico Enrico”, intervenne Leonida allegro, pimpante e deridente. “Da oggi in poi, anzi da ora in poi, qui si cambia regime! Quella è la dieta!” esclamò, indicando gasato il frigorifero. “E negli scaffali ti abbiamo lasciato solo quello che puoi mangiare. Il resto, ce lo siamo preso noi. Lì, ci sono i soldi della spesa, che noi terremo sotto custodia e per quanto riguarda il frigorifero, troveremo una soluzione molto presto. Fino ad allora, faremo dei turni per tenerlo d’occhio, in modo che tu non ti avvicini nemmeno! Capito tutto o devo ripetere?”
“Non mi importa di quello che fate, tanto io ho i miei soldi, e quando esco mangio dove e come mi pare!” replicò Enrico.
Il volto di Cristina si contorse in una smorfia birichina di sadismo. “Parli, forse, di questi soldi in questo portafoglio? O di questi altri soldi, che ho reperito nei cassetti, nei calzini, nelle tasche, negli zaini, nelle valigie e nei libri?” domandò melliflua e disinvolta, sbandierandogli i soldi davanti alla faccia.
“Brutti ladruncoli! Ridatemeli subito!” esclamò Enrico, facendo un passo avanti.
Ma Leonida lo bloccò prontamente. “Non ti scaldare tanto, amico! Non te li rubiamo mica! Li terremo da parte, sotto custodia, ovviamente, e, quando avrai finito i cibi previsti dalla dieta, te li andremo a ricomprare noi, proprio con i tuoi soldi. Cristina, prendi anche le banconote della spesa che abbiamo lasciato per lui sul tavolo e aggiungile al bottino.”
“Sarà fatto!” esclamò complice, obbedendo.
“Maledetti gemelli del cazzo! Tutti i gemelli sono dei pezzi di merda, perché sono sempre complici nel creare guai e disgrazie a qualcun altro!” sbottò ancora Enrico.
Marco fece nuovamente per afferrargli il colletto. “Mi sembra che non ci siamo proprio capiti, allora!”
Ma Cristina lo bloccò. “No! Lascia pure stare, Marco.”
“Già. Non ti scaldare tanto, amico!” convenne Leonida.
I due gemelli si scambiarono uno sguardo complice e lo rilanciarono a Marco, facendogli un occhiolino all’unisono. Marco ricambiò lo sguardo, annuendo con un lieve cenno del capo, il suo solito sorriso sadico e compiaciuto che gli increspava leggermente il volto. Aveva già capito tutto. Ormai, conosceva fin troppo bene i gemelli: erano soliti far saldare i debiti, quando i loro malfattori si dimenticavano persino di averne accumulato uno.
“E sia. È tutto vostro, ragazzi”, ammiccò Marco, mellifluo.
Capendo di non avere più risorse, il povero Enrico iniziò a piagnucolare come i bambini piccoli, nel disperato tentativo di impietosire i suoi aguzzini.
“Smettila di frignare”, lo segò subito Marco. Gelidamente.
“Giàààà. Piuttosto, perché non vai ad aprire la finestra in camera tua, Enrico? C’è un tanfo infernale... Meno male che tutte le scorregge che fai, le sganci di notte in camera tua! Non ti azzardare a mollarle in bagno, eh! Altrimenti diverrà impraticabile!” lo prese in giro Leonida.
Anche se sul tanfo infernale aveva proprio ragione.
Aveva fatto centro.
Bingo!
Cristina scoppiò a ridere a crepapelle come se non esistesse un domani e scoccò complice un sonoro batti-cinque al gemello, mentre Marco ridacchiò sotto i baffi. Come si poteva non ridere alle battute pungenti di Cristina e Leonida?
“Non ti scomodare, lurido grassone. Te la apro io, la finestra in camera tua. Nel frattempo, inizia pure a fare colazione, ché il primo giorno di lezioni ci aspetta”, disse Marco, indicando sadicamente i due miseri bianchi d’uovo e le due misere fette biscottate integrali sul tavolo.
“Quella? Quella, la mia colazione?” piagnucolò Enrico.
Ora sì, che le cose si stavano davvero mettendo male per lui.
“Sì. Proprio quella. Buon appetito, grassone. Torno subito.” Marco andò in camera di Enrico a spalancare la finestra e tornò nel giro di due secondi.
Enrico si mise a mangiare, a malincuore, perché era pur sempre meglio quella misera, tristissima colazione di niente, ma adesso iniziava a essere seriamente preoccupato. Sua madre doveva aver telefonato a uno di loro, a Cristina probabilmente, dal momento che sapeva sempre essere affabile e mostrarsi responsabili agli occhi degli adulti. E, forse, lo era pure. Ma non era quello, il punto, no! Il punto era il fatto che si trovava nei guai. Senza cibo, né vivere o risorse per comprarlo! Perché nel portafoglio che gli aveva sequestrato Cristina c’era anche la carta bancomat.
Ecco. Ora sì che era nei guai!
Come avrebbe fatto a resistere alla fame? Alle voglie di cibo? quando avrebbe rimangiato le sue amate pizze, l’adorata carne e patatine fritte con la maionese, i venerati dolci e gelati? Gli veniva da piangere il solo pensiero. Doveva escogitare un piano e alla svelta. Ma con quei tre che gli facevano la punta come degli avvoltoi e lo stomaco completamente vuoto non riusciva a ragionare lucidamente.
Quando ebbe finito di mangiare, Marco lavò piatti e posate, mentre Enrico andò in bagno a custodirsi, sempre fedelmente e costantemente sorvegliato da Cristina e Leonida. Si vestì a fatica, con lo stomaco che borbottava in maniera rumorosa e sonora, e la mole mastodontica che gli impediva i movimenti. Dopodiché, Leonida gli impedì di salire sull’autobus e lo accompagnò a piedi, trascinandosi con sé la bicicletta. Lo costrinse a fare un chilometro a piedi! Ma vi rendete conto? Lo stava ammazzando! Una volta giunto a destinazione, Enrico si sentì morire. Si lasciò cadere sulla sedia nell’aula magna della facoltà di scienze politiche, ansimando tutto sudato e senza fiato. Era distrutto. E stava morendo di fame! Sarebbe stata di sicuro una lunga, lunghissima giornata.
Nel frattempo, Leonida era montato sulla bici e schizzato alla facoltà di scienze motorie, raggiungendo Marco e Cristina, che erano andati a piedi.
“Tutto come previsto?” gli domandò Marco senza scomporsi.
“Signorsì, Signore! Tutto a posto, capo!”
“Ottimo.”
“Lo abbiamo sistemato per le feste, quel cicciobomba, eh?” si gasò Leonida.
Cristina ammiccò. “E questo è solo l’inizio.”
I tre amici si scambiarono sguardi sadici e complici al tempo stesso. Quelli dei gemelli erano persino birichini. Il volto di Marco si contorse in un’espressione sadica e perversa, un leggero sorrisetto bastardo che gli increspava le labbra. Cristina aveva proprio ragione, pensò. Quello era solo l’inizio. Il lurido grassone non aveva idea di quanti e quali altri escamotage avevano in serbo per lui...

venerdì 18 ottobre 2019

On Air - Ep. 30 - 31


On Air – In onda
Episode
30 - 31
Season
3
Original Date
18/10/2019
Production Code
S3 E9/10 - 10
Writer
Nunzio Palermo

Episodio 30 - 31
Il giorno dopo, il processo riprese con Jonathan al banco dei testimoni. Jonathan raccontò ai giudici quanto fosse morboso il comportamento di Martha nei suoi confronti quando lavorava alla KZN e come fosse cambiata quando Susan Parker venne assunta come sua segretaria. Molti ricordano le diverse scenate di gelosia o battute poco carine fatte nei confronti dei suoi collaboratori. Jackson chiese se quando la Berg venne allontanata dalla KZN si fosse fatta viva. Jonathan rispose che negli uffici non aveva libero accesso e che difficilmente sarebbe potuta entrare nel palazzo dove sono ubicati gli uffici e gli studi della KZN. Morgan, la difesa, chiese se la Berg conoscesse la signora Lois Heiberg. Jonathan rispose di no. O per lo meno, Lois non ne aveva fatto cenno quando l’aveva rapito un anno fa. Finito Jonathan di deporre, venne il turno di Lois Heiberg che venne fatta entrare da una porta laterale. Susan era curiosa di sapere come stesse andando il processo contro Martha Berg. Sandra sperò nel carcere a vita. Il processo contro Martha Berg creò scalpore e interesse nei media. Anche il notiziario della KZN non si è potuto sottrarre a questo processo. Lois venne chiamata a deporre a sfavore di Martha. Nella sua deposizione Lois confermo che Martha spesso le faceva visita e le diceva che aveva trovato un sistema per rovinare Jonathan per sempre. Susan era in ansia. Temeva che Martha l’avrebbe fatta franca. Sandra accese la radio e si sintonizzò sulla KZN. Era l’ora del notiziario. Lo speaker stava narrando le fasi del processo in cui la Heiberg aveva confermato la sua conoscenza di Martha Berg ma che ignorava i piani per rovinare Jonathan Smith, l’attuale proprietario della KZN. I giorni del processo stavano volgendo al termine. Siamo ai primi di novembre del 1936.  A Chicago stava nevicando. Jonathan negli studi della KZN stava lavorando per la sua soap radiofonica e per la radio. Il processo di Martha Berg stava avendo un effetto strano. La radio stava diventando la più ascolta della città. Il piano di rovinare Jonathan e di uccidere Susan per Martha s’era rivelato un boomerang.  La sua ossessione per Jonathan le aveva aperto le porte del carcere. La sentenza era fissata per metà mese. La gravidanza di Susan procedeva serenamente. Lavorava a casa aiutata da Sandra e nel pomeriggio si riposava e ascoltava la radio. Martha, nella cella del carcere, ascoltava la radio e durante un notiziario seppe che la corte si sarebbe riunita domani per il verdetto finale. Jonathan, Steven, alcuni dipendenti della KZN, curiosi, erano pronti per il verdetto finale. Martha non mostrava alcuna emozione. Finalmente entrò il giudice e la giuria. Sandra non stava nella pelle. Preparò una tisana per lei e Susan. Il processo veniva trasmesso in diretta sulla KZN. Mancava poco. Martha venne condannata a vent’anni di carcere. Due settimane dopo il verdetto, Susan e Jonathan stavano passeggiando nel parco non lontano dalla loro casa. Erano felici e sollevati. Martha non poteva più far loro del male. Vennero raggiunti da Sandra e da suo marito Luke. Jonathan capì che era successo qualcosa di grave. Luke fece leggere il giornale a Jonathan mentre Sandra fece sedere Susan. Durante il trasferimento in un carcere verso St. Paul, vicino Minneapolis, il furgone con alcune prigioniere, a causa di una lastra di ghiaccio s’era ribaltato. Alcuni prigioniere erano riuscite a far perdere le tracce tra cui Martha Berg.
Il seguito il 25 dicembre alle ore 20.30
On Air – In Onda # 30 - 31 ©2019 by Nunzio Palermo for WSO


Come foglie al vento - Episodio 678 di Nunzio Palermo


Come foglie al vento

Episode
678
Season
4
Original Date
014/01/2014
Production Code
S4E102/237
Creator - Writer
Nunzio Palermo

Cesar’s Pub – Victoria Square
Peter era seduto al tavolo con David, il compagno di Judy. Chiese informazioni su Patrick e Jill. Eileen era al bancone con Jennifer. La serata era tranquilla. Tom entrò nel pub e si avviò al bancone. Eileen gli preparò la birra. Da Jason ancora nessuna notizia. Secondo i suoi calcoli, dovevano essere a pochi km da Runswick Bay.

Tina’s House – Runswick Bay
Tina aveva preparato la stanza per Jennifer e Jason. Guardò l’orologio affisso alla parete. Mancava poco all’arrivo.

Cedar’s Pub – Victoria Square
Tom prese il suo boccale di birra e si sedette al suo tavolo.  Poco dopo entrarono Rebecca e Roger. Si salutarono e Tom li invitò al tavolo. Rebecca chiese di Simon. Era da tanto tempo che non lo vedeva al Pub. Tom disse che Simo e il suo compagno erano in vacanza in Portogallo e che sarebbero rientrati a giorni. Rebecca raccomandò Tom di salutarlo appena avesse sue notizie. Tom disse che l’avrebbe fatto con piacere. Poco dopo entrò Nick. David finito di raccontare quanto doveva a Peter e chiese cosa ne pensasse di tutto questo. Peter disse che era preoccupato per Judy che sperava a un rilascio di Patrick in tempi brevi. David annuì dicendo che neanche per buona condotta il suo rilascio sarebbe previsto a metà pena. Judy lo sapeva ma voleva che suo nipote Patrick avesse un’opportunità. Una seconda chance.  Peter disse che era preoccupato anche per Joe e ne condivise le sue perplessità con David.

Phyllis’ House – Wakefield
Quanto raccontato da Erica l’altro giorno, aveva sconvolto Phyllis. Aveva una nipote e non poteva per adesso conoscerla di persona. Non nell’immediato. Phyllis aveva sempre sperato che suo marito Jonathan si fosse ravveduto su quello che aveva fatto ai danni di David e di Liam, il padre di Myrna. Jonathan non aveva mostrato alcun rimorso per la morte di Liam e nemmeno sugli affari con Donald Ferguson. Tutto per salvare l’azienda di famiglia. Phyllis era preoccupata, ma, si fidava di Erica e delle sue rassicurazioni.

Tina’s House – Runswick Bay
Jennifer ringraziò Tina per l’ospitalità con un breve preavviso. Tina disse che era sempre un piacere ospitarli. Jennifer l’abbracciò.
Come foglie al vento # 678
Created by Nunzio Palermo
© 2014 - WSO

giovedì 17 ottobre 2019

Come foglie al vento - Episodio 677 di Nunzio Palermo


Come foglie al vento

Episode
677
Season
4
Original Date
013/01/2014
Production Code
S4E101/237
Creator - Writer
Nunzio Palermo

Erica’s House -9, Thornhill St – Wakefield
Erica non era tranquilla. Aver detto la verità a sua madre l’aveva messo in pericolo? In parte voleva che suo fratello conoscesse sua figlia, dall’altra temeva la reazione di Lynn e Adam. In ogni caso, era pronta ad ogni eventualità.

Runswick Bay
Claire s’era svegliata di buon mattino. Passeggiava per il piccolo centro di Runswick Bay. Era molto cambiato. Le era stato raccontato che il piccolo centrò aveva vissuto momenti migliori. Poi s’avviò verso il pub di Tina.

Cedar’s Pub –Victoria Square
Stuart era preoccupato per la minaccia a Marlena. Roger lo tranquillizzò dicendogli che Marlena era tranquilla e che poi più tardi sarebbe andata a prenderla fuori dal set. Stuart, nonostante ciò, non si sentiva tranquillo. Anche Roger era dello stesso parere del padre.

Cedars Hospital – Surgery Ward – Adrian’s Office
Nick raccontò quanto accaduto a Salford. Era stato trovato un cadavere dentro un vecchio sito di una fabbrica tessile e volevano una sua consulenza che poi ha fornito. Adrian chiese se il vecchio lavoro di patologo gli mancasse. Nick rispose di sì ma anche fare il chirurgo gli piaceva. Adrian sorrise.

Tom’s Bookstore – Victoria Square
Tom era impaziente di avere notizie da Jason. Era curioso di sapere del ritorno di Claire. Lo zio Jason era morto da tanti ed era sepolto a Runswick Bay. Guardò l’orologio. Ed era ora di chiusura. Maura chiuse il negozio e si avviò verso casa. Tom si avviò verso il pub.

Cesar’s Pub – Victoria Square
Peter era seduto al tavolo con David, il compagno di Judy. Chiese informazioni su Patrick e Jill. Eileen era al bancone con Jennifer. La serata era tranquilla. Tom entrò nel pub e si avviò al bancone.

Come foglie al vento # 677
Created by Nunzio Palermo
© 2014 - WSO





mercoledì 16 ottobre 2019

Come foglie al vento - Episodio 676 di Nunzio Palermo



Come foglie al vento

Episode
676
Season
4
Original Date
010/01/2014
Production Code
S4E100/237
Creator - Writer
Nunzio Palermo



Erica’s House – 9, Thornhill St – Wakefield
Erica disse a Phyllis che voleva proteggere la sua famiglia. David non doveva sapere la verità! Temeva per la sua vita, ricordandole che Adam, il fratello di Lynn, aveva un carattere peggiore del vecchio Donald Ferguson. Phyllis chiese se fosse giusto nei confronti di Marlena. Erica rispose di no. Inoltre, disse Erica, che Myrna non avrebbe fatto nulla affinché a verità non saltasse fuori. Phyllis cominciava a non capire nulla di quanto stava accadendo. Erica disse che la verità prima o poi sarebbe saltata fuori e che Myrna non avrebbe fatto nulla per evitarlo.


Nick and Tom’s House – 10, Cedar Street
Tom andò a salutare Jennifer e Jason in partenza per Runswick Bay. Dopo molti anni avrebbero rivisto Claire. Nick chiese chi fosse Claire.

Phyllis’ House – Wakefield
Phyllis era ancora frastornata per quanto raccontato da Erica. Si domandava se Jonathan avesse mai saputo dell’esistenza di Marlena. Purtroppo non poteva chiederlo. Jonathan era rinchiuso in un centro per malattie mentali. Aveva l’Alzheimer.

Karr’s Legal Office – 6, Monticello Road
Roger chiese a Anthony se a mandare la busta fosse stato un fan fuori di testa di Marlena. Anthony rispose che poteva esserlo come poteva essere anche Erica. Roger disse che Erica non le sembrava il tipo di donna che usasse questi sistemi per intimorire le persone. Anthony lo confermò. Roger suggerì Vanessa come probabile mittente. Anthony lo escludeva, anche se, Vanessa era capace di questo e altro, come aveva dimostrato in molte occasioni. Anthony chiese di Marlena. Roger rispose che le era sembrata tranquilla ed era già sul set a girare.

Erica’s House -9, Thornhill St – Wakefield
Erica non era tranquilla. Aver detto la verità a sua madre l’aveva messo in pericolo? In parte voleva che suo fratello conoscesse sua figlia, dall’altra temeva la reazione di Lynn e Adam. In ogni caso, era pronta ad ogni eventualità.

Come foglie al vento # 676
Created by Nunzio Palermo
© 2014 - WSO




martedì 15 ottobre 2019

Come foglie al vento - Episodio 675 di Nunzio Palermo


Come foglie al vento

Episode
675
Season
4
Original Date
09/01/2014
Production Code
S4E99/237
Creator - Writer
Nunzio Palermo

Nick and Tom’s House – 10, Cedar Street
Nick non aveva alcun problema ad ospitare Peter. Tom disse che non riusciva a capire cosa stesse accadendo. Jennifer disse che l’unico modo era quello di andare a Runswick Bay a parlare con Claire. Nick chiese chi fosse Claire. Jennifer iniziò a raccontare. Tom aiutò Peter a sistemarsi nella stanza di Luke al piano di sopra. Nonostante fossero passati molti anni, Jennifer non seppe mai la causa del litigio tra Martin e Jason.

Erica’s House – 5, Thornhill St – Wakefield
Phyllis era rimasta senza parole. Myrna e David erano i genitori di Marlena. Erica lo confermò. Phyllis chiese chi altro sapesse la verità. Erica disse che Marlena lo sapeva grazie a Vanessa e lo aveva scoperto da pochi mesi. Lynn e David sono all’oscuro di tutto e temeva la reazione di Lynn. Phyllis chiese cosa avesse intenzione di fare.

Nick and Tom’s House – 10, Cedar Street
Jennifer e Jason salutarono Nick e Tom. Il ritorno di Claire pone diversi interrogativi inerenti al suo ritorno da sola a Runswick Bay senza David. Tom ricordava poco David. Jack, il fratello gemello di Jason, da Dublino aveva fatto sapere che di David s’erano perse le tracce qualche anno dopo che era partito da Runswick Bay per la Nuova Zelanda.

Runswick Bay
Claire stava osservando le coste frastagliate di Runswick Bay dal molo del porticciolo. Aveva lasciato il la località marinara quando David era adolescente. Molti ricordi avevano invaso il suo animo. Ricordi belli e ricordi tristi. Runswick Bay le era sempre piaciuta. Suo marito Jason a fasi alterne la detestava. Non sempre andava d’accordo con suo fratello Martin. Seguendo l’onda dei ricordi, Claire decise di andare al cimitero.

Erica’s House – 9, Thornhill St – Wakefield
Erica disse a Phyllis che voleva proteggere la sua famiglia. David non doveva sapere la verità! Temeva per la sua vita, ricordandole che Adam, il fratello di Lynn, aveva un carattere peggiore del vecchio Donald Ferguson.

Come foglie al vento # 675
Created by Nunzio Palermo
© 2014 - WSO



lunedì 14 ottobre 2019

Come foglie al vento - Episodio 674 di Nunzio Palermo


Come foglie al vento

Episode
674
Season
4
Original Date
08/01/2014
Production Code
S4E98/237
Creator - Writer
Nunzio Palermo


Erica’s House – 5, Thornhill St – Wakefield
Erica ricordò bene. Liam si suicidò per le calunnie orchestrate da Ferguson e Jonathan. Phyllis ricordò che Myrna ne uscì distrutta e in quel periodo David la lasciò e venne poi obbligato a sposare Lynn. Phyllis ringraziò il cielo che Lynn e David non abbiano avuto figli. Erica annuì e cambiò espressione. Phyllis chiese se ci fosse dell’altro di cui non fosse a conoscenza. Erica disse di sì e chiese a sua madre se si ricordasse di Vanessa Vanderbilt. Phyllis rispose di sì. Erica disse che Vanessa odia Myrna poiché la ritiene non adatta a essere sposata a un Vanderbilt. Phyllis chiese cosa centrasse Vanessa con quanto stava accadendo con Lynn. Erica disse che Vanessa aveva scoperto che Marlena è in realtà la figlia di Myrna. Phyllis rimase senza parole. Ripresasi, Phyllis chiese cosa avesse Marlena a che fare con loro.

Cedar’s Pub – Victoria Square
Roger arrivò con qualche minuto di ritardo. Marlena gli raccontò della busta trovata sotto l’uscio di casa e gliela consegnò. Jason rimase senza parole. La zia Claire dopo anni di assenza era tornata. Jennifer disse che voleva andare a Runswick Bay e che già aveva avvisato Tina. Jason chiese come mai la zia Claire fosse ritornata dopo tutti questi anni di silenzio. Jennifer disse che riguardava David. Roger aprì la busta. All’internò un foglio con un messaggio fatto con ritagli di giornali e uno strano messaggio: Stai attenta! Marlena non seppe dire nulla. Rebecca ipotizzò un fan fuori di testa.

Samantha’s House – Edinburgh
Samantha ascoltò con attenzione il racconto di Tom e chiese come mi questo interesse su David di cui si persero le tracce quando erano adolescenti. Tom non seppe rispondere.

Erica’s House – 5, Thornhill St – Wakefield
Erica non sapeva se dirle la verità oppure tacere. Phyllis la incalzò chiedendole di sputare fuori il rospo. Erica disse che Marlena era la figlia di David. Marlena è un Porter.

Nick and Tom’s House – 10, Cedar Street
Nick non aveva alcun problema ad ospitare Peter. Tom disse che non riusciva a capire cosa stesse accadendo. Jennifer disse che l’unico modo era quello di andare a Runswick Bay a parlare con Claire.

Come foglie al vento # 674
Created by Nunzio Palermo
© 2014 - WSO


Come foglie al vento - Episodio 713 (137/237) di Nunzio Palermo

                è presentato da  Come foglie al vento # 713 Episode 713 Season 4 Origi...