domenica 23 settembre 2018

Fontenuova - 3° puntata - di Mattia Cattaneo





https://youtu.be/tfYRv_ccHdU




Andrea sente dei rumori provenire dal piano inferiore dell’azienda e si precipita ma non trova nessuno. Scuote il capo e se ne va.

In mattinata, Elvira sta pulendo l’esterno della locanda. Fa qualche passo più in là e nota qualcosa di strano dietro un cespuglio:”Ma che diamine è questa cosa dietro?...”. Elvira si avvicina e trova un borsone ma qualcuno la colpisce alla nuca e la donna cade a terra. Il borsone sparisce.

Alvise sta facendo colazione e Andrea si siede a tavola:”Mi vuoi dire una volta per tutte se devo essere al corrente di qualcosa?”-“Andrea la tua è una fissazione, ora basta!”-“no basta lo dico io. Ieri sera ero in azienda ma ho notato dei movimenti sospetti. Papà ti prego, posso aiutarti, siamo o no una famiglia?”-“bella parola.. tua sorella pensa alla vita mondana, tuo fratello ai pascoli.. Andrea non siamo una vera famiglia, te ne rendi conto?. Dì la verità, sei nervoso perché Anna si sta per sposare? ma quella donna non ti merita”-“Basta lo dico io ora!”. Andrea si alza:”se c’è qualcosa che dovrò sapere, lo scoprirò da solo”.

Alberto visita Elvira:”un bel colpo, poteva andare peggio Anna..”-“grazie Alberto davvero. Non so chi diavolo abbia potuto aggredirla”-“beh ora andiamo a casa..”-esclama Paolo-“papà un attimo solo, vorrei capire da mamma cosa è stato”-“mi era sembrato di veder qualcosa dietro il cespuglio fuori dalla locanda, mi è sembrato di intravedere un borsone..ahi”- dice Elvira lamentandosi. Alberto chiede assoluto riposo mentre Anna è convinta che ci sia qualcosa di strano nell’aria a Fontenuova.

Nel pomeriggio, Anna arriva alla cascata. Andrea sta giocando con dei guizzi d’acqua:”facevi così quando c’era qualcosa che non andava..o avevi litigato con tuo padre”-“ti ricordi ancora?.. pensavo che il matrimonio ti avesse fatto cancellare i ricordi”-“Andrea ti prego, io ho fatto una scelta, tu hai fatto una scelta. Noi abbiamo scelto”-“già e non si può tornare indietro. Tua madre a proposito?”-“sta meglio, uno spavento terribile.. ed io penso che qualcuno qui a Fontenuova sia tornato per vendicarsi”-“cosa?”-“sì ne ho l’assoluta certezza. Stammi bene”. Anna allunga la mano ad Andrea che l’accarezza portandosela al volto ma poi la lascia di colpo.
Alvise sta controllando alcuni macchinari in azienda quando riceve la corrispondenza e tra di essa un foglio con delle lettere ricavate da una rivista:”Stai attento a quello che fai”. Alvise sospira e poi se ne torna in ufficio.

Matteo arriva alla Baia lacustre dell’usignolo e trova Giuseppe ad aspettarlo:”finalmente, pensavo ti fossi perso. Hai tutto vero?”-“sì certo capitano”-“c’è una piccola casetta in legno laggiù metti tutto li, di corsa”. Matteo si dirige verso la casetta mentre Giuseppe lascia la baia.
Andrea è al rifugio da Enzo:”da quando in qua arrivi in altura?..”-“per sapere come stai devo fare questo sbalzo di altitudine.. giù in paese non ti si vede mai”-“voglio star lontano da nostro padre e di quello che combina”-“Enzo mai ho capito perché tu e nostro padre non siete mai andati d’accordo”-“non c’è nulla da spiegare. Ora io devo solo capire chi voleva introdursi qui e soprattutto cosa stava cercando”-“anche in azienda qualcuno è entrato…ero lì l’altra sera”-“ecco vedi, ora capisci quanto nostro padre sia poco trasparente”.

Alberto intanto sta consultando degli annali di medicina della clinica quando un sms di Azzurra lo distrae:”tra quanto arrivi..”-legge l’sms. Alberto non risponde e continua a guardare gli annali fino a quando trova una fotografia riguardo la costruzione di alcuni condotti nello stesso luogo dove è avvenuta la frana. L’uomo scuote il capo:”perché costruire dei condotti in quella zona, e per cosa?...”. La fotografia porta la data dell’anno precedente la frana.
Azzurra si sta vestendo, tira un sospiro di sollievo:”dobbiamo fare alla svelta, presto Alberto sarà qui”- dice rivolgendosi a Giacomo che si alza dal letto…

sabato 22 settembre 2018

Romantiche tradizioni di famiglia 2: La storia di Cecilia e Valerio capitolo 2, una storia di Silvia Bucchi






2° puntata.

Settembre 2017

“Smettila di guardare il cellulare, Valerio. Rischi davvero di consumarlo e non credo che spingerai Cecilia a chiamarti utilizzando la forza del pensiero”. Andrea scherzo mentre si sdraiava sul letto nella stanza di Valerio. Da quando lui e suo padre si erano trasferiti a casa di Tiziana e Maria, le visite al figlio dei portieri erano diminuite. Per tutta risposta, Valerio distolse l'attenzione dal cellulare e tirò un cuscino contro il suo migliore amico.
“Abbi fede, prima o poi mi richiamerà.” gli rispose.
“Purtroppo Cecilia non è il tipo adatto a te e mi dispiace tanto averti detto che si era iscritta nella tua stessa facoltà.” Andrea alzò gli occhi verso il cielo.
“Tanto prima o poi l'avrei incontrata e sarei rimasto ugualmente folgorato da lei. Hai solo anticipato l'inevitabile” gli spiegò Valerio.
“Ma non mi sarei reso complice del tuo massacro, perché dopo cinque anni trascorsi in classe con Cecilia posso dirti con estrema sicurezza che ti spezzerà il cuore.” sospirò Andrea, che lanciò all'amico uno sguardo che voleva dire: “Io ti ho avvertito.”
“Ti ricordo che hai sospirato per cinque anni per una ragazza e che se non fosse stato per l'intervento di tuo padre , non ti saresti mai avvicinato a Maria.” gli ricordò Valerio, mentre Andrea gli tirava addosso un cuscino. La moglie del portiere entrò nella stanza, e con aria materna annunciò che la cena era pronta: la donna aveva cucinato il piatto preferito di Andrea, come ai vecchi tempi, quando il ragazzo viveva ancora in quel palazzo.

“Dovresti chiamarlo. Si tratta di educazione e di rispetto per me, che sono la tua migliore amica.” disse Maria, mentre era nella sua stanza in compagnia di Cecilia.
“Perché gli hai detto che mi sono iscritta nella sua stessa facoltà? Non avresti dovuto farlo.” le disse l'amica.
“Ceci, se ben ricordi è stato Andrea a dirglielo. Dal canto mio ti ho sempre messa in guardia e ti ho ripetuto fino allo sfinimento che lui non era adatto a te. Direi che è troppo per bene per te.” Maria si pentì subito per le parole che aveva usato. Del resto anche Cecilia era una ragazza per bene, solo che collezionava solamente avventure da una notte o al massimo da qualche settimana e Valerio invece sembrava il prototipo del pappagallino inseparabile. Ma Cecilia non fece caso alle parole dell'amica. Il suo unico desiderio era prendere Andrea a calci.
“Non c'è. Pensa che in questo momento è a casa di Valerio.” sorrise Maria, rammaricandosi perché avrebbe provato un piacere estremo nel vedere una delle sue migliori amiche inseguire il fidanzato.
“Che incubo” si lamentò Cecilia ma ogni ulteriore lamentela fu bloccata dal pianto della sorellina di Maria e Andrea. Le due ragazze abbandonarono la stanza e si recarono in soggiorno da Tiziana, per aiutarla a calmare la neonata.

DUE BISBETICI ALLA RISCOSSA - 2° PUNTATA - di Ambra Tonnarelli

CHANEL

Erano le otto, quando la sveglia gridò il suo lieto buongiorno a squarciagola, un giorno che qualcuno non aveva alcuna intenzione di iniziare. Chanel allungò la mano, staccò la sveglia e si girò dalla parte opposta, tirando con sé le coperte. I suoi stavano facendo baccano già da un po’, ma a lei non importava. Non era una dormigliona, ma quando voleva dormire... Nulla era in grado di scuoterla e buttarla giù! Aveva messo la sveglia alle otto, a dire il vero, per preparare la valigia per partire per Urbino l’indomani, ma non ne aveva alcuna voglia. L’avrebbe preparata a tempo e comodo la mattina seguente, prima di partire! Dopotutto, che fretta c’era, no? Nel giro di qualche giorno, avrebbe iniziato a studiare all’università, frequentando ogni giorno le lezioni, pertanto, quando avrebbe avuto del tempo a disposizione per permettersi di dormire una o due ore in più al mattino? Di certo, non prima di Natale! Quindi, decise di cambiare i suoi piani per la giornata e tirare ancora per un po’. Il letto comodo, le coperte calde, il buio... Sì. Era tutto perfetto. Si riaddormentò in un battibaleno, sognando di dormire ancora e ancora, a più non posso. Quando una forte luce e un gran frastuono disturbarono la sua quiete.
“Alzati, Chanel! Forza! Sono già le otto e mezzo passate!”
Chanel tirò le coperte fino a sotterrarvisi, bofonchiando e brontolando. “Ancora cinque minuti”, mugugnò da sotto le coperte.
“I cinque minuti sono passati da un pezzo! Forza, Chanel! Su! Gambe in spalla e alzati!” ribadì la petulante voce, tirandole via le coperte.
Chanel si mise a sedere sul letto, lo sguardo truce e contrariato, mentre sua madre sollevava la serranda.
“Ma chi ti ha detto di svegliarmi a quest’ora?” protestò acida Chanel.
“Ma come? Hai detto che ti saresti alzata alle otto per fare la valigia! Sono le otto e mezzo passate e ancora dormi! Ho pensato di svegliarti”, le spiegò calma sua madre Vittoria.
“E chi ti ha detto di svegliarmi? Se non mi sono alzata, vuol dire che voglio dormire, no?” s’infuriò Chanel.
“Ma se l’ultima volta che si è creata una simile situazione, ti sei arrabbiata perché nessuno ti aveva svegliata e hai fatto tardi? Non si sa mai cosa fare con te!”
“I cazzi tuoi, mamma. Ti devi fare i cazzi tuoi. Ora, esci dalla mia stanza!”
“Stanza... Questo è un magazzino! Non una stanza! Ma guarda che roba!”
Chanel si guardò attorno e nel caos che dominava attorno a lei, nei vestiti sparsi a terra, non trovò nulla che non andasse. “La mia stanza è perfetta così com’è, maniaca dell’ordine! Adesso, fuori! Lasciami stare!” la cacciò Chanel, alzandosi e accompagnandola fuori in malo modo. Sbatté violentemente la porta e si sedette sul letto sbuffando. Si passò una mano fra la folta chioma di ricci rossi, tirando dei profondi sospiri nel tentativo di calmarsi.
“Ma tu guarda quella rompipalle!” commentò stizzita.
Si guardò intorno: le coperte a terra, la serranda completamente alzata, il Sole che le accecava gli occhi... I nervi a crepapelle di prima mattina! Sospirò, vedendosi costretta ad alzarsi. Uscì dalla sua stanza, sbattendo la porta e si fiondò in bagno. Cacciando fuori il padre.
“Esci di qui!” gli gridò inacidita, entrando senza bussare.
“Buongiorno Chanel! Ma come siamo gentili, questa mattina!” sdrammatizzò Agostino.
“Poche ciance, papà! Mi avete costretto ad alzarmi, mi avete svegliato in malo modo e adesso, FUORI! Il bagno è mio! Aria! Sciò!”
Agostino sospirò, rassegnato, decidendo di non discutere in quanto Chanel se ne sarebbe andata presto. Meglio lasciar perdere e non rovinarsi il fegato! Era la sua amata bambina, le voleva un bene dell’anima, anche se, a volte, doveva ammetterlo, era difficile sopportare il suo caratteraccio lunatico, bisbetico, caotico e casinaro. Era in grado di far baccano per venti persone, oltre che a spaventare un esercito con i suoi terribili e terrificanti sbalzi d’umore.
Chanel entrò in bagno e si chiuse dentro. Si specchiò, dando un’occhiata alla sua criniera da leonessa spettinata, gli occhi nocciola che già brillavano di furore e la spruzzata di lentiggini che ne simpatizzavano l’espressione del volto. Giocò per qualche istante a far le facce allo specchio, prima buffa, poi pazza, poi arrabbiata e ribelle, infine sorrise di scherno al suo riflesso. Aprì il rubinetto e si sciacquò il viso con l’acqua gelata per svegliarsi meglio, poi si asciugò alla meglio e ripose in malo modo l’asciugamano, tutto accartocciato, una posizione in cui gli sarebbe stato impossibile asciugarsi. Chanel uscì dal bagno nel giro di un paio di minuti, spettinata e trasandata, con ancora la faccia mezza bagnata, e si diresse in cucina per fare colazione. Si versò nel bricco un po’ di latte, facendone scivolare una minuscola pozzanghera anche sul tavolo, frettolosa e sbadata, e lo mise a scaldare. Nel frattempo, preparò la tazza. Vi buttò giù una bella quantità di orzo e cacao, spolverandone una bella manciata persino il tavolino, senza curarsi poi di ripulire, e attese. Quando il latte le sembrò caldo a occhio e croce, lo versò nella tazza per poi mescolare l’intruglio in maniera tanto energica, da buttarne un bel po’ sul tavolo, che nel girò di cinque minuti nemmeno, era già diventato un vero e proprio porcile.
“Sei un disastro, Chanel, un vero e proprio disastro!” commentò rassegnata Vittoria. “Almeno pulisci, no?”
“E fammi fare colazione in santa pace, eh! Io sarò pure un disastro, ma tu sei una palla pazzesca! Pulisci tu, no? Io sto mangiando!” sbottò Chanel, che amava consumare i pasti in due soli modi: o nel silenzio più assoluto, o in compagnia delle amiche casinare come lei.
Vittoria fece per risponderle picche, quando un eloquente sguardo del marito la indusse a tacere. Non doveva dimenticarsi che il giorno dopo sarebbe partita e che avrebbero avuto la casa tutta per loro. Avrebbero dovuto darsi un gran daffare per riuscire a riordinare tutto il casino che Chanel aveva seminato per casa, se non altro, però, sarebbero stati in pace. Afferrò lo straccio e si mise a ripulire il porcile generato da quella figlia svitata e acida che lei stessa aveva messo al mondo, mentre quella sgranocchiava i cereali tranquilla e beata in maniera alquanto sonora, risucchiando il latte nel cucchiaio. Persino quando faceva colazione, era in grado di fare rumore! Era così... Fastidiosa!
Dopo aver finito di fare colazione, Chanel lasciò tutto in giro, senza nemmeno curarsi di mettere la tazza e il bricco a bagno col sapone, e si recò di nuovo in bagno a lavarsi i denti. Mentre si passava con foga ed energia lo spazzolino fra i meandri più remoti della bocca, udì il telefono in camera trillare a mo’ di messaggio. Con lo spazzolino ancora fra i denti, s’incamminò verso la sua stanza a leggere il messaggio.
“Oggi è il tuo ultimo pomeriggio... Vieni a casa mia, ché organizziamo una festa d’addio!” le scrisse una sua amica.
“Vengo di sicuro. Chiama quanta più gente puoi! Anch’io chiamerò a raccolta i miei!” rispose Chanel, riponendo il telefono.
Tornò in bagno e si sciacquò velocemente la bocca, tornò in camera, ribaltò l’armadio, gettando abiti su abiti a terra, finché non trovò qualcosa di decente da mettersi, e si vestì. Mentre si preparava per uscire, truccandosi un po’, si accordava via chat con la sua amica per decidere della festa. Dopodiché, tornò in soggiorno e s’infilò un cappotto.
“Dove vai, Chanel?” le domandò sua madre.
“Vado a comprare un po’ di cose per la festa.”
“Festa? Quale festa?”
“Quella che organizziamo io e Naomi per stasera, in onore della mia partenza.”
“Non dovresti fare la valigia?”
“La farò domani mattina, prima di partire.”
“Non capisco perché tu non sia partita stasera. Le lezioni inizieranno domani!”
“Nessuno spiegherà niente durante la prima lezione. Voglio stare con le mie amiche il più possibile, prima di andarmene. Adesso vado. Ciao!” tagliò corto Chanel, uscendo.
Fece un salto in pasticceria a ordinare tartine e vol-au-vent a volontà, paste e quant’altro per fare un rinfresco nel pomeriggio. Poi, andò a far la spesa, a comprare qualcosa da bere alla festa e per il suo pranzo, non avendo intenzione di aspettare quelle tartarughe dei suoi per mangiare. Infine, ripassò in pasticceria a ritirare gli ordini e finalmente andò a casa. Entrò senza salutare e cacciò la madre dalla cucina, che stava iniziando a preparare il sugo della domenica e si mise a scaldare sulla padella una piadina.
“Ma come? Non mangi con noi?” le domandò la madre contrariata.
“No. Ho fretta. Voglio stare con le mie amiche.”
“E con i tuoi vecchi, no?” intervenne Agostino.
“No, perché siete due rompicoglioni! Adesso, fuori tutti dalla cucina!” esclamò.
Si scaldò la piadina e la imbottì con prosciutto cotto e formaggio spalmabile a volontà, dopodiché si recò in soggiorno, spodestando suo padre dal divano.
“Smammare! Sciò!” gli ordinò, facendogli cenno con la mano, mentre con l’altra teneva il piatto con la piadina.
Il divano davanti alla tv era suo! Quante volte e in quale lingua doveva dirglielo?
Agostino obbedì, facendo già il calcolo alla rovescia delle ore che mancavano alla partenza di Chanel e per sua sfortuna erano ancora parecchie. Più di ventiquattro. Ma doveva sopportare.
Chanel si sedette e usurpò il grande schermo piatto, facendo zapping per un po’, fino a trovare un film comico che le smuoveva il buonumore. Mentre si gustava la piadina col formaggio filante, intimò la madre di chiudere la porta della cucina e non far rumore, perché lei detestava guardare la tv con sottofondi domestici e chiacchiericci umani.
Il padre si era rannicchiato sull’altro divano e non poteva fare a meno di osservare la figlia che ridendo di gusto per il film, mangiava tranquilla. Quando sorrideva, era bella come il Sole! Ma qualora mettesse il muso per qualcosa... No! Meglio ricordarla mentre sorrideva! Era davvero una gran bella ragazza. Alta, slanciata, un po’ troppo mingherlina forse, ma era una tipetto vivace e tutto pepe, sempre in movimento, quindi era normale che tutto il cibo che ingurgitava finisse a farle da benzina senza accumularsi da nessuna parte. Inoltre, la sua giovanissima età le giocava molto a favore, dal momento che mangiava spesso e volentieri cibo spazzatura e non metteva su neanche un grammo di ciccia. E poi, aveva quei capelli rossi e selvaggi che erano una meraviglia, il volto da folletto e gli occhi furbi che la rendevano un amore di ragazza. Peccato per quel caratteraccio! Lunatica oltre misura, Chanel era solita avere sbalzi d’umore e cambiare idea mille volte e con lei, spesso e volentieri, non si sapeva mai come comportarsi. Egoista e forse fin troppo viziata, aveva un gran bella tempra da tigre e sapeva fin troppo bene come ottenere ciò che voleva. Nessun ragazzo aveva mai osato avvicinarsi a lei... E per forza! Anche se era una gran bella ragazza, nessun povero disgraziato era così morto di fame da prendersi una simile bisbetica! Caotica e disordinata, per giunta! Come recitava il detto? “Come cachi, lasci?” Beh, Chanel era proprio così.
“Che hai da guardare?” lo freddò lei acida, accorgendosi che il padre la fissava.
“Niente! Stavo solo pensando a quanto tu sia bella, figlia mia!”
“Che leccaculo! Non è così che riavrai la tv!”
“Che coda di paglia! Penso davvero che tu sia bellissima, ma con quel carattere che hai...”
“Perché? Cos’ha il mio carattere che non va? Io sono Chanel e Chanel fa quello che vuole! Mi sembra giusto, no? Voglio una cosa e me la prendo. Stop.”
“Dovresti imparare a smussare i lati più spigolosi della tua personalità. La vita è fatta anche di compromessi!”
“Io non scendo a compromessi. O si fa come dico io, o sarà guerra!”
“Fa’ attenzione, Chanel. Potresti incontrare qualcuno che ti prenderà a calci!”
“Non sarò certo io quella che sarà presa a calci, qualora accadesse. Ora, sta’ zitto. Voglio finire il film e la piadina in santa pace, grazie!” si seccò acida.
Mentre mangiava, seminò briciole per tutto il divano e una volta finito, abbandonò il piatto lì, accanto a lei. Si riposò una mezz’oretta, poi s’infilò il cappotto, prese su le paste e le bibite e si recò in auto a casa della sua amica Noemi.
La festa fu un successone! Fra invitati, musica e qualche birretta di troppo, trascorse il pomeriggio e anche la sera. Tanto che Chanel a fine serata propose un pigiama party con le amiche più intime, sempre a casa di Naomi. Rimasero sveglie fino a notte inoltrata e Chanel nemmeno si curò di avvisare i suoi che sarebbe rimasta a dormire fuori. Si alzò alle dieci passate, assonnata e sbalestrata, e solo per l’ora di pranzo si degnò di rientrare a casa. E come s’infuriò nello scoprire che nessuno aveva pensato di prepararle qualcosa da mangiare.
“E che ne so io! Sei sparita!” protestò Vittoria.
“Ma se ero da Noemi! Ora, cosa mangio io, eh? I salti di scimmia? Preparami subito qualcosa! Muoviti!” tuonò, frantumando un piatto a terra.
“L’ultima volta che ti ho cucinato qualcosa, mi hai insultata, dicendo che a ci pensi tu a te stessa!”
“Ma sta’ zitta e mettiti al lavoro! Io, intanto, vado a fare la valigia!”
Fu un vero disastro. Non trovava nulla, come sempre, essendo la sua camera un vero casino, mise in valigia cose superflue che non le servivano, mentre non aveva più spazio per quelle ci cui necessitava, così finì per doverne preparare due. Come sempre all’ultimo minuto.
Quando andò in cucina e scoprì che la madre le aveva preparato della pasta in bianco, scoppiò il putiferio.
“Cos’è questa merda? Lo sai che non mi piace!” tuonò Chanel a sua madre.
“Non c’è altro!”
“Ma chi ti ha detto di cucinare per me? A me, ci penso io!”
Ecco... Pensò Agostino fra sé e sé. Ha cambiato già idea.
“Tutto io devo fare!” proseguì la belva imbufalita. “Vai via! Fuori dalla cucina! FUORI!” tuonò di nuovo, scaraventando il piatto con la pietanza a terra.
Aprì il frigo, stizzita e seccata. Quella buona a nulla di sua madre! Lo sapeva che la pasta in bianco le faceva semplicemente schifo! Possibile che fosse così smemorata? No. Non era smemorata! Magari non le importava o peggio cercava a ogni costo la discussione con lei. Masochista, sapendo che con lei era impossibile averla vinta. Mise a scaldare una delle piadine avanzate del giorno prima, la imbottì con una salsiccia cotta alla griglia e cacciò nuovamente i suoi dal divano in malo modo, prendendo il possesso della tv. Intanto i suoi contavano. Ancora poche ore...
Dopo mangiato, Chanel si rilassò un po’ sul divano, ordinando perentoriamente ai suoi di stare zitti, dopodiché si chiuse in camera ad ascoltare la musica a tutto volume, facendo tremare le mura, stra-fregandosene dei vicini, che si sarebbero arrangiati e soltanto alle cinque e mezza passate, s’infilò il cappotto e salutò i suoi.
“Ciao Chanel”, l’abbracciò sua madre.
Dopotutto le voleva bene. Rimaneva sempre sua figlia.
“Mi raccomando, Chanel”, le disse amorevolmente il padre, mentre anche lui l’abbracciava. “Ricordati quello che ti ho detto riguardo ai compromessi. La convivenza non è mai facile, soprattutto se forzata. E Urbino è un vivaio. Sta a vedere che incontri uno tosto quanto te!”
“Peggio per lui! Se così fosse, si pentirà di aver incrociato il mio cammino!” sghignazzò sadica Chanel. “Ciao a tutti e due!”
Così dicendo, prese le valigie, le caricò in macchina, mise in moto e partì. Via! Verso la sua nuova meta! La sua nuova vita in libertà, lontano dai quei rompipalle dei suoi genitori, stava per avere inizio.
Peccato per lei, che non sapeva ancora quale incubo la stesse aspettando...

venerdì 21 settembre 2018

On Air - Episodio 8 di Nunzio Palermo

On Air
On Air – In Onda
Episode: 8
Season: 1 (seconda parte)
Airdate: 21/09/2018
Creator: Nunzio Palermo

Frank Smith ascoltò con attenzione Van Morris e disse che si sarebbe messo all’opera. Susan, nel frattempo, stava trascrivendo dal manoscritto le nuove puntate della soap opera. Jonathan le aveva fatto recapitare cinque libretti. Dando una rapida occhiata, Susana capì che Jonathan aveva scritto tante puntate fino a coprire tutto l’autunno e l’inverno fino a metà gennaio. Trovò strano tutto ciò ma continuò il suo lavoro. Van Morris la raggiunse nel suo ufficio e chiese se avesse visto Jonathan. Susan rispose che non vedeva Jonathan in ufficio da molti giorni e riferì quanto scoperto. Van Morris ascoltò con attenzione. Luke era pronto per la puntata odierna. Il cast era pronto e Van Morris pure. Non voleva perdere la puntata odierna.  Man mano che i personaggi parlavano, Van Morris era rimasto perplesso. Poi si diresse verso lo studio della soap. Davanti l’entrata del palazzo dove era ubicata la radio, entrò Sandra, la moglie di Luke. Salì in ascensore e vide fermento nei vari uffici. Incontrò Susan che la invitò a bere un caffè. Van Morris salutò le donne e chiese a Susan se avesse visto Lois stamani. Susan rispose di no. Van Morris chiese se nelle prossime puntate il personaggio interpretato da Lois fosse presente. Susan fece mente locale e disse di noi. Il personaggio di Lois spariva dalla soap raccontato dal personaggio interpretato da Marina. Sandra chiese chi fosse Lois. Susan rispose. Sandra disse che una volta Jonathan aveva raccontato a Luke che una volta era stato sposato. Van Morris confermò e disse che la moglie di Jonathan si chiamava Rebecca. Come il personaggio interpretato da Lois, disse Susan, solo che si chiamava Becky. Susan chiese cosa stesse accadendo. Van Morris chiese a Susan di telefonare a Jonathan. Susan corse ne suo ufficio mentre Van Morris dal suo ufficio chiamò l’investigatore privato. Sandra chiese a Van Morris cosa stesse accadendo. Van Morris prima di rispondere, chiamò Susan dall’interfono e le chiese di portare tutti i copioni delle prossime puntate e i manoscritti. Chiese aiuto a Sandra promettendole che l’avrebbe fatta assumere. Sandra di tolse il e si sedette sul divano. Capì dall’espressione di Van Morris che Jonathan era in pericolo. Poco dopo arrivò Susan con i vari copioni e manoscritti. Van Morris disse a Susan di metterli sulla scrivania e di divederli. Sandra chiese cosa cercare. Van Morris disse che bisognava leggere i dialoghi in cui si parla di Becky fuori onda. Susan annuì e iniziò a leggere. Nel frattempo, non ontano da Chicago. In una baita, Lois si guardò attorno guardinga. Erano anni che non metteva piede in quella baita. Entrò dentro. Scese nella cantina e osservò Jonathan legato e ancora svenuto.

On Air – In Onda # 8 © 2018 – Nunzio Palermo



Tempo d'amare X - 1270° puntata - di Mattia Cattaneo





Nicole nega ma Jorg le chiede la verità: lui l’ha vista con la stessa fotografia che porta con sé da quando gli hanno vietato di andare a vedere Patrizia. Alex intanto ha una crisi di gelosia per Johannes e litiga con Jana. Rafaela e Robert fanno l’amore

Come foglie al vento - Episodio 586 di Nunzio Palermo


Come foglie al vento

Episode
586
Season
4
Date
13/9/2013
Production Code
10/232
Writer
Nunzio Palermo

Victoria Square
Liz chiese a Gary di non accettare l’invito di Rita. Gary rispose che era l’unico modo per tranquillizzare e assecondare Rita. Liz disse che i suoi uomini erano pronti ad agire in caso di reale pericolo. Gary annuì. Rebecca chiese a Gary se fosse sicuro di quello che stava facendo. Gary sorrise e si voltò verso il pub annunciando a Rita di farlo entrare.

Cedar’s Pub/Victoria Square
Gary s’avviò verso l’entrata del pub. Rita non lontana dalla porta, attendeva il suo arrivo. Teneva gli ostaggi sotto la mira della pistola.

Cedar’s Pub – Back shop
Giles, con addosso il giubbotto antiproiettile, era pronto ad entrare in azione. I tiratori scelti erano in assetto da guerra. Bisognava salvare gli ostaggi. Il capitano Smith era pronto all’azione. Dall’appartamento di Peter, al piano di sopra, con una microcamera, stavano osservando quanto stava accadendo nel pub. Sul monitor videro Rita e poco dopo Gary entrare.

Cedar’s Pub/Victoria Square
Gary era entrato nel pub. Roger disse a Liz cosa avesse in mente di fare Gary. Liz non seppe rispondere. Rita salutò Gary. Gary non contraccambiò il suo saluto e chiese del perché avesse ucciso sua sorella Sandra. Rita ripose che lo aveva fatto per i soldi. Soldi della rapina di Londra. Nick stava curando Martin. Stava molto male. Gary capì che aveva poco tempo e disse a Rita che aveva i soldi. Rita chiese dove fossero, visto che non aveva nessuna borsa con sé. Gary rispose che aveva un bancomat dove poter attingere i soldi.

Come foglie al vento
Come foglie al vento # 586 © 2013 by Nunzio Palermo for WSO



giovedì 20 settembre 2018

Come foglie al vento - Episodio 585 di Nunzio Palermo



Episode
585
Season
4
Date
12/9/2013
Production Code
9/232
Writer
Nunzio Palermo

Victoria Square
Liz disse ai suoi uomini di tenersi pronti. Rita era fuori di sé e temeva per la vita degli ostaggi. Rebecca non sapeva cosa fare. Guardò Gary. Poi prese il cellulare e richiamò Roger.

Vanderbilt’s Attic – Manchester
Myrna era furibonda con vanessa. Stuart rispose alla chiamata di Roger. Stuart ascoltò con attenzione e accese la televisione che stava trasmettendo quanto stava accadendo a Victoria Square.

Victoria Square
Gary supplicò Rita di arrendersi e che le avrebbe dato i soldi. Roger con fatica riuscì a raggiungere Rebecca. Liz chiese a Gary cosa stesse pensando di fare e di ottenere. Gary rispose che voleva dare a Rita quello voleva. I soldi della rapina. Anche se erano stati spesi. Roger non credette a quanto Rebecca gli aveva pocanzi raccontato. Ebbe il tempo di sentire Gary che stava per entrare nel pub.

Victoria’s Square – Cedar’s Pub
Nick era in piena emergenza. Aiutato da Tom a tenere in vita Martin. Nick chiese a Rita di coprire il corpo del suo complice. Pistola in mano, Rita chiese a uno dei clienti di posizionare il corpo di Lima accanto all’altro cadavere. Poi Rita, si avvicinò alla porta chiedendo a Gary di entrare nel pub.

Victoria Square
Liz chiese a Gary di non accettare l’invito di Rita. Gary rispose che era l’unico modo per tranquillizzare e assecondare Rita. Liz disse che i suoi uomini erano pronti ad agire in caso di reale pericolo. Gary annuì. Rebecca chiese a Gary se fosse sicuro di quello che stava facendo. Gary sorrise e si voltò verso il pub annunciando a Rita di farlo entrare.

Come foglie al vento
Come foglie al vento # 585 © 2013 by Nunzio Palermo for WSO


Come foglie al vento - Episodio 713 (137/237) di Nunzio Palermo

                è presentato da  Come foglie al vento # 713 Episode 713 Season 4 Origi...